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Cinema

Mary Poppins, 5 scene indimenticabili dell’originale Disney

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Il 20 Dicembre esce al cinema un nuovo film Disney che farà sicuramente incassi da capogiro. A pochi giorni da Natale arrive Il ritorno di Mary Poppins diretto da Rob Marshall, con Emily Blunt, Meryl Streep, Dick Van Dyke, Colin Firth, Angela Lansbury e tantissimi altre star. A distanza di 54 anni dal primo indimenticabile Mary Poppins diretto da Robert Stevenson con Julie Andrews e Dick Van Dyke abbiamo deciso di ricordare questo film – vincitore di ben 5 premi Oscar – scegliendo 5 scene indimenticabili, cercando di mettere d’accordo grandi e piccini.

Supercalifragilistichespriralidoso: Una delle canzoni rimaste nella memoria di tutti, dopo oltre mezzo secolo dalla sua prima uscita, interpretata dalla meravigliosa doppiatrice Tina Centi. Il magico duetto tra Mary e Bert all’ippodromo, mentre ballano e cantano con i due bambini Banks e altri personaggi in versione cartone animato che rendono tutto ancora più magico.

La magica borsa: L’arrivo di Mary in casa Banks mostra, fin da subito, un tocco di magia, con la sua magica borsa fatta con un tappeto, dalla quale tira fuori un attaccapanni, un bellissimo specchio e tanto altro. Questa scena, oltre a creare stupore sul volto dei piccoli Jane e Michael, offre una valida e preziosa lezione di vita: “Non giudicare mai le cose dal loro aspetto”. Ammettiamolo, questa scena è cara sopratutto alle ragazze. A chi non è mai capitato di sentirsi dire: “ma hai la borsa di Mary Poppins?” Piccole dimensioni e una innumerevole quantità di oggetti al suo interno.

…E la pillola va giù: Per ricordare questa scena non serve uno sforzo di memoria. Tutti – comprese quelle poche persone che ancora non hanno visto questo capolavoro Disney – si saranno sicuramente imbattute, magari anche su YouTube, nella scena in cui ,con un solo schiocco di dita, Mary e i bimbi mettono in ordine l’intera stanza, cantando la famosissima canzone: “con un poco di zucchero, la pillola va giù. Chi da piccolo non ha provato a fare come loro per mettere le cose in ordine?

Il ballo dei pinguini: la performance dell’attore Dick Van Dyke che balla con i quattro camerieri pinguini è una vera delizia per gli occhi. Bisogna ricordare che il talento di questo attore è ancor più vivo, perchè trattandosi di un film del 1964, in questa sequenza a dir poco perfetta, troviamo l’umano Bert che balla in perfetta coordinazione con i pinguini versione cartone animato. Chapeau!

Sopra i tetti di Londra: il magico quartetto composto da Mary Poppins, Bert e i due bambini, si trova su un tetto con tutta Londra ai loro piedi. Indimenticabile la battuta di Bert: “Che cosa ti avevo detto? C’è un mondo intero ai nostri piedi. E chi lo vede così, a parte le stelle, gli uccelli e gli spazzacamini?”. Da qui parte una delle canzoni più belle dell’universo Disney, “Can Camini”, cantata dal doppiatore Oreste Lionello.

Dopo questo dolce ricordo di un film entrato nella storia del cinema e soprattutto, nel cuore degli adulti e dei bambini di tutto il mondo, non ci resta che ricordarvi che il 20 dicembre esce Il Ritorno di Mary Poppins nelle sale italiane.

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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Cinema

Io non ho mai, la recensione del cortometraggio di Michele Saia

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L’opera prima di Michele Saia, cortometraggio dal titolo Io non ho mai, è innanzitutto un racconto di fisici giovanili e corpi che si muovono nello spazio. Rispettando la tradizione dei film per ragazzi avviata di Rob Reiner, anche il protagonista del corto di Saia dovrà fuggire da altri ragazzi che lo vogliono acchiappare, dovrà saltare, cadere e correre per mettersi al riparo. Sarà lui ad insegnare suo fratello più grande, un ragazzone imponente e grosso ma affetto da ritardo mentale, ad andare in bici nonostante la contrarietà della loro madre. Anche in questo caso, quindi, l’emancipazione passerà attraverso l’utilizzo del proprio corpo, la capacità di coordinazione e l’attività fisica.

È come se il corpo fosse lo strumento attraverso il quale i ragazzini esprimono le loro aspirazioni e i loro sentimenti. Non a caso, quindi, anche la ragazza di cui il protagonista è innamorato sarà caratterizzata innanzitutto da un segno sul viso e questo “difetto” estetico ne determinerà la personalità. Ancora una volta è il corpo che viene prima di tutto il resto. La conosceremo prima attraverso la sua faccia e solo successivamente attraverso le sue parole e le sue intenzioni. 

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Saia, laureato con lode in grafica d’arte e progettazione, sembra ragionare come un regista di cartoni animati. Grazie alla precisa e dettagliata progettazione delle inquadrature, basata sull’utilizzo dello storyboard, ogni scena di Io non ho mai sembra avere alla base un’idea visiva prima ancora che di scrittura. Il modo in cui la macchina da presa si avvicina ai personaggi, invadendo la loro intimità, per poi allontanarsi, come a volerli osservare da lontano senza intromettersi nelle vicende, suggeriscono una consapevolezza ben precisa di voler narrare innanzitutto attraverso le immagini e solo successivamente attraverso i dialoghi e le azioni. Saia utilizza quindi tutti gli elementi propri del mezzo cinematografico per compiere una intelligente sintesi di ciò che vuole veicolare attraverso il racconto.

