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Cinema

Amazon Prime Video | I film in esclusiva più attesi di giugno 2020

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Dopo lo speciale relativo ai film originali Netflix in arrivo a giugno, ci concentriamo ora sui titoli in esclusiva che faranno la loro comparsa nel prossimo mese sul catalogo di Amazon Prime Video. Due titoli italiani, un raffinato giallo old-school, il ritorno di un amato personaggio comico e il nuovo corso di un’iconica saga horror sono tra le proposte che ci attendono nel corso delle prossime settimane, scopriamole insieme nel dettaglio.

L’amore a domicilio

lamore a domicilio

L’amore a domicilio

Il protagonista Renato è stato sempre restio ad impegnarsi in relazioni sentimentali serie, timoroso delle conseguenze insite in una vera storia d’amore. Ma il suo approccio sembra destinato a cambiare dopo l’incontro con la bella Anna, incontrata casualmente. La ragazza si trova agli arresti domiciliari e la forzata reclusione di lei fa ritenere a Renato di poter gestire la situazione senza troppe complicazioni. Ma le cose non andranno come previsto…

Il secondo lungometraggio di Emiliano Corapi, a otto anni dall’esordio con Sulla strada di casa (2011), è una commedia romantica potente contare su una sceneggiatura più ispirata della media e su un cast “in palla” capitanato da Miriam Leone e Simone Liberati.

Cena con Delitto: Knives Out

cena con delitto knives out

Cena con delitto – Knives out

Un giallo in piena tradizione classica, che guarda ai colpi di scena alla Agatha Christie con un approccio moderno. La misteriosa morte di un anziano capofamiglia, possedente una fortuna, e l’eredità contesa dai vari figli dell’uomo lascia campo libero ad un gioco di tradimenti e sospetti, con inaspettate verità pronte a venire a galla in un susseguirsi di colpi di scena.

Il regista Rian Johnson è abile a nascondere le carte e a suggerire false piste e la regia veloce e scattante evita tempi morti in una sceneggiatura calibrata alla perfezione, ulteriormente impreziosita dalle magnifiche scelte del cast all-star, comprendente nomi del calibro di Daniel Craig, Chris Evans, Ana de Armas, Jamie Lee Curtis, Michael Shannon, Don Johnson, Toni Collette, Lakeith Stanfield, Katherine Langford, Jaeden Martell e Christopher Plummer.

Johnny English Strikes Again

johnny english strikes again

Johnny English strikes again

Svestiti i panni di Mr. Bean, Rowan Atkinson torna invece a vestire quelli di un altro personaggio cult della sua carriera, quell’improbabile agente segreto già interpretato per due volte nel 2003 e nel 2011. In quest’occasione la spia deve affrontare una situazione imprevista dopo che ad un summit internazionale un attacco da parte di hacker ha reso pubbliche le identità di ogni agente segreto di Sua Maestà. Johnny, da tempo in pensione, deve ritornare in servizio, trovandosi alle prese con un mondo tecnologico a lui sconosciuto e incrociando la strada con una sexy collega russa per affrontare un nemico guru del digitale.

Formula che vince non si cambia e Atkinson si approccia al suo alter-ego “action” con una mentalità vecchia scuola, equivocante proprio sui contrasti tra passato e presente non solo a livello di stile ma anche nella gestione delle gag. Un divertimento semplice e spensierato impreziosito dall’efficace cast di contorno, comprendente Ben Miller, Olga Kurylenko, Jake Lacy ed Emma Thompson.

Leggi anche: Amazon Prime Video | 5 film novità da non perdere a Maggio 2020

Il Ladro Di Giorni

il ladro di giorni

Il ladro di giorni

L’undicenne Salvo non vede da quattro anni il padre Vincenzo, dal giorno che venne arrestato nella natia Puglia dai carabinieri. Il ragazzino, affidato agli zii in Trentino, riceve la visita del genitore, che ha finito di scontare la sua condanna, ma fa fatica a riconoscerlo. Vincenzo propone allora al figlio d fare un viaggio verso sud, un’occasione per rinsaldare il loro legame e andare alla riscoperta non solo di loro stessi ma anche delle loro origini.

