Connect with us

Cinema

Stephen King | Gli adattamenti che meriterebbero un remake

Published

on

stephen king newscinema

I remake di film sono sempre una materia spinosa, specialmente quando un amato romanziere come Stephen King è coinvolto nella faccenda.

Non tutti i remake escono male, sia chiaro. Qualche volta infatti possono addirittura migliorare l’originale e portare una ventata di freschezza sulla storia, lo stile e le sue tematiche. Si pensi per esempio ai due recenti capitoli cinematografici di IT.

it stephen king newscinema
IT, una scena del film

E poi siamo onesti, sebbene moltissimi dei romanzi di Stephen King siano dei capolavori, gli adattamenti cinematografici corrispondenti raramente hanno mostrato la stessa valenza. In più tante di queste buone proposte sono state girate non meno di trent’anni fa.

Leggi anche: Pet Sematary, due nuove inquietanti clip del film ispirato al romanzo di Stephen King

Sembra sia ora di riportarle in scena per il pubblico di oggi. Ecco perciò un elenco di film tratti dai libri di King che meriterebbero un nuovo remake.

CUJO

Cujo, con la star di E.T. Dee Wallace, è sbarcato in sala nel lontano 1983 ed è subito diventato un successo, guadagnando circa 21 milioni di dollari a fronte di un budget di soli 5.

cujo newscinema
Cujo, una scena del film

Al centro della storia troviamo un cane di una fattoria che viene morso da un pipistrello, contrae la rabbia e alla fine arriva a sviluppare una furia omicida.

Cujo ebbe un forte impatto sulla cultura dell’epoca, tanto che non furono pochi i cami chiamati così in onore del protagonista animale del film. Al di là dell’indiscutibile valore, la pellicola mostra non pochi difetti, che sarebbero facilmente “corretti” in un eventuale e moderno remake.

L’IMPLACABILE

Uscito nel 1987 e basato sull’omonimo romanzo, L’implacabile è un thriller di fantascienza distopico, in perfetto stile anni Ottanta, con Arnold Schwarzenegger.

limplacabile newscinema
L’implacabile, una scena del film

Esagerato e a tratti ridicolo, il film tratta di un poliziotto condannato e obbligato a far parte di uno show televisivo, nel quale è la preda di una caccia e deve combattere i suoi assassini per sopravvivere. Solo in questo modo potrà guadagnarsi la sua libertà.

Una sorta di Hunger Games ante-litteram e senza censure. Per alcuni L’implacabile è il classico prodotto alla Schwarzenegger, e certo non sarebbe semplice replicare quel determinato mood – lo stesso remake di Atto di forza è stato un buco nell’acqua – ma nelle mani del regista giusto potrebbe davvero tornare alla ribalta.

CHRISTINE – LA MACCHINA INFERNALE

La pellicola del 1983, diretta da John Carpenter, è uno dei migliori adattamenti di Stephen King in circolazione. Tutto ruota intorno alla Plymouth Fury del 1985, acquistata dal giovane teenager Arnie Cunningham e posseduta da un vero e proprio demone.

christine newscinema
Christine – La macchina infernale, una scena del film

Al di là dell’ottimo lavoro compiuto da Carpenter anche sulla musica e sullo stile visivo, alcune scene appaiono troppo piatte e dozzinali.

Christine – La macchina infernale ha una buona storia alla base, che spazia tra numerosi e interessanti argomenti, ed ecco perché sarebbe importante ridare lustro a tutto ciò con i mezzi e le potenzialità del cinema di oggi.

BRIVIDO

Adattamento del racconto breve di Stephen King intitolato Trucks, Brivido narra di macchine e camion che prendono vita e uccidono tutti coloro che li circondano.

brivido newscinema
Brivido, una scena del film

Lo scrittore stesso ha curato la regia e la sceneggiatura del film. Il risultato è stato un quasi totale disastro, con alcune feroci critiche al seguito. Il motivo di ciò si deve sicuramente alla poca esperienza di King nel mestiere cinematografico.

