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Horror Mania

Freaks torna al cinema: 5 motivi per rivederlo

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Non vi abbiamo mentito. Vedrete delle mostruosità”. Queste inquietanti parole ci accompagnano nel circo degli orrori di Freaks, il cult di Tod Browning uscito nei cinema americani il lontano 20 febbraio del 1932. Inserito tra i migliori cinquanta film di tutti i tempi e conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, Freaks racconta la tragica esistenza di un gruppo di circensi. Hans (Harry Earles), un ragazzo affetto da nanismo, ricopre di doni Cleopatra (Olga Baclanova) ma l’unico interesse della bella trapezista è il vile denaro.

Tratto da Spurs, il racconto di Tod Robbins, e richiesto a gran voce dalla Metro Goldwyn Mayer per sfidare il Frankenstein di James Whale, Freaks andò ben oltre lo status di “horror più spaventoso di tutti i tempi”. Il capolavoro di Browning sconvolse il pubblico con una messa in scena insostenibile per il 1932 e ardua per il 2016, l’anno che segna il ritorno di Freaks nei cinema italiani.

Prima di scoprire il 24 ottobre la versione restaurata dalla Cineteca di Bologna, ecco cinque motivi per rivedere il macabro circo di Tod Browning:

1. Un orrore reale

Nani, donne con la barba e uomini senza braccia sono i protagonisti di Freaks, lo sconvolgente cult del cinema degli anni Trenta. A differenza dei film horror del passato, Tod Browning mette in scena un orrore che rompe il confine tra la settima arte e la realtà. Gli interpreti di Freaks sono veri circensi costretti dalla sorte a sopravvivere in un mondo che si prende gioco di loro: “Molti ridono di me senza pensare che provo i loro stessi sentimenti”, afferma Hans, il giovane innamorato di Cleopatra, la trapezista che lo considera poco più di un bambino.

I Freaks sono dei mostri che non “hanno chiesto di venire al mondo”. Vittime di un immaginario che, colpendo prepotente le emozioni del pubblico, ha lo stesso impatto di ottantaquattro anni fa.

2. Il circo, tra dolore e modernità

È difficile immaginare la reazione degli spettatori alla prima proiezione di Freaks. Secondo alcune indiscrezioni lo shock fu talmente forte da convincere la MGM a tagliare trenta minuti e a riscrivere il finale della pellicola. Tra le sequenze perdute c’è la disturbante mutilazione di Cleopatra e la castrazione di Ercole (Henry Victor) che, nell’epilogo originale, appariva effeminato e intento a cantare in falsetto.

Al di là della censura i sessanta minuti del cult di Tod Browning sono un pugno nello stomaco. Tra la disturbante musica circense e l’audace messa in scena, Freaks regala brividi lungo la schiena di sconvolgente modernità.

3. Il codice Freaks

Avete riso di loro ma sarebbe potuto capitare anche a voi. Offendetene uno e li offenderete tutti”. Con tragico realismo Freaks mette in scena l’orrore che diventa scherno, la caducità fisica che muta in solitudine ed emarginazione.

Rappresentati da Browning come i mostri della società degli anni Trenta, i Freaks sono esseri umani persi nelle loro deformità. Una caratterizzazione tragica che schiera lo spettatore dalla parte del diverso, stanco di essere definito tale. Una parabola drammatica che, seguendo la scia del Frankenstein di Mary Shelley, ci regala una indimenticabile sfumatura del rapporto uomo-mostro.

4. Il finale shock

Volete farmi diventare una di voi”, afferma Cleopatra prendendosi gioco di Hans. Assalita dai Freaks, la trapezista viene punita per il disonorevole comportamento. Facendosi strada nel fango, i “mostri” assalgono la donna tagliandole le gambe e la lingua, cavandole un occhio e schiacciandole le mani. La fanciulla più bella del mondo diventa “la donna gallina”, un essere deforme presentato dal responsabile del circo tra le urla terrorizzate del pubblico.

