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Cinema

Netflix | I film originali più attesi di Giugno 2020

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Il mondo dello streaming è diventato una parziale ancora di salvezza per gli appassionati di cinema, in un periodo dove l’emergenza da Covid-19 ha portato alla mancata distribuzione di titoli più o meno attesi. Le varie piattaforme si sono così contese a suon di quattrini alcuni dei titoli pensati per l’uscita in sala e Netflix a giugno presenta proprio due di questi in esclusiva, ossia il nuovo Spike Lee e la commedia musicale Eurovision Song Contest: La storia dei Fire Saga. Solo un paio dei titoli originali attesi per giugno che vi proponiamo qui sotto e che testimoniano la ricerca di varietà da parte del popolare servizio di streaming.

The last days of american crime

the last days of american crime

The last days of american crime

Molto spesso la fantascienza si appoggia alla realtà nelle sue derive distopiche che aggiornano i mali dell’era contemporanea e The last days of american crime non fa eccezione: la base narrativa è ambientata in un prossimo futuro dove il governo americano ha trovato il modo di sopprimere la criminalità sul nascere. La trasmissione di un segnale è la pericolosa panacea, giacché in grado di eliminare nelle persone qualsiasi istinto maligno ma al contempo di scatenare pericoli ben peggiori.

Al solito appunto non tutto andrà come previsto, come già sa chi ha letto la graphic novel alla base del film. Girato in Australia per la regia di Olivier Megaton, onesto artigiano del cinema action, la pellicola si affida ad un cast eterogeneo vedente nei ruoli principali Edgar Ramirez, Anna Brewster, Michael Pitt e Sharlto Copley.

Da 5 Bloods – Come fratelli

da 5 bloods come fratelli

Da 5 bloods – Come fratelli

Il talento di Spike Lee è pari solo alla sua propensione per le polemiche. Non nuovo a uscite controverse, il regista afroamericano solo pochi giorni fa ha dichiarato a riguardo del suo ultimo film di non aver avuto a disposizione cento milioni di dollari per il de-aging degli attori coinvolti, facendo riferimento a quelli invece spesi per The Irishman (2019) di Martin Scorsese.

In Da 5 Bloods – Come fratelli la storia farà infatti ampio ricorso ai flashback nel raccontare il ritorno da parte di un gruppo di soldati americani in Vietnam. Lo scopo del loro come-back, decenni dopo la fine della guerra, è quello di recuperare il corpo di un loro commilitone caduto in battaglia nonché di rimettere le mani su un tesoro nascosto durante le fasi cruciali del conflitto. Nel cast troviamo Delroy Lindo, Jonathan Majors, Clarke Peters, Norm Lewis, Jean Reno e il Chadwick Boseman di Black Panther (2018).

Leggi anche: Tyler Rake | La recensione del film Netflix con Chris Hemsworth

Eurovision Song Contest: La storia dei Fire Saga

eurovision song contest la storia dei fire saga

Eurovision song contest la storia dei Fire Saga

Il trailer diffuso solo qualche giorni fa sui vari social network ha catalizzato l’attenzione del grande pubblico, e non poteva essere altrimenti visto la follia che traspare dal progetto già nei primi istanti di video. Eurovision Song Contest: La storia dei Fire Saga è un film ispirato all’omonima competizione musicale che si tiene ogni anno per celebrare i vari cantanti di tutt’Europa e racconterà la fittizia storia dei cantanti islandesi Lars Erickssong e Sigrit Ericksdottir, interpretati rispettivamente da Will Ferrell e Rachel McAdams.

Lo stesso Ferrell figura come produttore e ha preso spunto nella creazione dei personaggi dall’edizione 2018 della manifestazione, dove ha partecipato dietro le quinte proprio a tal scopo. La pellicola è diretta da David Dobkin – regista di titoli come 2 cavalieri a Londra (2003) e The Judge (2014) – e il resto del cast conta nomi del calibro di Pierce Brosnan e Demi Lovato.

Wasp Network

wasp network

Wasp network

Dopo Spike Lee, un altro colpo da novanta da parte di Netflix, che si è aggiudicato in esclusiva l’ultimo film del maestro francese Olivier Assayas – tra i suoi lavori più recenti e apprezzati citiamo Sils Maria (2014) e Personal Shopper (2016) – presentato in concorso alla 76ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia pur suscitando reazioni contrastanti da parte della critica.

