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Festival

Cannes 2018, tutti i vincitori del festival

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Si è conclusa la 71° edizione del Festival di Cannes con un successo per il cinema italiano che quest’anno si è distinto con storie emozionanti e originali, raccontate con eleganza e passione. La Giuria Internazionale di Cannes 2018 presieduta dall’attrice Cate Blanchett ha riconosciuto la Palma d’Oro al film cinese Shoplifters, ma come Miglior Attore è stato premiato Marcello Fonte per il suo ruolo in Dogman di Matteo Garrone, mentre la migliore sceneggiatura è stata Lazzaro Felice di Alice Rohrwacher pari merito con 3 Faces di Nader Saeivar. Di seguito tutti i vincitori del festival francese.

Cannes 2018: tutti i vincitori tra i film in concorso

Palme D’or
Kore-Eda Hirokazu, Manbiki Kazoku (Une Affaire De Famille / Shoplifters)

Grand Prix
Spike Lee – Blackkklansman (Black Klansman)

Prix De La Mise En Scène / Best Director
Pawel Pawlikowski – Zimna Wojna (Cold War)

Prix Du Jury / Jury Prize
Nadine Labaki – Capharnaüm

Palme D’or Spéciale / Special Palme D’Or
Jean-Luc Godard – Le Livre D’image (Image Book)

Prix D’interprétation Masculine / Best Performance By An Actor
Marcello Fonte – Dogman by Matteo Garrone

Prix Du Scénario Ex-Æquo / Best Screenplay (Ex-Æquo)
Alice Rohrwacher – Lazzaro Felice
Nader Saeivar – Se Rokh (3 Visages/3 Faces)

Prix D’interprétation Féminine / Best Performance By An Actress
Samal Yeslyamova – Ayka by Sergey Dvortsevoy

Caméra D’or
Lukas Dhont – Girl

Mention Spéciale Du Jury Des Courts Métrages
Wei Shujun – Yan Bian Shao Nian (On The Border)

Palme D’or Des Courts Métrages
Charles Williams – All These Creatures (Toutes Ces Créatures)

Cinema

RFF13: 7 sconosciuti a El Royale, conferenza stampa

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La tredicesima edizione della Festa del cinema di Roma ha ufficialmente preso il via questa mattina con l’anteprima del film 7 sconosciuti a El Royale diretto da Drew Goddard. Il regista, sceneggiatore e produttore televisivo, noto ai più per aver scritto diversi episodi della serie tv Buffy, l’ammazzavampiri, Lost e Alias, ha portato a Roma il suo secondo film da regista.

Ambientato nel 1969, il motel El Royale, situato a cavallo tra il Nevada e la California, è la location dove 7 personaggi, dovranno regolare dei conti rimasti in sospeso con il proprio passato.

Durante la conferenza stampa, oltre al regista Drew Goddard ha preso parte anche l’attrice Cailee Spaeny (la giovane e complicata Rosie soprannominata  Stivaletti ) rispondendo alle diverse domande inerenti al film e non solo…

Cosa rappresenta El Royale e come ci ha lavorato?

Andrew Goddard: Il motel posto a cavallo tra i due stati, riflette le dualità presenti nei sette personaggi, compresi i loro segreti. Amo i personaggi diversi, lavoro molto sull’empatia che si viene a creare sul set. Lavoro con Hemsworth da dieci anni, volevo fargli fare qualcosa di diverso, che non aveva mai fatto prima.

Che esperienza è stata per te?

Cailee Spaeny: È stata una bellissima esperienza, perché è stato eccitante fare lo switch dei due personaggi, tra quello dolce e quello più feroce. Mi ha aiutato molto il fatto che il mio personaggio fosse innamorato.

Come ha costruito la sceneggiatura, con i diversi punti di vista dei personaggi?

