Ero abituato ad incoraggiare chiunque conoscessi a fare arte. Ora non lo faccio quasi più”. Bansky è uno dei protagonisti più affascinanti della Street Art. Ha saputo rendere lo stencil la sua tecnica privilegiata. Ha appeso le sue opere tra le opere celebri dei musei più importanti del mondo, realizzando delle vere e proprie incursioni che venivano scoperte solo qualche tempo più tardi. Ha filmato la sigla del cartoon I Simpson criticando aspramente la FOX di sfruttamento minorile. Il suo murales con gli attori di Pulp Fiction è stato valutato 400 mila euro. Bansky non è soltanto un graffitaro, ma è anche un regista. Per caso o per scelta, è nato Exit Through the Gift Shop, il documentario girato nel 2010 dall’artista di Bristol.

Candidato agli Oscar nel 2011 come miglior documentario, questo “disaster movie” è stato presentato lo scorso anno al Festival di Berlino e al Sundance Film Festival ed è sicuramente un film fondamentale per comprendere il fenomeno artistico della Street Art e uno dei suoi personaggi di spicco, Thierry Guetta. Il docu-film di Bansky si articola intorno a Mr. Brainwash, questo lo pseudonimo di Guetta, che da gestore di un negozio di abbigliamento giovanile si appassionò alla Street Art, ma essendo sicuramente un graffitaro poco ispirato, scelse di filmare i grandi nomi da Invader a Shepard  Fairey fino allo stesso Bansky, l’anonimo incappucciato artista inglese. Questa volta, però, Bansky punta la telecamera su Guetta per inseguirlo nella sua produzione.

Un film dagli enormi risvolti e dagli enormi punti interrogativi. È o non è questa pellicola un’opera d’arte di Bansky? È la figura di Guetta quella principale oppure l’interesse è da porsi su Bansky? Questi i quesiti amletici a cui si può rispondere soltanto osservando bene questo “primo documentario catastrofico sulla Street Art” che uscirà in libreria dal 16 novembre per Feltrinelli Real Cinema e P.F.A. Films. Un film imprescindibile per comprendere a fondo quale sia il significato più profondo della Street Art, da quali esigenze nasca e per conoscere gli attori primari di quell’arte fatta per essere esposta per strada, tra la gente comune, lontana dalle sale dei musei, avendo così una platea vastissima di pubblico per denunciare e dissacrare il mondo attraverso spray, stencil. O, appunto, un film.

Di seguito il trailer ufficiale: