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Scarface, remake o sequel del film cult con Al Pacino?

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pacino

E’ difficile credere che Scarface sia stato realizzato ormai 30 anni fa. Il film leggendario che quasi tutti hanno visto almeno una volta nella vita, e che è considerato uno dei migliori film di sempre. Per chi non lo avesse visto, questo racconta la storia di Tony Montana (Al Pacino) che si trasforma da povero immigrante cubano ad un re del traffico di droga. Le oltre tre ore di film mostrano i conflitti e la violenza estrema che Montana affronta per raggiungere la vetta.

Il film tragico originale risale al 1932 e mostrava la situazione degli immigranti italiani a Chicago durante gli anni ’20, traendo la maggiore ispirazione da Al Capone. C’erano molte persone di differenti nazionalità in quegli anni in America,e la versione del 1983 è molto simile. Dopo aver visto il film, Pacino contattò il manager per pensare ad un possibile remake. Il produttore Martin Bregman si unì poco dopo al progetto. Bregman poi ha assunto Brian De Palma per dirigere il film, e Oliver Stone per la sceneggiatura. Quest’ultimo stava combattendo con la dipendenza dalla cocaina mentre scriveva il film, e questo ha aiutato a dare maggiore realismo alla storia. Invece il ruolo di Al Pacino era stato offerto a Robert De Niro in un primo momento. Una volta completato il film, è stato sottoposto alla supervisione della Motion Picture Association of America (MPAA), che ha poi permesso la distribuzione del film nei cinema del Nord America. La MPPA ha dato al film una censura di tipo X, che di solito viene data ai film di natura pornografica. La MPAA ha spiegato questo giudizio, affermando che nel film c’è troppa violenza estrema e un uso di droga molto elevato.

pacino2Il regista Brian De Palma ha dovuto modificare il film molte volte, e alla fine la MPPA ha rilasciato il film come R Rating. Se De Palma avesse rifiutato di fare qualche taglio, Universal Pictures si sarebbe appellata alla decisione dell’ MPAA.Così la censura fu ridimensionata alla semplice R, vietato ai minori. Fin dall’uscita al cinema nel 1983, il film è stato riprodotto molte vole in formato vhs, dvdm e Blu Ray. E’ uno dei film più popolari nelle videoteche, soprattutto nelle comunità hip hop. Recentemente è uscita l’edizione speciale in versione limitata blu ray che include anche un documentario intitolato The Scarface Phenomenon, e una copia del film del 1932. Il film ancora oggi registra un grande successo per quanto riguarda le vendite di poster, vestiti, e vario tipo di merchandise. Anche i videogiochi hanno una buona fetta di mercato. Ci sono delle versione del gioco tradizionale create per il franchise Scarface; Scarface: The World Is Yours and Scarface: Money. Power. Respect. Mentre entrambi i giochi sono stati realizzati nel 2006, offrono diverse modalità di gioco. The World is Yours è in prima persona, in soggettiva, e il giocatore completa le varie missioni nei panni di Tony Montana. Money. Power.Respect. invece è un gioco di strategia, in cui i giocatori scelgono un cartello e si scontrano per conquistare la città di Miami.

michelleGrand Theft Auto: Vice City ha usato Scarface come ispirazione principale, infatti si svolge nella Miami degli anni ’80 e il personaggio principale assomiglia molto a Montana. Il gioco usa anche le musiche del film. Scarface ha ispirato anche giochi nel mondo del casinò. Per esempio c’è featured una slot al GD Casino, dove i giocatori scelgono alcuni personaggi e oggetti del film. Questi includono Tony Montana, Manny Ray e persino Michelle Pfeiffer nei panni di Elvira Hancock. Anche qui è usata la musica originale del film. Ci sono stati diversi incontri sulla possibilità di realizzare altri film di Scarface e, recentemente, voci hanno parlato di Pablo Larrain come possibile regista di un nuovo film. Secondo Cineblog, il film potrebbe essere girato a Los Angeles, seguendo un uomo nel deserto messicano. Ancora non ci sono notizie sul possibile cast o altre informazioni di produzione. I fans possono avere qualche speranza, e alcune voci del 2000 parlavano di un possibile figlio di Tony Montana in arrivo.