Un viaggio on the road per riflettere sul rapporto tra un padre e un figlio da tempo distanti e quasi estranei non è certo nuovo al cinema di genere, ma Il ladro di giorni – terzo lungometraggio del regista e sceneggiatore Guido Lombardi e tratto da un suo omonimo romanzo – si propone di unire atmosfere tensive e melanconiche con una particolare attenzione alle ambientazioni del nostro BelPaese. A guidare il cast Riccardo Scamarcio e il giovanissimo Augusto Zazzaro.

Halloween

halloween

Halloween

Da lungo tempo Laurie Strode si sta preparando per affrontare il ritorno della sua atavica nemesi, quel Michael Myers che ha compiuto un crudele massacro la notte di Halloween del 1978. La donna ha condotto da allora una vita di totale solitudine, imponendola anche alla figlia Karen, al fine di proteggersi dallo spietato assassino, e quando questi durante un trasferimento riesce ad eludere la sorveglianza e fuggire, Laurie farà affidamento sulle ingegnose contromosse create nell’arco degli anni all’interno della sua casa nel bosco.

Sequel diretto dell’originale di John Carpenter, ignorante tutti i seguiti realizzati, il nuovo Halloween di David Gordon Green è un gradito ritorno alle atmosfere dell’originale, qui coabitanti con le modernità del filone ma ancorate a quell’idea di slasher duro e puro consona al prototipo. Con un sequel già annunciato, il franchise horror e tornato in grande stile e determinato a restare e lasciare il segno nel moderno panorama horror.

Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto coi classici hollywoodiani e indagato, con il trascorrere degli anni, nella realtà cinematografiche più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte senza limiti di luogo o di tempo, sono attivo nel settore della critica di settore da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito di quella musicale.

Cinema

Cinema | quali sale riaprono da oggi in Italia?

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Saranno circa 120 su 1.400 i cinema italiani che il 26 aprile riapriranno al grande pubblico. I numeri, pari al 15 per cento delle strutture in zona gialla (in quelle arancioni e rosse gli schermi resteranno spenti) li comunica Simone Gialdini, direttore generale dell’Anec, l’associazione nazionale esercenti cinema. Un numero non scontato considerando le difficoltà che comunque si presenteranno. «Le condizioni di riapertura sono insostenibili», afferma Gialdini, citando il coprifuoco alle 22 che impone l’ultimo spettacolo alle 19.30, il divieto di vendere bevande e, soprattutto, il fatto che, con la decisione di riaprire annunciata solo una decina di giorni fa, «non ci sono molti film da proiettare, visto che la programmazione delle uscite richiede circa quattro/cinque settimane».

Ma quali cinema riapriranno? E con quali film?

Quali film vedere

Il menù dei film proposti al pubblico che torna in sala dopo mesi di astinenza e di piattaforme offrirà pellicole da Oscar, come Minari, Collective e Mank. Insieme a questi, anche i film italiani che sono stati pochi giorni in sala prima della chiusura di ottobre. Tra questi I Predatori di Pietro Castellitto e titoli approdati direttamente sulle piattaforme di streaming che adesso tentano la strada delle sale: Cosa sarà, il film di Francesco Bruni con Kim Rossi Stuart presentato alla Festa del cinema di Roma, e Lei mi parla ancora di Pupi Avati, pensato per il cinema ma dirottato su Sky. Torneranno nelle sale, per un doppio giro, anche i film già usciti che saranno premiati ai prossimi David di Donatello dell’11 maggio.

In programmazione in alcune sale anche Nuevo Orden, presentato in concorso alla 77esima Mostra internazionale di arte cinematografica di Venezia, e la versione restaurata in 4K del capolavoro In the Mood for Love.

La lista dei cinema (in aggiornamento)

Ecco un elenco (in continuo aggiornamento) delle sale nuovamente operativo sul territorio italiano.

