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Le dieci kick ass della tv del 2015

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L’epoca cinematografica che vede la donzella in pericolo e l’eroe pronto a salvarla dalle grinfie del villain di turno è finita da un pezzo. Sono sempre più numerose sul grande schermo protagoniste come Alice della saga di Resident Evil, Ripley di Alien, Selene di Underworld e tante altre meravigliose kick-ass girl che non si fanno troppi problemi a impugnare fucili, guidare macchine ad alta velocità e picchiare duro. Una evoluzione cinematografica che, da qualche anno a questa parte, è arrivata anche in tv attraverso telefilm cult come The Walking Dead, Quantico e Game of Thrones. Dimenticate i lustrini e le paillettes delle Charlie’s Angels, perché queste eroine, oltre ad essere l’esempio eclatante del girl power moderno, sono anche protagoniste che non hanno nulla da invidiare a personaggi come Rick Grimes, Jon Snow e tanti altri. Ma preferiamo non svelarvi oltre e rimandarvi direttamente alla classifica delle dieci action-girl più toste della tv del 2015:

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10) Peggy Carter: Dopo essere stata il grande amore di Capitan America nel primo dimenticabile capitolo diretto da Joe Johnston nel 2011 e aver fatto qualche fugace apparizione in Capitan America 2 e Ant-Man, la bella Peggy Carter (Hayley Atwell) ha ora uno show tutto suo targato ABC. Intitolato Agent Carter, il telefilm mostra la bella Peggy Carter bilanciare il lavoro di ufficio alla Strategic Scientific Reserve con le missioni segrete affidatele da Howard Stark nell’America degli anni quaranta. La serie, prodotta dalla Marvel Television e ambientata all’interno del Marvel Cinematic Universe, tornerà nel 2016 con la seconda attesissima stagione.

_1450895561 9) Anne Bonny: Dimenticate Jack Sparrow perché l’affascinante pirata Anne Bonny di Black Sails è una delle kick-ass girl più toste della tv. Bellissima ma spietata, Anne Bonny porta sempre con sé due spade che usa senza problemi per togliere di mezzo chiunque la ostacoli nel suo cammino. Il mix di fascino e personalità psicopatica sono i punti forti di questo incredibile personaggio che, nonostante non sia tra i protagonisti ufficiali di Black Sails, ruba più volte la scena al Capitano James Flint e al suo equipaggio.

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8) Jane Doe: Uno dei personaggi femminili più amati del 2015 è sicuramente la bellissima Jane Doe di Blindspot, lo show firmato da Martin Gero e Greg Berlanti per la NBC. Il mistero che la avvolge, i tatuaggi che le ricoprono il corpo e le incredibili abilità nascoste sono gli aspetti più affascinanti di questa meravigliosa protagonista interpretata da Jaimie Alexander, una vera kick-ass girl che regala alcune delle sequenze d’azione più spettacolari della storia della tv.

_1450895572 7) Brienne Of Tarth: Il brillante personaggio interpretato da Gwendoline Christie in Game of Thrones, nonostante le origini nobili, è uno dei cavalieri più “tosti” della serie HBO. Armata di spada e scudo e disposta a tutto per proteggere la figlia di Catelyn Stark, Brienne Of Tarth è una vera e propria eroina di altri tempi che è impossibile non amare.

6) Jessica Jones: Ironica, coraggiosa e potente. Stiamo parlando di Jessica Jones, la mitica super-eroina della Marvel che ha conquistato il pubblico e la critica mondiale nell’omonima serie targata Netflix. Nonostante le difficoltà di bissare il successo di Daredevil, lo show è riuscito nell’impresa grazie a Krysten Ritter che, oltre ad essere una delle migliori attrici comiche in circolazione, incarna un’eroina che non ha nulla da invidiare al diavolo rosso interpretato da Charlie Cox.

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5) Alex Parrish: Un altro personaggio che ci ha letteralmente rapito il cuore è la tostissima Alex Parrish di Quantico, la serie targata ABC che abbiamo visto in anteprima al Roma Fiction Fest. Caratterizzata da bellezza, fascino e forza formidabile, Alex Parrish è uno degli agenti FBI (televisivi) più interessanti degli ultimi anni. Il merito è ovviamente dell’ex miss Mondo Priyanka Chopra che dà al personaggio la giusta dose di ironia, forza e sensualità per convincere il pubblico mondiale.

