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I 10 film di guerra da rivedere dopo La Battaglia di Hacksaw Ridge

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Solo qualche giorno fa è stato distribuito in tutte le sale cinematografiche italiane il nuovo film di Mel Gibson La Battaglia di Hacksaw Ridge, una pellicola che vanta ben sei candidature ai premi Oscar 2017, tra le quali Miglior Film e Miglior Regia. In questo film il protagonista è un ragazzo ventitreenne che viene arruolato per combattere la seconda guerra mondiale, ma, seguendo i suoi ideali, decide di non utilizzare alcun tipo di arma diventando, di fatto, il primo obiettore di coscienza della storia.

Ciò, comunque, non ostacolò la sua carriera militare, infatti riuscì ad ottenere la Medaglia d’Onore per avere salvato la vita a 75 soldati in qualità di aiuto medico. Il film è tratto da una storia vera e ripercorre la vita di Desmond Doss interpretato da Andrew Garfield. I film di guerra sono sempre molto ammirati, specialmente tra gli spettatori d’oltreoceano, ma ci sono diverse pellicole che trattano questa tematica e che sono rimasti impressi nella memoria di tutti. Scopriamo subito i 10 film che bisogna assolutamente rivedere.  

Apocalypse Now

Un film diretto da Francis Ford Coppola con Marlond Brando, Robert Duvall, Martin Sheen e Laurance Fishburne Guerra del Vietnam, il capitano dei corpi speciali Benjamin Willard riceve l’ordine di trovare ed eliminare il colonnello Wurtz che ha iniziato a disobbedire agli ordini e sta combattendo una guerra personale coi suoi uomini. Il capitano si mette subito alla ricerca insieme ai suoi uomini fin quando, una volta risalito un fiume, trova una reggia protetta da una fitta vegetazione e dagli indigeni, all’interno della quale sembra risiedere il colonnello Wurtz. Dopo varie peripezie, il capitano Willard riesce finalmente a raggiungere il luogo dove si nasconde Wurtz per la resa dei conti.

Full Metal Jacket

Full Metal Jacket

Film del diretto da Stanley Kubrick con Matthew Modine, Adam Baldwin, Vincent D’Onofrio e Ronald Lee Ermey. Nella Carolina del Sud, diciassette giovani reclute iniziano l’addestramento per prepararsi ad affrontare la guerra del Vietnam; l’istruttore è il severissimo sergente Hartman che tratta le reclute con assoluta severità e disprezzo, degenerando talvolta in veri e propri episodi di violenza, con l’intento di trasformare gli uomini in macchine da guerra. Ma non tutti sono pronti psicologicamente ad affrontare un addestramento del genere, infatti strada facendo qualcuno rimane vittima degli aspri trattamenti del sergente. Una volta finito l’addestramento, le reclute partono per il fronte, conoscendo una realtà molto più dura di quella che immaginavano e capendo che solo pochi di loro avranno la fortuna di ritornare.

Salvate il Soldato Ryan

Film del diretto da Steven Spielberg con Tom Hanks, Edward Burns e Matt Damon Durante la seconda guerra mondiale una madre sta per ricevere la nefasta notizia che ben tre dei suoi quattro figli arruolati sono rimasti uccisi durante le operazioni militari. Il comandante, quindi, dà l’ordine di fare rimpatriare il quarto figlio, il soldato Ryan, che è sbarcato in Normandia e che si trova su uno dei fronti più pericolosi della guerra. La missione viene affidata al capitano Miller che, insieme alla sua squadra, iniziano una pericolosa operazione di recupero.

Pearl Harbor

Pearl Harbor

Film del diretto da Michael Bay con Ben Affleck, Josh Hartnett e Kate Beckinsale.  Rafe e Denny sono due amici che fin da piccoli sognavano di diventare piloti fin quando, una volta cresciuti, riescono ad entrare nell’aviazione militare americana. Rafe si innamora dell’infermiera Evelyn e si promettono di continuare a scriversi durante la partenza volontaria di lui verso il fronte e di ritrovarsi una volta ritornato in patria. Ma l’areo di Rafe viene abbattuto e viene dato per morto. Nel frattempo Denny ed Evelyn si incontrano per caso e si innamorano, quindi decidono di abbandonare ogni senso di colpa per Rafe per dare inizio a un rapporto sentimentale; inaspettatamente si scopre che Rafe era in realtà sopravvissuto a quell’attentato e fa ritorno in patria e, non appena scopre cosa gli hanno fatto il suo amico e la sua amata alle sue spalle, la sua rabbia esplode in una rissa all’interno di un locale notturno. Ma l’indomani avviene l’inaspettato: la flotta militare giapponese attacca e distrugge le navi della marina americana a Pearl Harbor, uno dei porti militari più importanti e maestosi delle forze armate statunitensi, quindi i due dovranno mettere da parte ogni astio e concentrarsi sulla controffensiva.

