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Cinema

Antonio Banderas, 10 cose da sapere sull’attore spagnolo

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Chi è che almeno una volta non ha avuto una sbandata per Antonio Banderas? Il suo aspetto da bello e dannato soprattutto con il look anni 90 – nei panni di Zorro – lo hanno reso uno degli uomini più sexy del mondo. In occasione della presentazione alla 72^ edizione del Festival di Cannes, del film Dolor y Gloria del regista spagnolo Pedro Almodovar in cui interpreta il protagonista, abbiamo deciso di conoscere più a fondo questo attore che ha fatto perdere la testa a milioni di fan di tutte le età.

1. È nato il 10 agosto 1960 a Malaga da padre commissario di polizia e madre insegnante. Destinato a diventare un calciatore di successo, sfortunatamente a 18 anni è costretto ad apprendere gli scarpini al chiodo a causa di una frattura al piede.

2. A 19 anni Banderas davanti al Teatro Nazionale di Madrid, incontrò un uomo particolare, il quale vedendolo gli disse solo: “Hai una faccia molto romantica. Dovresti fare cinema. Bye Bye.” Il giovane Antonio ignaro di chi fosse quell’uomo particolare che portava una valigetta rossa, grazie agli amici scoprì che si trattava del regista Pedro Almodovar.

3. Dopo aver detto addio al mondo del calcio viene battezzato nel mondo del cinema. Viene scelto proprio da Almodovar per il film Labirinto di passioni (1982). Film che gli apre le porte del mondo del cinema grazie al regista spagnolo, che lo vuole anche per i film Matador, La legge del desiderio e Donne sull’orlo di una crisi di nervi. Grazie a questi ruoli, Banderas dalla Spagna vola direttamente nell’Olimpo di Hollywood che lo accoglie a braccia aperte.

4. Nonostante abbia preso parte a pellicole importanti come Philadelphia accanto a Tom Hanks nel ruolo del compagno del protagonista o anche Intervista col vampiro, insieme a Tom Cruise e Brad Pitt, il personaggio che lo consacra è quello dello spadaccino spagnolo mascherato vestito di nero nel film La maschera di Zorro accanto a Catherine Zeta Jones.

5. Banderas da giovane ebbe modo di incontrare Madonna all’apice del suo successo durante una cena a Madrid, dopo che si era esibita in una delle date del suo tour. In diverse occasioni Banderas ha avuto modo di dichiarare che, nonostante la richiesta della cantante di chiamarla il giorno dopo, decise di declinare l’invito per rispetto e fedeltà nei confronti della moglie Ana Leza, tra l’altro presente anche lei a quella cena.

melanie griffith e antonio banderas lamore dopo il divorzio maxw 1280

Melanie Griffith e Antonio Banderas

6. Se non fu Madonna la causa della fine del matrimonio con la Leza, ci pensò Melanie Griffith a far perdere la testa a Banderas. Nel 1996 dopo aver incontrato sul set di Two Much la biondissima e svampita Griffith, decise di sposarla nonostante i suoi problemi di alcol e droga. Il loro fu davvero un grande amore, dato che Antonio si trovò a crescere anche Dakota Johnson (Anastacia Steele della trilogia di 50 sfumature) e Alexander Bauer, i figli della donna avuti da due precedenti relazioni. Dal loro matrimonio è nata solo una  figlia, Stella.

7. L’annuncio della fine del loro matrimonio – avvenuto nel 2015 – fu una notizia che destabilizzò tutta Hollywood e non solo. Da sempre erano considerati come una delle coppie più longeve e innamorate del mondo dello spettacolo, lontano da scandali e voci di tradimenti. La motivazione della separazione? “Per sopraggiunta incapacità a continuare insieme”, insieme ad un bell’assegno mensile di 65 mila dollari al mese, la casa di Aspen e metà dei compensi di Banderas per i film dal 2004 al 2014.

8. Nel 2017 Banderas è stato colpito da un infarto che lo ha segnato profondamente dal punto di vista fisico e ancor di più, morale. La paura di perdere la vita e tutti i suoi cari lo ha portato ad apprezzare le cose più semplici della vita e soprattutto a smettere di fumare.

9. Ora il suo cuore sembra essere tornato a battere ancora – in tutti i sensi – grazie alla consulente finanziaria di origine olandese Nicole Kimpel.

10. Nonostante gli anni Banderas resta sempre il classico ‘uomo che non deve chiedere mai’. Ma sapete che dietro questo hombre, si nasconde un appassionato di yoga, pratica che lo aiuta a curare il corpo e un ottimo cuoco? A quanto pare , il bell’ Antonio sembra essere particolarmente bravo in cucina – almeno da quanto dicono i suoi amici, come Penelope Cruz – soprattutto nella preparazione della classica paella spagnola.

