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Le misteriose origini del Marvel Cinematic Universe

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Molti appassionati dei cinefumetti Marvel sapranno sicuramente che Kevin Feige è attualmente una delle figure fondamentali per lo sviluppo del Marvel Cinematic Universe e dei film che andranno a comporre la cosiddetta “Fase 3” del progetto cinematografico. Nonostante ciò, scavando un po’ nel passato del colosso dell’intrattenimento fumettistico, è possibile imbattersi in un nome meno conosciuto ma non per questo meno importante, quello di David Maisel. Maisel, a detta di molti, non avrebbe solo rivestito un ruolo importantissimo nella costruzione dell’attuale universo cinematografico di casa Marvel, bensì sarebbe la persona che si nasconde dietro la sua stessa invenzione.

Stando a quanto dichiarato dall’Hollywood Reporter, nel 2003 Maisel ebbe la geniale idea di trasformare i Marvel Studios da semplici venditori delle licenze in possesso a diretti produttori di film e serie tv ispirati alle proprie serie fumettistiche. Riprendendo quanto già fatto da George Lucas con la saga di Star Wars, Maisel voleva narrare una grande storia di supereroi attraverso una lunga serie di film che singolarmente sarebbero andati a comporre un puzzle cinematografico di più ampio respiro. Riuscì a impedire che le licenze di Capitan America e Thor finissero in mano ad altre compagnie, e cercò in tutti i modi di riportare a casa Iron Man dalle grinfie della New Line, per poter cominciare con la produzione del primo vero lungometraggio del MCU. Dopo aver assistito in prima persona all’enorme successo del primo Iron Man diretto da Jon Favreau, Maisel decise di abbandonare la società in seguito all’acquisizione da parte di Disney. Nonostante ciò, alcune personalità influenti come Avi Arad, produttore di Thor e del nuovo Fantastici 4, hanno smentito per anni l’idea che Maisel fosse effettivamente il padre dell’universo cinematografico Marvel come lo conosciamo oggi. Purtroppo per Arad, però, lo stesso Maisel è stato ringraziato ufficialmente dalla major americana in un messaggio nascosto nei titoli di coda di Avengers: Age of Ultron. “Special Thanks to Marvel Studios Founding Chairman David Maisel”. A Cesare quel che è di Cesare.

Studente presso la facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Autore di diversi articoli pubblicati su mensili locali quali Bisceglie in Diretta e Il Biscegliese e siti d’informazione online locali e non. Ha collaborato con siti di informazione videoludica, come GameBack, GamesArmy e gamempire.it. Attualmente è redattore di Bisceglie24 e gestisce il blog cinematografico Strangerthancinema.it.

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Justice League | la versione di Zack Snyder merita 4 ore del vostro tempo?

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Nella versione di Justice League del 2017 montata da Joss Whedon, la sequenza in cui Jason Momoa abbandona il villaggio in cui si era rifugiato per immergersi nelle profondità dell’oceano (quella che tutti hanno preso in giro per l’eccessiva somiglianza estetica con le pubblicità dei profumi) è accompagnata da Icky Thump dei White Stripes. Quella stessa scena, leggermente modificata, nella nuova versione estesa di Zack Snyder, è accompagnata da There is a Kingdom di Nick Cave: This day so sweet, it will never come again, so the world appears through this mist of tears.

Un cambiamento apparentemente insignificante che invece dice tutto. Joss Whedon aveva infilato nel film di Snyder non solo l’umorismo, ma soprattutto la gioia di essere supereroi, che è poi il tema principale di quasi tutta la produzione Marvel, che ruota proprio attorno all’eccitazione del potere e alla coolness di essere super. Nella visione di Zack Snyder non è mai bello né cool essere eroi. È una cosa faticosa, fondata sul sacrificio.

Justice League | la versione di Snyder

Il gioco di fare il paragone tra la Justice League (la versione passata al cinema) e la Snyder Cut è appassionante e ci sarà chi ci spenderà le ore, ma il punto è che i due film sono talmente diversi che si può godere di questa nuova versione allungata anche senza aver visto quella precedente. Sulle quattro ore totali di film, poco più di una sessantina di minuti sono effettivamente coincidenti con la versione del 2017: moltissimo è stato aggiunto e adesso tutta la trama ha (finalmente) un senso. Non solo quella che possiamo vedere oggi (su Sky Cinema) è esattamente la versione che aveva in mente Zack Snyder, ma è anche una versione senza compromessi, come testimonia la scelta del formato 4:3 (cioè non il solito formato orizzontale, ma quello quadrato del cinema classico).

