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The Mandalorian, come il western e i film sui samurai hanno influenzato la serie

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I film western e sui samurai hanno molto in comune, nonostante le differenze culturali in cui si sono sviluppati e a cui sono ispirati. In entrambi i generi c’è sempre un lupo solitario che vaga per terre desolate. I cowboy portano delle pistole, mentre i samurai brandiscono delle spade, ma molto spesso le situazioni e le motivazioni che li spingono a comportarsi in un determinato modo sono piuttosto simili.

Tuttavia, la cosa che fa allontanare i due generi, nonostante queste similitudini, non è da poco: gli occidentali cercano sempre di arrivare a un qualche ordine che si forma nel caos, mentre gli orientali il contrario con uno stravolgimento. Lo spin-off di Star Wars – The Mandalorian è il tentativo di Jon Favreau di unire questi due archetipi in un ambiente che non li accomuna, pur riconoscendo e mantenendo le differenze tra di loro. Il personaggio principale ha molte caratteristiche tipiche del pistolero, ma si ribella all’ordine e diventa un guerriero in puro stile orientale. La serie è un mix divertente che richiama continuamente la cultura americana e giapponese ed ecco i film più importanti che fanno parte del DNA di questa nuova serie tv Disney +.

IL FIUME ROSSO (1948)

Favreau ha dichiarato che Il Fiume Rosso (Red River) è uno dei suoi film preferiti e che molti sono i riferimenti a questo film. Nel film John Wayne è un tiranno trasportatore di bestiame e il suo comportamento porta suo figlio Montgomery Clift a ribellarsi contro di lui. Il comportamento di Pedro Pascal in The Mandalorian non è tanto diverso. Entrambi decidono di voltare le spalle a delle figure autorevoli per un bene superiore e mettendo a rischio la propria vita.

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IN NOME DI DIO (1948)

Gli aerei nel deserto in The Mandalorian ricordano molto le scelte innovative di John Ford nei suoi classici western. Tuttavia, tra la sua filmografia, c’è un elemento in particolare che è saltato in mente quando è stato creato il nuovo progetto di Star Wars. I protagonisti diIn Nome di Dio sono  un trio fuorilegge con il compito di restituire il bambino alla cittadina dopo la morte della mamma. Nonostante la loro naturale inclinazione a dedicare il loro tempo in affari illegali, il loro incontro con la piccola creatura stravolgerà del tutto la loro storia.

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I SETTE SAMURAI (1954) E I MAGNIFICI SETTE (1960)

I film di Star Wars prendono spunto dai lavori di Akira KurosawI sette samurai segue una banda di eroi che si riuniscono per partecipare a una missione che non avevano previsto. Devono difendere un villaggio da un grande e temerario gruppo di banditi. Di riflesso, I magnifici sette è un’altra probabile influenza su The Mandalorian. Il film riprende la storia di I sette samurai e la adatta al Vecchio West, dove troviamo un gruppo di pistoleri esperti che si uniscono per proteggere una città messicana da una banda.

IL GRANDE PAESE (1958)

Nessuno ha confermato l’influenza diretta del film The Big Country, eppure una scena del primo episodio non ha ancora fatto cambiare del tutto idea. Durante l’episodio il cacciatore di taglie di reca sul pianeta deserto Arapa-7 e incontra un nativo che gli insegna come guidare un Blurrg. Durante una delle esercitazioni per imparare a domare la bestia, il cacciatore di taglie viene sbalzato via e cade tra la sabbia. In questo film troviamo una scena simile quando Gregory Peck sta cercando di imparare a cavalcare e finisce contro il fieno.

LA STORIA DI ZATOICHI (1962)

Quando si parla di nomadi in conflitto, non si può non pensare a Zatoichi. Il samurai fuorilegge costretto alla vita criminale per poter sopravvivere, lo possiamo considerare un eroe non tanto definito. Nel primo film della serie Zatoichi accetta l’incarico di eliminare il samurai nemico. Tuttavia, e quasi paradossalmente, diventano amici, rendendo la resa dei conti ancora più sconvolgente e complicata. Inoltre la morale del samurai cieco non è tanto diversa da quella di Mando. Il cacciatore di taglie galattico si è ritrovato in situazioni non tanto diverse per poter sopravvivere.

LA TRILOGIA DELL’UOMO SENZA NOME (1964-1966)

Questi sono i film che hanno più influenzato la nuova serie di Disney+. Secondo Favreau il personaggio di Mando è la versione decostruita di Client Eastwood. A differenza della saga di Sergio Leone, The Mandalorian ha una trama generale e parte del suo fascino è la casualità. Ogni episodio parla di un protagonista che finisce in una situazione paradossale e inaspettata.