Il film si propone come una moderna spy-story ed è incentrato sul personaggio di René Gonzalez, un pilota di origini cubane che vola fino a Miami, in Florida, per infiltrarsi in un’organizzazione anticastrista, abbandonando all’Avana la moglie e la figlia. I vari protagonisti sono interpretati da un cast d’eccezione che, oltre all’Édgar Ramírez di Carlos, può vantare nomi del calibro di Penelope Cruz, Ana de Armas, Wagner Moura e Gael García Bernal.

Feel the beat

feel the beat

Feel the beat

Sofia Carson, star della serie televisiva in live action di marchio Disney Descendants, è l’assoluta protagonista di questo dance-movie che tenta di aggiornare la classica tematica di caduta e riscatto nel mondo della danza. La giovane attrice interpreta infatti il personaggio di April, una ragazza partita con grandi sogni nella speranza di ottenere gloria e successo sul palco di Broadway ma costretta a fare i conti con il proprio fallimento. April dovrà così rimboccarsi le maniche e far ritorno nella cittadina natale dove troverà nuovamente voglia di vivere e lottare quando decide di allenare un team di ragazzini che vogliono partecipare ad un imminente contest di ballo.

Secondo lavoro cinematografico, dopo l’apprezzato esordio The black balloon (2008), per la regista prettamente televisiva Elissa Down, che tenta di dire qualcosa di nuovo nell’affollato filone.

Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto coi classici hollywoodiani e indagato, con il trascorrere degli anni, nella realtà cinematografiche più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte senza limiti di luogo o di tempo, sono attivo nel settore della critica di settore da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito di quella musicale.

Cinema

Ancora più Bello: le video interviste esclusive a tutto il cast

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Ancora più Bello arriva al cinema dal 16 settembre in 350 copie, distribuito da Eagle Pictures. Si tratta del secondo capitolo della trilogia dedicata alle avventure sentimentali di Marta, adolescente affetta da una malattia che affronta con grande dose di ottimismo, e del suo gruppo di amici. (Qui la recensione del film)

Diretto da Claudio Norza, da un’idea di Roberto Proia, che lo ha anche sceneggiato insieme con Michela Straniero – si svolge esattamente un anno dopo i fatti raccontati nel primo capitolo (Sul più bello, diretto da Alice Filippi). Nel cast Ludovica Francesconi, Giancarlo Commare, Gaja Masciale, Jozef Gjura, Jenny De Nucci, Diego Giangrasso che abbiamo incontrato a Roma. Qui sotto le video interviste realizzate da Sabrina Colangeli per MadRog Cinema, il nostro canale youtube ufficiale.

Ancora più Bello: la sinossi del film

Dopo dodici mesi, la storia tra Marta (Ludovica Francesconi) e Arturo è finita. “In amore gli opposti si attraggono ma alla fine si lasciano”, si ripete Marta, che giura a se stessa di voler rimanere da sola per un po’ e continua a convivere con ottimismo con la malattia che da sempre l’accompagna. Ma quando arriva Gabriele (Giancarlo Commare), un giovane disegnatore tanto dolce e premuroso quanto buffo e insicuro, Marta riconosce che potrebbe essere lui l’anima gemella che non riusciva a trovare in Arturo. Ma prima di farsi coinvolgere del tutto in una nuova storia, è sempre meglio aver chiuso definitivamente con quella precedente.

Approfittando di un temporaneo trasferimento di Gabriele a Parigi, Marta cerca di schiarirsi le idee anche grazie all’aiuto dei suoi amici di sempre Federica (Gaja Masciale) e Jacopo (Jozef Gjura). Mentre ormai è sempre più convinta a lasciarsi andare alla storia con Gabriele, il ragazzo in preda alla gelosia commette un errore imperdonabile, che li farà separare. Quando tutto sembra andare storto arriva però una telefonata dall’ospedale che cambia le priorità di tutti: c’è un donatore compatibile per Marta. 

Il resto sarà svelato nel terzo capitolo della trilogia, Sempre più bello, in uscita nelle sale cinematografiche nel 2022.

