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Oscar 2017, i pronostici di NewsCinema: Miglior Film

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La notte del 26 Febbraio 2017 si svolge l’attesa Notte degli Oscar all’interno del prestigioso Dolby Theatre di Los Angeles, e sul web impazzano i pronostici e le scommesse sui possibili vincitori delle varie categorie che porteranno a casa l’ambita statuetta d’oro. Noi di NewsCinema abbiamo avuto il piacere di vedere gran parte dei film inclusi nelle nomination degli Oscar 2017 e, prima di seguire in diretta streaming da Los Angeles il grande evento cinefilo e glamour in onda dalle 22.50 su Sky Cinema, vogliamo svelarvi il nostro favorito come Miglior Film e commentare gli altri candidati per questa categoria.

I nostri favoriti

Le nomination come miglior film sono: Arrival, Barriere, La Battaglia di Hacksaw Ridge, Il Diritto di Contare, La La Land, Lion, Manchester by the Sea, Moonlight ed Hell or High Water. Possiamo dire che la scorsa edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia ci ha regalato una serie di film molto buoni, iniziando da La La Land come film di apertura, l’intimo sci-fi Arrival e l’emozionante nuovo film di Mel Gibson regista, La Battaglia di Hacksaw Ridge.

La La Land

Nonostante la valida concorrenza, tuttavia, non abbiamo molti dubbi sul nostro Oscar 2017 come Miglior Film che va senza dubbio a La La Land, il musical di Damien Chazelle con Ryan Gosling ed Emma Stone. Difficile spiegare a parole l’esperienza La La Land, ma questo film che il regista di Whiplash ha realizzato diversi anni dopo aver sviluppato l’idea originale, ci ha conquistato per un’atmosfera romanticamente vintage unita ad una colonna sonora suggestiva e magica, due protagonisti uniti da una perfetta alchimia, e una storia ricca di sfumature, riflessioni e una giusta dose di nostalgia che invita a sognare. Un trionfo di emozioni, colori, suoni ricordando il cinema del passato e riflettendo sulla difficoltà di sognare nel mondo moderno. Una storia d’amore nei suoi vari momenti, sullo sfondo di una Los Angeles crepuscolare e confortevole, che seduce e spaventa allo stesso tempo.

Tuttavia anche Arrival ci ha sorpreso per la capacità del regista Denis Villeneuve di affrontare un tema già trattato spesso al cinema, in un modo completamente nuovo. Amy Adams e Jeremy Renner devono affrontare l’arrivo di forme di vita aliene sulla Terra, cercando di stabilire un contatto con loro attraverso una nuova forma di linguaggio. Ricordando l’iconico Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo e tenendosi lontano dai blockbuster come Independence Day o La Guerra dei Mondi, Villeneuve ha portato sul grande schermo una favola di fantascienza intima e delicata, che fa riflettere sulla percezione della diversità e le difficoltà di creare un dialogo pacifico e sincero con qualcuno che sembra non far parte del nostro mondo. D’altra parte il premio Oscar per un film di fantascienza sarebbe anche abbastanza insolito, ma anche se vi consigliamo di vedere Arrival se ancora non lo avete fatto, non crediamo possa andare a lui la statuetta quest’anno.

Arrival

Lo strano caso di Moonlight

La critica ha dimostrato un notevole consenso per Moonlight, il film di Barry Jenkins che noi abbiamo visto in anteprima al Festival di Roma 2016 e che ha vinto già il Golden Globe 2017 come Miglior Film drammatico. Racconta la vita di Chiron, un ragazzo di colore omosessuale cresciuto nei difficili sobborghi di Miami, dall’infanzia all’età adulta, toccando vari argomenti socialmente importanti come l’intimità, la famiglia e la società moderna piena di contraddizioni e pregiudizi. Jenkins ha scelto una struttura narrativa originale ed efficace, che emoziona lo spettatore e lo trascina nelle paure e nel disagio di Chiron. Pertanto Moonlight è un film che lascia il segno e merita sicuramente di far parte dei candidati come Miglior Film agli Oscar 2017. Tuttavia non crediamo abbia buone possibilità di vincere contro La La Land.