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IL MUCCHIO SELVAGGIO (1969)

Nel primo episodio di The Mandalorian l’eroe si avventura in una piccola cittadina popolata da un esercito nemico e questo decreta l’inizio della lotta. In uno di questi scontri vediamo il cacciatore di taglie usare un cannone laser per eliminare i suoi avversari. La scena è un chiaro riferimento ad una scena del film Il Mucchio Selvaggio. 

YOJIMBO (1961) E SANJUNO (1963)

In Yojimbo si raccolta la storia di un guerriero errante (Toshiro Mifune) che entra in un piccolo villaggio e mette due fazioni criminali in conflitto per poter liberare la sua gente. Yojimbo non è altro che l’antenato feudale di The Mandalorian e anche il suo sequel, Sanjuno, è essenzialmente la versione più divertente della saga spaziale.

LONE WOLF AND CUB: SWORD OF VENGEANCE (1972)

La premessa principale di The Mandalorian è quella di un cacciatore di taglie errante che vaga con un bambino e un  carro in un sfondo di corruzione. Questa visione è un riff spudorato di un film del 1972 diretto da Kenji MisumiLone Wolf and Cub: Sword of Vengeance segue un samurai in giro per il Giappone con suo figlio. Il riferimento è più che evidente, tanto da non poter non pensare a questa serie basata sui manga vedendo la nuova opera Disney+.

PAT GARRET e BILLY THE KID (1973)

La relazione tra Mando e Greef Karga è caratterizzata dalla rivalità. Il loro rapporto nasce quando Karga aiuta il cacciatore a trovare lavoro. Eppure quando Mando diventa un ricercato tutto si stravolge e diventano nemici. Nella tradizione del vecchio West di Peckinpah la coppia nasce con questo elemento caratterizzante. Quando James Corburn diventa un fuorilegge deve consegnare Kris Kristofferson. Il film si svolge anche in un periodo in cui i fuorilegge e i pistoleri stanno diventano obsoleto. Anche in The Mandorian la galassia si sta dirigendo verso l’ascesa del Primo Ordine e Mando e Karga sono due ragazzi che stanno cercando un loro posto in un mondo che sta cambiando.

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Home is somewhere else al Future Film Festival | la recensione del film

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Il tema dell’immigrazione è quanto mai uno degli argomenti più caldi e difficili da trattare in tutto il mondo. Come accade spesso, purtroppo ci si dimentica che dietro a dei documenti ci sono delle persone con un cuore che batte e che ogni giorno lottano per sopravvivere. Il film d’animazione Home is somewhere else diretto da Carlos Hagerman e Jorge Villalobos in concorso al Future Film Festival 2022 porta alla luce tre storie incentrate sul tema dell’immigrazione e narrata con la voce dei protagonisti insieme a disegni realizzati in 2D e dai colori sgargianti.

La trama del film d’animazione

Tre storie differenti. Tre vite differenti ma accumunate da una sola grande paura: vedere distrutta la propria esistenza e la propria famiglia. I racconti di Jasmine, delle sorelle Elizabeth ed Evelyn ed infine quella di José Eduardo Aguilar, narrano cosa vuol dire vivere con la costante spada di Damocle che pende sulle loro teste e in quella dei loro familiari: essere sbattuti fuori dal Paese senza diritto di replica o attenuanti.

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Home is somewhere else | la recensione del film

Questo documentario offre allo spettatore una visione puramente emotiva di ciò che prova chi teme di essere deportato da un Paese a un altro. La scelta di realizzare questo lungometraggio di animazione tutto in 2D, contribuisce a rendere più emozionante la narrazione dei tre capitoli che lo compongono. La grafica “elementare” e l’utilizzo dei colori funzionano perfettamente riuscendo a veicolare tutta la carica emotiva delle storie raccontate.

Il primo capitolo vede l’adolescente Jasmine, studentessa e attivista, intenta ad enunciare un discorso dedicato alla paura di non poter vivere più con i genitori qualora venissero mandati fuori dagli Stati Uniti. Il padre senza documenti e la madre protetta sotto il DACA, portano Jasmine a pensare a come potrebbe vivere una vita senza di loro.

Il secondo racconto è incentrato sulle due sorelle Evelyn ed Elizabeth. Nonostante il loro legame di sangue, la prima è nata negli Stati Uniti e portata in Messico mentre l’altra sorella, nata in Messico viene portata in America, fin dai suoi primi anni di vita. Questo divario geografico viene sottolineato da disegni animati che portano lo spettatore a condividere le forti emozioni provate dalle ragazze.

