A quattro anni dall’uscita di Dormi Amore, la situazione non è buona, Adriano Celentano ha riaperto i battenti della sua produzione cantautoriale e non solo. Tra le molteplici proclamazioni televisive e l’inaspettato annuncio di una sua ospitata al Festival di Sanremo 2012, è avvenuta anche la pubblicazione del nuovo album Facciamo finta che sia vero. Un disco fitto di importanti collaborazioni, forse troppe, incentrato su tematiche sociali e politiche che tanto hanno appassionato e posto al centro dell’attenzione l’eterno ragazzo della via Gluck negli ultimi anni. Celentano dimostra incontrovertibilmente di non avere peli sulla lingua, ma tenta forzatamente di adeguarsi alle strutture proposte dai suoi ospiti.

E’ il caso di non ti accorgevi di me, scritta ed interpretata insieme a Giuliano Sangiorgi dei Negramaro; ma anche di facciamo finta che sia vero con testo e voce di Franco Battiato e musiche di Nicola Piovani. Ascoltiamo un Celentano che cerca di modernizzarsi e ringiovanirsi, andando oltre la sua verve e cadendo talvolta in una sorta di “lifting sonoro” che lo snatura, rendendolo poco apprezzabile (un esempio: La cumbia di chi cambia, con Jovanotti). Convince molto più quando si destreggia in territori a lui più congeniali come in la mezza luna – suo brano del ’62 – reinterpretato con Raphael Gualazzi al pianoforte e in il mutuo, di cui è autore di testo e musica ed inserita come traccia finale.

Non c’è dubbio, sarà un 2012 altamente celentanizzato. La sua personalità libera e laconica è sempre un valore aggiunto, un pò meno le strategie di marketing annesse e connesse.