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Tre miti da sfatare su Leonardo DiCaprio

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Leonardo DiCaprio è un vero uomo del Rinascimento.  È un attore e produttore venerato da tutti; un filantropo, un ambientalista, e rappresentante delle Nazioni Unite, conosciuto principalmente per il suo impegno sul cambiamento climatico della Terra; e, oh sì, è anche un donnaiolo oltre che proprietario di un’ isola al largo della costa del Belize. Leo ha vissuto una vita di proporzioni epiche per cui spesso è difficile separare l’uomo dal mito. In questa occasione però, proviamo a sfatare alcuni miti che lo riguardano riportati sulla rivista Looper.

È stato violentato da un orso in The Revenant

Ci sono molti momenti scioccanti nella semi-biografica occidentale del film Revenant – Redivivo, ma l’atto di scuoiare un orso grizzly per avere la pelliccia, da parte del cacciatore Hugh Glass (Leonardo DiCaprio), non è uno di questi. Questa voce senza fondamento ha preso piede rapidamente, costringendo il regista Alejandro González Iñárritu e lo stesso DiCaprio a rilasciare delle dichiarazioni che negano l’atto in questione.

È assurdo“, ha detto DiCaprio ad E!News.

Sembra quasi una scenetta da Saturday Night Live” ha detto Iñárritu al Los Angeles Times. “Lo trovo esilarante, e patetico in un certo senso… Quando ho letto questa ipotesi per la prima volta ho pensato fosse uno scherzo. Ma poi quando ha ottenuto il via libera, e lo studio ha dovuto rilasciare una dichiarazione dove afferma che non c’è stato alcun tipo di violenza, è stato come girare una commedia pazzesca”.

Quello che è accaduto realmente è questo: il personaggio di Leo stava esplorando la natura selvaggia, quando ha incrociato inavvertitamente sul suo percorso una mamma orso e i suoi due cuccioli. La signora Grizzly lo attaca per difesa e la conseguenza orribile continua per tutto il resto del film.

Ha mancato di rispetto a Lady Gaga ai Golden Globes

La parte migliore in assoluto delle premiazioni sono i momenti immortalati dalle telecamere mentre viene inquadrato il candidato tra il pubblico: i festaioli che non mollano, i perdenti che soffrono, chi si asciuga il naso. I Golden Globes 2015 non hanno deluso sotto questo aspetto, soprattutto per il siparietto visto da tutto il mondo, con protagonista una Lady Gaga che si è imbattuta involontariamente contro DiCaprio sul tragitto verso il palco. DiCaprio ha dato un’ occhiata più pesante del suo cappotto di pelliccia in The Revenant. Quel momento spontaneo è diventato nel giro di poche ore una meme in giro per la rete. DiCaprio ha avuto un sorta di “pokerface” per la star di American Horror Story: Hotel? Forse il fidanzato di Gaga, Taylor Kinney di Chicago Fire dovrebbe incontrare Leo nel parcheggio per vendicare il suo vero amore? Niente del genere. Il protagonista ha detto che è stato colto di sorpresa dalla presenza dietro di lui di Gaga. Per quanto riguarda il video virale, DiCaprio ha detto a ITV che è troppo vecchio per capire “da dove proviene questa roba e come è stata catturata“. Ha guardato i replay stravaganti con Gaga affermando: “Stavamo ridendo di questo insieme al party dopo la serata” ha detto.

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Una proposta alla supermodella Kelly Rohrbach

Già abbiamo sentito questa notizia prima d’ora: Di Caprio vuole fidanzarsi con una top model. Gisele Bundchen, Bar Refaeli, Toni Garrn…il ragazzo potrebbe fare un suo calendario personale con le sue ex in costume da bagno. Lui invecchia ma loro rimangono della stessa età. Alla fine del 2015 la sua preda è stata la modella Kelly Rohrbach, che è di 15 anni più giovane di lui. È stata chiamata “Rookie of the Year” da Sports Illustrated poco prima che il ragazzo di The Beach le avesse spazzato i piedi. Quel mese di ottobre sono emerse delle voci su DiCaprio e una proposta avvenuta in un ristorante italiano a New York City. “Non era previsto“, ha detto una fonte anonima sulla rivista OK! “Si stavano godendo una bottiglia di vino rosso e sono rimasti assorti in una conversazione… Poi Leo si è fermato e ha guardato verso di lei, e sembra abbia detto che voleva passare il resto della sua vita con lei.” Ogni altra donna sola sul pianeta ha sentito una voce ruggire: “Nooo! Ma … ma … ma … questo è esattamente quello che succede nella mia fantasia pensando ad un ipotetico fidanzamento di Leo!” Non temete, signore. Al momento, mentre stiamo scrivendo, DiCaprio è tornato sul mercato.