Eppure il mito delle macchine che si ribellano ai rispettivi proprietari è qualcosa che potrebbe essere esplorato meglio, in particolar modo da quel cinema horror che sa spesso rivelare gustose sorprese.

LA ZONA MORTA

Uscito nel 1983, vede come protagonista Christopher Walken, nei panni di Johnny Smith, un giovane che finisce in coma e si sveglia cinque anni più tardi con una nuova e misteriosa abilità: vedere il futuro quando stringe la mano di una persona.

la zona morta newscinema
La zona morta, una scena del film

Dopo Shining, La zona morta è probabilmente uno dei più considerati adattamenti da King degli anni Ottanta. Tanto che ha dato il via anche a una serie tv, divenuta quasi più popolare della pellicola stessa.

Leggi anche: Castle Rock, trailer e dettagli sulla serie tv dalla mente di Stephen King

Quest’ultima è infatti forse troppo lenta e noiosa, con un protagonista troppo blando e dei villain inesistenti – tra loro spuntava il volto di Martin Sheen. Ecco perché meriterebbe una seconda chance, nelle mani di un cineasta che sappia sfruttare tutti gli elementi esibiti dal bel romanzo alla base.

CELL

Questo è uno dei più recenti adattamenti da King, uscito nel 2016, ed è anche uno dei meno riusciti. John Cusack e Samuel L. Jackson ne sono i protagonisti.

cell newscinema compressed
Cell, una scena del film

Per quanto riguarda la trama, si assiste a un singolare incidente che trasforma le persone in zombie dopo che hanno usato il loro cellulare. Clay Riddell (Cusack) va in cerca del figlio mentre il mondo cade a pezzi intorno a lui.

Sembra una storia perfetta per tutti coloro che temono i telefoni cellulari e annessi. Peccato però che, dietro la storia potenzialmente ricca e accattivante, si trovi una pessima esecuzione. Perché non dargli allora una seconda e meritata chance?

Cinema

Cinema | quali sale riaprono da oggi in Italia?

Published

on

Saranno circa 120 su 1.400 i cinema italiani che il 26 aprile riapriranno al grande pubblico. I numeri, pari al 15 per cento delle strutture in zona gialla (in quelle arancioni e rosse gli schermi resteranno spenti) li comunica Simone Gialdini, direttore generale dell’Anec, l’associazione nazionale esercenti cinema. Un numero non scontato considerando le difficoltà che comunque si presenteranno. «Le condizioni di riapertura sono insostenibili», afferma Gialdini, citando il coprifuoco alle 22 che impone l’ultimo spettacolo alle 19.30, il divieto di vendere bevande e, soprattutto, il fatto che, con la decisione di riaprire annunciata solo una decina di giorni fa, «non ci sono molti film da proiettare, visto che la programmazione delle uscite richiede circa quattro/cinque settimane».

Ma quali cinema riapriranno? E con quali film?

Quali film vedere

Il menù dei film proposti al pubblico che torna in sala dopo mesi di astinenza e di piattaforme offrirà pellicole da Oscar, come Minari, Collective e Mank. Insieme a questi, anche i film italiani che sono stati pochi giorni in sala prima della chiusura di ottobre. Tra questi I Predatori di Pietro Castellitto e titoli approdati direttamente sulle piattaforme di streaming che adesso tentano la strada delle sale: Cosa sarà, il film di Francesco Bruni con Kim Rossi Stuart presentato alla Festa del cinema di Roma, e Lei mi parla ancora di Pupi Avati, pensato per il cinema ma dirottato su Sky. Torneranno nelle sale, per un doppio giro, anche i film già usciti che saranno premiati ai prossimi David di Donatello dell’11 maggio.

In programmazione in alcune sale anche Nuevo Orden, presentato in concorso alla 77esima Mostra internazionale di arte cinematografica di Venezia, e la versione restaurata in 4K del capolavoro In the Mood for Love.

La lista dei cinema (in aggiornamento)

Ecco un elenco (in continuo aggiornamento) delle sale nuovamente operativo sul territorio italiano.

