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Stasera in TV torna il terrore di Profondo Rosso: 5 motivi per non perdersi il capolavoro horror

Il 7 marzo 1975 usciva nelle sale la pietra miliare della cinematografia dell'orrore. In occasione del passaggio televisivo di stasera, analizziamo i segreti e le musiche leggendarie dei Goblin.

Profondo Rosso va in onda stasera in TV come l’ultimo, attesissimo appuntamento cult per tutti gli amanti del brivido e dell’horror d’autore. Diretto dal visionario Dario Argento, il famoso thriller psicologico e viscerale ipnotico esplora l’oscura intersezione tra traumi rimossi, indagini febbrili e i delitti più spietati della storia del cinema. Al centro della trama troviamo uno sfavillante David Hemmings nei panni del pianista Marc Daly, un testimone oculare catapultato in un vortice di sangue e mistero dopo il brutale omicidio di una sensitiva, affiancato da un cast stellare che include Daria Nicolodi, Macha Méril e Gabriele Lavia.

Oltre al prestigio della produzione, che ha consacrato il genere del thriller all’italiana in tutto il mondo, questo viaggio emotivo e spaventoso tra nenie infantili disturbanti e le fragilità nascoste di una mente assassina promette di essere un’esperienza visiva di altissimo impatto, degna del miglior cinema contemporaneo. La regia geometrica e visionaria di Argento unita a performance attoriali da brividi rendono Profondo Rosso un appuntamento obbligatorio sul piccolo schermo per chiunque cerchi una storia profonda, glamour e maledettamente onesta.

Se non lo avete mai visto, o se volete semplicemente (ri)viverlo, la pellicola va in onda proprio stasera in TV su Italia 2 alle ore 21:20: un’occasione d’oro per festeggiare l’importante anniversario di questa pietra miliare della cinematografia mondiale, che a distanza di cinquant’anni dal suo debutto nelle sale (avvenuto il 7 marzo 1975) continua a terrorizzare intere generazioni.

Il genere horror cambia da Profondo Rosso

Il lavoro realizzato da Dario Argento in questo film è qualcosa di profondamente innovativo e mai visto fino a quel momento. Profondo Rosso per gli amanti del genere e per i cineasti che si approcciano a girare film del genere, è qualcosa di incredibile e inaspettato. A confermare questa nuova tendenza sono alcuni colleghi, diventati amici, come William Friedkin con il film L’Esorcista.

Come sempre però, la critica non sembra cogliere in maniera immediata, questo nuovo vento nel genere horror. L’aver reso la normalità di tutti i giorni, straordinaria con avvenimenti che non hanno nulla di ordinario, ha permesso a Dario Argento di essere considerato uno dei pionieri del genere dell’orrore a livello mondiale.

Profondo Rosso bambolotto
Una scena di Profondo Rosso (Foto: Wikimedia Commons/Cineriz) – Newscinema.it

L’uso inedito della violenza in Profondo Rosso

Fin dai primi minuti del film, si percepisce una rottura rispetto a quello che si era visto negli horror fino a quel momento. Dario Argento voleva – e ci è riuscito – rompere alcuni schemi, partendo proprio dall’utilizzo della violenza nei suoi film. Con il regista romano, lo spettatore assiste ad azioni molto crude e sanguinose, come decapitazioni, coltellate e uso di acqua bollente.

Ed è proprio qui, che risiede parte della sua grandezza come narratore di storie dell’orrore ma utilizzando situazioni ed oggetti di uso comune. Non c’è nulla di soprannaturale o di creato digitalmente, come siamo abituati a vedere oggi. Qui è tutto ‘meccanico’, manuale ed è ugualmente terrificante, soprattutto da un punto di vista psicologico.

L’importanza dei simboli nel film Profondo Rosso

La decisione di servirsi di oggetti per sottolineare l’orrore in Profondo Rosso, si riallaccia al punto precedente. Usare oggetti di uso comune, ma con un’accezione totalmente negativa. In primis, la presenza del pupazzo meccanico, seguito dal celebre brano dei Goblin, preludio dell’ennesimo omicidio, avvenuto in maniera truculenta, ai danni del professor Giordani.

Il famoso bambolotto, che è stato anche fonte di ispirazione anche di film più recenti come Chucky, è stato creato dal Maestro Carlo Rambaldi, che quest’anno festeggia i 100 anni dalla sua nascita. E poi, un altro feticcio diventato simbolo del cinema horror, è la bambola impiccata trovata dal personaggio della scrittrice Amanda Righetti, prima di essere assassinata nella vasca da bagno.

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Lo spettatore è completamente spaesato

L’intento principale del regista era quello di realizzare un film che potesse essere vissuto come un incubo ad occhi aperti da parte dello spettatore. Dosando ansia, paura, mistero, angoscia e violenza, in maniera molto intelligente, il regista ha realizzato un film unico nel suo genere. Aver voluto stravolgere il genere horror, senza l’utilizzo di elementi paranormali, lo ha reso ancora più spaventoso.

Del resto, aver fatto sentire completamente spaesato lo spettatore era il suo desiderio più grande. A tal proposito, impossibile non citare il famoso quadro con i volti inquietanti, che appare e scompare. Inoltre, Argento offre anche una nuova prospettiva della famiglia tradizionale, che diventa violenta e piena di peccati inenarrabili.

La colonna sonora dei Goblin

Un altro motivo per rivedere Profondo Rosso è per la colonna sonora. Per donare al film dei suoni più moderni, audaci e a tratti disturbanti, Dario Argento si è affidato al rock dei Goblin. In realtà, per questo film, voleva i Pink Floyd per comporre la colonna sonora, ma essendo impegnati con l’album Wish You Were Here, alla fine Argento, decise di affidarsi ai Goblin.

Una scelta che si è rivelata più che azzeccata, visto che nel 1976, il film Profondo Rosso venne candidato ai Nastri d’Argento come migliore colonna sonora. Per celebrare questo anniversario, al Roma Film Music Festival, i Goblin al Forum Theatre di Roma, intratterranno  il pubblico con tre serate (6,7 e 8 aprile) e le canzoni della colonna sonora del film di Dario Argento.

Leila Cimarelli
Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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