Ha cenato al Planet Hollywood

Quello che viene raccontato è una menzogna fatta di dinamite. Nel 1998 a New York in una rivista la scrittrice Nancy Jo ha pubblicato un racconto intitolato “Leo, Il principe della città” in cui ha cercato di rintracciare il rubacuori del Titanic e la sua grande compagnia scombinata di amici di Manhattan. Cerchiamo di essere chiari: DiCaprio sa ancora come divertirsi, ma nel ’98 all’età di 23 anni, era un animale da party proprio come un moderno Gatsby. Quando Allen ha suggerito di andare a mangiare un boccone al Planet Hollywood, Sales ha chiamato in anticipo per prenotare un tavolo, dicendo semplicemente: “Veniamo con Leo.” Al ristorante turistico la beffa è andata fuori controllo. La clientela era rabbiosa e si è riversata sul sito di “Leo”e, intorno a mezzanotte, Sales ha messo in campo una chiamata dal PR del ristorante dicendo al proprietario della società che l’attore avrebbe potuto trovarsi in 15 minuti al locale solo per dire ciao. “La mia più grande paura riguardo questo esperimento è che se non fosse successo niente, mi sarei scervellato inutilmente facendo solo perdere tempo a tutti“, ha detto Sales. “Si è verificato il contrario, poiché si è rivelato essere molto più spaventoso.” Riuscite a immaginare una bufala del genere prendere vita oggi?

Fonte: Looper

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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Cinema

J.K. Rowling | Le accuse di transfobia e la risposta dei colleghi di Harry Potter

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j.k. rowling

Proprio vero che negli ultimi tempi bisogna stare attenti a ciò che si dice, giacché anche la minima parola fuori posto o una semplice, innocente, battuta può diventare un pericoloso boomerang dopo che finisce prima in mani giornalistiche e poi nel tritacarne dei fan, spesso pronti a cogliere intenti discriminatori ovunque. Lo ha recentemente scoperto a proprie spese J.K. Rowling, attaccata a spada tratta sul web dagli oltranzisti del politically correct per un commento ironico postato su Twitter e relativo ad un articolo che invogliava a creare un mondo post-Covid-19 più giusto per le persone che hanno le mestruazioni.

La creatrice di Harry Potter aveva risposto in maniera sarcastica, sostenendo come esistesse una parola per definire quella determinata categoria e cioè “donne“. Una precisazione che non è piaciuta ed è stata considera razzista nei confronti delle persone trans, ancor oggi doventi fare i conti con la lotta per l’identità di genere.

J.K. Rowling | Fiumi di parole

daniel radcliffe

Daniel Radcliffe

Il caos mediatico che ne è scaturito mette ancora una volta in mostra, come nel caso di qualche anno fa coinvolgente James Gunn (anche se lì almeno i vecchi post contestati erano effettivamente controversi e di cattivo gusto), come un personaggio pubblico abbia poca convenienza ad esporsi e debba centellinare le proprie parole con la massima attenzione, soprattutto in un tweet. Per chi scrive è difficile trovare un vero motivo polemico, giacché il commento della Rowling appare volutamente ironico e da non essere preso alla lettera e non incita all’odio manco lontanamente, ma molte altre personalità dello showbiz hanno invece voluto dire la propria e criticato aspramente il suddetto, a cominciare proprio da due attori che devono alla penna della scrittrice gran parte della loro fama: stiamo parlando di Daniel Radcliffe ed Emma Watson.

Leggi anche: Harry Potter e La Maledizione dell’Erede a Broadway nel 2018

J.K. Rowling | Cause e ragioni

emma watson

Emma Watson

I due interpreti, lanciati al successo dai ruoli di Harry Potter ed Hermione Granger nella saga cinematografica tratta dai romanzi dell’iconico maghetto, hanno voluto dire la loro e si sono apertamente schierati contro la Rowling. Radcliffe, testimonial per l’organizzazione LGBT Trevor Project, ha infatti dichiarato: “Le donne transgender sono donne come tutte le altre e qualsiasi parere contrario offende la loro dignità, negando quanto sostenuto da persone che hanno molta più esperienza della Rowling e anche di me stesso“. Qualche ora più tardi si è accodata anche la Watson, mandando un messaggio di amore a tutti suoi fan transessuali.

La discesa in campo delle due popolari star e di diversi colleghi ha provocato una sorta di scuse da parte della Rowling, che sostiene di essere stata fraintesa e di come la sua netta contrarietà all’entrata in vigore di una controversa legge che permetterebbe ad uomini che dichiarano di sentirsi donne di entrare in spazi femminili sia dovuta ad un tentativo di violenza subito in gioventù. L’autrice va detto non è nuova ad esporsi sulla tematica, come quando qualche anno fa mise un like ad un post parzialmente più scomodo, e forse proprio per questo motivo la sua nuova uscita ha causato un putiferio così fuori misura.

