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Interviste

Marco Bocci presenta il film Italo a Roma: “Questa non è una fiaba ma una storia vera”

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Si è tenuta a Roma presso l’Hotel Bernini la conferenza stampa di presentazione di Italo. Diretto da Alessia Scarso e interpretato da Marco Bocci, Elena Radonicich e Barbara Tabita Italo racconta la storia vera di Italo, un cane straordinario che nel 2009 riuscì a conquistare l’affetto della provincia di Ragusa al punto da meritare la cittadinanza onoraria. Potete trovare qui sotto le dichiarazioni della regista Alessia Scarso e degli interpreti Marco Bocci, Elena Radonicich e Barbara Tabita:

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Perché ha deciso di raccontare questa storia?

Alessia Scarso: Italo è un cane randagio che è vissuto in Sicilia in provincia di Ragusa. Nel 2009 è diventato il beniamino della città, il sindaco gli ha messo un microchip ed è diventato il simbolo di Scicli. Aveva delle abitudini incredibili. Si alzava ed andava a messa, prendeva i bambini a scuola, partecipava ai funerali e scortava perfino una ragazza fino a casa ogni volta che finiva di lavorare. Ho avuto la fortuna di conoscerlo, pensava fossi una turista e mi accompagnò nella mia passeggiata per la città. Abbiamo usato tutti questi fantastici aneddoti ed è nata questa storia.

Perché avete deciso di prendere parte a questo film?

Barbara Tabita: Sono siciliana e conoscevo la storia di Italo. Quando Alessia mi ha chiamato e mi ha mandato la sceneggiatura ho accettato subito. Il mio personaggio è una sorta di divertente mix tra Crudelia De Mon e un assessore siciliano che stimo tantissimo. La storia è meravigliosa ed è stato fantastico far parte di questa incredibile squadra composta da sole donne. Abbiamo lavorato tantissimo e abbiamo vissuto la vita di Scicli, una esperienza incredibile.

Marco Bocci: É vero, la troupe era composta da sole donne. Gli unici uomini eravamo io e Tomak che finivamo col passeggiare per la città. Scherzi a parte è stato fantastico partecipare a questo film.

Elena Radonicich: Non conoscevo la storia, ho letto la sceneggiatura e l’ho amata molto. Sono cresciuta in provincia ed è stato interessante vivere una provincia diversa dalla mia. Nella mia infanzia poi il rapporto con gli animali è stato essenziale. É bello imparare ad amare il prossimo vivendo un rapporto con un animale

Come è stato lavorare con dei bambini?

Marco Bocci: É stato molto più semplice di quanto si possa pensare. I bambini e i ragazzi erano molto emozionati ma lavoravano come professionisti. Quando una troupe cinematografica arriva in una cittadina si crea una atmosfera magica e si percepisce subito l’importanza della cosa. Ma loro erano bravi, sapevano sempre le battute a memoria. L’unica difficoltà è stata non coccolare il cane. Perché una delle regole più ferree quando si lavora con i cani è quella di ignorarli sennò si distraggono. E per chi come me ama i cani era veramente difficile doverlo ignorare. Una cosa poi che ci tengo ad aggiungere è che questo film non è una favola ma un fatto di cronaca realmente accaduto. É incredibile ma è così.

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Elena Radonicich: Io interpreto la maestra quindi ho tante scene con i bambini. A volte facevano gruppo e mi rendevano la scena veramente difficile da girare perché quando non venivano inquadrati dalle telecamere si mettevano a fare linguacce e tutto il resto. Ma sono stati tutti bravissimi. Lavorare con i bambini è divertente e ti mette di fronte ai limiti in modo clamoroso.

Barbara Tabita: Io interpreto la mamma del ribelle. Inizialmente il ragazzino era terrorizzato da me. Ma è nato subito un rapporto madre-figlio di altri tempi. Quando sono ritornata a Scicli mi sono emozionata perché i piccoli protagonisti del film sono cresciuti tantissimo.

Cosa pensa di Scicli?

Alessia Scarso: Siamo molto grati a Scicli per averci regalato questa incredibile storia. La produzione e la distribuzione del film hanno così organizzato una prima speciale a Scicli dove ci sarà anche la cuccia del vero Italo.

