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Horror Mania

Come realizzare un film horror? 5 consigli dai maestri del genere

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Il genere horror è sicuramente un ottimo punto di partenza per aspiranti registi, data la facilità con cui è possibile realizzare un prodotto interessante anche con pochissimi mezzi. Nonostante ciò, è importante seguire determinate regole affinché il progetto si riveli un successo. E chi meglio potrebbe darvi un consiglio se non i grandi maestri del cinema del terrore? Ecco cinque suggerimenti da alcuni grandi registi da brivido.

1. Sam Raimi: Preparati a morire

Non esistono cose come sicurezza e salute quanto stai cercando di realizzare un lungometraggio con soli 350 mila dollari, e devi essere pronto a correre qualche rischio. Uno dei giganti di Hollywood, Sam Raimi, papá di una delle trilogie supereroistiche più apprezzate, ma anche autore di diversi cult horror, ha più volte raccontato nel “commentary” de La Casa le peripezie che la troupe dovette affrontare durante le riprese.

Eravamo così irresponsabili“, ha affermato il regista. E non stava scherzando. Raimi durante la realizzazione del film dovette sfuggire alle grinfie di un toro inferocito e dormire con il resto del cast in condizioni climatiche tremende, con temperature vicine allo 0. Le lenti a contatto che dovevano essere indossate dai personaggi “posseduti” dal demone potevano essere utilizzare solo per quindici minuti. Raccomandazione che ovviamente non venne presa, causando la quasi totale cecità di Ellen Sandweiss.

2. Jason Lei Howden: Attenti alle risorse

È sempre un’ impresa ardua riuscire a realizzare un horror ben costruito. Fino a quando bisogna solo rompere dei piatti o creare dei rumori inquietanti, come in Paranormal Activity o Blair Witch Project, i problemi non sono molti. Le vere difficoltà cominciano quando devi creare un film con effetti visivi più elaborati. Jason Lei Howden, regista di Deathgasm, ha affermato: “Far fronte ad una sceneggiatura così ambiziosa con risorse così limitate è stata sicuramente la sfida più grande. Posso capire perché il cinema horror si stia muovendo sempre più verso il genere found footage a location singola. Film come quello che ho realizzato non si vedono spesso, e sono contento di essere rimasto fedele alla mia visione“. Potete quindi solo immaginare le difficoltà che ha potuto incontrare un giovane Tobe Hooper durante le riprese di Non aprite quella porta. Il budget era così limitato che non ci si poteva permettere neanche una colonna sonora importante, tanto che il regista decise di puntare sulla creatività creando artigianalmente suoni con dei rumori registrati in un macello di animali.

Non Aprite quella Porta

Non Aprite quella Porta

3. David Robert Mitchell: Probabilmente fallirai. Tante volte.

Nel 2015 sono usciti circa diecimila film. Questo significa una media di 192 lungometraggi per settimana. E se attualmente una storia con un virus che divora gli organismi umani non avrebbe nessun tipo di appeal sul grande pubblico, nel 1999 (quando uscivano in un anno solo 470 film) le cose erano ben diverse. Quindi se da una parte è vero che oggi si può creare un horror anche solo utilizzando il proprio iPhone, ricorda che ci saranno sempre altre 9,999 persone che staranno pensando la stessa cosa. Nel 2014 David Robert Mitchell ha raggiunto il successo mondiale con il suo apprezzatissimo It Follows. Ma non fatevi ingannare: è stata una strada in salita. Il regista, infatti, si è dovuto creare negli anni una fitta serie di contatti e amicizie, nonché farsi le ossa con un primo lavoro più piccolo: The Myth of the American Sleepover.

horror wes craven

4. Wes Craven: Hollywood è un business

Se la tua idea è quella di fare le cose alla vecchia maniera, cercando un finanziamento da qualche studio cinematografico, ti conviene stare alle regole del gioco. Dal boom di The conjuring nel 2013 gran parte delle pellicole successive sono state costrette a trattare il tema della tranquilla famiglia che viene terrorizzata dagli spiriti di Lucifero. Una scommessa facile per un sicuro rendimento. Per sfortuna chi ha i soldi è anche chi decide cosa ne sarà della tua idea. La leggenda del genere Wes Craven un giorno disse: “Tutti fanno film horror e, secondo me, neanche particolarmente bene. Non so se questo sia dovuto alle scelte delle corporazioni, ma c’è più che mai necessità di registi che facciano qualcosa che davvero sentono nel loro cuore”.