 

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

Cinema

#AnneFrank. Vite parallele, il trailer del docu-film con Helen Mirren

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helen mirren in anne frank. vite parallele 2

Sarà l’attrice Premio Oscar ® a ripercorrere attraverso le pagine del diario la vita di Anne e a condurci attraverso la storia di 5 donne che, da bambine e adolescenti, sono state deportate nei campi di concentramento ma sono sopravvissute alla Shoah.

Sarà Helen Mirren, Premio Oscar® come migliore attrice per The Queen, la guida d’eccezione del documentario, scritto e diretto da Sabina Fedeli e Anna Migotto, con la colonna sonora di Lele Marchitelli, prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital in collaborazione con l’Anne Frank Fonds di Basilea, Sky Arte il Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa, in uscita nei cinema italiani solo l’11, 12 e 13 novembre (elenco sale a breve su nexodigital.it). Anne Frank, nata a Francoforte il 12 giugno 1929, quest’anno avrebbe compiuto 90 anni. Il docu-film a lei dedicato la racconta attraverso le pagine del suo diario: un testo straordinario che ha fatto conoscere a milioni di lettori in tutto il mondo la tragedia del nazismo, ma anche l’intelligenza brillante e il linguaggio moderno di una ragazzina che voleva diventare scrittrice.

La storia di Anne si intreccia con quella di 5 sopravvissute all’Olocausto, bambine e adolescenti come lei, con la stessa voglia di vivere e lo stesso coraggio: Arianna Szörenyi, Sarah Lichtsztejn-Montard, Helga Weiss e le sorelle Andra e Tatiana Bucci.

Come sarebbe stata la vita di Anne Frank se avesse potuto vivere dopo Auschwitz e Bergen Belsen? Cosa ne sarebbe stato dei suoi desideri, delle speranze di cui scriveva nei suoi diari?  Cosa ci avrebbe raccontato della persecuzione, dei campi di concentramento? Come avrebbe interpretato la realtà attuale, il rinascente antisemitismo, i nuovi razzismi? Certo è che, ancora oggi, Anne resta un punto di riferimento, uno specchio attraverso cui i ragazzi imparano a guardare il mondo e a farsi delle domande.  Anne scriveva di sé, di ciò che accadeva nell’Europa in fiamme, del Nazismo. E per confidare le sue paure e le sue riflessioni inventa un’amica immaginaria: Kitty. Helen Mirren accompagna gli spettatori nella storia di Anne attraverso le parole del diario. Il set è la camera del rifugio segreto di Amsterdam in cui la ragazzina resta nascosta per oltre due anni. È stata ricostruita nei minimi dettagli dagli scenografi del Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa. Una straordinaria e dettagliata ricostruzione ambientale che ci riporterà al 1942. Nella stanza ci sono gli oggetti della sua vita, le fotografie con cui aveva tappezzato le pareti, i quaderni su cui scriveva.

Una giovane attrice, interpretata da Martina Gatti, ha invece il ruolo di guidarci nei luoghi di Anne e delle superstiti della Shoah. È lei a viaggiare per l’Europa alla scoperta delle tappe della breve vita di Anne.  È una giovane di oggi che vuole conoscere la storia dell’adolescente ebrea diventata simbolo della più grande tragedia del ‘900 e ci parla soprattutto attraverso i social. Sono le foto e i post il suo linguaggio. Attraverso questi, la Gatti racconta e interpreta quello che scopre, quello che vede, dal campo di concentramento di Bergen-Belsen in Germania (dove Anne e sua sorella Margot muoiono) al Memoriale della Shoah di Parigi, fino alla visita nel rifugio segreto nella capitale olandese. Martina rappresenta una delle migliaia di teenager che si sentono vicine ad Anne, una delle tante amiche immaginarie, delle tante Kitty che ovunque nel mondo sognano di avere un posto speciale nel cuore della Frank.

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Martina scrive una sorta di diario digitale capace di parlare ai suoi coetanei: un modo immediato per mettere in relazione le tragedie passate con il presente, di capire quale sia oggi l’antidoto contro ogni forma di razzismo, discriminazione e antisemitismo. È la sua curiosità, la sua voglia di non restare indifferente, a farci riscoprire l’assoluta contemporaneità delle parole di Anne Frank, ma anche la potenza delle voci di chi ancora può ricordare. Quelle di Arianna, Sarah, Helga, Andra e Tatiana, le storie parallele. Come Anne Frank hanno subito, da giovanissime, la persecuzione e la deportazione. A loro è stata negata l’infanzia, hanno perduto nei lager madri, padri fratelli, amici, amori. I racconti delle sopravvissute alla Shoah danno voce al silenzio del diario di Anne, che si interrompe improvvisamente con l’arresto di tutti gli ospiti del rifugio segreto di Amsterdam il 4 agosto 1944. Donne che si raccontano, a volte interrotte dall’emozione. Come quando Arianna, deportata a 11 anni, rievoca i suoi incontri con la madre attraverso il filo spinato di Auschwitz. Ma nel loro narrare c’è anche forza, sfida, ironia. Un esempio è la descrizione del gioco “surreale” che Sarah organizzava in campo con le altre ragazzine: una gara fra pulci. Non si vinceva niente ma aiutava a vivere.

