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Netflix

I Am Mother, il trailer del film fantascientifico di Netflix con Hilary Swank

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Netflix ha rilasciato il trailer ufficiale del prossimo thriller di fantascienza I Am Mother con la vincitrice del premio Oscar Hilary SwankTrust , Million Dollar Baby ), la candidata ai Golden Globe Rose ByrneDamages , Spy ) e la promettente Clara Rugaard. Guarda il trailer nel player in alto.

Il robot è stato creato da  WETA Workshop, noto per il suo lavoro su Avatar e Il  Signore degli AnelliI Am Mother segna il debutto alla regia di Grant Sputore, da una sceneggiatura di Michael Lloyd Green, e basato su un racconto di Sputore e Green. Kelvin Munro produrrà per The Penguin Empire insieme a Timothy White per Southern Light Films. I produttori esecutivi includono Paris Kasidokostas Latsis, Terry Dougas e Jean-Luc De Fanti per Rhea Films, Bryce Menzies, Grant Sputore, Philip Wade e John Wade.

Il film è stato presentato in anteprima mondiale lo scorso 25 gennaio al Sundance Film Festival. Verrà lanciato su Netflix il 7 giugno.

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

Cinema

Murder Mistery, il trailer del film Netflix con Adam Sendler e Jennifer Aniston

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Murder Mistery

Novità firmata Hollywood su Netxflix. Dopo aver lanciato diversi film direttamente sulla piattaforma più nota degli ultimi anni, senza passare per il cinema, ecco aggiungersi un nuovo titolo: Murder Mystery diretto da Kyle Newacheck. Il cast è composto da Adam Sandler, Jennifer Aniston, Luke Evans, Gemma Arterton, Luis Gerardo Mendez e Terence Stamp. Per capire meglio di cosa si tratta, vedete il trailer in alto!

Quando un poliziotto di New York (Adam Sandler) porta finalmente la moglie (Jennifer Aniston) in Europa per una vacanza promessa da tempo, un incontro casuale durante il volo si trasforma in un invito a partecipare a un intimo incontro familiare sul lussuoso yacht dell’attempato miliardario Malcolm Quince. Ma quando Quince viene assassinato, i due coniugi diventano i principali sospetti in questo giallo moderno. Adam Sandler e Jennifer Aniston tornano a recitare insieme in Murder Mystery affiancati da un cast di fama mondiale.

Murder Mystery sarà disponibile dal 14 giugno su Netflix.

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Movie Score

Movie Score, Homecoming: il film Netflix di Beyoncé è un trattato sulla tenacia

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homecoming

Homecoming, il nuovo film Netflix scritto e diretto da Beyoncé Knowles e Ed Burke non è un “film musicale”, nel senso che non racconta in forma romanzata le vicende di un artista, né tantomeno un “film concerto”, che si limita a riproporre i momenti migliori dell’ormai celebre set al Coachella 2018 (rinominato, dopo la straordinaria performance, Beychella) della cantante di Houston, ma ne mostra addirittura la preparazione, l’allestimento, l’origine concettuale. Homecoming infatti si pone come un manifesto artistico nel quale Beyoncémette in scena tutto ciò in cui crede, le cose che l’hanno motivata e che l’hanno convinta a proseguire in una carriera ormai pluriventennale. Eppure il film Netflix, proprio come un moderno film sulla musica e sui musicisti, come Whiplash o La La Land, è soprattutto un film sulla tenacia e sulla dedizione. Sulla necessità di dare il massimo per raggiungere i propri obiettivi, definendo un modo di vivere che si basa prima di tutto sul sacrificio e sull’abnegazione.

Beyoncé si concede allo spettatore parlando francamente di quella tortuosa strada verso il Coachella e della sua gravidanza che nel 2017 la costrinse a rimandare la tanto attesa performance. La ben nota riservatezza della cantante, che nel corso della sua carriera ha sempre centellinato le interviste e le apparizioni pubbliche, rifiutando anche la legge dell’onnipresenza sui social network, in Homecoming sembra aprire uno squarcio per permettere al mezzo cinematografico di compiere una indagine sulla sua intimità e sul suo corpo, nonché sulle modificazioni di cui questo è stato oggetto in seguito al parto gemellare. Già “The Boss” in Springsteen on Broadway (altro prodotto targato Netflix) aveva dimostrato di possedere la capacità dei più grandi narratori, quella di narrare ogni volta la stessa storia, la propria, ma in maniera tale da renderla universale, facendo in modo che tutti quelli che sognano in quella direzione possano rivedersi e riconoscersi. Perciò Homecoming è così importante, perché è in grado di rendere Beyoncé, da sempre un esempio di sicurezza e auto-determinazione nell’immaginario collettivo, una “idea” nella quale credere.