Così ad esempio il sound design, utilizzato brillantemente per interferire con il realismo delle scene, per suggerire la presenza di qualcosa che non possiamo vedere o per amplificare ed estremizzare i rumori dell’ambiente in cui si svolge l’azione, sembra quasi mettere in discussione la veridicità di ciò che stiamo osservando. Si tratta di un’avventura reale o del ricordo nostalgico, per definizione “manomesso”, di un evento verificatosi nel passato? Questa aleatorietà del racconto, questa vaghezza ricercata, sottolineata dal fatto di non aver dato un nome al ragazzo di cui si narra, contribuisce all’astrazione della vicenda specifica che viene messa in scena e aiuta a rendere universale la condizione di un giovane protagonista alla ricerca di un proprio posto nel mondo e di un modo “giusto” di relazionarsi con gli altri (ma anche con se stesso).

Saia riesce a fare tutto questo senza rinunciare alla ricercatezza formale e al gusto estetico (il “rifugio” dei due ragazzi è un piccolo gioiello andersoniano) e allo stesso tempo riuscendo a trasmettere un genuino senso di avventura, conferendo dinamismo alle scene attraverso i momenti degli attori e quelli della macchina da presa. I protagonisti di Io non ho mai veicolano attraverso la loro presenza scenica le loro ansie e i loro desideri più sopiti. Ogni loro gesto, anche quello apparentemente meno spiegabile, ci rivela qualcosa di loro che prima non sapevamo. E il “vagabondaggio” del giovane protagonista avviene in uno spazio molto più ampio e indefinito di quanto possa essere quello di un piccolo paese di provincia. Un territorio inesplorato ancora da conquistare, un passo alla volta. Da soli o, preferibilmente, assieme alle persone giuste. 

IO NON HO MAI – trailer – from Michele Saia on Vimeo.

Photo Credit: Barbara Tucci e Gianluca Scerni

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Cinema

Wild Mountain Thyme, arriva il film tratto dal romanzo di John Patrick Shanley con Emily Blunt e Jamie Dornan

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Emily Blunt e Jamie Dornan sono i protagonisti del film Wild Mountain Thyme di John Patrick Shanley. Dall’Academy Award®, il Tony Award e il vincitore del Premio Pulitzer John Patrick Shanley  arriva il romanzo lirico Wild Mountain Thyme, un adattamento del suo successo di Broadway Outside Mullingar. Il film è interpretato da Emily Blunt, Jamie Dornan, Jon Hamm, Dearbhla Molloy e Christopher Walken.

Anthony (Dornan) sembra sempre essere al lavoro nei campi, sfinito a causa del padre che non  perde occasione per sminuirlo (Walken). Ma ciò che veramente lo preoccupa è la minaccia di suo padre di lasciare in eredità la fattoria di famiglia a suo cugino americano Adam (Hamm). All’inizio Rosemary (Blunt) sembra provare rancore per essere stato svergognato da Anthony durante l’infanzia, ma le scintille tra di loro manterrebbero un falò ardente per tutta la notte. Sua madre Aoife (Molloy) si sforza di unire le famiglie prima che sia troppo tardi.

Il film è stato girato tra l’Irlanda e New York.

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Emily Blunt, Jamie Dornan e Jon Hamm

Wild Mountain Thyme è stato sviluppato da Mar-Key Pictures ed è prodotto da Leslie Urdang di Mar-Key, Anthony Bregman di Likely Story, Michael Helfant e Bradley Gallo di Amasia Entertainment, Alex Witchel e Martina Niland di PoElmilyrt Pictures. Andrew Kramer, Jonathan Loughran e Stephen Mallaghan saranno i produttori esecutivi. Il film è finanziato da Amasia Entertainment, Aperture Media Partners e Loughran / Mallaghan.

Bleecker Street ha acquisito i diritti di distribuzione negli Stati Uniti e Lionsgate UK ha acquisito i diritti del Regno Unito. HanWay Films gestisce le vendite e la distribuzione internazionale e CAA Media Finance ha gestito i diritti degli Stati Uniti e ha negoziato l’accordo con Bleecker Street insieme a Andrew Kramer di Loeb & Loeb.

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Bad Boys For Life, il grande ritorno della coppia Smith/Lawrence nel primo trailer

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Bad Boys for Life, Will Smith e Martin Lawrence nel nuovo trailer italiano del terzo capitolo della saga, diretto da Adil El Arbi & Bilall Fallah. Il film al cinema dal 23 gennaio 2020 prodotto da Sony Pictures e distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia.

A più di vent’anni dall’uscita dell’iconico Bad Boys, Will Smith e Martin Lawrence di nuovo insieme nel nuovo trailer dell’atteso terzo capitolo della saga, Bad Boys for Life. I due attori tornano a interpretare i ruoli di Mike Lowrey e Marcus Burnett nel film diretto da Adil El Arbi & Bilall Fallah. Prodotto da Sony Pictures e distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia, il film sarà nelle sale italiane dal 23 gennaio 2020. Nel cast anche Vanessa Hudgens, Alexander Ludwig, Charles Melton, Paola Nunez, Kate Del Castillo, Nicky Jam, Joe Pantoliano.

I Bad Boys Mike Lowrey (Will Smith) e Marcus Burnett (Martin Lawrence) di nuovo insieme per un’ultima corsa nell’atteso Bad Boy for Life.

 

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