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Strano ma vero, è da quasi cinquant’anni che un titolo a sfondo bellico non vince il Premio Oscar come miglior film. Salvate il soldato Ryan (1997) ne ha infatti ottenuto cinque, incluso quello per la regia a Steven Spielberg, ma non ha messo le mani sul riconoscimento più ambito; bisogna tornare indietro fino al 1971, quando Patton, generale d’acciaio, riuscì per ultimo nell’impresa. Impresa che quest’anno potrebbe essere ripetuta da 1917 di Sam Mendes, tuttora nelle sale italiane, dato come maggior favorito (complici le valanghe di riconoscimenti di queste recenti settimane, sorta di ideale anticipo di quanto dovremmo vedere la notte del 9 febbraio) nella competizione, nonostante mai come quest’anno tutti i candidati siano produzioni di altissimo livello artistico come non accadeva da tempo.

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Ma quindi perché proprio 1917? Senza fare paragoni con gli altri concorrenti, basti dire che mai come in quest’occasione la guerra è stata così vicina al pubblico di una sala cinematografica. Mendes, da sempre regista attento alla componente umana anche nei suoi lavori più schiavi del franchise, come i due capitoli di 007 che portano la sua firma, opta per la ricerca di un’immedesimazione totale da parte del pubblico nel confronto dei due personaggi principali, soldati di trincea che nella prima guerra mondiale si trovano ad affrontare una pericolosissima missione dal cui esito potrebbero dipendere le vita di migliaia di commilitoni.

Per farlo usa saggiamente la formula del piano sequenza, alternando varie fasi del racconto e lasciando a momenti di stacco, impercettibili all’occhio umano per via di abili passaggi “oscurati” (perfettamente aderenti alla narrazione), il compito di unire i vari tasselli e rendere un senso di totale continuità nel corso delle due ore di visione. Un’impresa non certo meno complessa e d’altronde, visto le numerose sequenze di massa con centinaia di comparse coinvolte, era impossibile chiedere un’operazione in stile Arca Russa (2002) o del più recente Victoria (2015), che pur nella loro complessità gestivano un numero di figure limitato.

Leggi anche: 1917, la featurette del film di guerra di Sam Mendes da gennaio al cinema

Una guerra da vincere

Il titolo dell’articolo si apre volutamente a più interpretazioni, e almeno su una delle dieci nomination 1917 avrebbe già la vittoria in pugno, a meno di clamorose smentite: la statuetta per la miglior regia sembra ormai affar fatto, con buona pace di tutti gli altri pur meritevoli colleghi. Perché il film ci trasporta letteralmente dentro le vicissitudini dei due giovani soldati (la perfetta scelta di casting li ha resi perfetti veicoli d’immedesimazione) e nelle drammatiche fasi di un conflitto spesso lasciato in secondo piano rispetto al successivo e più celebrato dalla Settima Arte. E così, a quasi novant’anni da un grande classico di genere, guarda caso anch’esso premiato come miglior film, quale All’ovest niente di nuovo (1931), la prima guerra mondiale torna assoluta protagonista in un’estasi visiva di assoluta potenza, da molteplici parti ritenuta una sorta di esperienza videoludica portata al cinema.

1917 trama cast trailer

Ma è troppo semplice sminuire così il lavoro di Mendes, che riprende sì da visuali ravvicinate in terza persona o di fronte (lo splendido, lungo, inizio della camminata in trincea) i due giovani attori ma eleva alla massima profondità emozionale lo stile di ripresa, lasciando che ogni angolo nasconda un’insidia e che il pericolo sopraggiunga come un sobbalzo nei momenti più inaspettati (lo schianto dell’aereo tedesco su tutti).

I917 vive poi di avvolgenti scene madri, con la fuga notturna nella cittadina in macerie che diventa una sorta di inferno in campo aperto e il confine tra la vita e la morte raramente reso così labile e una corsa finale, risolutrice nel bene e nel male, nella quale si respirano echi del grande cinema classico qui evoluto coi nuovi mezzi e budget a disposizione. Pur al netto di un paio di passaggi parzialmente gratuiti e cedenti ad una retorica più improbabile che verosimile, l’insieme avvince e convince fino a quell’epilogo a suo modo catartico e doloroso, sigillo di un eterno ricordo verso coloro che persero la vita in giovane età.

Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto coi classici hollywoodiani e indagato, con il trascorrere degli anni, nella realtà cinematografiche più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte senza limiti di luogo o di tempo, sono attivo nel settore della critica di settore da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito di quella musicale.

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Speciali

Apocalisse zombie: I luoghi più sicuri dove rifugiarsi secondo gli scienziati

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The Walking Dead zombie – Foto: Ansa

Siete pronti in caso di apocalisse zombie? Visto il successo di The Last of Us e prima di The Walking Dead, oltre ai numerosi film sull’argomento ecco i consigli degli scienziati, dalla Cornell University.

