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Cannes 2018: Sorry Angel, la brutta copia di Chiamami col tuo Nome

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In una Parigi anni ’80 Jacques è uno scrittore omosessuale che vive con suo figlio dopo la fine della sua storia d’amore con Marco. Impegnato in un nuovo progetto all’interno di un cinema incontra un giovane affascinante e impulsivo che cattura la sua attenzione. I due iniziano un’avventura che si trasforma gradualmente in un sentimento più profondo, attraversando incomprensioni e battute di arresto dovute alla differenza di età e a diverse visioni della vita. Quando Marco però richiama Jacques per informarlo della sua malattia terminale, egli non può fare a meno di stargli vicino, riaprendo una ferita del passato che ancora brucia.

Sorry Angel: il film di Christophe Honorè in concorso a Cannes 2018

Christophe Honorè presenta in concorso a Cannes 2018 Sorry Angel, il suo nuovo film. Un dramma romantico e commovente, ma anche sensuale e provocatorio, che però non va oltre la bella copertina. Fin dai titoli di testa infatti si nota un’attenzione del regista francese all’estetica radical chic del film, che sovrasta il contenuto con una sceneggiatura debole e poco originale. Una Parigi scostante ritrae la comunità omosessuale come una realtà ambigua e sbagliata, dove il sesso sembra essere l’unico scopo dei personaggi coinvolti. Honorè sembra voler ripercorrere la formula di Chiamami col tuo Nome di Luca Guadagnino o di 120 Battiti al Minuto, ma il risultato è di gran lunga inferiore.

Sorry Angel: una bella copertina senza anima

Vincent Lacoste e Pierre Deladonchamps nei panni dei due protagonisti principali trasmettono una giusta alchimia, descrivendo una relazione fatta di ironia, tenerezza e sensualità. Tuttavia la poetica di Honorè non aggiunge molto di più, ristagnando in una regia abbastanza tradizionale e una narrazione piatta che non permette al pubblico di emozionarsi come la storia richiede. Sorry Angel affronta il tema della malattia, della solitudine, i limiti di una passione guidata dall’istinto che deve fare i conti con la realtà, ma tutto è presentato come una lista della spesa, senza poesia. Le inquadrature trovano sempre spazio per corpi maschili sinuosi e scultorei, mentre la camera invadente prova a testimoniare l’attrazione o la complicità dei personaggi presenti sulla scena.

Il legame tra Jacques e Arthur è un confronto generazionale, ma soprattutto una scambio di affetto, piacere e conforto. Hanno due vite molto diverse, ma quando sono insieme il mondo sembra più piccolo e più positivo, rispetto a quello descritto tra le strade di Parigi scenario di incontri occasionali e sterili. Il copione aveva del potenziale che il regista non ha saputo sfruttare per costruire una poetica accattivante ed emotiva, per questo Sorry Angel sembra un’occasione sprecata.

Sorry Angel è solo tecnica con una bella cornice, ma dimentica l’emotività, rendendo anche il finale – pensato per essere struggente – inadatto e freddo. Uno dei film più deboli in concorso fino ad oggi alla 71° edizione del Festival di Cannes.

Sorry Angel: trailer originale

Il cinema e la scrittura sono le compagne di viaggio di cui non posso fare a meno. Quando sono in sala, si spengono le luci e il proiettore inizia a girare, sono nella mia dimensione :)! Discepola dell' indimenticabile Nora Ephron, tra i miei registi preferiti posso menzionare Steven Spielberg, Tim Burton, Ferzan Ozpetek, Quentin Tarantino, Hitchcock e Robert Zemeckis. Oltre il cinema, l'altra mia droga? Le serie tv, lo ammetto!

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1 Commento

1 Commento

  1. renza tanini

    16 maggio 2018 at 16:05

    se ”sorry angel” è, come dice l’articolo, ”la brutta copia di – chiamami con il tuo nome – ”, non credo proprio che spenderò soldi per andare a vederlo, visto che ”chiamami con il tuo nome” a me, non è piaciuto per niente!!

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Cinema

Venezia 76: Leone d’oro alla carriera a Julie Andrews, la sola e unica Mary Poppins

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Julie Andrews

Il Leone d’oro alla carriera della 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (28 agosto – 7 settembre 2019) è stato attribuito alla grande attrice inglese Julie Andrews, protagonista – tra i suoi numerosi successi internazionali – di classici amati in tutto il mondo quali Mary Poppins (1964), Tutti insieme appassionatamente (1965) e Victor Victoria (1982).