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4) Carol Peletier: Tra i sopravvissuti più interessanti di The Walking Dead c’è sicuramente Carol Peletier, la mitica casalinga interpretata da Melissa McBride che, dopo anni di lotta contro gli zombies, è diventata un vero portento con le armi e le cure mediche. Il passato turbolento e le terribili scelte che ha dovuto fare nel corso delle varie stagioni l’hanno trasformata in uno dei personaggi più bad-ass della storia della tv.

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3) Kara Danvers: Dopo dieci stagioni di Smallville torna un personaggio DC in tv. Stiamo parlando di Supergirl, l’eroina interpretata da Melissa Benoist nell’omonimo show ideato da Greg Berlanti. Caratterizzata da incredibili super-poteri e disposta a tutto per affrontare gli alieni che cercano di distruggere l’umanità, Supergirl è una super-eroina che non ha nulla da invidiare al ben più famoso cugino Superman.

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2) Lagertha: Tra i personaggi più affascinanti di Vikings c’è sicuramente Lagertha, quella che possiamo definire ironicamente la versione a tinte vichinghe di una Desperate Housewives. La coraggiosa Lagertha ha infatti divorziato dal protagonista della serie, sposato e ucciso un conte e conseguentemente rubato il suo rango nobile. Aspetti che la caratterizzano come una vera e propria kick-ass girl di altri tempi.

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1) Michonne: Tra gli aspetti più guilty pleasure di The Walking Dead c’è sicuramente l’aggressiva crudeltà con cui Michonne fa a pezzi orde di zombie con i suoi movimenti felini e l’immancabile katana. Carol Peletier non è infatti l’unica tosta della serie creata da Frank Darabont e Robert Kirkman; la Michonne interpretata da Danai Gurira, oltre a nascondere un passato misterioso, è uno degli alleati più validi per la comunità guidata da Rick Grimes. Considerato che sconfiggere centinaia di migliaia di zombie e sopravvivere in The Walking Dead sono due delle cose più difficili da affrontare per un personaggio televisivo, possiamo nominare la mitica Michonne l’eroina televisiva più kick-ass del 2015.

Fonte: CinemaBlend

Classe 1988, nato con l'idea del cinema come momento magico, cresciuto con la prassi di vedere (almeno) un film a sera, abituato a digerire qualsiasi tipo di opera (commedia, splatter, dramma, horror) sin dai primissimi anni di età, propenso a scavare nei meandri più nascosti per trovare sconosciute opere horror da torcersi le budella... appassionato, commerciale, anti-commerciale, romantico, seriofilo, burtoniano...disponibile davanti e dietro le quinte e disposto per tutti voi ad intervistare le più grandi celebrità italiane e internazionali... questo è Carlo Andriani ovvero: IO.

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Serie tv

Hunters, il nuovo trailer della serie tv di Jordan Peele

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Amazon Prime Video ha rilasciato il trailer ufficiale di Hunters, l’imminente serie tv thriller d’azione diretta da Jordan Peele con Al Pacino e Logan Lerman. Sarà disponibile a partire dal 21 febbraio, ma intanto nel player qui sopra potete vedere il nuovo trailer.

Il cast di Hunters include Logan Lerman nei panni di Jonah Heidelbaum e Al Pacino nel suo primo ruolo televisivo in assoluto. Dylan Baker (The Good Wife), candidato all’Emmy Award, Jerrika Hinton (Grey’s Anatomy), Greg Austin (Class), Catherine Tate (The Office), Josh Radnor (Rise), Tiffany Boone (Beautiful Creatures) e Saul Rubinek ( Warehouse 13) reciterà anche insieme ai candidati all’Oscar Lena Olin (Enemies) e Carol Kane (Hester Street). Il cast comprende anche Kate Mulvany (The Great Gatsby), James Le Gros, Ebony Obsidian, Caleb Emery (Little), Henry Hunter Hall (When They See Us) e Jeannie Berlin.

La serie avrà 10 episodi per la durata complessiva di 10 ore. Hunters racconta la storia di un gruppo noto come i cacciatori che vivono a New York City nel 1977. I cacciatori scoprono che centinaia di ex funzionari nazisti di alto rango vivono tra loro e cospirano per creare il Quarto Reich negli Stati Uniti, con una sanguinosa ricerca per consegnare i nazisti alla giustizia e contrastare i loro nuovi piani di genocidio. La storia è ispirata da eventi della vita reale.