EMILIA-ROMAGNA

Provincia di Bologna:

POP UP CINEMA JOLLY 

NUOVO CINE MANDRIOLI

Provincia di Ferrara:

APOLLO MULTISALA 

Provincia di Forlì-Cesena:

MULTISALA ALADDIN

Provincia di Modena:

CINEMA EDEN

CINEMA SALA TRUFFAUT

Provincia di Piacenza:

CINEMA NUOVO JOLLY

CORSO MULTISALA

Provincia di Reggio Emilia

CINEMA ROSEBUD

CINEMA EDEN

FRIULI VENEZIA GIULIA

Provincia di Pordenone:

CINEMAZERO

Provincia di Trieste:

CINEMA NAZIONALE

CINEMA GIOTTO

CINEMA ARSTON

Provincia di Udine:

CINEMA VISIONARIO

CINEMA CENTRALE

CINECITY

CINEMA SOCIALE

LAZIO

Provincia di Roma:

GREENWICH

NUOVO SACHER

QUATTROFONTANE

LIGURIA

Provincia di Genova:

CIRCUITO SIVORI

CIRCUITO ODEON

CIRCUITO FILMCLUB

Provincia di La Spezia:
CINEMA IL NUOVO

CAMPANIA

Provincia di Napoli:

MODERNISSIMO

Provincia di Salerno:

TEATRO DELLE ARTI

LOMBARDIA

Provincia di Bergamo:

CAPITOL MULTISALA 

CONCA VERDE

CINETEATRO GAVAZZENI

TREVIGLIO ANTEO SPAZIOCINEMA

Provincia di Cremona:

CREMONA ANTEOSPAZIO CINEMA

Provincia di Mantova:

CINEMA CARBONE

Provincia di Milano:

ANTEO PALAZZO DEL CINEMA

BELTRADE

CINEMA CENTRALE

CITYLIFE ANTEO

IL CINEMINO 

CINEMA MEXICO

PALESTRINA

WANTED CLAN

CINEMA RONDINELLA

Provincia di Pavia:

CINEMA ARLECCHINO

MARCHE

Provincia di Ancona:

CINEMA AZZURRO

PIEMONTE

Provincia di Torino:

CINEMA CENTRALE

TOSCANA

Provincia di Firenze:

CINEMA LA COMPAGNIA

Provincia di Pisa:

CINEMA ARSENALE

VENETO

Provincia di Vicenza:

CINEMA PASUBIO

Continue Reading

Cinema

Minari | il racconto emozionale dei nuovi pionieri

Published

on

Le nomination di questa edizione degli Oscar (la premiazione si svolgerà domenica 25 aprile) ci rimandano l’immagine del 2020 vissuto al cinema (o, meglio, in televisione). È accaduto così che una serie di film fuori da ogni canone siano stati nominati soddisfacendo le rivendicazioni degli ultimi anni. Il simbolo di tutto questo è sicuramente Minari, piccolissimo film indipendente completamente in lingua coreana. Se Parasite l’anno scorso arrivava con la Palma d’Oro di Cannes in tasca, il film di Lee Isaac Chung (in Italia debutterà al cinema, in zona gialla, dal prossimo 26 aprile), arriva da outsider con sei candidature. 

Minari | un moderno racconto di frontiera

Chung, nato nel 1978 in una fattoria di Lincoln, Arizona, da genitori coreani, pesca dall’album di famiglia e mette in scena una autobiografia non letterale, bensì emozionale, basata sui ricordi e archetipica: il Sogno Americano è lo stesso, la frontiera ancora una volta da spostare più in là. Sono però diversi i pionieri, coreani trapiantati in California e finiti in Arkansas per cercare di raggiungere l’indipendenza agricola. Il film passa di momento in momento seguendo, più che il filo logico, quello dei momenti cruciali che rimangono impressi a decenni di distanza. I momenti che fondano l’immagine di un padre nella memoria di un figlio, quelli che turbano e quelli che, nella loro marginalità, si fissano perché emblematici di qualcosa. 