Cosa succederebbe agli umani se ci fosse una vera e propria apocalisse di zombie? La risposta ad una delle domande più famose del pianeta, è arrivata e non è per niente scontata. In America gli zombie hanno una posizione a dir poco culturale negli zeitgeist, nello spirito guida filosofico.

Tutto il genere degli zombie ha avuto un vero e proprio un successo sotto ogni aspetto, dai libri al film. Tra questi manuali, anche universitari, il romanzo del professor Malemi, uno statistico, che scritto un romanzo sugli zombie del film “World War Z”.

Un’epidemia come un’altra ma con un’eccezione

Il professore alla base del suo ragionamento dice che l’epidemia di zombia andrebbe trattata come un’epidemia di altre malattie virali. Così, costruì un modello statistico per determinare una epidemia quanto più reale. Il professore mise su un team di ricercatori avanzando tutte le scoperte, alla base di una metodologia scientifica.

Ma c’è un problema. Il professore dice: “Gli zombi sono unici e molto diversi da altre malattie in quanto le vittime di altre malattie migliorano o soccombono alla malattia. Ma gli zombi sono i non morti. Non migliorano. E l’unico modo per fermarli è che un essere umano uccida lo zombi. Con altre malattie, non importa quante infezioni modelli, la malattia non infetterà ogni singola persona. Ma nel modello degli zombi, puoi davvero trasformare ogni singola persona in uno zombi”.

I luoghi d’America studiati

Per studiare la velocità dell’epidemia, bisogna analizzare i seguenti punti. Lo studio sul “morso per uccidere” misura il modo in cui una persona uccide uno zombie contro come uno zombie mischierebbe un umano. Le città sono fisse, nel senso che non puoi scappare se vivi in un focolaio. “Il trasporto probabilmente si interromperebbe in caso di epidemia”, ha detto Alemi.

“Modellare gli zombi ti porta attraverso molte delle tecniche utilizzate per modellare malattie reali, anche se in un contesto divertente”. Le regioni molto popolate sono il luogo peggiore per una epidemia del genere. Alemi continua:New York City cadrebbe nel giro di pochi giorni, ma Itaca, dove sono io, ci vorrebbero settimane prima che gli zombi arrivino qui…Sarebbe una situazione in cui guardi il caos in televisione, ma dove sei tutto rimarrebbe invariato.”

Il virus rallenta nelle zone poco popolate, nelle più popolate si è espanso alla velocità della luce. Se l’epidemia partisse da New York, città come Boston e Washington D.C. sarebbe cancellata in poche ore. Per zone come il Vermont e il New Hampshire, non esisterebbero zombie all’orizzonte. Per sopravvivere agli zombie la soluzione è vivere lontano da città. Ma non è sufficiente vivere in un’area poco popolata. I sopravvissuti abiterebbero in regioni come il Nevada o in Colorado, molto lontano da città popolose. Infine, Alemi dice: “È brutto essere vicino a una grande città. Basta guardare la mappa della popolazione. Innanzitutto, trarrai vantaggio dal fatto che sarebbe altamente improbabile che l’epidemia di zombi inizi dove ti trovi, e quindi ci vorrebbe molto tempo prima che gli zombi arrivino là fuori”.

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Timothée Chalamet: i ruoli più simpatici del giovane attore

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I personaggi divertenti di Timothee | Fonte Google

I personaggi divertenti di Timothée | Fonte Google

L’attore statunitense con cittadinanza francese Timothée Chalamet è famoso per i suoi film drammatici, ma ha anche mostrato il suo lato comico in alcuni film. 

Timothée Chalamet è arrivato alla vetta di attori del momento per Dune del 2021, Chiamami con il tuo nome del 2017 e per il suo ultimo Bones and all del 2022 del regista italiano Luca Guadagnino. Famoso per le sue parti drammatiche, abbiamo visto l’attore destreggiarsi anche in parti più comiche e divertenti, dall’humour spiccato.

In passato è stato paragonato a citato come Leonardo DiCaprio dei nostri tempi, per la sua grandissima versatilità. Mentre la star segue progetti internazionali ed entusiasmanti, ma anche più piccoli, l’attore ha interpretato parti strazianti, come in Beautiful Boy, ma anche parti coraggiose come in Dune e, ancora, parti carismatiche come in Call Me By Your Name.Un attore eclettico che sposa il suo personaggio, fino a diventare un’unica cosa. Ecco alcuni personaggi interpretati più spassosi.

Hot Summer Nights – 2017

La pellicola del 2017 è una commedia dark. Timothèe interpreta Daniel, un adolescente emarginato che vive in una piccola comunità marittima.