Drew Goddard: Amo i diversi personaggi ed è stato complicato mostrare i diversi punti di vista all’intrno della storia. Chris è un talento speciale ed è stato perfetto per interpretare questo personaggio, mettendo in luce un inaspettato lato oscuro.

Drew Goddard e Cailee Spaeny

Quale tipo di possibilità o limite è stato girare in un solo luogo?

Drew Goddard: Le riprese sono durate diversi mesi. Il film è stato girato cronologicamente, e ogni scena e decisione che avveniva, automaticamente influenzava la scena successiva.

Come mai ha scelto di girare in pellicola e non in digitale?

Drew Goddard: Non è stato casuale. È legata ad una scelta emotiva, per creare un effetto che solo la pellicola è in grado di poter fare e perché volevo vedere il girato in un’unica volta.

Ci sono diversi riferimenti a registi come Tarantino, ha preso ispirazione dal suo modo di fare cinema?

Drew Goddard: Ci sono diversi omaggi al cinema di Tarantino e ai Fratelli Coen, perché sono stati dei punti di riferimento nella mia carriera cinematografica. Per questo ho voluto sperimentare, per la prima volta, qualcosa di diverso.

Scrivere per sette personaggi non è facile. In fase di scrittura, già sapevi quali attori avrebbero interpretato questi ruoli?

Drew Goddard: Non ho mai pensato agli attori che avrebbero preso parte al film, anche perché non sapevo il budget che avremmo avuto a disposizione. Pensavo solo alla storia da dover scrivere e successivamente abbiamo pensato a come comporre il cast.

 

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Cinema

Festa del Cinema di Roma 2018: il programma completo tra ricordi, glamour e pink power

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Donna, memoria e cinema del reale sono le parole chiave della 13° edizione della Festa del Cinema di Roma, secondo il Direttore Artistico Antonio Monda che, insieme alla giornalista Laura Della Colli, ha presentato ufficialmente il programma della kermesse che si svolgerà dal 18 al 28 Ottobre 2018 all’Auditorium Parco della Musica e in altri luoghi della capitale.

Nonostante la scelta dell’ironica icona maschile, Peter Sellers, per il manifesto ufficiale, Monda ha sottolineato il pink power della Festa con la partecipazione di ben dodici registe donne e incontri ravvicinati con dive del grande schermo come Isabelle Huppert, Cate Blanchett, le sorelle Rohrwacher e altre importanti personalità. “Moltissimi talent vengono al nostro festival anche se non hanno niente da promuovere, ma solo per passare qualche ora in nostra compagnia e parlare di cinema” ha dichiarato Monda, annunciando la presenza, tra gli ospiti, anche di Martin Scorsese, Michael Moore, Dakota Johnson, Barry Jenkins. I nomi delle altre star che sfileranno sul red carpet verranno resi noti solo nei prossimi giorni.

Cate Blanchett tra gli ospiti della Festa del Cinema di Roma 2018

Tuttavia la 13° edizione della Festa del Cinema di Roma, sulla carta, sembra un evento ricco di film, ospiti, rassegne e incontri esclusivi, con prodotti provenienti da 31 nazioni diverse, anche se è stato concesso molto spazio al cinema italiano per scelta di Laura Delli Colli che ci ha tenuto a precisare che “questa festa è insieme popolare, raffinata, internazionale e per la città”, richiamando alla memoria il commento di Alberto Barbera che, in una recente intervista per Vanity Fair, ha definito l’evento romano un “festival locale“. A tale provocazione Antonio Monda ha risposto:  “Stupisce che uno come lui abbia fatto una scivolata di cattivo gusto come questa. Se è locale un evento con Cate Blanchett, Martin Scorsese, Meryl Streep, Tom Hanks e altri artisti di questo calibro, non so…credo che sia in confusione e forse ha detto quello che lui volesse che fosse, non quello che è veramente. Tutto si può dire di Roma, tranne che è locale”.