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Ed infine, il terzo capitolo è intitolato “Il Deportato” ovvero José Eduardo Aguilar. Il narratore iniziale del film, è il protagonista della storia che lo vede vivere a Heber (Utah). Il sogno di vivere una vita tranquilla con il padre viene stravolta da una grave incriminazione: discriminazione razziale insieme ad altri suoi coetanei. Anche in questo caso, la grafica basica ma dalla scelta cromatica in perfetta linea con la drammaticità della storia, porta lo spettatore a comprendere ancora di più quanto sia complesso il trattamento e il sistema di leggi che regola l’immigrazione.

La scelta di inserire il brano Clandestino del cantante Manu Chao è l’elemento in più che rende ancora più toccanti, storie come quella di Jasmine.

“Vado solo con il mio dolore, va solo la mia frase, correre è il mio destino. Per aggirare la legge perso nel cuore.”

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Future Film Festival a Modena | weekend dedicato al cinema d’animazione

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Terminata la settimana bolognese, il Future Film Festival arriva a Modena, Città Creativa Unesco per le Media Arts,dal 30 settembre al 2 ottobre, inserendosi nel programma di Smart Life Festival, con una proposta di eventi collaterali e dal cinema di animazione. Continuate a leggere per scoprire quali sono i prossimi eventi e le location in giro per la città.

Il programma giornaliero

Si inizia venerdì 30 settembre presso il Laboratorio Aperto, alle ore 10:00, con talk e tavola rotonda sulle produzioni di animazione in Emilia-Romagna. Verranno presentati i work in progress di The Truth On Sendai City e di Playing God e il making of di Metamorphosis. Parteciperanno Michele Fasano, regista; Marco Bolognesi, regista (Bomar Studio); Matteo Burani, artista e animatore (Studio Croma); Marianna Panebarco, producer e CEO di Panebarco & Co.; Daniele di Domenico, producer (Kairostudio). Presenterà Fabio Abagnato, Responsabile EmiliaRomagna Film Commission. 

La giornata prosegue nel pomeriggio con il Future Pitch, un’occasione di dialogo e interazione tra gli addetti al lavoro del mondo cinematografico. I pitch si svolgeranno in modalità one-to-one, dando la possibilità a ogni produttore di selezionare 10 progetti ciascuno, da discutere con autore, regista o casa di produzione di riferimento. 

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Si prosegue sabato 1° ottobre, in cui a fare da sfondo a questa giornata sarà il Future Videogames Hackathon. Dalle 9 alle 23 tutti gli iscritti, divisi in squadre, saranno impegnati in una maratona di programmazione con l’obiettivo di creare un videogame il cui tema verrà svelato il giorno stesso ai partecipanti.

A Palazzo Santa Margherita, invece, alle ore 16:00 avrà luogo un laboratorio per bambini e ragazzi (8-13 anni): “Microanimazioni fantascientifiche tra passato e futuro: dal taumatropio alle gif animate”. In collaborazione con Future Film Festival, che in quest’edizione è dedicato al tema “retro futuro”, FMAV propone un laboratorio per scoprire le prime invenzioni che hanno portato alle tecniche del cinema e dell’animazione. A partire dalle suggestive illustrazioni del Museo della Figurina legate all’immaginario della fantascienza, i partecipanti potranno cimentarsi nella costruzione di una doppia micro-animazione analogica e digitale: dall’antico gioco vittoriano del taumatropio alle più contemporanee gif animate.

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Gli eventi dell’ultima giornata del Future Film Festival

Nella giornata conclusiva di domenica 2 ottobre, il programma inizia alle ore 11:00 al Cinema Astra. Nell’ambito dei festeggiamenti ufficiali “Mario Lodi 100”, il Future Film Festival dedica una speciale Carta Bianca a Mario Lodi, curata dal giornalista e scrittore Carlo Ridolfi. Lodi è stato un amico e collaboratore del Future Film Festival: il maestro, straordinario pedagogo e inventore della Casa delle Arti e del Gioco, ha creato – in collaborazione con la manifestazione e in particolare la direttrice Giulietta Fara – un innovativo laboratorio, Fare Tv, che trasforma i bambini in attori, autori, tecnici, insegnando come funzionano i meccanismi del piccolo schermo e liberando l’immaginazione. Per ricordare la sua figura, scomparsa nel 2009, il Festival ha ideato Carta Bianca a Mario Lodi, una serie di tre appuntamenti. Il terzo, a Modena, parlerà del legame tra la musica e l’arte con Barbara Bertoletti, della Casa delle Arti e del Gioco. L’incontro sarà seguito da una proiezione di cortometraggi sul tema, con opere provenienti da vari orizzonti geografici e da varie epoche.