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Cinema

Morbius, il primo trailer ufficiale del nuovo film Marvel con Jared Leto

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morbius

Nel primo trailer del film della Marvel, Morbius l’attore e cantante dei 30 Seconds to Mars, Jared Leto dopo aver detto addio al personaggio di Joker  si è trasformato in un vampiro cattivissimo.

Morbius è basato sui fumetti creati da Roy Thomas e Gil Kane del 1971. La storia narra le origini del pericoloso Michael Morbius (Leto), un biochimico in cerca di una cura per la sua malattia rara del sangue. Durante uno dei suoi esperimenti, si inietta accidentalmente un liquido contenente il vampirismo, dandogli superpoteri simili ai pipistrelli come l’eco-localizzazione e un’insaziabile sete di sangue.

Il vampiro vendicativo appariva periodicamente durante la serie Marvel. Ha fatto la sua prima apparizione in un numero del 1971 di The Amazing Spider-Man, e alla fine fu riportato nella serie del 1992, Morbius, il vampiro vivente. Vennero prodotti 32 numeri prima di terminare nel 1995.

Adria Arjona recita accanto a Leto nei panni della fidanzata del cattivo Martine Bancroft. Mentre Jared Harris, Matt Smith e Tyrese Gibson completano il cast. Smith interpreterà Loxias Crown, un uomo con la stessa malattia del sangue di Morbius. Harris, sebbene il suo personaggio rimanga senza nome, è previsto per il ruolo del mentore di Morbius. I co-creatori di Lost in Space, Matt Sazama e Burk Sharpless hanno scritto la sceneggiatura.

Non è ancora certa la data nella quale Morbius uscirà nelle sale cinematografiche italiane.

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Cinema

Beastie Boys Story, al via il documentario dedicato alla band anni ’80

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Grande annuncio per tutti fan della band Beastie Boys, la band ha annunciato tramite il profilo Twitter il progetto di un documentario dedicato alla loro carriera. Nonostante il trio abbia dovuto dire addio ad uno dei componenti della band, Adam “MCA” Yauch, nel 2012 a causa di un cancro al quale non è riuscito a sopravvivere, gli altri due cantanti faranno in modo di “riportare in vita” la sua memoria.

Chi erano i Beastie Boys?

I Beastie Boys sono stati un gruppo musicale rap americano nato nel 1981 nella Grande Mela, New York. La band era costituita da  Adam “Ad-Rock” Horovitz, Michael “Mike D” Diamond e Adam “MCA” Yauch. Il nome era nato dall’idea del componente John Berry, il quale aveva creato l’acronimo Beastie per lanciare un messaggio specifico. “Boys Entering Anarchistic States Towards Inner Excellence”, tradotto in italiano: “Ragazzi che entrano in Stati anarchici per ottenere la perfezione interiore”.

La sinossi del documentario

Il documentario dedicato alla band intitolato Beastie Boys Story al momento ha ufficializzato il progetto con questa sinossi:
“Ecco cos’è il film: Mike Diamond e Adam Horovitz dei Beastie Boys raccontano una storia intima e personale della loro band e dei loro 40 anni di amicizia insieme. Dagli anni ’80 della scena punk di New York City, a “Fight For Your Right (to Party)” e diventando i primi artisti hip-hop a fare un disco n. 1 ( concesso in licenza a Ill ), attraverso la loro evoluzione, che li ha portati al Sabotage , Intergalattico e oltre. Creato con il loro vecchio amico, il loro ex nonno e collaboratore, il regista Spike Jonze, il film mescola perfettamente uno spettacolo teatrale dal vivo e un documentario per creare un nuovo formato, un documentario dal vivo ”.

Chi si occuperà della produzione di Beastie Boys Story?

La storia della boy band degli anni ’80 verrà prodotta e diretta dal regista Spike Jonze e presenterà attraverso le dichiarazioni degli unici due superstiti ai Bestie Boys, Adam “Ad-Rock” Horovitz e  Mike “Mike D” Diamond, la loro carriera ai più giovani e a chi è cresciuto con le loro canzoni. 

Beastie Boys Story arriverà in alcuni cinema IMAX il 3 aprile prima di arrivare su Apple TV + il 24 aprile.

 

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Cinema

Piccole Donne: le quattro personalità delle sorelle March lo rendono un classico senza tempo

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piccole donne 3

Le sorelle più famose della letteratura tornano al cinema con l’adattamento cinematografico di Piccole Donne diretto da  Greta Gerwig. Tratto dal famoso romanzo del 1868 nato dalla penna di Louisa May Alcott, il film ripercorre la storia delle sorelle March interpretate da Emma Watson (Meg), Saoirse Ronan (Jo), Eliza Scanlen (Beth) e Florence Pugh (Amy) durante gli anni della Guerra Civile Americana.