Come suggerisce il manifesto ufficiale il fil rouge della Festa del Cinema di Roma 2018 è il cinema noir, per cui al posto della classica sigla da festival, prima di ogni film in concorso sarà proiettata una clip di uno dei 12 film di questo genere, selezionati dagli addetti ai lavori. All’insegna della memoria il programma ricorderà molti momenti della nostra storia con documentari emozionanti, drammatici e necessari, mentre alcune Retrospettive e Omaggi celebreranno artisti scomparsi come Ermanno Olmi, Vittorio Taviani e Vittorio Gassman. Oltre alle due grandi anteprime mondiali come Quello che non Uccide e Mia e il Leone Bianco, tanti i titoli in concorso e nella nuova sezione Tutti ne Parlano. Di seguito potete consultare la lista completa.

Festa del Cinema di Roma 2018: film in concorso

American Animals di Bart Layton

Bayoneta di Kyzza Terrazas

7 sconosciuti a El Royale (Bad Times at the El Royale) di Drew Goddard

Three identical strangers di Tim Wardle

Stan and Ollie di Jon S. Baird

They shall not Grow Old di Peter Jackson

The little Drummer Girl di Park Chan-wook | serie tv

Mia e il leone bianco di Gilles de Maistre

Beautiful boy di Felix Van Groeningen

Green Book di Peter Farrelly

Se la strada potesse parlare (If Beale Street Could Talk) di Barry Jenkins

Millennium: Quello che non uccide di Fede Alvarez

Fahrenheit 9/11 di Michael Moore

Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis

Watergate di Charles Ferguson

Corleone il potere ed il sangue di Mosco Levi Boucault

Corrento Atras di Jeferson De Brasile

Diario di Tonnara di Giovanni Zoppeddu

Eter di Krzysztof Zanussi

For Frosten di Michael Noer

Funan di Denis Do

Halloween di David Gordon Green

The Hate u Give Me di George Tillman

Hermanos di Pablo Gonzales

Il mistero della Casa del Tempo di Eli Roth

An Impossible Small Object di David Verbeek

Jan Palach di Robert Sedlacek

Kursk di Thomas Vintenberg

Light as Feathers di Rosanne Pel

My Dear Prime Minister di Rakeysh Omprakash

Monsters and Men di Reinaldo Marcus Green

La Negrada di Jorge Perez Solano

Las Ninas Bien di Alejandra Marquez Abella

The Old Man and The gun di David Lowery

A Private War di Matthew Heineman

Sangre Blanca di Barbara Sarasola-Day

Powrot di Magdalena Lazarkiewicz

Three Identical Strangers di Tim Wardle

Titixe di Tania Hernandez Velasco

Tutti Ne Parlano

Boy Erased di Joel Edgerton

An elephant sitting still di Bo Hu

The Miseducation of Cameron Post di Desiree Akhavan

Dead in a week: on your money back di Tom Edmunds

Incontri Ravvicinati 2018

Martin Scorsese | Premio alla Carriera
Isabelle Huppert | Premio alla Carriera
Cate Blanchett
Sigourney Weaver
Alice e Alba Rohrwacher
Dakota Johnson
Shirin Neshat
Giuseppe Tornatore
Thierry Frémaux
Michael Moore
Jonathan Safran Foer
Luca Bigazzi e Arnaldo Catinari
Giogiò Franchini e Esmeralda Calabria

Eventi Speciali

Notti Magiche di Paolo Virzì

Who Will Write our History di Roberta Grossman

Faccio quello che voglio – Conversazione con Fabio Rovazzi

Il Flauto Magico di Piazza Vittorio di Mario Tronco e Gianfranco Cabiddu

Noi Siamo Afterhours di Giorgio Testi

Vero dal Vivo. Francesco de Gregori di Daniele Barraco

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Alice nella Città

Alice nella città: incontro con Paolo Virzì e Francesca Archibugi per Mignon è partita

