I miei amori cominciano nei tempi futuri. I veri amori  sono dei sogni, sono delle invenzioni, sono dei parametri di poesia. Se questo o quellaltro uomo siano veramente esistiti, se abbiano toccato la mia carne, questo è un fenomeno secondario“. Così Alda Merini descriver i suoi amori, quelli che sono protagonisti del racconto Il tormento delle figure, pubblicato nel 1990. Si tratta di un viaggio che attraversa l’anima: un flusso di coscienza poetico e razionale, a tratti logico e disarmante, in altri momenti compulsivo e logorante, come se l’Amore possa essere al tempo stesso una salvezza e una dannazione. In questo flusso di pensieri, trova spazio un passo estrapolato dalle Lettere al Signor G, una raccolta di scritti, lettere e versi che la poetessa ha indirizzato a Enzo Gabrici, uno degli psichiatri che la tenne in cura e che divenne un punto di riferimento per la donna.

La Pavolini non poteva non inserire nel suo spettacolo anche alcuni versi tratti da LAnima Innamorata, una raccolta di poesie in cui la Merini ci svela la sua indole mistica e religiosa, per la quale l’amore diventa una sostanza che pervade ed invade ogni essere, Dio compreso. Elisa Pavoli, diretta da Mario Schittzer, propone questo omaggio teatrale alla grande poetessa Merini, mostrandoci la sua anima prima della sua poetica. Il tormento delle figure andrà in scena dal 28 Febbraio al 4 Marzo al Teatro Trastevere di Roma.