300

Film diretto da Zack Snyder con Gerard Butler, David Wenham e Lena Headey Serse, il re dei persiani, si sta impegnando per sottomettere tutte le popolazioni greche, compresa la città di Sparta, conosciuta per la sua maestosa arte bellica. Di fronte alla richiesta di sottomissione degli ambasciatori persiani nei confronti del re di Sparta, Leonida, la risposta fu sonora e grave: gli ambasciatori furono gettati dentro un pozzo apparentemente senza fondo. Leonida sapeva di avere dato inizio ad una guerra dagli esiti incerti contro la più grande potenza del mondo conosciuto, ma, nel rispetto degli ideali spartani, non intende sottomettersi né tantomeno arrendersi senza combattere.

Salvate il soldato Ryan

Bastardi senza Gloria

Film scritto e diretto da Quentin Tarantino con Brad Pitt, Christoph Waltz, Michael Fassbender e Eli Roth Durante la seconda guerra mondiale, l’ufficiale delle SS Hans Landa viene inviato da Hitler in Francia alla ricerca degli ebrei che sono riusciti a nascondersi e a sopravvivere allo sterminio. In una casa delle campagne francesi, Landa scopre e stermina una famiglia ebrea, ad eccezione della figlia Shosanna che riesce a fuggire. Quest’ultima diventa proprietaria di un cinema e il suo obiettivo sarà quello di eliminare gli alti ranghi del Terzo Reich approfittando di un evento nazista che si svolgerà all’interno del suo cinema e, al suo ben congegnato piano, si aggiunge quello del tenente Aldo Raine, un soldato americano ebreo a capo di un gruppo di soldati chiamati Bastardi che da settimane ha provocato terrore e morte tra le fila tedesche.

Giorni di Guerra

Un film di Florent-Emilio Siri con Benoit Magimel, Albert Dupontel Aurelien Recoing. Algeria, 1959, si combatte la fase più spietata e sanguinosa della guerra per la liberazione dalla dominazione francese in Algeria. Il tenente Terrien viene inviato nella zona più calda, i monti Cabilia, insieme al più esperto sergente Dougnac, in quella che doveva essere una sorta di missione di pace. Una volta giunti sul posto devono fare i conti con la realtà, infatti gli scontri tra le due fazioni sono tutt’altro che diminuiti, in un’atmosfera così cruenta dove tutti gli ideali di un uomo vengono meno per far venir fuori la parte animalesca e selvaggia di ogni essere umano.

American Sniper

Regia di Clint Eastwood con Bradley Cooper, Sienna Miller e Luke Grimes Chris Kyle è un giovane ragazzo texano che incarna perfettamente gli stereotipi del classico americano: fermamente religioso, amante della famiglia, della patria e pronto a sacrificare sé stesso per il suo popolo. Dopo avere assistito in televisione agli attentati delle ambasciate americane in Tanzania, decide di arruolarsi presso il corpo militare più duro e famoso che esiste: i Navy SEAL. Dopo avere superato il corso d’addestramento, inizierà una lunga serie di missioni militari in Iraq diventando uno dei più famosi cecchini della storia americana.

Fury

Un film di David Ayer con Brad Pitt, Shia LaBeouf e Logan Lerman. Nel 1945 le forze alleate stanno entrando nelle profondità della Germania nazista e il sergente Don Collier dà il suo contributo a bordo del carro armato chiamato Fury, insieme al suo temibile equipaggio. Il mitragliere del carro armato viene ucciso durante una battaglia e viene sostituito da un giovane soldato, Norman Ellison, che fino a quel momento aveva fatto solo il dattilografo, senza alcuna esperienza sul campo. Norman farà fatica ad inserirsi nell’equipaggio di Collier, ma successivamente riuscirà a diventare un soldato temibile e si guadagnerà il rispetto dei compagni.

American Soldiers – Un Giorno in Iraq

Regia di Sidney J. Furie con Curtis Morgan, Zan Calabretta Eddie Della Siepe. In Iraq, aprile 2004, un gruppo di soldati americani rimane vittima di un’imboscata da parte dei nemici e dovrà riuscire a resistere, in attesa dell’arrivo dei soccorsi, tra mille difficoltà e continui pericoli.