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Con la sezione Quei ragazzi, da quest’anno Alice si apre ai classici contemporanei, ai film del passato restaurati e riproposti per la loro forza e attualità; in collaborazione con la Cineteca Nazionale e il Luce Cinecittà, festeggeremo in occasione dei trent’anni dall’uscita in sala il 20 ottobre 1988, il restauro di Mignon è partita, sorprendente esordio cinematografico di Francesca Archibugi, che da subito ebbe il sostegno del pubblico e della critica, mettendo in luce la sensibilità della regista di dirigere e raccontare il disagio degli adolescenti, e il passaggio all’età adulta.

Il restauro di Mignon è partita, film del 1988, rientra in un progetto complessivo di recupero del cinema italiano più recente: perché non solo i classici del muto o i grandi capolavori in bianco e nero necessitano di essere restaurati! In un anno che li ha visti restaurare anche i film dei fratelli Taviani e “Il portiere di notte” di Liliana Cavani, il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e l’Istituto Luce-Cinecittà sono orgogliosi di presentare ad “Alice nella città”, nell’ambito della Festa di Roma, la copia restaurata del film diretto da Francesca Archibugi esattamente trent’anni fa.

E sarà particolarmente emozionante rivedere il film all’Auditorium, a poche centinaia di metri dalla zona di Roma (per la precisione, piazza Melozzo da Forlì) dove è stato girato. Il restauro è stato realizzato dal CSC-Cineteca Nazionale in collaborazione con l’Associazione culturale Playtown Roma, a partire dal negativo originale 35mm e dal negativo sonoro ottico messi a disposizione da Istituto Luce-Cinecittà. Tutte le lavorazioni sono state realizzate presso il laboratorio Studio Emme. Si ringraziano in particolare il Presidente del Csc Felice Laudadio, il Presidente di Luce-Cinecittà Roberto Cicutto, il direttore generale del Csc Marcello Foti e la conservatrice della Cineteca Nazionale Daniela Currò.

In occasione della proiezione del film, Francesca Archibugi e Paolo Virzì, dialogheranno di fronte al pubblico di ALICE NELLE CITTÀ, in un “duetto” a cura di Mario Sesti. Dice Francesca  Archibugi: “È un film che ha continuato ad essere proiettato nei licei tutti gli anni ma io non lo rivedo da tempo e sono curiosa di scoprire come reagisce un pubblico oggi.  Ricordo che dissi al direttore della fotografia: ‘Vorrei un film color acqua calda’, e qualcosa del genere la penso ancora, quasi ad ogni film. Ora che il film è stato restaurato non posso che dire grazie anche per aver restaurato questo desiderio.” Ricorda Paolo Virzì: “Nell’ottobre del 1988 arriva nelle sale “Mignon”, coi suoi personaggi buffi, dolenti, indimenticabili.  E con quel film sul male di crescere e di vivere, dove Piazza Melozzo, nel quartiere Flaminio di Roma, diventa il teatro emblematico dello strazio degli amori adolescenziali, irrompe nel nostro cinema, all’epoca acciaccato e stanco, l’energia ironica e umana del mondo di Francesca Archibugi, che per fortuna da allora non ha smesso di raccontarci le sue storie, che sono anche un po’ le nostre.

Sono contento che Alice nelle città, la parte più viva e sperimentale della Festa del Cinema, mi abbia chiesto di curare un “Duetto” con l’Archibugi e Virzì. Ricordo che ne feci uno con loro tanti anni fa, a Bellaria, ad Adriatico Cinema, negli anni 90′, ma ora potranno racconteranno alle platee dei giovani di Alice il cammino da quegli anni ad oggi, quando da tempo appare evidente che film come Mignon, Notte italiana, Nuovo cinema Paradiso, negli stessi anni, segnarono una decisiva discontinuità destinata a cambiare il paesaggio del nostro cinema”, aggiunge Mario Sesti.

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