Molto prima che i draghi di Game of Thrones portassero orde di turisti in Croazia e Islanda, esisteva già una saga capace di trasformare un intero paese in meta di pellegrinaggio cinematografico.
Il luogo dove si svolge il Signore degli Anelli non appartiene solo alla fantasia di Tolkien: la Nuova Zelanda ha prestato i suoi paesaggi più spettacolari per dare forma alla Terra di Mezzo.
Peter Jackson ha disseminato le riprese su entrambe le isole del paese, sfruttando una varietà geografica che spazia da vulcani attivi a fiordi incontaminati. Oggi quei set naturali sono diventati destinazioni turistiche a tutti gli effetti, visitabili seguendo le orme di Frodo e della Compagnia.
La Nuova Zelanda: quando un paese diventa Terra di Mezzo
Trovare un unico luogo capace di rappresentare foreste elfiche, regni nanici, pianure desolate e verdi colline sarebbe impossibile in qualsiasi altra parte del mondo. La Nuova Zelanda rappresenta un’eccezione geologica: in poche ore di viaggio si passa da paesaggi alpini a foreste pluviali, da coste battute dal vento a laghi di un blu irreale.
Peter Jackson, nato e cresciuto a Wellington, conosceva ogni angolo del suo paese e sapeva che nessuno studio di Hollywood avrebbe potuto competere con quella diversità naturale.
La produzione ha lavorato su entrambe le isole per quasi otto anni, considerando anche le riprese de Lo Hobbit. Questo investimento ha trasformato l’economia turistica neozelandese: secondo le stime, il flusso di visitatori legato alla saga genera ancora oggi centinaia di milioni di dollari. Non sorprende che Amazon abbia scelto nuovamente queste terre per Gli Anelli del Potere, confermando un legame ormai indissolubile tra il paese e l’universo tolkieniano.
Le location dell’Isola del Sud
L’Isola del Sud custodisce i paesaggi più drammatici della trilogia. Qui le montagne raggiungono altezze imponenti, i fiumi scorrono impetuosi tra gole di roccia e le foreste sembrano non essere mai state toccate dall’uomo. È il territorio perfetto per battaglie epiche, fughe disperate e incontri con creature leggendarie.
Queenstown: dove la Compagnia ha navigato e combattuto
Chi ricorda la scena in cui Arwen cavalca disperatamente con Frodo morente tra le braccia, inseguita dai Nazgûl? Quel fiume che lei invoca per travolgere i cavalieri neri scorre davvero, e si chiama Shotover.
Lo trovi a Skippers Canyon, una gola raggiungibile solo attraverso una strada sterrata che le compagnie di noleggio spesso escludono dalle coperture assicurative. Il paesaggio aspro e selvaggio giustifica ogni curva a strapiombo.
Spostandosi verso sud, il fiume Kawarau diventa protagonista di un’altra sequenza memorabile: la Compagnia che naviga silenziosa verso due statue colossali scolpite nella roccia, gli Argonath.
Le statue sono ovviamente digitali, ma le pareti della gola e il colore turchese dell’acqua sono esattamente quelli che vedi nei film. Per un punto di osservazione privilegiato, il ponte dove si pratica bungee jumping offre una prospettiva perfetta.
Le montagne che circondano la città raccontano altre storie. I Remarkables, chiamati così per la loro disposizione perfettamente verticale, hanno rappresentato diversi momenti della trilogia: il cammino della Compagnia dopo la fuga da Moria, i sentieri delle Montagne Nebbiose, le terre selvagge attraversate da Aragorn.
Su una collina poco distante, Deer Park Heights ha ospitato le riprese dei villaggi di Rohan sotto attacco e la celebre scena in cui Gimli viene sbalzato da cavallo. Queenstown merita una visita prolungata anche oltre le location cinematografiche. La città offre ogni tipo di attività, dallo sci alle escursioni, dai vigneti della regione all’intrattenimento serale.