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Coronavirus | I segnali incoraggianti sull’epidemia

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shanghai disneyland

In questo periodo buio, dove l’attuale situazione in cui si trova il nostro Paese ha portato alla chiusura di attività ricreative, culturali e di svago, incluse le nostre amate sale cinematografiche, esuliamo per un momento dall’ambito filmico e cerchiamo di guardare avanti sulla possibile evoluzione del contagio, in questo caso riepilogando le notizie più positive riguardo al coronavirus.

Senza voler minimizzare in nessun modo l’epidemia e le restrizioni prese a riguardo, approfondiamo alcuni eventi che potrebbero portare, il condizionale è più che d’obbligo, ad un cambiamento progressivamente in meglio.

Il vaccino per il coronavirus è vicino?

scienziati al lavoro per il vaccino 1

Scienziati al lavoro per il vaccino

Da tempo si rincorrono le voci sulla scoperta di un vaccino che possa finalmente debellare il morbo, ma ad oggi ancora nessuno è riuscito a sviluppare un antidoto efficace. La nota positiva è che la globalità del fenomeno ha messo al lavoro gli scienziati in ogni angolo del mondo e amplificato la collaborazione tra i vari centri di ricerca. Le ultime voci vedono Israele quale la nazione più vicina all’effettiva soluzione, ma al momento un vaccino è stato sì ottenuto ma per ciò che concerne la bronchite infettiva, un ceppo del coronavirus che si diffonde tra il pollame: sembrerebbe una battuta fuori luogo, ma in realtà è una delle basi da cui si può partire per creare un prodotto che abbia il medesimo risultato sull’uomo.

Colleghi del laboratorio della University of Queensland di Brisbane, in Australia, avrebbero anch’essi sviluppato un vaccino, con i test che inizieranno nei prossimi mesi, mentre studiosi del Massachusetts Moderna hanno già realizzato un vaccino sperimentale la cui sperimentazione non avrà però inizio prima di maggio. Pur se non in tempi rapidi e immediati, l’impegno degli scienziati garantisce prima o poi l’arrivo di una cura.

Leggi anche: Coronavirus | Le conseguenze dell’epidemia per Hollywood 

A Shanghai riapre il Disney Resort

La situazione in Cina, con ogni cautela del caso, pare in netto miglioramento, con un cospicuo calo dei contagiati registrato negli ultimi giorni. Una diminuzione che ha spinto i gestori del Disney Resort di Shanghai, un parco divertimenti a tema Topolino & Co., a riaprire parzialmente, pur con numerose e comprensibili limitazioni. Soltanto alcune attrazioni infatti sono visitabili dal pubblico, il quale dovrà entrare in numero limitato ed esclusivamente in determinati orari per evitare la nascita di un nuovo focolaio. Questo non è certo il momento di divertirsi ma il segnale è comunque indicatore di ottimismo: se nella nazione maggiormente colpita dal coronavirus iniziano a riprendere alcune attività, il peggio potrebbe essere alle spalle.

Coronavirus | anche gli anziani possono guarire

xi jinping in visita ad un centro di ricerca

Xi Jinping in visita ad un centro di ricerca

Come è tragicamente noto, il virus colpisce particolarmente la popolazione anziana che, per basse difese immunitarie o patologie di altro tipo, tende ad essere un terreno più fertile per il morbo. Ciò nonostante molte persone di una certa età vittime del contagio sono perfettamente guarite, come dimostra l’emblematico caso di Zhou, un arzillo nonno cinese di 101 anni che, dopo aver trascorso la quarantena in un ospedale di Wuhan, è tornato a casa per prendersi, parole sue, cura della moglie novantaduenne. Il più vecchio paziente ad oggi confermato che ha sconfitto il morbo: chi meglio di lui può fungere a simbolo di speranza per il mondo intero?

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Cinema

Shutter Island compie 10 anni | 5 motivi per rivedere il film di Scorsese

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Il 17 febbraio 2010 usciva nelle sale americane una delle opere più sottovalutate e atipiche nella carriera di Martin Scorsese, pronto a cimentarsi in un thriller dai toni mystery ricco di colpi di scena e poggiante su un’atmosfera plumbea e tenebrosa ricca di grande fascino.

Il film, trasposizione del romanzo L’isola della paura del celebrato scrittore Dennis Lehane (dalle cui opere sono stati tratti altri cult quali Mystic River e Gone Baby Gone), ha incassato nel mondo quasi trecento milioni di dollari ed è stato inserito dal National Board of Review americano tra i dieci migliori titoli dell’anno. In occasione della ricorrenza e invitandovi alla revisione o alla scoperta di Shutter Island, analizziamo insieme cinque motivi di vanto dell’adattamento.