I candidati più deboli

Tra i nominati più deboli sicuramente troviamo Lion, Barriere ed Hell or High Water che sono film da vedere ma non all’altezza del premio Oscar. Lion punta sicuramente su una storia straordinaria che, se non fosse vera, sembrerebbe una fantasia eccessiva dello sceneggiatore. Un bambino indiano che si perde fino a raggiungere Calcutta, e viene adottato da una famiglia australiana che lo porta con sè, crescendolo con amore e attenzione. Una volta adulto, egli scopre che c’è un modo per ritrovare la sua famiglia e la madre biologica lasciata in India tanti anni prima. Grazie a Google Earth riesce a ripercorrere la sua vita fino a quel piccolo villaggio sperduto in cui aveva vissuto la sua infanzia. Una storia commovente ed emozionante che sembra confezionata proprio per il premio Oscar, con Dev Patel, Rooney Mara e Nicole Kidman nel cast.

Hell or High Water

Barriere invece è l’adattamento cinematografico dell’opera teatrale omonima messa in scena a Broadway da Denzel Washington. Nonostante la favolosa prova attoriale di quest’ultimo e Viola Davis, Barriere non funziona del tutto sul grande schermo, risultando statico e noioso, soprattutto nella prima parte. L’errore di aver mantenuto l’impostazione teatrale si percepisce nei dialoghi che rendono i personaggi logorroici, mentre l’azione è soffocata in un piccolo cortile e nella casa della famiglia Maxon per una durata eccessiva del film che sfiora i 140 minuti. Non è una novità che un prodotto teatrale non si riveli adatto al cinema, e per Barriere è così, anche se buona parte della critica lo ha applaudito con convinzione.

Hell or High Water è stata una doppia sorpresa. La prima volta quando lo abbiamo visto in anteprima al Festival di Roma 2016 e la seconda volta per la sua nomination come Miglior Film agli Oscar 2017. Infatti, se in un primo momento viene facile etichettare questo film di David Mackenzie, come un qualsiasi moderno western, quando si va avanti nella visione Hell or High Water si conferma qualcosa di più. Ben Foster e Chris Pine interpretano due fratelli fuorilegge che portano a termine una serie di rapine nelle banche dei piccoli villaggi del Texas, mentre Jeff Bridges nei panni dello sceriffo cerca di fermarli. Un dramma polveroso e coinvolgente trattato con originalità e realismo, all’ombra del western ma con un’anima on the road e un’emotività nascosta.

Film da vedere, ma non da Oscar

Il Diritto di Contare è il nuovo film di Theodore Melfi che nel 2014 ha diretto la commedia St. Vincent con Bill Murray, Naomi Watts e Melissa McCarthy. Con un punteggio 7.9 su IMDB, Il Diritto di Contare racconta la storia di alcune donne di colore che hanno lavorato per la NASA negli anni ’60. Brillanti ed intelligenti, si sono distinte, lottando con il pregiudizio e il razzismo di quegli anni in America, lasciando il segno nelle più grandi operazioni della storia, come la spedizione in orbita dell’astronauta John Glenn, fino allo sbarco sulla Luna nel 1969. Prima di vedere questo film non eravamo a conoscenza del ruolo fondamentale di Katherine Johnson, Dorothy Vaughn e Mary Jackson, interpretate nel film dalle bravissime Octavia Spencer, Taraji P. Henson e Janelle Monae. Quindi Il Diritto di Contare ha prima di tutto il pregio di aver presentato al mondo delle personalità interessanti e carismatiche che hanno fatto la differenza. Inoltre è un film con un buon ritmo e una sceneggiatura lineare e brillante che regala una storia di coraggio, riscatto e determinazione.

Il Diritto di Contare

Infine c’è Manchester by the Sea, il dramma di Kenneth Lonergan con Casey Affleck e Michelle Williams, che racconta la tragedia intima di una giovane coppia che non riesce a liberarsi di un dolore del passato. Lee deve occuparsi del nipote adolescente, quando suo padre muore prematuramente. Egli si trascina in preda ad una costante depressione e apatia, poichè non riesce a smettere di sentirsi colpevole per una tragedia che lo ha allontanato dalla moglie Randi e dal resto della comunità in cui è cresciuto. La nuova responsabilità familiare, tuttavia, lo aiuta a rivalutare la sua vita e ad iniziare un percorso di “redenzione” verso una nuova speranza. Senza dubbio ci ha colpito l’interpretazione di Affleck e di Michelle Williams, particolarmente coinvolti nella storia, ma Manchester by the Sea è uno di quei film di natura indie che emoziona, ma non regala niente di più al cinema contemporaneo.