Quale è il vostro rapporto con i cani?

Barbara Tabita: Non ho mai avuto animali in casa. Per esigenze di copione dovevo odiare Tomak. Ma dopo una intera notte passata al suo fianco per girare una scena è decisamente cambiato il mio rapporto con i cani.

Marco Bocci: Io amo i cani. Mi sono sempre piaciuti. Inoltre da un po’ di tempo mi prendo cura di un cane ed è una esperienza bellissima.

Elena Radonicich: Sono cresciuta in campagna ed ho avuto diversi cani. Ho perfino lavorato in un canile. Diciamo che sono abbastanza fissata con gli animali, soprattutto cani e gatti. Girare questo film ha solo consolidato il mio già forte rapporto con loro.

Italo verrà distribuito da Notorious Pictures in tutti i cinema italiani il 15 gennaio 2015.

Segnato da un amore incondizionato per la settima arte, cresciuto a pane e cinema e sopravvissuto ai Festival Internazionali di Venezia, Berlino e Cannes. Sono sufficienti poche parole per classificare il mio lavoro, diviso tra l’attenta redazione di approfondimenti su cinema, tv e musica e interviste a grandi personalità come Robert Downey Jr., Hugh Laurie, Tom Hiddleston e tanti altri.

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Quattordici giorni | La video intervista al regista Ivan Cotroneo e i protagonisti

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Dopo la presentazione, presso gli Studi di Cinecittà di Roma, del nuovo servizio di streaming globale di Paramount, Paramount+, Newscinema ha avuto il piacere e il privilegio di incontrare, in esclusiva, alcuni dei protagonisti dei progetti in programmi.

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Il regista Ivan Cotroneo e la coppia (anche nella realtà) di protagonisti, formata da Carlotta Natoli e Thomas Trabacchi, si sono concessi ai nostri microfoni, Ci hanno così raccontato la nascita e lo sviluppo del loro nuovo e atteso progetto: Quattordici giorni.

Il primo Paramount+ Original movie italiano è scritto – a quattro mani con Monica Rametta – e diretto da Ivan Cotroneo. Prodotto da Indigo Film, e in arrivo su Paramount+ da fine settembre 2022, è stato presentato fuori concorso al 39esimo Torino Film Festival.

Quattordici giorni | La trama

Un’originalissima storia sui conflitti di coppia e la resistenza dell’amore: Marta (Carlotta Natoli) odia Lorenzo (Thomas Trabacchi), perché ha da poco scoperto che lui ha una relazione con un’altra donna. Lorenzo detesta Marta. Ma non c’è scampo. Sono giorni di pandemia e devono stare insieme, chiusi negli stessi ottanta metri quadri per quattordici giorni in isolamento fiduciario.

Cosa faranno? Una storia d’amore in un tempo sospeso, per loro e per il mondo intorno, in un countdown che li porta verso la separazione. Quattordici capitoli, quattordici momenti di vita di coppia, e un solo amore a pezzi.

Il nostro commento

Quattordici giorni si sviluppa in un unico ambiente, con una sola coppia di attori, mostrando la potenza narrativa di un’ottima scrittura e di interpreti straordinari. Proprio come il capolavoro di Roman Polanski, Carnage (tanto per citare un esempio), i protagonisti scavano a fondo, nel tentativo di elaborare questioni intime e delicate.

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Forti della relazione anche fuori dal set, Trabacchi e la Natoli si concedono anima e corpo, al fine di rendere credibili ed empaticamente accattivanti i rispettivi personaggi. Ne viene fuori uno spaccato di vita vera, così emozionante da risultare indelebile ed esemplare.

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Can Yaman

Viola come il mare | la video intervista a Can Yaman e Francesca Chillemi

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Lo scorso venerdì alla Casa del cinema di Roma si è svolta la conferenza stampa per la fiction Viola come il mare diretta da Francesco Vicario e con protagonisti due attori molto amati dal pubblico: Francesca Chillemi e Can Yaman. Ecco cosa hanno risposto in esclusiva per NewsCinema.it i protagonisti di questa serie molto attesa e che andrà in onda da venerdì 30 settembre su Canale5.