Una storia ricca di sorprese

La vicenda ha inizio a metà degli anni ’50, quando gli agenti federali Edward Daniels e Chuck Aule vengono inviati a Shutter Island, nel porto di Boston, per indagare sulla sparizione di una paziente scomparsa nel nulla. Sull’isola ha infatti sede una struttura specializzata nella cura e detenzione di criminali con problemi mentali. La ricerca dei due uomini svelerà non solo un vero e proprio complotto ma li metterà di fronte ai propri demoni personali, con risvolti del tutto inaspettati riguardanti soprattutto la figura di Daniels.

Senza svelare troppo per non rovinarvi la sorpresa, basti sapere che nulla è come sembra e nel corso delle due ore e venti di visione i colpi di scena e un poderoso cliffhanger rivoluzionano completamente quanto visto in precedenza, spingendo il pubblico ad un ulteriore rewatch per cogliere tutti gli indizi disseminati in precedenza e degeneranti in quell’evoluzione così piacevolmente “assurda”.

Un cast delle grandi occasioni

La quarta collaborazione tra Martin Scorsese e Leonardo DiCaprio (la precedente, The Departed – Il bene e il male, aveva garantito al regista il suo primo Oscar) vede il popolare e amatissimo attore con il personaggio forse più ambiguo e complesso dell’intera carriera e i risvolti che si fanno ben presto strada nella narrazione gli permettono di operare su più registri, vedendolo alle prese con sfumature ancora inesplorate.

Ma l’intero cast di Shutter Island ha classe da vendere, cominciando dal “partner” Mark Ruffalo fino ad una Michelle Williams che appare in un paio di struggenti flashback, e con due vecchi leoni quali Ben Kingsley e Max von Sydow alle prese con personaggi altrettanto enigmatici. Tra gli altri interpreti noti al grande pubblico segnaliamo anche la partecipazione di Elias Koteas, John Carroll Lynch, Jackie Earle Haley ed Emily Mortimer, quest’ultima proprio nei panni della pedina scatenante gli eventi.

Leggi anche: The Irishman è al cinema: come è cambiato Scorsese dai tempi di Quei Bravi Ragazzi

Un’ambientazione cupa

L’impatto estetico restituisce appieno quel senso di straniamento che caratterizza la vicenda e la relativa caratterizzazione dei personaggi, con una fotografia tersa che coglie al meglio le inquiete vibrazioni della suggestiva ambientazione. Le riprese hanno avuto luogo tra il Massachusetts e alcune isole del porto di Boston, con alcuni accorgimenti utili a ridurre la presenza di persone o mezzi su schermo: molte scene sono state girate di notte e poi “trasformate”, tramite giochi di luci, in sequenze diurne. Il faro e altri luoghi chiave del racconto, struttura ospedaliera in primis, offrono poi un’atmosfera tenebrosa e malsana che prende alla gola lo spettatore.

Uno sguardo ai classici

Vedere Shutter Island è come fare un salto nel passato, in quegli anni ’50 quando i crime e i noir dominavano il mercato d’Oltreoceano con le storie di investigatori tormentati e senza mezze misure. Il film recupera toni e atmosfere del periodo, dallo stile recitazione all’esposizione dei dialoghi fino allo “schematismo” dei luoghi chiave nei quali avverranno le fondamentali scene madri.

Da Jacques Tourneur a Robert Siodmak sono evidenti le ispirazioni che Scorsese ha omaggiato e reinterpretato in chiave moderna, con un ovvio rimando al cinema di Alfred Hitchcock nella chirurgica evoluzione dei colpi di scena. La cura per le scenografie, i costumi e le ambientazioni completa un quadro complessivo che è puro, consapevole e divertito, citazionismo a suddetta epoca.

Emozioni inaspettate

Shutter Island possiede all’interno del suo essere tutto ciò che un film dovrebbe sempre avere per sorprendere e rispettare il pubblico, ossia la ricerca della meraviglia e quel senso di sospensione capace di mantenere lo spettatore su un costante chi-va-là. La storia infatti non si adagia mai sugli allori e, complice il romanzo alla base, non smette di spiazzare e affascinare nel corso dei sempre più incalzanti eventi, in un crescendo di tensione che si ammanta di potenti squarci emotivi nella gestione psicologica del personaggio di Leonardo DiCaprio, permettendo di rimando un prepotente slancio empatico da parte di chi guarda. Un’operazione cerebrale e raffinata che, oltre all’eleganza e allo spettacolo, non si dimentica un cuore pulsante e sanguigno che lascia con il fiato sospeso fino al giungere dei titoli di coda.