Nonostante la scena originale sia ormai perduta, l’epilogo shock astrae in chiave horror le tragiche conseguenze della derisione sull’indole umana.

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5. Ha influenzato la settima arte (e non solo)

Sono passati ottantaquattro anni dall’uscita nei cinema ma Freaks è un capolavoro di sconvolgente attualità. Omaggiato dalla musica (il videoclip All I Want is You degli U2), dal cinema (Io,Robot, The Dreamers e The Wolf of Wall Street), dalla televisione (I Simpson) e dai fumetti (Dylan Dog), Freaks è un horror che, con lo scorrere del tempo, acquista forza e vitalità.

Tra i riferimenti dell’entertainment contemporaneo c’è la quarta stagione di American Horror Story, intitolata Freakshow e furbescamente ispirata (tra l’omaggio e il saccheggio) al cult di Tod Browning. Nello show di Ryan Murphy tornano i personaggi principali di Freaks, dalla donna barbuta, le gemelle siamesi e l’iconica Pepper (ispirata a Sissy) all’epilogo di Stanley, ripreso dalla tragica mutilazione di Cleopatra.

Meno evidente ma altrettanto efficace è il tributo di Indivisibili, il dramma di Edoardo De Angelis in cui le due protagoniste si chiamano Viola e Daisy in onore delle gemelle siamesi di Freaks. Un capolavoro che oggi, come un secolo fa, ci regala incubi di intramontabile modernità.

Trailer Freaks

Segnato da un amore incondizionato per la settima arte, cresciuto a pane e cinema e sopravvissuto ai Festival Internazionali di Venezia, Berlino e Cannes. Sono sufficienti poche parole per classificare il mio lavoro, diviso tra l’attenta redazione di approfondimenti su cinema, tv e musica e interviste a grandi personalità come Robert Downey Jr., Hugh Laurie, Tom Hiddleston e tanti altri.

Cinema

Peninsula | Il trailer del sequel di Train to Busan

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Nel 2016 Train to Busan ha portato una ventata d’aria fresca nell’inflazionato filone degli zombie-movie: il film coreano ha conquistato sia il pubblico di appassionati che platee più ampie grazie alla sua ideale ed equilibrata commistione tra dinamiche horror e uno spettacolo di stampo blockbuster.

Con un prequel animato, uscito nello stesso anno, ossia l’altrettanto fenomenale Seoul Station, il regista Yeon Sang-ho è riuscito a costruire un universo narrativo credibile e sfaccettato, pronto ora ad espandersi nell’atteso sequel Peninsula, del quale è da poco stato distribuito il trailer che potete vedere qui sotto. In questo nuovo capitolo, almeno a giudicare dalle immagini mostrate dal video, ci attendono ancora più morti viventi e pericolose insidie in un’ambientazione dal taglio post-apocalittico che richiama alla memoria echi della saga di Mad Max.

Peninsula | Il trailer del sequel di Train To Busan

La trama ha inizio quattro anni dopo l’originale, con la popolazione sud-coreana che è stata decimata dall’infezione zombie, con migliaia di morti viventi che vagano per le strade in cerca di carne umana. Jung-seok, un soldato riuscito a sfuggire al disastro, viene assegnato a una pericolosa missione con un duplice obiettivo: trovare dei superstiti e sopravvivere.

Quando il suo team incrocia un gruppo di individui scampati alla pandemia, tra i quali ritroveremo “vecchie conoscenze” del capostipite, le loro vite dipenderanno dalle scelte che ognuno di loro compierà in una situazione così estrema. La sceneggiatura è scritta da Joo-suk Park e dallo stesso Yeon Sang-ho e l’uscita nelle sale era inizialmente prevista per la prossima estate, anche se sarà quasi sicuramente rinviata per via dell’epidemia in atto – questa come ben sappiamo dannatamente reale.

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Cinema

Scream | Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett per il reboot

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A distanza di otto anni dal quarto e ultimo film del franchise, è in lavorazione un nuovo film di Scream, stavolta senza la regia del compianto Wes Craven. 