La trama di Viola come il mare

Viola Vitale ha trent’anni, bellissima e con un superpotere: la sinestesia. Sfortunatamente per lei, non c’è nulla di sovrannaturale in questa capacità, bensì si tratta di una rara patologia neurologica che le permette di sentire o meglio vedere i sentimenti della gente attraverso i colori. Quando l’ex Miss Italia e ora giornalista di cronaca nera per SiciliaWebNews, si trova a dover parlare con una persona, davanti a lei si palesa il colore che rappresenta il sentimento provato in quel preciso istante.

Lavorare su casi di omicidi la porterà a entrare in contatto con l’affascinante Ispettore Capo Francesco Demir. Il loro modo di relazionarsi con il prossimo li porta a scontrarsi dal primo giorno, rendendo la loro collaborazione tutt’altro che semplice. Viola attraverso la sinestesia cerca di aiutare Francesco nelle indagini, così da poter arrivare alla risoluzione dei casi nel più breve tempo possibile.

Tuttavia, l’arrivo di Viola nella città di Palermo nasconde un altro motivo oltre al lavoro nella redazione giornalistica: trovare il padre che non ha mai avuto modo di conoscere e che potrebbe salvarle la vita.

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Come accadrà negli episodi di Viola come il mare?

Ogni puntata sarà caratterizzata da un omicidio al quale, Viola e Francesco dovranno lavorare fianco a fianco, nonostante i loro continui battibecchi. Se il bel Demir è solito ragionare in maniera lucida, con la sua testa senza dar spazio alle emozioni, dall’altro lato, la bella Vitale non può far a meno di dare la sua opinione in merito a qualsiasi argomento. Lei si fida di tutti, lui di nessuno. Se lei è più aperta al dialogo, lui è un tipo più fisico. Se è vero che ‘gli opposti si attraggono’, sarà davvero complicato per Viola e Francesco non cedere alla reciproca attrazione che li lega.

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Cinema

Venezia 79: Notte Fantasma, video intervista a Edoardo Pesce e il regista Fulvio Risuleo

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Nella sezione Orizzonti Extra di Venezia 79 è stato presentato in anteprima Notte Fantasma, il nuovo film di Fulvio Risuleo con Edoardo Pesce e la rivelazione Yothin Clavenzani. Abbiamo incontrato il regista e i protagonisti e qui sotto potete vedere la video intervista completa.

L’idea di questa storia mi è venuta immaginando un abuso di potere di un poliziotto che costringe qualcuno, colto in flagranza di reato, a fare quello che vuole lui. Rifletto spesso sul potere e sulla delicatezza e complessità di chi si trova a doverlo gestire. Avevo in mente un poliziotto che, in un locale, costringe un giovane a ballare, e da lì sono partito cercando di immaginare il prima e il dopo” ha detto il giovane regista.

Notte Fantasma: la sinossi del film

È sabato sera, Tarek ha programmato una serata con gli amici: playstation e junk food. Prima di incontrarli passa per il parco a comprare qualche grammo di fumo. Qualcuno però lo tiene d’occhio dall’interno di un’automobile, ha visto tutto e lo avvicina: è un poliziotto. L’uomo è misterioso, minaccioso e allo stesso tempo a suo modo gentile e un po’ complice.

Invece di portarlo al distretto, il poliziotto costringe Tarek a stare con lui per tutta la notte tra risse, inseguimenti e fughe. Ma all’alba i loro ruoli potrebbero invertirsi.  Un’avventura lunga una notte tra le pieghe della quotidianità, della percezione e delle vite personali. 

Notte Fantasma è il terzo lungometraggio di Fulvio Risuleo che torna a lavorare con Edoardo Pesce dopo Il colpo del cane (uscito nel 2019 per Vision Distribution) e i corti L’Uomo Materasso (2021) e Varicella, che nel 2015 si aggiudica il premio alla Semaine de la Critique al Festival di Cannes.

Notte Fantasma è una produzione Elsinore Film, Wildside, società del gruppo Fremantle, e Vision Distribution in collaborazione con Sky e Prime Video. Il film è prodotto da Annamaria Morelli, Antonio Celsi, Mario Gianani, Lorenzo Gangarossa e distribuito da Vision Distribution.

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