Halloween

5. John Carpenter: Costruisci una fanbase

Il cinema horror è una bestia curiosa. Tantissimi fan da tutto il mondo sono dei veri e propri “drogati” del genere, in cerca sempre di pellicole nuove da scoprire su internet, al cinema o in home video. Il regista di Essi Vivono, John Carpenter, sostiene che: “Ciò che spaventa me, spaventa anche te. Siamo terrorizzati dalle stesse cose. Questo è il motivo per cui il genere horror è ancora così potente. Da regista devi chiederti cosa ti terrorizza, per scoprire cosa terrorizza anche gli spettatori“. Per iniziare, quindi, è necessario costruirsi una fanbase di appassionati e dar loro ciò che davvero vogliono. Sean S. Cunningham riuscì a crearsi una schiera di appassionati di Venerdì 13 ancora prima che il film venisse effettivamente realizzato. Un nome accattivante e una pubblicità su Variety bastarono.

Fonte: MoviePilot

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Cinema

Scream 5: il primo trailer ufficiale! | Ghostface è tornato!

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E’ uscito finalmente il primissimo trailer ufficiale di Scream 5 e qui sotto potete vederlo in versione originale o doppiato in italiano.

Scream 5: la sinossi ufficiale

Venticinque anni dopo la serie di efferati e crudeli omicidi che sconvolse la tranquilla cittadina di Woodsboro, un nuovo assassino con la maschera di Ghostface prende di mira un gruppo di adolescenti, facendo ripiombare la città nel terrore e riaffiorare le paure di un passato che sembrava ormai sepolto.

Neve Campbell (“Sidney Prescott”), Courteney Cox (“Gale Weathers”) e David Arquette (“Dewey Riley”) tornano a interpretare i loro ruoli iconici in Scream insieme a Melissa Barrera, Kyle Gallner, Mason Gooding, Mikey Madison, Dylan Minnette, Jenna Ortega, Jack Quaid, Marley Shelton, Jasmin Savoy Brown e Sonia Ammar.

Diretto da Matt Bettinelli-Olpin & Tyler Gillett, Scream 5 è distribuito in Italia da Eagle Pictures e arriverà al cinema nel 2022.

Qui sotto se siete curiosi anche la trailer reaction di MADROG CINEMA.

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Cinema

Venezia 78: Last Night in Soho, la recensione del film

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A Venezia 78 abbiamo avuto l’occasione di vedere in anteprima Last Night in Soho, il nuovo film di Edgar Wright con Anya Taylor Joy, Matt Smith e Thomasin McKenzie. Qui di seguito la video recensione di Lorenzo e Letizia in diretta dal festival.

Last Night In Soho (L’Ultima Notte a Soho) è un thriller psicologico con scene oniriche accompagnate in maniera travolgente e geniale da una colonna sonora vibrante e coinvolgente scelta con cura. Un’inattesa rivisitazione del lato oscuro della swinging London degli anni 60′.

Last Night in Soho uscirà nelle sale italiane il 4 novembre e segue le vicende di una giovane ragazza, appassionata di moda, che misteriosamente scopre il modo di trovarsi negli anni ’60, dove si imbatte nel proprio idolo, un’affascinante cantante che spera di sfondare. Ma Londra negli anni 60′ non è sempre come appare e le cose sembrano andare a rotoli con delle conseguenze.

Un incubo a occhi aperti che regala inquadrature ipnotiche e glamour. Dopo Baby Driver Wright si conferma un regista interessante e curioso che sa come catturare l’attenzione dello spettatore.

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Cinema

Spiral | la saga di Saw tenta di ritrovare nuova verve con Chris Rock

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Solo quattro anni fa Saw Legacy aveva cercato disperatamente di resuscitare il franchise nel momento sbagliato, appena sette anni dopo la sua conclusione, troppo tardi per essere rilevante e troppo presto per puntare sul fattore nostalgia.