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Gossip

Coronavirus | Riverdale 4 sospeso a causa di un caso positivo

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Riverdale

Le riprese della serie tv Riverdale sono state sospese poiché un membro dello staff è stato recentemente a contatto con qualcuno che è risultato positivo al Coronavirus.

I portavoce della Warner Bros hanno dichiarato che il membro del team è costantemente controllato dai medici e che stanno lavorando a stretto contatto con le autorità e responsabili della salute a Vancouver per identificare e contattare tutte le persone che potrebbero aver avuto dei contatti diretti con lui. Ha inoltre precisato “La salute e la sicurezza dei nostri dipendenti, membri del cast e della troupe è sempre la nostra priorità. Abbiamo preso, e continueremo a farlo, le precauzioni necessarie a proteggere tutte le persone che lavorano nelle nostre produzioni in tutto il mondo. Per un eccesso di precauzione, la produzione di Riverdale è attualmente sospesa“.

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Cinema

Coronavirus | Le conseguenze dell’epidemia per Hollywood

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coronavirus

Se la sorprendente vittoria di Parasite agli Oscar, con ben quattro statuette portate a casa (le più importanti, inclusa quella di miglior film), sembrava aver acceso nuovamente i riflettori sul cinema e la cultura provenienti dal profondo est, il coronavirus ha immediatamente montato un panico su scala globale nel quale proprio le popolazioni asiatiche si trovano al cento del mirino, tra ingiustificato razzismo e isteria di massa. Ma come sta reagendo Hollywood al diffondersi dell’epidemia? La Mecca del cinema sta cercando di contenere l’impatto, sia umano che economico, di una delle moderne tragedie di questo nuovo secolo.

Le mosse delle compagnie

hollywood

La celebra scritta sulla collina di Hollywood

Sony Pictures, uscita con successo dalla cerimonia degli Academy con riconoscimenti per C’era una volta… a Hollywood (2019), Piccole donne (2019) e il cortometraggio Hair Love, ha rilasciato una nota in cui invitava i dipendenti dello studio giapponese ad evitare trasferte non previste e a seguire le regole disposte dall’organizzazione mondiale per la sanità riguardo gli spostamenti. “La diffusione del coronavirus continua a impattare sulla popolazione di tutto il mondo ed è in rapida evoluzione giorno dopo giorno” si legge in un testo estrapolato da Variety. I viaggi di lavoro da o per la regione dell’Asia sono stati rinviati, e i dipendenti devono considerare l’utilizzo di video-conferenze o altre alternative.

Anche Paramount Pictures e Universal Pictures stanno monitorando la situazione e decidendo come comportarsi col proprio staff. Universal ha vietato ai dipendenti di viaggiare in Cina, con solo alcuni casi di estrema urgenza e importanza permessi dietro l’approvazione della direzione, e la stessa procedura è stata seguita da Paramount. I membri cinesi di IMAX e di Legendary Entertainment stanno lavorando tramite conferenze via internet con i loro colleghi di New York.

Leggi anche: Kirk Douglas muore a 103 anni | Addio alla leggenda di Hollywood

La situazione in Cina

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Mulan

Nel frattempo nel Paese asiatico, là dove ha avuto origine il virus, i cinema sono stati chiusi e qualsiasi produzione cinematografica è stata sospesa fino a data da destinarsi, una situazione che potrebbe aumentare notevolmente il tasso di disoccupazione. Molti progetti per il piccolo e il grande schermo, tra i quali anche l’attesa serie tv Tong Wars prodotta dal maestro Wong Kar-wai, sono stati cancellati, e diverse compagnie rischiano la bancarotta.

Li Dan, organizzatore del film-festival di Pechino, ha dichiarato “nei brevi termini l’impatto è stato brutale e la cosa peggiore è che non sappiamo quando l’epidemia avrà fine“. A pagare la situazione sono anche i kolossal hollywoodiani, che da tempo basano molto delle loro fortune sugli incassi del mercato cinese e che con tale situazione potrebbero perdere ingenti guadagni. Basti pensare alle premiere cinese di No Time to Die, nuovo film di 007, che è stata annullata proprio per la paura del possibile contagio, e al rinvio della distribuzione di titoli di peso come 1917, Jojo Rabbit e Piccole donne. Il massimo delle perdite potrebbe essere toccato da un film Disney, ossia il live-action di Mulan incentrato proprio sulla leggendaria eroina cinese, qualora le circostanze non dovessero cambiare nei prossimi mesi.

Come abbiamo visto il coronavirus, oltre alla tragica perdita di vite umane e al pericolo di diffusione su scala globale, sta colpendo anche il mondo del cinema, non solo autoctono, con conseguenze tutt’oggi imprevedibili che potrebbero causare gravi danni economici a lungo andare.

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