Nel documentario, tra le altre, le voci del rabbino Michael Berenbaum, storico e docente di studi giudaici in diverse università americane, dello storico della Shoah Marcello Pezzetti, direttore del nascente Museo della Shoah di Roma, dell’etnopsicologa francese Nathalie Zajde, delle testimoni Doris Grozdanovicova e Fanny Hochbaum, della violinista di fama internazionale Francesca Dego, di Yves Kugelmann giornalista e membro dell’Anne Frank Fonds, Basel, di Ronald Leopold – direttore dell’Anne Frank House, del direttore del magazine online Jewpopo Alain Granat, del fotografo Simon Daval.

La colonna sonora del docu-film è di Lele Marchitelli, che ha firmato le musiche dei film di importanti registi come Giuseppe Piccioni, Renato De Maria, Cinzia TH Torrini, Riccardo Milani, Carlo Verdone, Paolo Sorrentino. Tra i suoi lavori, anche la colonna sonora de La Grande Bellezza.

L’Anne Frank Fonds è stata fondata a Basilea nel 1963 da Otto Frank come organizzazione non profit. La fondazione detiene i diritti per le opere, le lettere e le foto di Anne Frank e dei membri della sua famiglia. #AnneFrank. Vite parallele è prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital in collaborazione con l’Anne Frank Fonds di Basilea, Sky Arte e con il Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa. Sarà distribuito nei cinema italiani solo l’11, 12 e 13 novembre con i media Radio Capital e MYmovies. L’evento è patrocinato da UCEI, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

In occasione dell’uscita del docu-film, nasce anche il profilo Instagram @CaraAnneFrank: come Kitty contemporanee, tutti noi possiamo parlare ad Anne e alle altre testimoni raccontando loro i nostri pensieri e le nostre emozioni sul tema della memoria. È questo l’invito rivolto a studenti e lettori in occasione dell’uscita in sala di #ANNEFRANK. VITE PARALLELE, che si prefigge di mettere nuovamente in luce l’assoluta contemporaneità del messaggio e delle testimonianze di Anne, Arianna, Sarah, Helga, Andra e Tatiana come strumento per decifrare il mondo attuale e come antidoto contro ogni forma di razzismo.

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Backstage e Curiosità

Rambo – Last Blood, la nuova featurette con Sylvester Stallone

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rambo last blood

Trentasette anni dopo il primo film, arriva il quinto capitolo di un franchise diventato un cult: Rambo – Last Blood.
Sylvester Stallone torna nei panni di un personaggio che lo ha reso una star planetaria: John Rambo, il veterano di guerra del Vietnam ed ex soldato delle forze speciali dell’esercito americano. Dopo aver abbattuto soldati sovietici in Vietnam e Afghanistan, e massacrato brutali combattenti dell’esercito birmano, John torna nel ranch di famiglia per iniziare finalmente una vita tranquilla… prima che il destino lo riporti di nuovo a scatenare l’inferno contro un ultimo nemico.

Diretto da Adrian Grunberg (Viaggio in paradiso con Mel Gibson), il cast include anche Paz Vega (Parla con lei, Spanglish), Adriana Barraza (nominata agli Oscar per Babel), Sergio Peris-Mencheta (Snowfall, Resident Evil: Afterlife), Joaquin Cosio (Quantum of Solace, Savages) e Oscar Jaenada (Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare, Escobar – Il fascino del male). Rambo – Last Blood arriverà nelle sale italiane il prossimo 26 settembre, distribuito da Notorious Pictures.

John Rambo, veterano del Vietnam, torna finalmente a casa. Ma dopo esser tornato nel ranch di famiglia in Arizona, Rambo si troverà ad affrontare i membri di un temibile cartello messicano implicato in un commercio sessuale di ragazze dell’Est.

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Backstage e Curiosità

Gemini Man, la nuova featurette sulle location del film diretto da Ang Lee

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Disponibile una nuovo approfondimento sul film Gemini Man diretto da Ang Lee con Will Smith, nelle sale dal 10 ottobre distribuito da 20th Century Fox. La featurette è dedicata alla suggestive location del film, tra cui Budapest e Cartagena, città dal fascino incredibile che hanno fatto da sfondo alle scene più belle e mozzafiato del film con protagonista Will Smith.

“Stavamo guidando la moto su quelle mura di 400 anni fa. Questo, secondo me, è puro intrattenimento”, racconta Ang Lee“Vedrete luoghi bellissimi. Girare in tutte queste località è più reale, più immersivo”, aggiunge il produttore Jerry Bruckheimer.

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