Nonostante ciò, gli Spierig Brothers (i primi a mettere le mani sulla saga già con un loro rispettabile curriculum alle spalle) erano riusciti a mettersi efficacemente al servizio di un brand pieno di linee guida già stabilite, con il piglio dei fans affezionati e rispettosi, che si piegano volentieri a un volere superiore e offrono in cambio la propria professionalità. A fronte di un budget di appena 10 milioni di dollari, il film aveva incassato almeno dieci volte tanto, dimostrando il grande interesse attorno alla saga (cosa non affatto scontata).

Attraverso una operazione molto simile (Chris Rock, fan della serie, decide di scrivere il soggetto del nuovo film), il franchise propone nel 2021 l’ennesimo tentativo di cambiare rotta, focalizzandosi sulla componente poliziesca/procedurale e meno su quella orrorifica.

Spiral: L’eredità di Saw riprende il solito pretesto degli ultimi film della saga – c’è un assassino che imita gli omicidi di Jigsaw –  ma stavolta lo declina in una inedita chiave militante (le vittime sono poliziotti corrotti). L’idea, in teoria, sarebbe quella di confezionare un’operazione sferzante sulla scia di Scappa – Get Out. Il risultato, invece, è un film hard-boiled di vecchissimo stampo.

Spiral | from the book of Saw

Spiral è, alla fine dei conti, un capitolo abbastanza classico della saga di Saw, atipico solamente nell’avere per la prima volta un protagonista dotato di carisma a cui poter dedicare tutto lo screentime che vuole. Le trappole omicide sono le più semplici e banali della saga e il film spinge nuovamente il piede sul pedale della violenza (eliminando quella componente ironica introdotta con il penultimo episodio) per mascherare la clamorosa carenza di idee (si sente la mano del veterano Darren Lynn Bousman, di nuovo al timone dopo Saw 2, 3 e 4).

La cosa che però davvero sorprende (in negativo) è che questo epigono poliziesco di Saw riesca ad essere anche uno dei capitoli meno convincenti dal punto di vista della scrittura. Se persino i film peggiori della saga erano comunque riusciti ad imbastire almeno il colpo di scena e la rivelazione finale, usando diversi trucchi furbi e depistando sempre in maniera efficace o come minimo avvincente, questo invece a metà commette un errore clamoroso a causa del quale, quando arriva la “sconvolgente” rivelazione, tutti sanno già cosa aspettarsi.

Il sadismo come cifra della saga

Ambientato in una città accaldata che fa sudare tutti come negli hard boiled di Los Angeles, Spiral cerca in ogni modo di sembrare un film fuori canone, autonomo dalla saga in cui in realtà si inserisce (e anche la release primaverile-estiva appare come una precisa scelta di marketing). E lo fa, stranamente, guardando al cinema americano del passato.

Ma nonostante ci tenga tantissimo alla sua trama di polizia corrotta, infiltrati, colpe dei genitori che ricadono sui figli, reclute e storiacce all’interno del distretto, il fulcro del film è ancora una volta il desiderio di giustizia consumato attraverso la violenza sadica ed efferata.

Anche in questo caso, infatti, il feroce omicida cerca nel pubblico un complice del suo sguardo assetato di sofferenza e privo di pietà. I colpevoli sono sempre ritratti come uomini che non meritano di vivere e le loro azioni, quando vengono presi nei meccanismi letali dell’Enigmista, ne confermano l’egoismo, la stupidità e la totale mancanza di onore. Saw è il vero e possibile equivalente dei film sul Giustiziere della notte degli anni ‘70, che incanalavano lo sfogo sociale di desideri di ordine e rigore. L’aderenza estetica a quel genere di film è forse l’unico elemento di interesse di un capitolo che, invece, non riesce né ad arricchire la saga, né a sfangarla come un dignitoso more of the same.

Spiral | la saga di Saw tenta di ritrovare nuova verve con Chris Rock
2.5 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora
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