Il tema della perdita, l’elaborazione del lutto, e il riscatto personale sono stati affrontati in altri film in un modo migliore. Quindi non crediamo che questo film possa essere all’altezza di un premio Oscar, anche se è un film valido, triste e doloroso, con dei protagonisti molto bravi ma non ha una forza narrativa adeguata.

 

 

 

 

Il cinema e la scrittura sono le compagne di viaggio di cui non posso fare a meno. Quando sono in sala, si spengono le luci e il proiettore inizia a girare, sono nella mia dimensione :)! Discepola dell' indimenticabile Nora Ephron, tra i miei registi preferiti posso menzionare Steven Spielberg, Tim Burton, Ferzan Ozpetek, Quentin Tarantino, Hitchcock e Robert Zemeckis. Oltre il cinema, l'altra mia droga? Le serie tv, lo ammetto!

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Cinema

The Mandalorian, George Lucas visita il set di Jon Favreau

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Jon Favreau continua a condividere frammenti di materiale dietro le quinte dal set del suo imminente serie di Star Wars The Mandalorian. Il suo post più recente potrebbe mandare i fan in tilt, poichè il regista ha rivelato un ospite a sorpresa sul set, ovvero lo stesso George Lucas. La visita di Lucas sul set di The Mandalorian è avvenuta il giorno del compleanno di Favreau. In precedenza Lucas aveva già visitato i set di Rogue One e Solo, ma è bello vedere il creatore di Star Wars ancora molto coinvolto nel franchise.

The Mandalorian è attualmente in produzione. I registi della serie sono stati ufficialmente annunciati e includono Dave Filoni (Star Wars: The Clone Wars, Star Wars Rebels) che dirigerà il primo episodio. Altri episodi saranno diretti da Deborah Chow (Jessica Jones), Rick Famuyiwa (Dope), Bryce Dallas Howard (Solemates) e Taika Waititi (Thor: Ragnarok). The Mandalorian sarà prodotto da Jon Favreau, Dave Filoni, Kathleen Kennedy e Colin Wilson. Karen Gilchrist sarà il co-produttore esecutivo.

La prima stagione di 10 episodi avrà un budget combinato di $ 100 milioni, rendendo ogni episodio costato circa $ 10 milioni. È stato anche annunciato che Disney sta attualmente sviluppando serie multiple limitate con personaggi del Marvel Cinematic Universe per il loro prossimo servizio di streaming. The Mandalorian non ha ancora una data di rilascio, ma la piattaforma Disney Direct-to-Consumer verrà lanciata alla fine del 2019.

 

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Cinema

La llorona – le lacrime del male, il teaser trailer ufficiale

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Svelato il teaser trailer ufficiale italiano de LA LLORONA – LE LACRIME DEL MALE, horror firmato da Michael Chaves e atteso nelle sale italiane a partire dal 18 aprile 2018. Fate attenzione al gemito della Llorona, la donna che piange, un’apparizione imprigionata tra il Paradiso e l’Inferno, dopo aver annegato i figli in preda ad un rapsus. Negli anni ’70 La Llora si aggira per Los Angeles, di notte, a caccia di bambini. Un’assistente sociale non prende sul serio l’inquietante avvertimento di una madre sospettata di aver compiuto violenze sui figli, e presto sarà proprio lei, insieme ai suoi bambini, ad essere risucchiata in uno spaventoso regno soprannaturale. Sul set del film: Linda Cardellini, Raymond Cruz, Patricia Velasquez, Marisol Ramirez.