La decisione è stata presa dal Cda della Biennale di Venezia presieduto da Paolo Baratta, che ha fatto propria la proposta del Direttore della Mostra Alberto BarberaJulie Andrews, nell’accettare la proposta, ha dichiarato: “Sono molto onorata di essere stata scelta per il Leone d’oro alla carriera. La Mostra del Cinema di Venezia è da lungo tempo considerata uno dei più stimati festival internazionali. Ringrazio La Biennale per questo riconoscimento del mio lavoro, e sono impaziente di arrivare in quella meravigliosa città a settembre per un’occasione così speciale”.

A proposito di questo premio, Alberto Barbera ha dichiarato: “Affermatasi sin da giovanissima sulle scene del music hall londinese e, in seguito, a Broadway grazie alle sue doti canore e interpretative fuori del comune, Julie Andrews deve allo straordinario successo del suo primo film hollywoodiano, Mary Poppins, il conferimento dello statuto di star di prima grandezza, immediatamente bissato da un altro memorabile film, Tutti insieme appassionatamente, per lungo tempo ai primi posti dei film più visti della storia del cinema. I due ruoli la proiettano nell’empireo delle dive internazionali, facendone il personaggio iconico adorato da intere generazioni di spettatori, senza tuttavia esaurire l’ampiezza e la portata della sua carriera artistica.  Al di là del fatto che sia possibile una diversa lettura dell’immagine generata dai suoi due film più famosi – sottolineando la valenza trasgressiva dei personaggi della governante  piuttosto che il loro apparente conservatorismo – va ricordato come la stessa Andrews abbia significativamente contribuito ad evitare il rischio di rimanere imprigionata nel ruolo di icona del cinema famigliare, scegliendo di cimentarsi in ruoli di volta in volta drammatici, apertamente provocatori o intrisi di graffiante ironia.

È il caso, per esempio, di Tempo di guerra, tempo d’amore, di Arthur Hiller, e dei numerosi film diretti dal marito Blake Edwards, con il quale diede vita a un sodalizio artistico tra ipiù profondi e duraturi, che ricordiamo come uno stupendo esempio di fedeltà umana e professionale a un affascinate progetto estetico capace di prevalere sull’esito commerciale dei singoli film. Il Leone d’oro è il riconoscimento doveroso di una carriera straordinaria che ha saputo ammirevolmente  conciliare il successo popolare e le ambizioni artistiche senza mai scendere a facili compromessi”.

 

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Cinema

Cannes 2019: Alejandro G. Inarritu presidente di Giuria

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cannes 2019

Alejandro G. Iñárritu è ​​stato nominato presidente della giuria del Festival di Cannes 2019. Il regista premio Oscar di “Birdman” e “The Revenant” sarà il primo artista messicano a presiedere l’evento. Iñárritu ha una lunga storia con Cannes, a partire dal suo lungometraggio d’esordio, “Amores Perros” nel 2000, e  due anni fa con la sua esperienza di realtà virtuale acclamata dalla critica, “Carne y Arena”, nella selezione ufficiale.

Cannes è un festival che è stato importante per me dall’inizio della mia carriera” ha detto Iñárritu in una nota. “Sono entusiasta di tornare quest’anno con l’immenso onore di presiedere la giuria“. Ha aggiunto: “Il cinema scorre nelle vene del pianeta e questo festival è il suo cuore. Noi della giuria avremo il privilegio di assistere al nuovo ed eccellente lavoro di colleghi cineasti di tutto il pianeta. Questa è una vera delizia e una responsabilità che assumeremo con passione e devozione“. Pierre Lescure, il presidente del festival, e Thierry Frémaux, il suo direttore artistico, hanno elogiato Iñárritu come “non solo un audace cineasta e regista pieno di sorprese, ma anche un uomo di convinzione, un artista del suo tempo“.

Amores Perros“, un’esplorazione della società messicana, presentata in anteprima mondiale alla Settimana della Critica di Cannes, ha vinto il Gran Premio e ha ricevuto una nomination all’Oscar in lingua straniera. Nel 2006 Iñárritu ha vinto il premio come miglior regista a Cannes per il dramma d’ensemble “Babel“, che ha ricevuto sette nomination all’Oscar. Nel 2010 è tornato alla Croisette con “Biutiful“, il cui protagonista, Javier Bardem, ha portato a casa il premio come miglior attore e una nomination all’Oscar.

Il 72° Festival di Cannes si svolgerà dal 14 al 25 maggio 2019.

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Cinema

Oscar 2019, tutte le foto più belle dal red carpet

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Domenica sera nessun presentatore ufficiale è salito sul palco della 91° edizione della notte degli Oscar, ma il Dolby Theater si è riempito di tantissime star del cinema e della tv. Ma, prima della cerimonia di premiazione, le star hanno sfilato sul red carpet, sfoggiando look eleganti, sobri o particolarmente estrosi e oltre i limiti. Qui sotto potete sfogliare una gallery con alcune delle foto più belle e irresistibili del red carpet degli Oscar 2019.

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