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Venezia 77 | RIVA IN THE MOVIE, il cortometraggio dedicato al cinema
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Festival di Venezia

Venezia 77 | RIVA IN THE MOVIE, il cortometraggio dedicato al cinema

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Il Festival di Venezia numero 77 è ufficialmente iniziato e tra i tanti titoli che andranno a comporre le giornate, spicca un cortometraggio girato in una location speciale e arricchito da una voce inconfondibile. Scopriamo di più su RIVA IN THE MOVIE, considerato un inno al cinema e alla sua potenza.

Cosa sappiamo su RIVA IN THE MOVIE?

Girato a Venezia tra Piazza San Marco, il ponte di Rialto, il Lido e il Palazzo del Cinema è un viaggio onirico all’interno della ‘prima arte’. Ad accompagnare le immagini girate tra le strade della città lagunare la voce intensa di Pierfrancesco Favino e le musiche del grande Nino Rota, per omaggiare il grande compositore italiano, artefice delle colonne sonore dei film di Federico Fellini e di capolavori come Il Gattopardo e Il Padrino.

L’attore romano attraversa Piazza San Marco, poco prima dell’alba, tra riflessi di luna che penetrano una suggestiva nebbia, per salire a bordo di un mitico Aquariva. Obiettivo: solcare le acque dei canali veneziani per consegnare a un misterioso destinatario un altrettanto misterioso oggetto in mogano. Il finale, a sorpresa, è tutto da vedere.

Il Cortometraggio sarà presentato ufficialmente il 4 settembre durante il Festival del Cinema di Venezia. All’evento parteciperà lo stesso protagonista Pierfrancesco Favino, che sarà presente alla 77ª Mostra internazionale d’arte cinematografica anche come attore protagonista e co-produttore del film in concorso “Padrenostro” diretto da Claudio Noce, prodotto da Vision Distribution, Lungta Film, Pko Cinema & Co, Tendercapital Produzioni.

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Quando verrà presentato RIVA a Venezia 77?

L’Avvocato Alberto Galassi, Amministratore Delegato di Ferretti Group parlando di RIVA ha dichiarato: “Celebrare il cinema con le meravigliose barche Riva, protagoniste di tanti film, che hanno fatto conoscere in tutto il mondo lo stile e il primato creativo del Made in Italy: questo è ciò che ci ha ispirati a realizzare Riva in the Movie un intenso cortometraggio con protagonista l’attore italiano più bravo e famoso nel mondo, Pierfrancesco Favino, circondato dallo splendore di Venezia. Riva in the movie è dedicato a chi crede nel potere magico dell’immaginazione e del talento.”

Coprotagonista del cortometraggio è proprio RIVA e il suo rapporto unico con il cinema di ogni epoca. Le barche Riva, sia quelle iconiche in mogano che quelle contemporanee, sono ammiratissime sugli schermi di tutto il mondo da più di settant’anni: dai kolossal più celebri ai grandi successi italiani come Mambo, La Baia di Napoli e Il Sorpasso, dalla saga di James Bond ai film d’autore pluri premiati, come La Grande Bellezza, agli action movies come Nikita o Man in Black.

Il tutto è anche raccontato in un prestigioso libro dallo stesso titolo del film, in uscita in questi giorni: 300 pagine, 39 film con locandine originali, centinaia di splendide immagini di scene e backstage, 77 attrici e 110 attori: questi i numeri di un volume prezioso ed emozionante, da leggere e da guardare.

Riva in the movie è stato realizzato, con il contributo e la collaborazione essenziale del Comune di Venezia, da Little Bull Studios del gruppo Armando Testa, con concept creativo di Armando Testa e regia di Federico Brugia e ha come protagonista Pierfrancesco Favino, Nastro d’Argento, David di Donatello 2020 e membro dell’Academy, accompagnato dalla splendida Beatrice Schiaffino e il giovane Andrea Bordoli.

Per documentare il legame appassionato e spettacolare tra Riva e il cinema, sarà allestita anche una mostra presso il Gritti Palace, che già ospita la magnifica Riva Lounge affacciata sul Canal Grande. La mostra racconterà, attraverso immagini straordinarie, le tante pellicole in cui le barche Riva hanno recitato un ruolo importante, spesso da protagonista, insieme a dive e divi nazionali e internazionali.
Riva

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

Cinema

The Rossellinis | video intervista ad Alessandro Rossellini sul documentario che racconta la sua famiglia

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Alla Settimana Internazionale della Critica, durante la 77esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, è stato presentato The Rossellinis, documentario diretto dal primo nipote del regista di Roma città aperta. Alessandro, al suo esordio con un lungometraggio cinematografico dopo una lunga carriera come fotografo, torna al Lido dopo aver presentato il cortometraggio Viva Ingrid! nel 2015. The Rossellinis è un ritratto ironico, allo stesso tempo affettuoso e sardonico, di una delle famiglie più chiacchierate del cinema. Internazionale e numerosissima.

The Rossellinis | intervista ad Alessandro Rossellini

La famiglia che scandalizzò la società degli anni Cinquanta, nel documentario di Alessandro, viene mostrata per la prima volta “dall’interno”, rappresentata su schermo ribaltando l’immaginario che i rotocalchi ne hanno fatto negli anni. Il regista cerca quindi di andare oltre quel “circo mediatico” nato intorno alla figura di nonno Roberto e alla sua famiglia, ma anche oltre il mito inscalfibile del maestro venerato dagli appassionati di cinema.  