 

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Netflix

The Witcher, la recensione della serie Netflix

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Che The Witcher (almeno allo stato attuale) non abbia le carte in regola per competere con altre serie fantasy decisamente più blasonate (e meglio realizzate) è chiaro fin dai primi episodi. Se le scene d’azione sono ben coreografate, comprensibili e avvincenti, tutto ciò che c’è in mezzo è invece confuso, poco ispirato, forzatamente spiegato a parole allo spettatore attraverso dialoghi estenuanti e ridondanti (spesso i personaggi dicono una cosa a qualcuno e qualche minuto dopo la ripetono uguale ad un altro).

Il mondo creato da Sapkowski, reso famoso e finalmente “vivo” e pulsante dai ragazzi di CD Projekt con la serie di videogiochi, non è reso su schermo con quella varietà di ambientazioni, colori e peculiarità che invece ci si aspetterebbe da una serie fantasy ambientata in una terra così vasta e dalle infinite possibilità grafiche.

A reggere il gioco sono invece i personaggi, alcuni dei quali ben caratterizzati e in grado da soli di rendere interessanti delle vicende che invece risulterebbero estremamente poco attraenti senza i “trucchi” narrativi che furbescamente gli sceneggiatori sfruttano per tenere alta l’attenzione dello spettatore. Henry Cavill è perfetto nel ruolo di Geralt: non solo ha la voce giusta e la presenza scenica ideale, ma riesce con encomiabile parsimonia di gesti e di espressioni a suggerire emozioni sempre diverse, a non esagerare mai anche nel momento in cui le scene rischiano di cadere pericolosamente nel grottesco. 

Stessa cosa si può dire per Yennefer di Vengerberg. Anya Chalotra sembra infatti aver compreso perfettamente quali sono gli elementi vincenti del suo personaggio e, superati i primi faticosissimi episodi e compiuta la trasformazione definitiva, non c’è ombra di dubbio che la sua maga sia uno dei comprimari meglio scritti e con un arco narrativo interessante. Non accade lo stesso invece con gli altri personaggi. Le sottotrame di Triss e Stregobor non riescono mai davvero a convincere e anche la stessa Ciri (in teoria uno dei personaggi principali) non compie mai una effettiva maturazione perché penalizzata dai meccanismi narrativi.

A differenza di quanto accade in altre serie televisive (ultima in ordine cronologico è Watchmen) che confondono volutamente una trama in realtà semplice e lineare per degli scopi ben precisi, in The Witcher la decisione di complicare la narrazione sembra essere dettata più dalla consapevolezza delle proprie debolezze che da una effettiva esigenza di scrittura. Gestita non poco maldestramente, la narrazione che mescola più linee temporali non è sempre efficace e, ad uno sguardo più attento, non tutto torna quando si cerca di ricollegare gli eventi. Nonostante ciò, è indubbio che sia proprio questo uno degli elementi che permette alla prima stagione della serie Netflix di convincere lo spettatore a proseguire nella visione, superando i pur evidenti difetti nella gestione del ritmo. 

Già rinnovata per una seconda stagione, dopo i confortanti dati raccolti dalla piattaforma streaming, The Witcher è sicuramente una serie in grado potenzialmente di maturare col tempo, di correggere ciò che non va e di migliorare ciò che invece funziona già in questi primi otto episodi. La speranza è che la serie Netflix possa trovare degli sceneggiatori più abili, migliorare sul piano del montaggio (alcune scelte di montaggio alternato disinnescano sequenze anche cruciali) ed emanciparsi da quella struttura “a quest” che rende macchinose e poco credibili alcune svolte di trama. C’è tutto il tempo per migliorare e ci sono tutte le condizioni per poterlo fare. 

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Serie tv

Le migliori nuove serie tv del 2019 secondo NewsCinema

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Quest’anno gli appassionati di serie televisive non hanno avuto neanche un momento per respirare tra una maratona e la successiva. Tantissime le serie molto amate che nel corso del 2019 sono tornate con nuovi episodi per i loro fan in attesa, ma non sono mancate anche le serie inedite che hanno debuttato negli ultimi dodici mesi. Ecco quali sono secondo noi quelle che meritano di essere recuperate.