In un periodo storico dilaniato dal conflitto che prevede il coinvolgimento di tutti gli uomini al fronte, Piccole Donne mostra una famiglia tipica dell’800, nella quale la mamma (Laura Dern) si trova a dover gestire da sola le sue adorabili figlie. A rompere la solita routine, ci sarà la voglia di emancipazione e ribellione mostrata da Jo, la ragazza che farà di tutto per rompere le catene di una società che concepisce la figura della donna solo come moglie e madre. Il suo desiderio di diventare scrittrice – professione alquanto bislacca in quegli anni per una donna – sarà il primo passo per convincere le sorelle a pensarla come lei. Nel cast ci sono anche l’attore del momento Timothée Chalamet nel ruolo di Theodore ‘Laurie’ Laurence, Meryl Streep come la zia March insieme a Louis Garrel nei panni di Friedrich Bhaer.

Che caratterino le sorelle March!

In occasione dell’uscita al cinema di Piccole Donne è stato ideato un test della personalità per scoprire a quale delle quattro sorelle March siete più affini. Meg è la più responsabile; Jo è quella più ardente e ambiziosa; Beth la più timida e sensibile mentre Amy è quella più aperta alla vita sociale. Il lettore spesso ama identificarsi con la figura di Jo, trattandosi del personaggio più combattivo del romanzo. Per ricollegarsi alla psicologia greca si può prendere in prestito la teoria dei quattro temperamenti: sanguigno, collerico, malinconico e flemmatico. Nel caso di Piccole Donne è possibile sintetizzarli come: socievole (sanguigno), ambizioso (collerico), sensibile (malinconico) e pacifico (flemmatico).

Conoscendo la storia di Piccole Donne e il temperamento di ognuna è un gioco da ragazzi associare ogni caratterista elencata al personaggio di riferimento: Amy è sanguigna, Jo è colerica, Beth è malinconica e Meg è flemmatica. Jo è la leader delle sorelle, quella più ambiziosa ed indipendente che cerca di coinvolgere le ragazze in ogni iniziativa artistica che le passa per la mente. Amy al contrario, è la più socievole e quella più attaccata al tessuto sociale dell’epoca. Beth rappresenta la coscienza morale delle sorelle March, la più profonda delle sorelle e infine Meg, cerca di fare da moderatrice e paciere nelle dispute tipiche tra sorelle, vista la mancanza di una figura paterna all’interno della famiglia.

piccole donne

Questa differenza caratteriale non è motivo di giudizi da parte delle ragazze. Questo pensiero è dimostrato in una battuta detta da Amy verso Jo nella quale dice: “Solo perché i miei sogni sono diversi dai tuoi, non significa che non siano importanti“, la quale aveva preferito convolare a nozze e crearsi una famiglia, piuttosto che vivere in nome del teatro e della libertà.

Verso l’età adulta

Le quattro sorelle raccontate dalla Alcott riescono a mostrare il passaggio tra l’infanzia e l’età adulta della donna e la regista Greta Gerwig riesce a mostrarlo in maniera assolutamente convincente anche in questo adattamento cinematografico. Nel romanzo viene mostrato quanto sia dura la consapevolezza che crescere inevitabilmente porta con sé scelte da dover prendere, a volte anche dolorose, difficili e apparentemente impossibili. La Alcott svela cosa significa diventare adulti.

Quando Meg, la più grande delle sorelle March decide di sposarsi, dall’altro lato c’è Jo che decide di andare a vivere a New York per inseguire i suoi sogni, stessa cosa che farà anche Amy andando in Europa ed infine, l’unica a rimanere a casa sarà Beth per motivi di salute. Così come svanisce l’infanzia per far posto all’età adulta, anche il gruppo affiatato delle sorelle March si sgretola per cercare di vivere una vita appagata e in linea con il proprio temperamento.

La differenza tra la versione letteraria della Alcott e quella cinematografica della Gerwig è il modo con il quale ha rappresentato le loro quattro diversità comportamentali, mostrando al contempo, come sia possibile tenere insieme tutti questi temperamenti in un unico abbraccio.

 

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