Il senso per la luce naturale e il contatto con l’ambiente, il passare delle stagioni e il peso nella messa in scena dei suoi suoni e degli odori: sono tutti elementi che provengono dal cinema giapponese, ma è chiaro fin da subito che la parabola cinematografica è invece totalmente americana, così come è americano il punto di osservazione di chi cerca di ritagliarsi un pezzo di terra per sé. La famiglia trasferita dalla Corea non è diversa dai pionieri del West: compra un appezzamento là dove sembra essercene per tutti, lontano dalla civiltà, ci costruisce una casa e lavora per trasformare la terra in un’opportunità di crescita economica, per sopravvivere e garantire un futuro ai propri figli. 

Il conflitto come spinta propulsiva

Eppure Minari può anche rivendicare una spinta oppositiva al qui e ora: alla narrazione di pacificazione, Lee Isaac Chung preferisce la narrazione basata sul conflitto, di cui fa ridondanza: uomo contro natura (e Stato), marito contro moglie, vecchi e futuro, giovani e passato. La coltivazione da cui prende titolo il film è un’erba piccante coreana che diventa più rigogliosa nella sua seconda stagione di crescita: esprime il suo massimo potenziale nella seconda generazione, ma non potrebbe esistere senza il sacrificio della prima. Ovviamente nel percorso verso la commozione, Minari le piccole soste le compie tutte. Lee Isaac Chung ha ben chiaro che il suo film esiste per commuovere e trova la sua chiave di lettura unicamente nella tenerezza.

Non ci sono armoniche e vibrati nella colonna sonora di Emile Mosseri, a dimostrazione che non è una storia di immigrati che si cerca di evocare, ma un racconto sull’infanzia costruito attraverso i ricordi che si hanno da adulti di quel periodo della propria esistenza. Il paesaggio sonoro Minari, in questo senso, è unico. I primi demo di piano e voce di Mosseri sono finiti nel film e ad essi sono stati aggiunti un sintetizzatore Korg degli anni ’80 e una chitarra acustica scordata. Combinando elementi organici con quelli sintetici, la musica crea un’instabilità che accompagna tutto il film e ne amplifica i momenti di conflitto. Le composizioni di Mosseri riescono a rivelare il vero senso del film anche quando questo, consapevolmente, cede all’industrializzazione cinematografica dei sentimenti.

Minari | il trailer del film

Nessuna recensione trovata! Inserire un identificatore per la recensione valido.

Continue Reading

Cinema

Festival di Cannes | Annette di Leos Carax aprirà la prossima edizione

Published

on

La prossima edizione del Festival di Cannes è ufficialmente ancora confermata per luglio (nonostante si rincorrano le voci di un possibile rinvio). Il direttore Thierry Fremaux continua quindi come se niente fosse la preparazione della 74esima edizione, che si aprirà con Annette di Leos Carax, attesissimo film con protagonisti Adam Driver e Marion Cotillard. Si tratta del primo film inglese del regista di culto, che nel 2012 sconvolse la platea del festival francese con il suo Holy Motors

Annette apre il Festival di Cannes

Il film di Carax, che sarà in concorso, era uno di quei titoli già pronti lo scorso anno che hanno deciso di aspettare il 2021 (l’anno scorso, infatti, il Festival di Cannes è stato cancellato). Sarà distribuito in contemporanea nelle sale cinematografiche francesi, che puntano proprio sulla passione dei loro spettatori per questo tipo di cinema d’autore per rilanciare la stagione. La selezione ufficiale di Cannes 2021 verrà annunciata a fine maggio. La giuria internazionale di questa edizione, la 74esima, sarà presieduta dal regista Spike Lee.

Annette è un “musical romantico” con canzoni originali composte dagli Sparks, la rock band alternativa fondata nel 1971 da Ron e Russell Mael, a cui recentemente Edgar Wright ha dedicato un documentario presentato al Sundance. Vi proponiamo qui sotto il trailer originale, con sottotitoli in francese.

Annette – il trailer

Continue Reading
Advertisement

Facebook

Advertisement

Popolari