Il giovane Daniel inizia a conoscere gente, flirtando con la sua cotta McKayla, suo opposto, in modo esilarante e divertente. Le loro battute sono davvero umoristiche e Timothée incarna al meglio il personaggio di Daniel.

Lady Bird – 2017

Nella commedia drammatica, l’adolescente Christine frequenta l’ultimo anno di un liceo di Sacramento ed è soprannominata da tutti Lady Bird per via del suo indipendente e libero carattere.

La ragazza ha un sogno: trasferirsi in una grande città e questo avviene solo quando avrà una parte in un’associazione teatrale. In Lady Bird, Chalamet interpreta Kyle Scheible, un personaggio introverso e filosofeggiante non interessato a ciò che è popolare. Nella parte, Timothée fa un ottimo lavoro, divertente e perfetto.

Piccole donne – 2019

“Piccole donne” rappresenta una pietra miliare per tanti di noi. Il regista Gerwig ha reso perfetto l’adattamento in un’aria vivace e sincera, rispettando al 100% l’ambientazione del periodo storico, rendendo i personaggi del romanzo tra i più amati al mondo in una chiave moderna e attuale.

Timothée Chalamet in Piccole Donne _ Fonte Google

Timothée Chalamet in Piccole Donne _ Fonte Google

Chalamet è Theodore Lawrence, in una interpretazione a tratti ironica e satirica. Il personaggio è reso assolutamente elegante e divertente, specie in determinate scene.

In particolare, è sincera tutto l’affetto di Laurie nei confronti di Jo, che è, a volte quasi patetico, a volte invece addirittura toccante.

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Teen Wolf Il Film: Guida ai personaggi | Chi è nel branco?

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Teen Wolf The Movie – Il poster

Dopo la lunga e febbricitante attesa, Teen Wolf: Il Film sbarca, negli Stati Uniti, su Paramount+. E la rete esplode tra commenti entusiastici e critiche spietate. Il film segue le sei stagioni dell’apprezzata serie tv. Ma scopriamo chi è tornato dei protagonisti e chi invece ha dato forfait.

La serie Teen Wolf, nata nel lontano 2011 dalla mente di Jeff Davis, ha riportato in auge creature ammalianti e intramotabili, quali i lupi mannari, le banshee e le kitsune. Dopo sei stagioni piene di adrenalina, suggestioni e misteri, la Paramount ha deciso di dare una degna (?) conclusione alle storie dei protagonisti.

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Tyler Posey e Crystal Reed in Teen Wolf The Movie

Davis è tornato nei panni di sceneggiatore e produttore esecutivo, stringendo un accordo con Paramount+ per un progetto su larga scala. Progetto che prevede non solo Teen Wolf Il Film, ma anche una nuova serie spin-off, dal titolo Wolf Pack, sempre incentrata sulla figura del licantropo.

Il film prende il via 13 anni dopo gli eventi della sesta e ultima stagione, per la precisione nell’anno 2026. Davis avrebbe voluto riportare il cast al gran completo sul set, per una vera e propria rimpatriata, ma ciò non è stato, evidentemente, possibile. Ed è forse il motivo per cui non sono mancati critiche e disappunti.

Ma per saperne di più, basta scorrere il nostro articolo, nel quale elenchiamo i nomi dei personaggi che tornano in azione. E possiamo già anticipare un piccolo spoiler: niente da fare per quello che è, senza dubbio, uno dei grandi favoriti dello show, ovvero Stiles Stlinski, al secolo Dylan O’Brien. Lui e Arden Cho, alias Kira, non compariranno nel film.

Tyler Posey come Scott McCall

Non poteva di certo mancare il personaggio principale della serie, ossia Scott McCall (interpretato da Tyler Posey). All’inizio lo incontriamo come un ragazzo comune e un po’ timido. Man mano arriva a ricoprire il ruolo di vero e proprio leader del branco, anche grazie ai suoi poteri di licantropo.

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Teen Wolf The Movie – Scott Mc Call

Vediamo quindi Scott tornare a Beacon Hills, per difendere ancora la sua cittadina e coloro che ama, dalla nuova minaccia. Alla fine della sesta stagione, lo avevamo lasciato a caccia di Tamora Monroe (Sibongile Mlambo). E la guerra dei cacciatori sembra non essere ancora conclusa.

Per quanto riguarda Posey, il giovane attore è molto attivo sui Social, e ha trovato la popolarità grazie alla serie Teen Wolf – per quanto abbia rivestito alcuni ruoli sin da piccolo.

Crystal Reed come Allison Argent

In tanti hanno sofferto per la dipartita di Allison Argent (a cui presta il bel volto Crystal Reed), primo vero amore di Scott e discendente di una prestigiosa famiglia di cacciatori. Il ritorno di un personaggio simile non potrà che far piacere, oltre a sollevare la curiosità di come sia potuta rientrare in gioco.