A dirigerlo saranno Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, già conosciuti per la regia di “Finché morte non ci separi”. Non ci sono ancora notizie ufficiali a riguardo, ma secondo i rumor la produzione inizierà a maggio La storia girerà intorno ad una donna che ritorna nella sua città natale per scoprire chi si cela dietro la serie di omicidi misteriosi. Inoltre sembra che il nuovo capitolo della saga horror ideata da Wes Craven sia un reboot.

Scream | Aggiornamenti sul reboot

Bettinelli-Olpin e Gillett, in collaborazione con Chad Villela, figureranno anche come produttori esecutivi. Al momento non sappiamo ancora chi si occuperà della sceneggiatura.

Maneggiare un’eredità di questo tipo non è compito da prendere alla leggera, ma Matthew Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett sembrano avere le carte in regola per non sfigurare: dopo una lunga serie di cortometraggi, hanno esordito alla regia con l’horror “La stirpe del male” e poi hanno realizzato la commedia horror “Finché morte non ci separi” uscita l’anno scorso.

Scream | Neve Campbell tornerà nei panni di Sidney?

Per il momento non sappiamo se qualcuno degli attori che in passato hanno partecipato prenderà parte alla nuova pellicola. Nel 2018, la star dei film di Scream, Neve Campbell, ha dichiarato che, sebbene non impossibile, avrebbe una certa difficoltà a immaginare uno Scream 5 senza Wes Craven:

Era il lontano 1996 quando tra le sale dei cinema spopolava Scream, saga horror ideata dal compianto Wes Craven, divenuto uno dei film popolari fin dal suo debutto.  Tra i protagonisti ricordiamo Neve Campbell nei panni di Sidney Prescott  a cui è seguito David Arquette in quelli del vicesceriffo Linus “Lenny” Riley, Courteny Cox e la giornalista Gale Weathers, Jerry O’Connell, Liev Schreiber, Sarah Michelle Gellar e molti altri. Ha anche incassato 173 milioni di dollari nelle sale di tutto il mondo, a fronte di un budget compreso fra i 14 e i 15 milioni: un rapporto costi-ricavi spettacolare.

A quasi dieci anni dalla sua ultima apparizione sul grande schermo Ghostface è pronto a tornare e a mietere nuove vittime.

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Cinema

L’uomo invisibile | 6 classici horror che meriterebbero un remake

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luomo invisibile

Doveva uscire proprio in questo periodo, ma la situazione creata dall’epidemia del coronavirus ha portato alla chiusura dei cinema con relativo rinvio di tutte le pellicole pronte ad esordire su grande schermo. L’uomo invisibile, uscito negli Stati Uniti a fine Febbraio, è stato accolto positivamente dalla critica, che ha lodato il regista Leigh Whannell per aver aggiornato l’omonimo classico del 1933. In attesa di poterlo vedere anche nelle nostre sale, approfittiamo dell’occasione per scoprire altri titoli storici del genere horror di produzione Universal che meriterebbero un remake aggiornato ai tempi moderni.

Il gobbo di Notre Dame

Un nuovo adattamento del romanzo di Victor Hugo è effettivamente già in cantiere, ma si tratta della trasposizione in live-action, a marchio Disney, dell’amato film d’animazione datato 1996, con atmosfere probabilmente in linea con quelle dei blockbuster per tutta la famiglia. Oltre al capolavoro diretto nel 1939 da William Dieterle e con protagonista uno straordinario Charles Laughton, un’altra versione famosa risale al cinema muto – ossia Il gobbo di Notre Dame del 1923 con Lon Chaney nei panni di Quasimodo – differente nel finale all’opera letteraria.

Se affidato al giusto regista, il rifacimento potrebbe essere un interessante studio psicologico su un personaggio affetto da deformità fisica che aspira alla realizzazione dei propri desideri: un film capace di creare un forte legame empatico con il pubblico, sempre pronto ad identificarsi con un reietto in cerca di riscatto, e di offrire una visione gotica aggiornata alle influenze del terzo millennio.