Servant – Apple TV+

Prodotta da M. Night Shyamalan (anche alla regia del primo episodio) e ideata da Tony Basgallop, Servant è una delle serie televisive più intriganti e affascinanti del 2019. Ricco di misteri e impossibile da comprendere adottando aprioristicamente il punto di vista di uno qualsiasi dei suoi protagonisti (anche quello apparentemente più lucido sembra nascondere qualcosa o comportarsi in maniera inusuale), il thriller prodotto da Apple è un gioiello di suspense che utilizza i propri spazi come strumento principale della narrazione (merito dei bravissimi registi che si susseguono, tra cui Nimród Antal). Servant è una di quelle serie (sempre più rare) che vengono aiutate dalla pubblicazione settimanale degli episodi. Già rinnovata per una seconda stagione, si concluderà nelle prime settimane del prossimo anno e con ogni probabilità lascerà ancora molte domande in sospeso. 

Chernobyl – Sky

Una delle grandi sorprese di questo 2019, Chernobyl ha convinto tutti grazie alla sua eccellente fattura e ad un approccio narrativo più votato al rigore che al melodramma. La serie Hbo (arrivata da noi grazie a Sky) tenta di replicare il vero, al punto tale da risultare immediatamente falsa nei (pochissimi) momenti in cui sbaglia il tono di una scena o il racconto di un determinato accadimento. La grande originalità della serie sta però nel modo in cui utilizza la storia del più clamoroso fallimento tecnico-scientifico di sempre proprio per affermare la forza della scienza sulla politica arrogante e interessata solo a se stessa. Mettendo in scena le conseguenze di un fatale sbaglio di programmazione e progettazione, Chernobyl non smette mai di chiedere agli spettatori di avere fiducia nella competenza, nella preparazione e nel metodo scientifico. Una scelta che può apparire controintuitiva e che invece si rivela fin da subito vincente. 

The Morning Show – Apple TV+

Considerando i temi particolarmente delicati che affronta, The Morning Show rischiava di commettere l’errore di dividere in maniera manichea i suoi protagonisti tra buoni e cattivi, imponendo allo spettatore un giudizio morale preventivo sugli eventi narrati. Invece attraverso la complessità e l’ambiguità, la serie Apple rende difficilissimo schierarsi e dimostra che per ogni situazione messa in scena esistono diverse angolazioni dalle quali osservare ciò che succede. The Morning Show si muove costantemente in una enorme zona grigia e non si limita a giudicare, puntando facilmente il dito. Dopo i primi episodi, diventa chiaro che non c’è una trama propriamente detta di cui seguire gli eventi, ma una lunga successione di conflitti (piccoli e grandi) che animano i personaggi. Comincia come The Newsroom ed evolve adottando un approccio diverso, quello di serie come Mad Men o The Wire.

What we do in the shadows – Fox

C’è davvero poco da dire sulla trasposizione televisiva del film cult di Taika Waititi e Jemaine Clement. La serie Fox riprende tutti i punti di forza di quel lungometraggio e li sviluppa sfruttando gli episodi a propria disposizione. La nuova famiglia di vampiri è persino più irresistibile di quella originale e le situazioni proposte sono sempre brillanti e mai derivative. Tra i tantissimi camei, vale la pena citare quelli di Evan Rachel Wood, Danny Trejo, Wesley Snipes, Tilda Swinton e Dave Bautista. La vampira Nadja, particolarmente disillusa sulla sua condizione di immortalità e annoiata dalla sua vera natura, è il personaggio televisivo femminile più riuscito del 2019.

Curiosità: Tutto su Baby Yoda

The Mandalorian – Disney + (da marzo in Italia)

Adottando un approccio procedurale (con una esile trama orizzontale da fare da raccordo), il prodotto di punta della piattaforma Disney+ (disponibile in Italia da fine marzo) torna alle origini di Guerre Stellari, andando direttamente alle radici western della saga. Poche cose sono riuscite nel corso degli anni a recuperare lo spirito della trilogia originale creata da George Lucas (anche la nuova trilogia ci è riuscita solo a tratti) come The Mandalorian. Creata da Jon Favreau e Dave Filoni (lo stesso della serie animata The Clone Wars, altro esperimento particolarmente meritevole), la serie che ormai tutti identificano con “baby Yoda” (il cui utilizzo è sempre intelligente, genuinamente tenero e mai stucchevole) può essere il punto di inizio ideale per una ennesima saga cinematografica.

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