Tra le attrazioni figura lo SkyCity Casino, uno dei sei casinò fisici presenti in Nuova Zelanda, anche se secondo i dati, sono i casinò online a conquistare ormai la fetta più ampia di pubblico. Il motivo, secondo i tester di MiglioriCasinoOnline, risiederebbe nelle offerte promozionali delle piattaforme digitali, come i bonus senza deposito, che i casinò fisici non possono eguagliare.
Glenorchy e Paradise: nelle foreste degli Elfi e all’ombra di Saruman
La strada che da Queenstown porta a Glenorchy è già di per sé un’esperienza cinematografica. Costeggia il Lago Wakatipu per quaranta chilometri, regalando scorci che sembrano dipinti. Ma la vera sorpresa arriva proseguendo oltre il villaggio, dove una strada sterrata conduce a una località dal nome evocativo: Paradise.
Qui le foreste di faggi australi hanno interpretato il ruolo di Lothlórien, il regno nascosto di Galadriel. Camminare tra questi alberi significa immergersi nella stessa atmosfera eterea che avvolge la Compagnia quando incontra gli Elfi Silvani.
Non lontano, gli stessi paesaggi cambiano completamente identità: le pianure aperte ai piedi delle montagne sono diventate Isengard, la fortezza che Saruman ha trasformato in una fabbrica di guerra. Senza gli effetti speciali, resta solo la maestosità naturale delle Alpi Neozelandesi che si stagliano all’orizzonte.
Tornando verso il lago, una deviazione porta a Twelve Mile Delta, riconoscibile dai fan per due scene molto diverse: l’agguato agli Oliphant da parte degli uomini di Gondor, e il battibecco culinario tra Sam e Gollum sulle patate. Due momenti che dimostrano come lo stesso luogo possa assumere significati completamente opposti.

Tra Canterbury e Fiordland: regni perduti e battaglie leggendarie
Allontanandosi verso nord, il paesaggio cambia radicalmente. Nella regione di Canterbury, una montagna solitaria emerge da una pianura alluvionale come un’isola verde nel nulla. È il Monte Sunday, e chiunque abbia visto Le Due Torri la riconoscerà immediatamente: è Edoras, la capitale di Rohan con la sua Sala d’Oro. Il set è stato smantellato dopo le riprese, ma la sagoma della montagna resta identica a quella immortalata da Jackson.
Le altre location imperdibili dell’Isola del Sud includono:
- Le pianure di Twizel: questo territorio apparentemente anonimo ha ospitato una delle battaglie più complesse mai girate, quella dei Campi del Pelennor. La produzione ha impiegato oltre un mese per completare le riprese, coinvolgendo gran parte della popolazione locale come comparse.
- Foresta di Snowdon: nascosta nel Fiordland National Park, è diventata Fangorn, la dimora degli Ent. L’isolamento e l’aspetto primordiale di questi boschi non richiedevano alcun intervento scenografico.
- Kepler Mire: le paludi vicino a Te Anau hanno interpretato le Paludi Morte, dove Gollum guida gli Hobbit tra luci spettrali e pericoli nascosti. Nei giorni di nebbia, l’atmosfera è identica a quella del film.
- Laghi Mavora: sulle loro rive la Compagnia ha affidato alle acque il corpo di Boromir, in una delle scene più commoventi della trilogia.
Le location dell’Isola del Nord
Se l’Isola del Sud rappresenta l’avventura e il pericolo, quella del Nord ospita i due estremi emotivi della saga: la serenità della Contea e la desolazione di Mordor. È qui che il viaggio di Frodo inizia e si conclude, in un percorso circolare che attraversa alcuni dei paesaggi più iconici della trilogia.
Hobbiton: varcare la soglia della Contea
Nessun fan può considerare completo il proprio pellegrinaggio senza aver messo piede a Hobbiton. A differenza di tutte le altre location, questo set è stato preservato e ampliato nel tempo, diventando un’attrazione permanente nelle campagne di Matamata.