Il raggio invisibile

il raggio invisibile

Il raggio invisibile

Il film del 1936, che vedeva nei panni del protagonista una star assoluta del genere come Boris Karloff, racconta la vicenda di uno scienziato che sviluppa istinti omicidi dopo la scoperta di una sostanza radioattiva, il radium X: chiunque entra in contatto con lui, perde infatti istantaneamente la vita. La situazione crea nel luminare dei profondi disturbi psicologici, amplificati da situazioni private scomode, e questi inizia ad utilizzare i suoi “poteri” per scopi delittuosi.

Una storia tanto semplice quanto immediata, perfetta per gli spettatori moderni spesso accondiscendenti a produzioni di facile consumo. Con qualche accorgimento rispetto allo script originario, nel quale un meteorite era alla causa delle spaventose abilità del personaggio, Il raggio invisibile potrebbe offrire spunti interessanti dal punto di vista etico e un intrattenimento diretto e senza fronzoli.

L’usurpatore

La pellicola è liberamente ispirata all’ascesa al potere di Riccardo III (interpretato da Basil Rathbone) che, secondo alcune versioni del periodo, sarebbe avvenuta tramite il mirato omicidio di potenziali rivali con l’aiuto di suoi servitori (tra cui Boris Karloff). Il potenziale per uno slasher in costume di concezione moderna è enorme, e la scalata al trono di un protagonista che non si fa scrupoli pur di raggiungere il suo obiettivo potrebbe dare il via ad un escalation brutale e drammaticamente intensa, capace di portare una boccata d’aria fresca all’intero genere e non solo.

Leggi anche: The Grudge | l’evoluzione della saga horror che ancora ci terrorizza

Black Friday

black friday

Black friday

Due leggende quali Boris Karloff e Bela Lugosi insieme nello stesso film: siamo nel 1940 e i due attori di culto dividono il set in questo disturbante dramma a sfondo criminale. La trama vede il dottor Ernert Sovac salvare la vita ad un amico, il professor George Kingsley, tramite il trapianto di un nuovo cervello, appartenente ad un gangster morto da poco.

La sceneggiatura fonda influenze da Frankenstein e da dr. Jekyll e Mr. Hyde, e il remake sarebbe l’occasione perfetta per aggiornare in una volta sola i due succitati prototipi. Il trapianto di cervelli potrebbe inoltre aprire sfumature più in linea con i tempi sulla coscienza digitale e offrire ulteriori divagazioni sul tema delle intelligenze artificiali, appositamente integrate in uno script modificato per l’occasione.

Captive Wild Woman

In questo titolo del 1943 John Carradine è uno scienziato pazzo che riesce a trasformare una femmina di gorilla in una donna umana (la scream queen del periodo Acquanetta). Una trama che oggi potrebbe facilmente essere accusata di misoginia ma che, aggiornata ai tempi e all’era #MeToo, sarebbe in grado di offrire diverse spunti di riflessione se contestualizzata con il giusto approccio: una donna – mostro prigioniera di un uomo e alle prese con una lotta per la libertà e un riscatto personale che si ammanterebbe di condivisibili messaggi sulla comprensione del “diverso” e sui limiti morali da non sorpassare in campo scientifico.

Al di là del mistero

al di là del mistero

Al di là del mistero

Conosciuto anche con il titolo originale The House of Frankenstein, questo film del 1940 era un vero e proprio cross-over che riuniva sul grande schermo delle icone del cinema horror come Dracula, l’Uomo Lupo, il mostro di Frankenstein e altri. Una nuova versione della vicenda, oltre a mandare in visibilio i fan più giovani del filone, potrebbe regalare un’ambientazione suggestiva e un’originale rivisitazione delle suddette figure mostruose, più in linea con i tempi e con uno sguardo ai contemporanei cinecomic, capaci di gestire numerosi personaggi “di peso” all’interno di una stessa pellicola.

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