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Cinema

Piccole Donne: le quattro personalità delle sorelle March lo rendono un classico senza tempo

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Le sorelle più famose della letteratura tornano al cinema con l’adattamento cinematografico di Piccole Donne diretto da  Greta Gerwig. Tratto dal famoso romanzo del 1868 nato dalla penna di Louisa May Alcott, il film ripercorre la storia delle sorelle March interpretate da Emma Watson (Meg), Saoirse Ronan (Jo), Eliza Scanlen (Beth) e Florence Pugh (Amy) durante gli anni della Guerra Civile Americana.

In un periodo storico dilaniato dal conflitto che prevede il coinvolgimento di tutti gli uomini al fronte, Piccole Donne mostra una famiglia tipica dell’800, nella quale la mamma (Laura Dern) si trova a dover gestire da sola le sue adorabili figlie. A rompere la solita routine, ci sarà la voglia di emancipazione e ribellione mostrata da Jo, la ragazza che farà di tutto per rompere le catene di una società che concepisce la figura della donna solo come moglie e madre. Il suo desiderio di diventare scrittrice – professione alquanto bislacca in quegli anni per una donna – sarà il primo passo per convincere le sorelle a pensarla come lei. Nel cast ci sono anche l’attore del momento Timothée Chalamet nel ruolo di Theodore ‘Laurie’ Laurence, Meryl Streep come la zia March insieme a Louis Garrel nei panni di Friedrich Bhaer.

Che caratterino le sorelle March!

In occasione dell’uscita al cinema di Piccole Donne è stato ideato un test della personalità per scoprire a quale delle quattro sorelle March siete più affini. Meg è la più responsabile; Jo è quella più ardente e ambiziosa; Beth la più timida e sensibile mentre Amy è quella più aperta alla vita sociale. Il lettore spesso ama identificarsi con la figura di Jo, trattandosi del personaggio più combattivo del romanzo. Per ricollegarsi alla psicologia greca si può prendere in prestito la teoria dei quattro temperamenti: sanguigno, collerico, malinconico e flemmatico. Nel caso di Piccole Donne è possibile sintetizzarli come: socievole (sanguigno), ambizioso (collerico), sensibile (malinconico) e pacifico (flemmatico).

Conoscendo la storia di Piccole Donne e il temperamento di ognuna è un gioco da ragazzi associare ogni caratterista elencata al personaggio di riferimento: Amy è sanguigna, Jo è colerica, Beth è malinconica e Meg è flemmatica. Jo è la leader delle sorelle, quella più ambiziosa ed indipendente che cerca di coinvolgere le ragazze in ogni iniziativa artistica che le passa per la mente. Amy al contrario, è la più socievole e quella più attaccata al tessuto sociale dell’epoca. Beth rappresenta la coscienza morale delle sorelle March, la più profonda delle sorelle e infine Meg, cerca di fare da moderatrice e paciere nelle dispute tipiche tra sorelle, vista la mancanza di una figura paterna all’interno della famiglia.

piccole donne

Questa differenza caratteriale non è motivo di giudizi da parte delle ragazze. Questo pensiero è dimostrato in una battuta detta da Amy verso Jo nella quale dice: “Solo perché i miei sogni sono diversi dai tuoi, non significa che non siano importanti“, la quale aveva preferito convolare a nozze e crearsi una famiglia, piuttosto che vivere in nome del teatro e della libertà.

Verso l’età adulta

Le quattro sorelle raccontate dalla Alcott riescono a mostrare il passaggio tra l’infanzia e l’età adulta della donna e la regista Greta Gerwig riesce a mostrarlo in maniera assolutamente convincente anche in questo adattamento cinematografico. Nel romanzo viene mostrato quanto sia dura la consapevolezza che crescere inevitabilmente porta con sé scelte da dover prendere, a volte anche dolorose, difficili e apparentemente impossibili. La Alcott svela cosa significa diventare adulti.

Quando Meg, la più grande delle sorelle March decide di sposarsi, dall’altro lato c’è Jo che decide di andare a vivere a New York per inseguire i suoi sogni, stessa cosa che farà anche Amy andando in Europa ed infine, l’unica a rimanere a casa sarà Beth per motivi di salute. Così come svanisce l’infanzia per far posto all’età adulta, anche il gruppo affiatato delle sorelle March si sgretola per cercare di vivere una vita appagata e in linea con il proprio temperamento.

La differenza tra la versione letteraria della Alcott e quella cinematografica della Gerwig è il modo con il quale ha rappresentato le loro quattro diversità comportamentali, mostrando al contempo, come sia possibile tenere insieme tutti questi temperamenti in un unico abbraccio.

 

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