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The Last Duel | un film politico e programmatico con una eccezionale prova di Jodie Comer

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Fedele al suo titolo nella funzione e nella forma, The Last Duel è un film in costante contrasto con se stesso: il sontuoso dramma storico di Ridley Scott offre 152 minuti di tensione dialettica, un lunghissimo tira e molla tra l’epica sincera e la sua revisione ammiccante. Che ci sia un duello lo sappiamo dall’inizio. Lo sappiamo dal titolo, da tutta la promozione e dall’eco del primo film di Ridley Scott (I Duellanti) che risuona ovviamente in questo quarantaquattro anni dopo. Ed è proprio il duello tra Matt Damon e Adam Driver che apre il film, prima dei lunghissimi flashback che spiegheranno le ragioni per cui si è arrivati a quello showdown finale.

Lungo tutta la storia, lo spettatore sa benissimo che tanto alla fine si arriverà ad un duello, lo aspetta ma allo stesso tempo capisce che il vero interesse del film non è lì. Ridley Scott gioca con le attese dello spettatore, soprattutto quello maschile – che non vede l’ora di assistere alla resa dei conti finale tra due guerrieri (maschi) – per raccontargli nel frattempo una storia che riguarda la violenza subita da una donna e le conseguenze di quel trauma su di lei, accusando quella mentalità (solo medievale?) che considera la violenza sul corpo femminile un affronto alla vanità del maschio e lo stupro un crimine contro il legittimo patrimonio di un marito.

Attraverso scene brevi e ampie ellissi vediamo in cinque anni come si è sviluppata (e deteriorata) l’amicizia tra Jean de Carrouges (Matt Damon) e Jacques Le Gris (Adam Driver), i due sfidanti dell’ultimo duello legalmente autorizzato in Francia: prima commilitoni e poi nemici. Motivo di questa rivalità è soprattutto una donna, sposa (ovviamente non per libera scelta) del primo e oggetto del desiderio del secondo. Il film ripropone la stessa vicenda tre volte: prima attraverso lo sguardo di Jean de Carrouges, poi attraverso quello di Le Gris e infine attraverso quello di Marguerite (Jodie Comer).

Se nelle prime due versioni si ripropone uno schema “classico” (ormai vecchio) del cinema americano in costume, in cui due uomini sono al centro di tutto e la questione della violenza sessuale di uno sulla moglie dell’altro è un affare loro, che incide sul loro onore e che devono risolvere necessariamente tra uomini, nella terza versione capiamo la reale intenzione degli sceneggiatori (Matt Damon, Ben Affleck e Nicole Holofcener), cioè farci capire come quel modo di raccontare sia superato e ormai inaccettabile. La terza versione è infatti quella di lei (presentata come la sola attendibile fin dal nome del capitolo che la introduce), quella di una donna devastata dagli eventi narrati, che fino a quel punto sembravano riguardarla come fosse un oggetto.

Pur nella sua rigida e ostentata programmaticità, The Last Duel riesce a dimostrare la propria tesi (chiara fin dall’inizio, scontata e ovviamente inattaccabile) attraverso la prova attoriale di Jodie Comer, bravissima nell’utilizzare espressioni e movenze per suggerire una diversa presenza emotiva nelle tre sequenze che compongono il film (e per rappresentare visivamente la percezione sbagliata che del suo stato d’animo hanno i personaggi maschili). La più grande differenza tra le diverse narrazioni (maschili e femminile) emerge nel modo di recitare di lei: nella scena chiave dello stupro, proposta due volte, prima dal punto di vista dell’assalitore e successivamente dal punto di vista della vittima, è Jodie Comer, attraverso il movimento del proprio corpo, a trovare quell’incredibile dettaglio che il carnefice può strumentalmente usare per giustificare la violenza, appellandosi ad una esitante condiscendenza espressa attraverso un gioco di reciproci inseguimenti (che ovviamente non è davvero tale).

La regia di Ridley Scott, infine, riesce ad evitare che l’atteso duello finale diventi un modo per compiacere lo spettatore che aspettava solo lo spargimento di sangue, il compimento della vendetta, ma trasforma la battaglia in un ulteriore supplizio ai danni della donna, che osserva i due uomini combattere dall’alto di una palafitta di legno (un rogo preventivo) che la tiene sempre in campo, visibile agli occhi di chi guarda.