Le colline punteggiate di porte rotonde, i giardini curati con maniacale attenzione, i panni stesi ad asciugare e il fumo che esce dai camini creano un’illusione perfetta.
Il momento più suggestivo arriva alla fine del percorso, quando si entra nel Drago Verde. Questa locanda non è una ricostruzione parziale o una facciata vuota: è un pub funzionante dove vengono servite birre prodotte esclusivamente per il set.
Sedersi accanto al camino con una pinta in mano, circondati da arredi che sembrano usciti dalle pagine di Tolkien, è probabilmente l’esperienza più immersiva che la Nuova Zelanda possa offrire ai fan della saga.
Parco Nazionale di Tongariro: camminare verso il Monte Fato
Il contrasto con Hobbiton non potrebbe essere più netto. Il Parco Nazionale di Tongariro, patrimonio UNESCO, offre paesaggi che sembrano appartenere a un altro pianeta. Distese di roccia vulcanica, crateri fumanti, laghi color smeraldo incastonati tra le ceneri: è la rappresentazione perfetta di Mordor.
Un breve sentiero conduce alle cascate Tawhai, dove una pozza cristallina ha fatto da sfondo alla pesca di Gollum, osservato dagli uomini di Faramir. Ma l’esperienza definitiva è il Tongariro Alpine Crossing, un trekking di circa venti chilometri che attraversa il cuore del parco.
Il percorso passa ai piedi del Monte Ngauruhoe, il vulcano dalla forma conica perfetta che nei film diventa il Monte Fato. Camminare su quel terreno nero e inospitale, con il vento che sferza e il paesaggio lunare tutto intorno, significa provare sulla propria pelle la fatica di Sam e Frodo.
Wellington: la capitale della Terra di Mezzo
La città dove Peter Jackson è nato e dove ha fondato il suo impero produttivo merita un capitolo a parte. Wellington e i suoi dintorni hanno contribuito a numerose scene fondamentali, spesso a pochi minuti dal centro urbano.
Il Monte Victoria, raggiungibile con una passeggiata di mezz’ora dal waterfront, nasconde tra i suoi sentieri boschivi il punto esatto dove gli Hobbit si acquattano sotto le radici mentre un Nazgûl li cerca.
A quarantacinque minuti di auto, il Parco Regionale di Kaitoke ha interpretato Gran Burrone: tra felci giganti e corsi d’acqua purissimi, è facile immaginare Elrond che accoglie viaggiatori stanchi.
I Pinnacoli di Putangirua, formazioni rocciose erose dall’acqua in migliaia di anni, hanno creato l’ambientazione perfetta per i Sentieri dei Morti. Raggiungerli richiede circa due ore di guida dalla capitale, ma l’effetto scenografico ripaga ogni chilometro. Per chi vuole scoprire il dietro le quinte, la Weta Cave nel quartiere di Miramar espone costumi, armi e creature realizzate per la trilogia.
Come organizzare un viaggio nelle location del Signore degli Anelli
Raggiungere tutte le location principali richiede pianificazione e flessibilità. La soluzione più pratica è il viaggio in auto, che permette di muoversi liberamente tra luoghi spesso distanti dai centri abitati.
Il Department of Conservation neozelandese mette a disposizione un elenco ufficiale con coordinate GPS per ogni location accessibile, uno strumento prezioso per chi preferisce l’avventura in autonomia. Prima di partire, tieni a mente questi suggerimenti:
- Tempistiche: servono almeno dieci giorni per coprire le location essenziali su entrambe le isole, due settimane per un’esperienza completa
- Stagione: l’estate australe (novembre-marzo) garantisce giornate lunghe e sentieri praticabili, ma anche maggiore affollamento a Hobbiton
- Prenotazioni: Hobbiton richiede biglietti acquistati in anticipo, specialmente nei weekend e durante le festività
- Equipaggiamento: il meteo neozelandese cambia rapidamente, porta sempre strati extra e abbigliamento impermeabile
- Rispetto del territorio: alcune location si trovano su terre private o sacre per i Māori, informati sempre prima di accedere.