I ricavi andranno tutti in beneficenza ad associazioni che contrastano il dilagante fenomeno del suicidio adolescenziale (e non a caso il film è dedicato ad Autmun, la figlia del regista che si è tolta la vita proprio durante la lavorazione della precedente versione).

Un film diverso

Snyder ha riempito il suo Justice League di tutta la roba che gli piaceva, esagerando, ma almeno lo ha fatto avendo bene in testa la storia che voleva raccontare e il modo per tenere sempre alta l’attenzione dello spettatore. Come tutti i film di supereroi con un cast così numeroso, anche questo soffre della necessità di dover dare spazio a tutti i personaggi, ma Snyder sa quando deve alzare il ritmo anche solo per cinque minuti e mettere in circolo dell’adrenalina per bilanciare un precedente (o successivo) momento poetico/riflessivo con colonna sonora eterea. In questo senso, Zack Snyder si riconferma il regista che già conoscevamo: uno senza il senso della misura e senza senso del ridicolo. Quindi, per farsi coinvolgere fino in fondo da Justice League, bisogna anche saper accettare qualche momento orgogliosamente kitsch (come la scena dolaniana con Song To The Siren dei This Mortal Coil in sottofondo, tutta colori freddi e slo-mo, in cui Flash si ferma a raccogliere una salsiccia che fluttua per aria). 

Prendersi il tempo che serve: i flashback

La nuova versione di Justice League non ci offre solo un breve accenno alle origini di Steppenwolf, magari recuperando alcuni momenti dell’antica battaglia che lo ha bandito e dopo la quale le “mother boxes” sono rimaste sulla Terra, ma ci porta indietro nel tempo, proprio nel bel mezzo di quella lotta, e senza alcuna fretta di tornare al presente. Questo tipo di viaggio nel passato accade più volte nel corso del film ed evidenzia una rinnovata enfasi sui flashback come mezzo per completare la storia e approfondire quelle motivazioni che erano state invece solamente abbozzate nella versione cinematografica. Ciò non sempre contribuisce a gettare una nuova luce sulle azioni dei protagonisti, ma è indispensabile a rendere credibile la vasta mitologia sulla quale si basano gli avvenimenti nel presente.

Questo emerge chiaramente nella sottotrama di Cyborg: il personaggio che aveva sicuramente ricevuto il trattamento peggiore nella precedente versione. Adesso i flashback dei suoi giorni di scuola come promessa del calcio, così come le sequenze che raccontano il legame con sua madre (e la relazione conflittuale con suo padre), rendono coerente il suo personale slancio eroico che culmina sul finale del film. Si tratta di un arco finalmente completo per un personaggio inizialmente relegato a cameo, che spiega non solo le sue tensioni emotive, ma che giustifica la sua presenza nella squadra della Justice League, rendendo evidente il motivo per cui Batman lo consideri una risorsa cruciale nella sua battaglia.

Una questione di sfumature

Il cambiamento immediatamente evidente nel combattimento finale tra la Justice League e Steppenwolf e il suo esercito di parademoni riguarda la color correction: ciò che prima si svolgeva durante il giorno, ora si svolge “con il favore delle tenebre”. La seconda riguarda il luogo: mentre prima il salvataggio dei civili innocenti catturati nelle vicinanze della base operativa di Steppenwolf era fondamentale per i protagonisti, nel rendering di Snyder la battaglia si svolge nel luogo di un precedente incidente nucleare, completamente privo di qualsiasi altra creatura senziente. Al di là di questo, la sequenza del lungo combattimento finale è forse una di quelle che meno sono state alterate rispetto al montaggio originale: nonostante ciò, proprio il cambio di tonalità e la differente location ce la rendono una scena completamente nuova. Accadono (più o meno) le stesse cose che abbiamo già visto, ma la nostra percezione delle stesse è totalmente differente.

Quello della Snyder Cut è un progetto totalmente assurdo e fuori dai canoni, che probabilmente esiste davvero solo perché il resto del cinema è fermo causa pandemia. Su quattro ore di girato ce ne sono almeno due che vanno senza dubbio tra le migliori cose mai girate da Snyder. Armatevi di coraggio e date una possibilità a questa versione: potrà non piacervi, ma difficilmente vi lascerà indifferenti.

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Wonder Woman 1984 | cosa ha deciso la Warner Bros sull’uscita del film?

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Dopo le recenti voci secondo cui lo studio potrebbe optare per un debutto in streaming per l’attesissimo sequel DC Extended Universe, è stato rivelato che la Warner Bros. ha ufficialmente stabilito che Wonder Woman 1984 sarà rilasciato per una versione cinematografica simultanea con HBO Max quest’anno.