EMILIA-ROMAGNA

Provincia di Bologna:

POP UP CINEMA JOLLY 

NUOVO CINE MANDRIOLI

Provincia di Ferrara:

APOLLO MULTISALA 

Provincia di Forlì-Cesena:

MULTISALA ALADDIN

Provincia di Modena:

CINEMA EDEN

CINEMA SALA TRUFFAUT

Provincia di Piacenza:

CINEMA NUOVO JOLLY

CORSO MULTISALA

Provincia di Reggio Emilia

CINEMA ROSEBUD

CINEMA EDEN

FRIULI VENEZIA GIULIA

Provincia di Pordenone:

CINEMAZERO

Provincia di Trieste:

CINEMA NAZIONALE

CINEMA GIOTTO

CINEMA ARSTON

Provincia di Udine:

CINEMA VISIONARIO

CINEMA CENTRALE

CINECITY

CINEMA SOCIALE

LAZIO

Provincia di Roma:

GREENWICH

NUOVO SACHER

QUATTROFONTANE

LIGURIA

Provincia di Genova:

CIRCUITO SIVORI

CIRCUITO ODEON

CIRCUITO FILMCLUB

Provincia di La Spezia:
CINEMA IL NUOVO

CAMPANIA

Provincia di Napoli:

MODERNISSIMO

Provincia di Salerno:

TEATRO DELLE ARTI

LOMBARDIA

Provincia di Bergamo:

CAPITOL MULTISALA 

CONCA VERDE

CINETEATRO GAVAZZENI

TREVIGLIO ANTEO SPAZIOCINEMA

Provincia di Cremona:

CREMONA ANTEOSPAZIO CINEMA

Provincia di Mantova:

CINEMA CARBONE

Provincia di Milano:

ANTEO PALAZZO DEL CINEMA

BELTRADE

CINEMA CENTRALE

CITYLIFE ANTEO

IL CINEMINO 

CINEMA MEXICO

PALESTRINA

WANTED CLAN

CINEMA RONDINELLA

Provincia di Pavia:

CINEMA ARLECCHINO

MARCHE

Provincia di Ancona:

CINEMA AZZURRO

PIEMONTE

Provincia di Torino:

CINEMA CENTRALE

TOSCANA

Provincia di Firenze:

CINEMA LA COMPAGNIA

Provincia di Pisa:

CINEMA ARSENALE

VENETO

Provincia di Vicenza:

CINEMA PASUBIO

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Cinema

Minari | il racconto emozionale dei nuovi pionieri

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Le nomination di questa edizione degli Oscar (la premiazione si svolgerà domenica 25 aprile) ci rimandano l’immagine del 2020 vissuto al cinema (o, meglio, in televisione). È accaduto così che una serie di film fuori da ogni canone siano stati nominati soddisfacendo le rivendicazioni degli ultimi anni. Il simbolo di tutto questo è sicuramente Minari, piccolissimo film indipendente completamente in lingua coreana. Se Parasite l’anno scorso arrivava con la Palma d’Oro di Cannes in tasca, il film di Lee Isaac Chung (in Italia debutterà al cinema, in zona gialla, dal prossimo 26 aprile), arriva da outsider con sei candidature. 

Minari | un moderno racconto di frontiera

Chung, nato nel 1978 in una fattoria di Lincoln, Arizona, da genitori coreani, pesca dall’album di famiglia e mette in scena una autobiografia non letterale, bensì emozionale, basata sui ricordi e archetipica: il Sogno Americano è lo stesso, la frontiera ancora una volta da spostare più in là. Sono però diversi i pionieri, coreani trapiantati in California e finiti in Arkansas per cercare di raggiungere l’indipendenza agricola. Il film passa di momento in momento seguendo, più che il filo logico, quello dei momenti cruciali che rimangono impressi a decenni di distanza. I momenti che fondano l’immagine di un padre nella memoria di un figlio, quelli che turbano e quelli che, nella loro marginalità, si fissano perché emblematici di qualcosa. 