The Last Duel | un film politico e programmatico con una eccezionale prova di Jodie Comer
3.8 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora
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Cinema

Ancora più bello | La recensione dell’atteso sequel

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ancora più bello

Dal 16 settembre in sala (i ben 350 copie) grazie a Eagle Pictures, Ancora più bello di Claudio Norza è il sequel del sorprendente Sul più bello, presentato alla 14esima Festa del Cinema di Roma e divenuto in poco tempo un vero e prorpio fenomeno.

Leggi anche: Sul più bello | Interviste a regista e cast della sorprendente teen dramedy

Il motivo è presto detto. Il genere di appartenenza, il teen drama, è tra i più apprezzati e, nella nostra cinematografia, tra i più rari. Ne esistono di buoni esempi, ma tutti o quasi provenienti dal piccolo schermo. Ecco quindi che l’arrivo di un lungometraggio come Sul più bello apre una nuova strada da percorrere ed è visibilmente originale. L’aver poi dato il via a una trilogia lo rende ancor più unico e prezioso.

Ancora più bello | La trama

In questo secondo capitolo ritroviamo quindi Marta (Ludovica Francesconi), alle prese con la malattia genetica che la affligge dalla nascita e con un nuovo amore, il bel Gabriele (Giancarlo Commare). Sono passati 12 mesi da quando la storia con Arturo (Giuseppe Maggio) è finita, ma la ragazza non si è persa d’animo e anzi è andata avanti, con la sua passione per le liste e l’appoggio degli amici.

Giancarlo Commare e Ludovica Francesconi in una scena del film

Dal canto loro, Federica (Gaja Masciale) ha trovato un lavoro che sembra fatto apposta per lei, ma che nasconde qualche insidia, mentre Jacopo (Jozef Gjura) è alla disperata ricerca di un uomo che sappia regalargli emozioni oltre il semplice schermo del cellulare.

La routine dei tre ragazzi procede senza grosse novità, almeno sino a quando Gabriele non viene chiamato per un incarico a Parigi e Marta deve affrontare la relazione a distanza, in attesa che arrivino dei polmoni per il trapianto che potrebbe salvarle la vita.

Nuove tematiche ma il fulcro resta l’amore

Ancora più bello riprende le suggestioni del suo precedente, portando avanti le storie e le dinamiche tra i personaggi. I tre protagonisti ottengono ciascuno un suo spazio separato dagli altri, per cui è possibile andare più a fondo su alcune tematiche, anche di grande importanza, delicatezza e attualità.

Una di queste riguarda il mobbing e le molestie sul lavoro, affrontate sempre attraverso la chiave della commedia, ma non per questo meno efficaci. Al tempo stesso aleggia sulle vicende la malattia con la sua inesorabilità. Ma il fulcro di tutto è e resta l’amore, inteso nelle varie sfumature: a distanza, fisico, platonico, familiare. Con tutto ciò che si porta dietro, soprattutto in un’età come quella di Marta & Co. fatta di scoperte, di passione, di stravolgimenti.

Grandi emozioni e ottimi protagonisti

Le emozioni la fanno ovviamente da padrone in un prodotto simile, arricchito da questa estetica pop, vivace e accattivante, a cui fa eco la colonna sonora. Il tema musicale che riprende il titolo di Alfa e la nuova canzone portante, Ophelie, di Oscar Anton, accompagnano lo spettatore e lo portano dentro la narrazione, al fianco dei protagonisti.

Leggi anche: Skam Italia 2: intervista esclusiva ai protagonisti e qualche anticipazione

E se la Francesconi, la Mascjale e Gjura possono contare su una sintonia ormai ben assodata (e leggibile anche dalla sala), un ottimo lavoro fanno le new entry. Giuseppe Futia sa come sfruttare fascino e autoironia, Jenny De Nucci è straordinariamente simpatica. Commare riceve un testimone pesante, ma lo gestisce alla perfezione, forte di una bella personalità e di una grande sensibilità (già apprezzate in Maschile singolare).

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