La Reed ha scelto di lasciare la serie che le ha dato la notorietà, durante la terza stagione – sebbene abbia fatto qualche cammeo nella quinta. Dopo Teen Wolf, l’abbiamo vista in altri due bei prodotti televisivi: nei panni di Sofia Falcone in Gotham e in quelli di Abby Arcane in Swamp Thing.

Guidati da Tyler Hoechlin come Derek Hale

Tra i grandi e più amati personaggi dello show, Tyler Hoechlin veste le dusplici vesti di produttore di Teen Wolf The Movie e di protagonista. Nelle prime quattro stagioni della serie da cui tutto ha avuto origine, Derek Hale è stato al centro delle vicende, come mentore di Scott. Nella pellicola, ha una grossa sorpresa da presentare ai suoi fan: il figlio Eli, interpretato da Vince Mattis.

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Teen Wolf The Movie – Derek Hale

La prima apparizione di Hoechlin sullo schermo è stata niente meno che al fianco di Tom Hanks e Paul Newman, per la regia di Sam Mendes, in Era mio padre. Di recente ha invece indossato il costume di Superman, prima nella serie Supergirl e poi in Superman & Lois.

Holland Roden come Lydia Martin

Holland Roden nei panni di Lydia Martin si è guadagnata l’affetto di tantissimi fan, sia per le sue abilità in qualità di banshee, sia per la sua epica storia d’amore con Stiles.

Per sei stagioni, è sempre stata al centro delle vicende, in un modo o in un altro, e rappresenta uno dei personaggi che si è evoluto di più – dal punto di vista soprannaturale e da quello umano. Al termine della sesta stagione, era stata ammesso all’Istituto di Tecnologia del Massachussetts.

Anche la Roden ha raggiunto la popolarità con Teen Wolf; in seguito è stata la protagonista (della terza stagione) della serie antologica sci-fi Channel Zero e di quella horror, targata Prime Video, dal titolo Lore.

Colton Haynes come Jackson Whittemore

Nelle prime due stagioni di Teen WolfColton Haynes nei panni di Jackson Whittemore è stato l’antagonista di Scott. Indimenticabile è la sua trasformazione in un mostruoso e temibile kanima. Beacon Hills ha visto il suo ritorno solo nella sesta stagione, per dare una mano ai suoi amici, prima di tornare a Londra, a vivere una serena relazione con Ethan Steiner (Charlie Carver).

Tra i personaggi iconici interpretati da Haynes, non possiamo non citare il suo Roy Harper, nella serie CW Arrow. Nel 201 ha debuttato sul grande schermo, accanto a The Rock, nel catastrofico San Andreas, e ha partecipato a numerosi videoclip musicali.

Una nuova Shelley Hennig come Malia Tate

Shelley Hennig si è aggiunta più avanti al cast di Teen Wolf, ma la sua Malia Tate non ci ha messo molto a entrare nei cuori dei fan – un po’ meno delle fan. Diventando l’interesse amoroso di Stiles, la giovane coyote mannara ha fatto sì che si creassero due schieramenti, tra chi tifava per lei e chi per Lydia. Al termine della sesta stagione, però, le sue mire si sono spostate su Scott.

Miss Teen USA nel 2004, la Hennig ha debuttato con la soap Il tempo della nostra vita, dove ha interpretato Stephanie Johnson. Ha inoltre partecipato ad alcuni horror, quali Ouja e Unfriended, e nella commedia romantica Se ci conoscessimo oggi.

La crescita di Dylan Sprayberry come Liam Dunbar

La nostra carellata si conclude con Dylan Sprayberry, interprete di Liam Dunbar, che ha pian piano  soppiantato i “veterani” nelle simpatia degli spettatori. Il suo personaggio inizia a emergere dalla quarta stagione: Liam è il primo vero lupo mannaro beta nel branco di Scott e uno dei più importanti.

Il suo rapporto con l’alpha permette di affrontare varie tematiche, dall’amicizia alla rivalità, dalla gestione della rabbia a quella della trasformazione.

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Teen Wolf The Movie – Liam Dunbar

Sprayberry ha preso parte a numerose serie come iCarlyCriminal MindsGlee. Nel 2013 ha prestato il volto al giovane Clark Kent nel film della DC Comics Man of Steel.

Non mancheranno, inoltre, Jr Bourne come Chris Argent, Ian Bohen come Peter Hale, Linden Ashby nei panni dello Sceriffo StilinskiMelissa Ponzio in quelli di Melissa McCall. Stesso discorso per il Mason di Khylin Rhambo, per il Jordan Parrish di Ryan Kelley e per l’Alan Deaton di Seth Gilliam.

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