Era il 27 febbraio 1993 quando una giovanissima e timida Laura Pausini conquistava tutto il pubblico dell’Ariston, e non solo, con la canzone, La solitudine. Dal debutto al Festival di Sanremo sono passati vent’anni e, proprio per celebrare una carriera ricca di successi, la nostra Laura Nazionale ha voluto festeggiare alla grande con il suo pubblico.

Ebbene sì. L’artista romagnola, infatti, con l’accompagnamento della sua band (Nicola Peruch, Simone Bertolotti, Paolo Carta, Nicola Oliva, Roberto Gallinelli, Carlos Hercules, Roberta Granà, Monica Hill, Gianluigi Fazio e Salimata Ariane Diakite), del ballerino-coreografo Cristian Ciccone e, per la prima volta, di un’orchestra di trenta elementi, la B.I.M. Orchestra, ha percorso la sua storia, la sua musica proprio come un vero film. Attraverso le canzoni di maggior successo nel corso della sua carriera, Laura si è raccontata al suo pubblico fedele. Difatti, rispetto al tour precedente, Inedito World Tour, la caratteristica principale di questa nuova serie di concerti è la semplicità: Laura, la sua musica, la sua band, la sua orchestra e il suo pubblico sono i veri protagonisti e il tutto è circondato da scenografie intime e personali (numerosi schermi, LED e proiezioni in 3D su tessuti) per rendere ancor più vicino l’artista con le migliaia di persone, o meglio di pausiniani presenti. Anche il palco, come il resto, è essenziale e cerca di riprodurre un elegante teatro con il sipario e con il parterre allestito a platea con eleganti sedute personalizzate.

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Per quanto riguarda la scaletta, invece, essa è invertita al contrario: si comincia con Se non te, ultimo singolo della Pausini, per arrivare al brano che la resa celebre, La solitudine nella versione orchestra di Ennio Morricone. Ma non solo. Nel corso della serata, si sono potute ascoltare anche altre numerose canzoni, tra le quali Con la musica alla radio in versione dance-rock, Surrender in versione acoustic-pop, Gente in versione irlandese e Non c’è in versione salsa, e anche l’altro inedito contenuto nella raccolta 20 – The Greatest Hits, Dove resto solo io. Che dire. Sicuramente si è potuto vedere non un semplice concerto, ma un vero spettacolo, nel quale Laura, “ricca di pathos” (come scriveva nei suoi temi alle superiori) e con il suo carisma, ha emozionato con il suo essere, con il suo vivere, con il suo aver creduto in un sogno.

Foto Credit: Francesco Prandoni