La llorona, sinossi ufficiale del film

La Llorona. La donna che piange. Un’apparizione terrificante, intrappolata tra il Paradiso e l’Inferno, quella di una donna segnata da un terribile destino che si è creata con le sue stesse mani. Il solo sentir menzionare il suo nome ha terrorizzato il mondo per generazioni. La sua colpa è stata quella di aver annegato i figli in preda ad un raptus di rabbia e gelosia, per poi gettarsi nello stesso fiume, disperata e piangente. Ora le sue lacrime sono eterne e letali, e coloro che sentono di notte il suo richiamo mortale sono condannati. La Llorona si insinua nell’ombra e va a caccia di bambini, nel disperato tentativo di sostituirli ai suoi. Con il passare dei secoli il suo desiderio è diventato sempre più vorace…e i suoi metodi sempre più terrificanti. Negli anni ’70 a Los Angeles, La Llorona si aggira nella notte alla ricerca di bambini. Un’assistente sociale non prende sul serio l’inquietante avvertimento di una madre sospettata di aver compiuto violenze sui figli, e presto sarà proprio lei, insieme ai suoi bambini, ad essere risucchiata in uno spaventoso regno soprannaturale. L’unica speranza di sopravvivere all’ira mortale della Llorona potrebbe essere un prete disilluso e la mistica che pratica per scacciare il male, dove la paura e la fede si incontrano. Attenzione al suo gemito agghiacciante…non si fermerà davanti a niente pur di attirarti nel buio.
Perché non c’è pace per la sua angoscia, non c’è misericordia per la sua anima.
E non si può sfuggire alla maledizione della Llorona.

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Cinema

RFF 13: Isabelle Huppert, conferenza stampa

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Isabelle Huppert, l’immensa attrice francese in occasione del ritiro del premio alla carriera durante la terza giornata della Festa del cinema di Roma, durante la conferenza stampa ha parlato a cuore aperto della sua carriera e del suo modo di approcciarsi alla recitazione. Imperativo da seguire: mai avere paura!

Lei è una fonte di ispirazione per molti attori e attrici, interpretato ruoli importanti e coraggiosi. Dove ha trovato il coraggio per poterlo fare?

Non solo giovani attori mi fanno i complimenti. I ruoli che ho interpretato non mi hanno mai fatto paura, ma sono comunque complessi e coraggiosi. Può far paura avere difficoltà, conflitti nella vita, ma l’unica cosa importante è vivere e lavorare in armonia.

Ultimamente ha lavorato nella serie The Romanoffs, cosa può dirci a riguardo?

The Romanoff è stato un lavoro molto intenso ed ho imparato anche un po’ di russo. Avevo visto Mad Man di Matthew Weiner e ho voluto lavorare fortemente con lui. Spesso si dice che dietro i Romanoff ci sia un mistero. I componenti sono morti, ma Mattew ha pensato bene di speculare su questa storia, creando 8 episodi diversi tra loro. Il mio personaggio è quello di una regista molto nervosa e trovo che nel mio episodio c’e qualcosa di barocco.

Oggi riceverà il premio alla carriera, cosa ha pensato quando le è stato comunicato? Qual è stata la prova più difficile che ha dovuto affrontare nella sua carriera?

Il teatro è una situazione più stressante rispetto al cinema, ma sono contenta di essermi cimentata anche in questo campo. Le difficoltà che si incontrano nel cinema vengono risolte dalla regia. Come attrice pongo molta fiducia nel cinema. Ricevere questo premio per me è una grande soddisfazione. Ricordatevi di non avere mai paura dell’ignoto. Il fatto che in teatro non si riproduce mai la stessa cosa, non mi spaventa, anzi lo trovo una cosa molto stimolante. Negli ultimi tempi il cinema è diventato una finestra sul mondo, per gli spettatori e per me.

Qual è il personaggio alla quale è più legata?

Mi sento vicina e non vicina ai personaggi che interpreto. “Non” mi sento vicina perché quello che accade in scena non mi succede nella vita reale. Invece “mi” sento vicina, perché comunque in tutto quello che rappresento metto una parte di me. Divido le attrici – e non solo – in due categorie: quelle vicino alla realtà e quelle più vicine alla fantasia. Resta il fatto che si tratta comunque di fiction.

Nel corso della sua carriera ha interpretato più di cento film. Come è riuscita a mantenere la sua identità?

È il cinema che permette di farlo. Così come avviene nel teatro è un confronto con se stessi. Non ci sono diverse recitazioni e soprattutto non si deve mai avere paura di quello che si andrà a recitare. Come disse Truffaut in riferimento a quando si gira un film: “ Il treno è partito e il paesaggio scorre”. Dobbiamo sempre essere noi stessi, perché è il cinema che deve raccontare.

Come ben sa, il grande Vittorio Taviani è venuto a mancare qualche mese fa. In merito, cosa ci può raccontare del rapporto con i Fratelli Taviani?

Ho un bellissimo ricordo di loro due, quando abbiamo girato in Toscana. Siamo stati in luoghi bellissimi e ricordo una dolcezza e bravura unica di Paolo e Vittorio.Erano due persone con una sola testa.

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