Seguirà alle ore 12:00, nel Foyer del Cinema Astra, l’appuntamento con il sesto Insert Coin della XXII edizione del Future Film Festival: un viaggio nelle musiche più sperimentali ed elettroniche di Joe Isaishi per i film di Hayao Miyazaki, sotto la guida di Marco Bellano, docente di History of Animation e di Digital and Interactive Multimedia all’Università degli Studi di Padova.

Alle ore 14:00 verranno proiettati, invece, i cortometraggi ucraini frutto del gemellaggio con il Linoleum Contemporary Animation Art Festival di Kiev, in uno scambio di programmazione di animazione italiana e ucraina e un sostegno economico. Spazio Kids anche alle ore 15:30 con la proiezione del lungometraggio animato per bambini Dragon Princess.

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Sempre domenica, alle ore 17:00 al Cinema Astra, sarà l’occasione per vedere il film vincitore del Future Film Festival: Inu-Oh, singolare opera fantasy e rock. Il lungometraggio denso di riferimenti alla storia giapponese, pervaso da un senso di ribellione, viene premiato dalla giuria della rassegna composta dalla giornalista de El Pais Rocio Ayuso, membro attivo della Hepa Hollywood Foreign Association e parte del team di produzione dei Golden Globes, Emiliano Fasano, giornalista, segretario generale di Asifa Italia e consulente per vari enti legati alla cultura e al cinema, e Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo, museo d’Arte Moderna di Bologna, e direttore artistico di Art City Bologna. 

Segue alle 19:00 la seconda proiezione del film Starcrash – Scontri Stellari Oltre la Terza Dimensione di Luigi Cozzi, che è stato ospite nell’appuntamento bolognese del Festival. 

Il Festival si conclude a Modena con gli ultimi appuntamenti di domenica. Alle ore 20:00 il Concerto Disegnato nel Foyer del Cinema Astra, a cura di Juta Cafè, dove musica e disegno – creato in diretta e proiettato su schermo – si fondono, dando corpo sonoro a una narrazione per immagini; con la musica di Alberto Bello, Aka Johnny Paguro e i disegni di Marino Neri. Alle 21:30 chiude le proiezioni lo speciale Neptune Frost, sovversivo sci-fi afrofuturista di Saul William e Anisia Uzeyman, nella Sala Smeraldo del Cinema Astra.

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1923 | Jennifer Ehle e Jerome Flynn si uniscono al cast dell’attesa serie tv

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Tra le tante novità, continua a far parlare la serie 1923 caratterizzata per la presenza di attori del calibro del candidato all’Oscar® Harrison Ford e la vincitrice del premio Oscar Helen Mirren oltre a Darren Mann, Michelle Randolph, James Badge Dale, Marley Shelton, Brian Geraghty, Aminah Nieves e Julia Schlaepfer.

Ad unirsi a questo cast stellare ci saranno anche Jennifer Ehle e Jerome Flynn.

La trama di 1923

Realizzato dal candidato all’Oscar Taylor Sheridan e prodotto da MTV Entertainment Studios e 101 Studios, 1923 è il nuovo capitolo della storia delle origini di “Yellowstone”, dopo la performance da record di 1883, il titolo più visto di sempre su Paramount+ a livello globale. 1923 introdurrà una nuova generazione della famiglia Dutton ed esplorerà i primi anni del XX secolo, quando pandemie, siccità storiche, la fine del proibizionismo e la Grande Depressione affliggono l’Ovest montano e i Dutton che lo chiamano casa. In Italia la serie sarà disponibile su Paramount+ dal 2023.

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Quali ruoli interpreteranno le new entry?

Nella serie, Jennifer Ehle interpreterà Suor Mary O’Connor, una suora irlandese che insegna alla School For American Indians nel Montana; mentre Jerome Flynn interpreta Banner Creighton, uno scozzese dalla testa dura a capo degli allevatori della zona.
1923 è prodotta da Taylor Sheridan, John Linson, Art Linson, David C. Glasser, Ron Burkle, David Hutkin, Bob Yari e Ben Richardson.

La nuova serie è l’ultima aggiunta al crescente programma di Sheridan su Paramount+, che oltre a 1883 comprende Mayor of Kingstown e le prossime serie Tulsa King, Bass Reeves, Lioness e Land Man.

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