La musica di Homecoming

Beyoncé è da sempre una “classicista”, un’artista che crede fortemente nel rigore delle proprie composizioni, nel fatto che debbano avere una struttura riconoscibile e meticolosa, fatta di cori, ponti, cambi di tonalità. Le sue canzoni “uptempo” come Crazy in Love, Countdown e Love on Top, ad esempio, sono alcuni dei più fantasiosi e brillanti esempi di r&b degli ultimi vent’anni, eppure Beyoncé è innanzitutto una cantante. Alcuni brani di Homecoming mettono in risalto la sua incredibile estensione vocale: la flessibilità di cantare nelle tonalità più alte, la capacità di adattarsi alla musicalità “bassa” delle ballate (come in I Care).

Donne di colore, vere e proprie pioniere del rock’n’roll come Memphis Minnie, Suor Rosetta Tharpe ed Etta James, o ancora regine della “rhythmic music” moderna come Janet Jackson e Missy Elliott, non hanno forse ricevuto il giusto riconoscimento nel corso degli anni per le loro innovazioni. Beyoncé è stata invece la prima donna di colore “headliner” ai festival più importanti, dimostrando di comprendere la responsabilità di quel “ruolo” e lottando per rimanere a lungo in quello spazio che aveva conquistato (per lei, ma soprattutto per le sue colleghe). A distanza di pochi mesi l’una dall’altra, entrambe le sorelle Knowles (Beyoncé e Solange) hanno realizzato progetti che hanno ripensato il concetto di “casa” come utopia sociale e di genere, radicata nel passato ma finalmente pienamente consapevole di se stessa. Homecoming è quindi un meraviglioso tuffo in quella “great pool of black genius” da cui Beyoncé ha pescato a piene mani, mettendo a frutto ciò che è stato fatto nel tempo dai suoi predecessori, dai suoi contemporanei e da lei. Avendo la capacità di portare il pubblico a sé e mai cedendo alla tentazione di tendere furbamente verso il pubblico.

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Horror Mania

Chambers, la recensione della nuova serie horror con Uma Thurman

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chambers

Il primo episodio di Chambers, nuova serie horror targata Netflix, chiarisce fin dall’inizio qual è la sua concezione del genere. Il regista del pilot, Alfonso Gomez-Rejon, già regista di alcuni degli episodi più significativi di American Horror Story ma soprattutto autore di quel piccolo successo indie che fu qualche anno fa Me And Earl And The Dying Girl, setta lo standard per tutte le successive puntate.

Gomez-Rejon utilizza la composizione dell’inquadratura e i movimenti di macchina per catturare l’attenzione dello spettatore, sfrutta gli zoom e gli angoli inclinati per creare la tensione e si concede persino dei primi piani drammatici alla Tom Hooper. La staffetta della regia, nel corso della prima stagione di Chambers, passerà, con il susseguirsi degli episodi, ad altri giovani cineasti già esperti nel mondo della televisione e del cinema (il più noto dei quali è sicuramente Ti West, considerato fino a qualche tempo uno dei talenti più promettenti nel panorama horror statunitense). La narrazione di Chambers, invece, non segue lo stesso rigore della sua messa in scena.

chambers serie tv

uma thurman in chambers

La serie Netflix sembra infatti soccombere sotto il peso delle sue stesse sottotrame, che cominciano progressivamente ad accumularsi fino a diventare pressoché irrisolvibili (non semplicemente ambigue, ma implausibili e forzate). La gravidanza isterica di un personaggio, l’ossessione compulsiva di un altro: tutti modi per diluire la narrazione, rimandando il climax finale che alla fine dovrà cercare di spiegare tutto e incuriosire lo spettatore in vista di una (eventuale) seconda stagione.

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Chambers: l’elemento sovrannaturale

La trama imbastita da Leah Rachel prende il via da un spunto molto semplice: una giovane donna, Sasha Yazzie, dopo essere sopravvissuta ad un infarto, comincia ad indagare attorno ad alcuni misteri che riguardano il cuore che le è stato trapiantato e che le ha salvato la vita. Tuttavia, più Sasha si avvicina alla scoperta della verità sulla morte improvvisa del suo donatore, più inizia ad assumere le caratteristiche del defunto. Sasha comincia quindi ad avere delle visioni di Becky e comincia a percepire le cose dal punto di vista della ragazza morta. Si convince quindi di essere “abitata” nel corpo da un’altra entità e comincia a sospettare che altre persone attorno a lei potrebbero saperne di più di questa sua trasformazione. Come è ovvio che sia, nella serie giocherà un ruolo fondamentale il passato di Sasha stessa, ma Chambers fa di tutto per chiarire allo spettatore che è l’elemento sovrannaturale la chiave di tutto (fin dai primi venti minuti del primo episodio).

chambers netflix review main

chambers netflix review main

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La mancanza di profondità di una storia che sarebbe potuta essere raccontata in molto meno tempo (e con molte meno scene superflue), rende Chambers un tentativo riuscito solo a metà, che sembra cercare la sofisticazione della televisione moderna solo nel suo impianto visivo. Neanche Tony Goldwyn e Uma Thurman sembrano in grado di dare il meglio di loro, recitando spesso fuori tono. Ma se si riesce a tenere duro durante gli episodi intermedi, si può arrivare alla conclusione di questo viaggio sovrannaturale senza grossi rimpianti.

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