Il senso per la luce naturale e il contatto con l’ambiente, il passare delle stagioni e il peso nella messa in scena dei suoi suoni e degli odori: sono tutti elementi che provengono dal cinema giapponese, ma è chiaro fin da subito che la parabola cinematografica è invece totalmente americana, così come è americano il punto di osservazione di chi cerca di ritagliarsi un pezzo di terra per sé. La famiglia trasferita dalla Corea non è diversa dai pionieri del West: compra un appezzamento là dove sembra essercene per tutti, lontano dalla civiltà, ci costruisce una casa e lavora per trasformare la terra in un’opportunità di crescita economica, per sopravvivere e garantire un futuro ai propri figli. 

Il conflitto come spinta propulsiva

Eppure Minari può anche rivendicare una spinta oppositiva al qui e ora: alla narrazione di pacificazione, Lee Isaac Chung preferisce la narrazione basata sul conflitto, di cui fa ridondanza: uomo contro natura (e Stato), marito contro moglie, vecchi e futuro, giovani e passato. La coltivazione da cui prende titolo il film è un’erba piccante coreana che diventa più rigogliosa nella sua seconda stagione di crescita: esprime il suo massimo potenziale nella seconda generazione, ma non potrebbe esistere senza il sacrificio della prima. Ovviamente nel percorso verso la commozione, Minari le piccole soste le compie tutte. Lee Isaac Chung ha ben chiaro che il suo film esiste per commuovere e trova la sua chiave di lettura unicamente nella tenerezza.

Non ci sono armoniche e vibrati nella colonna sonora di Emile Mosseri, a dimostrazione che non è una storia di immigrati che si cerca di evocare, ma un racconto sull’infanzia costruito attraverso i ricordi che si hanno da adulti di quel periodo della propria esistenza. Il paesaggio sonoro Minari, in questo senso, è unico. I primi demo di piano e voce di Mosseri sono finiti nel film e ad essi sono stati aggiunti un sintetizzatore Korg degli anni ’80 e una chitarra acustica scordata. Combinando elementi organici con quelli sintetici, la musica crea un’instabilità che accompagna tutto il film e ne amplifica i momenti di conflitto. Le composizioni di Mosseri riescono a rivelare il vero senso del film anche quando questo, consapevolmente, cede all’industrializzazione cinematografica dei sentimenti.

Minari | il trailer del film

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Cinema

Festival di Cannes | Annette di Leos Carax aprirà la prossima edizione

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La prossima edizione del Festival di Cannes è ufficialmente ancora confermata per luglio (nonostante si rincorrano le voci di un possibile rinvio). Il direttore Thierry Fremaux continua quindi come se niente fosse la preparazione della 74esima edizione, che si aprirà con Annette di Leos Carax, attesissimo film con protagonisti Adam Driver e Marion Cotillard. Si tratta del primo film inglese del regista di culto, che nel 2012 sconvolse la platea del festival francese con il suo Holy Motors

Annette apre il Festival di Cannes

Il film di Carax, che sarà in concorso, era uno di quei titoli già pronti lo scorso anno che hanno deciso di aspettare il 2021 (l’anno scorso, infatti, il Festival di Cannes è stato cancellato). Sarà distribuito in contemporanea nelle sale cinematografiche francesi, che puntano proprio sulla passione dei loro spettatori per questo tipo di cinema d’autore per rilanciare la stagione. La selezione ufficiale di Cannes 2021 verrà annunciata a fine maggio. La giuria internazionale di questa edizione, la 74esima, sarà presieduta dal regista Spike Lee.

Annette è un “musical romantico” con canzoni originali composte dagli Sparks, la rock band alternativa fondata nel 1971 da Ron e Russell Mael, a cui recentemente Edgar Wright ha dedicato un documentario presentato al Sundance. Vi proponiamo qui sotto il trailer originale, con sottotitoli in francese.

Annette – il trailer

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