Tenendo conto della situazione mondiale che si sta vivendo a causa del coronavirus, i principali mercati di New York e Los Angeles hanno scelto di non fare affidamento solo sui numeri dei botteghini. Per questo motivo, si è scelta la doppia strada del debutto previsto per il giorno di Natale sul canale HBO Max senza costi aggiuntivi per gli abbonati e al cinema, dal 16 dicembre per l’estero.

Le dichiarazioni dei vertici alti della Warner

Apprezziamo la pazienza del pubblico e data la grande attesa per Wonder Woman 1984, siamo grati di essere in grado di rendere questo film terribilmente divertente ampiamente disponibile in questi tempi difficili”, ha detto Toby Emmerich, presidente del Warner Bros. Pictures Group..

Ann Sarnoff, presidente e CEO, WarnerMedia Studios e Networks Group , che include Warner Bros. Pictures , ha detto in una dichiarazione: “Mentre navighiamo in questi tempi senza precedenti, abbiamo dovuto essere innovativi nel far progredire le nostre attività continuando a servire i nostri fan. Questo è un film straordinario che prende davvero vita sul grande schermo e, lavorando con i nostri partner nella comunità espositiva, forniremo questa opzione ai consumatori negli Stati Uniti, dove i cinema sono aperti. Ci rendiamo conto che molti consumatori non possono tornare al cinema a causa della pandemia, quindi vogliamo anche dare loro la possibilità di vedere Wonder Woman 1984 tramite la nostra piattaforma HBO Max “.

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Il cast di Wonder Woman 1984

Ambientata negli anni ’80, la prossima avventura sul grande schermo di Wonder Woman la vede affrontare due nuovi nemici: Max Lord e The Cheetah. Diretta dalla regista Patty Jenkins di nuovo al timone, la bravissima attrice israeliana Gal Gadot ritorna nel ruolo di protagonista in Wonder Woman 1984.

Il film vede anche la presenza di Chris Pine nei panni di Steve Trevor, Kristen Wiig nei panni del ghepardo, Pedro Pascal nei panni di Max Lord, Robin Wright nei panni di Antiope e Connie Nielsen nei panni di Hippolyta. Charles Roven, Deborah Snyder, Zack Snyder, Patty Jenkins, Gal Gadot e Stephen Jones s sono occupati della produzione. Insieme a loro i produttori esecutivi Rebecca Steel Roven Oakley, Richard Suckle, Marianne Jenkins, Geoff Johns, Walter Hamada, Chantal Nong Vo e Wesley Coller. La regista ha diretto una sceneggiatura scritta da lei insieme a Geoff Johns e David Callaham, basata sui personaggi della DC.

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Justice League | ecco il trailer della Snyder Cut

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Ancora prima che Zack Snyder facesse la sua comparsa per presentare la sua Cut del film di Justice League, il primo trailer ufficiale è trapelato online, per essere successivamente rimosso. Ora il filmato completo è stato ufficialmente pubblicato. E mostra tantissimo materiale inedito escluso dalla prima versione del film completata da Joss Whedon. 

Justice League| il trailer della Synder Cut

Nel trailer Zack Snyder ha scelto la celebre canzone Hallelujah per accompagnare le sequenze della sua versione del film, in cui possiamo vedere per la prima volta Superman con il costume nero, il nuovo look di Steppenwolf e dare uno sguardo anche al nuovo Darkseid. Per la Snyder Cut di Justice League si parla anche di una possibile introduzione di Lanterna Verde, attualmente non confermata.

Una esclusiva HBO Max

Justice League Snyder Cut approderà sulla piattaforma streaming HBO Max nel corso del prossimo anno. Il film sarà pubblicato in quattro parti da un’ora l’una. Il film del 2017 fu rimaneggiato da Joss Whedon dopo l’abbandono di Snyder, e dell’opera concepita inizialmente dal regista del film rimase davvero poco. La versione di Justice League che arriverà su HBO Max nel 2021 sarà quindi un qualcosa di totalmente diverso da ciò che si è visto al cinema alcuni anni fa.

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Il budget del film

Il regista per lavorare a questa sua versione del lungometraggio avrà a disposizione tra i 20 ed i 30 milioni di dollari per operare alcuni interventi a livello grafico e di effetti speciali. Esclusa categoricamente la possibilità che vengano girate delle nuove scene o che venga utilizzato materiale girato da Whedon. 

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