Nella nostra intervista, Alessandro Rossellini ci racconta della “rossellinite”, ovvero di quella sindrome di cui sono stati “affetti” per anni lui e gli altri componenti della famiglia, e del lavoro, lungo anni, fatto sul film.

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Cinema

Venezia 77 | Pietro Castellitto presenta I Predatori: “Senza Nietzsche forse non avrei fatto il regista”

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“Mio padre ad un certo punto si era messo in testa di voler recitare la parte del padre del mio personaggio nel film. Allora io l’ho preso in disparte e gli ho detto: ma tu ci tieni al mio futuro o no?”. Così Pietro Castellitto, figlio di Sergio, presenta in conferenza stampa il suo esordio alla regia. I Predatori è in concorso Orizzonti durante la 77esima edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Un film pregno di cattiveria, cinismo e coraggio di andare sopra le righe, mettendo in scena dei personaggi appartenenti a due famiglie solo superficialmente differenti per estrazione sociale e comportamenti, ma accomunate dalla stessa ferocia e disperazione. Nel cast del film figurano Massimo Popolizio, Manuela Mandracchia, Pietro Castellitto, Giorgio Montanini, Dario Cassini, Anita Caprioli e Marzia Ubaldi.

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Venezia 77 | I Predatori di Pietro Castellitto

Pietro Contento Castellitto, nato nel 1991, ha debuttato nel cinema a tredici anni in una piccola parte nel film Non ti muovere (2004), diretto dal padre. Dopo altri piccoli ruoli da attore, Pietro ha abbandonato per diversi anni la recitazione per dedicarsi alla carriera universitaria, laureandosi in filosofia. Da qui anche la centralità della figura di Nietzsche nel suo film (“se non ci fosse stato Nietzsche probabilmente non avrei fatto il regista”).

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“Agli inizi sentivo di andare incontro ad una ferocia immotivata, ad un pregiudizio su di un attore che ancora non aveva dimostrato nulla. Mi convinsi allora che non ero in grado di fare quel mestiere. Spesso va così, si reagisce alle ingiustizie convincendosi di meritarsele”, ha spiegato Pietro Castellitto. Adesso il giovane interprete e regista è pronto per tornare come attore in produzioni importanti come Freaks Out di Gabriele Mainetti e nella serie su Francesco Totti in cui interpreterà il leggendario capitano della Roma.

Un film antiborghese

Ma anche l’esordio da regista non è stato facile. “Ho scritto la sceneggiatura de I Predatori quando avevo 22 anni. Ma all’epoca non avevo credibilità lavorativa. Scrivevo cose e le facevo leggere a gente che prima mi faceva i complimenti e poi scompariva, non richiamandomi mai. Domenico Procacci è stato il primo ad avermi dato fiducia. Quando sono entrato nei loro uffici mi sono detto: ecco, si stanno sbagliando, questi mi fanno fare un film per davvero”.

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Un film che alcuni potrebbero giudicare “antifascista”, ma che, come spiega il suo stesso autore, è in realtà un film antiborghese: “Un film antifascista avrebbe avuto senso sono durante il Ventennio. Ma allora non te lo facevano fare. I fascisti del mio film sono colorati e sfarzosi, come quegli animali dai pigmenti colorati che fanno finta di avere in corpo un veleno letale che in realtà è esaurito da tempo”.

Manomettere il mondo

Ne I Predatori torna centrale il tema delle classi sociali, dimostrando la differenza tra un classe (quella del proletariato) “che ha bisogno delle armi per essere dei predatori” e quella opposta (la borghesia), che ha invece strumenti molto più raffinati e funzionali a propria disposizione dei fucili e delle pistole. “Quasi tutte le opere scritte dai giovani nascono da un disagio o da un sentimento da voler comunicare. Non dalla volontà di imporre un messaggio. Federico è l’unico personaggio un po’ autobiografico e per questo lo interpreto io nel film. Come me appare impacciato anche quando è sicuro di sé. Ha la voglia di reinventare la modernità, di manomettere il mondo”. 

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Cinema

Guida romantica a posti perduti | la nostra intervista con il cast e la regista del film

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Giorgia Farina, a cinque anni dalla black comedy Ho Ucciso Napoleone, torna dietro la macchina da presa per Guida Romantica a Posti Perduti, road movie quieto e malinconica con protagonisti due personaggi “sbagliati”, interpretati da Jasmine Trinca e Clive Owen, che perseverano nei propri errori ma cercano allo stesso tempo di dare al mondo, attraverso la tv o il web, un’immagine di sé che non corrisponde alla realtà. 

Il film, presentato alle Giornate degli Autori di Venezia 77 (e al cinema dal 24 settembre), segna il passaggio per la regista Giorgia Farina dalla commedia pura ad un cinema dai tempi più dilatati e dai ritmi meno concitati. Abbiamo chiesto a lei e a due degli interpreti principali, Andrea Carpenzano e Irène Jacob, quali nuove sfide ha posto la realizzazione di questo atipico film “on the road”.

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