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Far East Film Festival

Far East Film Festival 2013: tutti i film e gli ospiti

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Il Far East Film Festival di Udine compie 15 anni e, come il Compagno Kim della pellicola-evento nordcoreana Comrade Kim Goes Flying, comincia a volare. Anzi: continua a volare. Continua a puntare lo sguardo sul presente e sul futuro del cinema asiatico offrendo una Competition 57 titoli che attingono alle migliori produzioni degli ultimi mesi (senza dimenticare 6 corti griffati Fresh Wave Hong Kong, 3 titoli di e con King Hu e la dedica a Mario O’Hara) e rendendo omaggio all’alfiere mondiale della cultura coreana: il grandissimo Kim Dong-ho. Ecco, raccontata in poche righe, la quindicesima edizione del FEFF. Ecco la finestra che si spalancherà, dal 19 al 27 aprile prossimi, sul lontano est. Ecco un festival che riconfermerà, con orgoglio, quello che ha sempre voluto essere: una festa del cinema. Un punto d’osservazione esclusivo e strategico sulle tendenze, gli stili e il mercato d’Oriente, nato per impavido azzardo nel 1998 (contando il numero zero della rassegna Hong Kong Film) e diventato una delle più massicce roccaforti occidentali del cinema asiatico.

Schermata 2013-04-11 alle 10.04.26Hong Kong, Cina, Giappone, Corea del Sud, Thailandia, Malesia, Indonesia, Filippine, Singapore, Taiwan. Lasciando parlare i numeri: 2 anteprime mondiali, 15 anteprime internazionali, 19 anteprime europee. Ed entrare al Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” (con i suoi 1.200 posti sempre gremiti) sarà, ancora una volta, come frequentare una sala di Tokyo, Manila o Seul.  Più un festival invecchia, più scopre la sua necessità. Smette di essere solo un evento e diventa, a tutti gli effetti, un avamposto culturale. Dopo 15 anni, la percezione del lontano Oriente non è cambiata molto dalla prima edizione: resta lontano. Si guarda costantemente alla Cina aspettando una occidentalizzazione dei suoi costumi. Si interpretano i movimenti sociali aspettando l’arrivo dei sindacati. Continuiamo a decifrare quel mondo usando solo i nostri strumenti. 15 anni sono pochi per cambiamenti che possono avvenire solo attraverso generazioni. Perché anche se vediamo il mondo cambiare velocemente, noi restiamo ancorati al nostro immaginario. Nell’arco del tempo il Far East Film ha lavorato su questo concetto, cercando di allargare la sua vita: ha portato alcuni film in distribuzione nelle sale cinematografiche, ha stimolato la nascita di rassegne televisive, ha costruito la sua collana home video, ed ora avrà il suo debutto sul web. Dopo quindici anni almeno esiste, nel senso che è conosciuto, il cinema orientale anche in Italia e in Europa.

Schermata 2013-04-11 alle 10.05.26La maggior parte dei film che trovano visibilità in Europa sono passati al Far East Film. Si è creato un pubblico. Il lontano Oriente resta lontano, d’accordo, ma per i più giovani un po’ meno. Al suo quindicesimo anniversario, il festival di Udine ha, ora più che mai, riflettuto sul senso e sul significato di una proposta che non vuole essere d’elite, autoreferenziale, prevedibile, mutuabile. Spogliandosi di tutto e ritornando alle origini, dopo 15 anni, il Far East Film è sempre e soltanto espressione di una stessa esigenza e di una stessa urgenza: quella “fame di mondo” che certo non si è mai placata. Anzi: è stata alimentata proprio dalla continua frequentazione con l’Oriente.

 

TUTTI I FILM IN PROGRAMMA

Competition

CHINA (10)

An Inaccurate Memoir, YANG Shupeng, action-western, China 2012, Italian Premiere Beijing Flickers, ZHANG Yuan, drama, China 2012, Italian Premiere
Design of Death, GUAN Hu, black-comedy, China 2012, European Premiere
Feng Shui, WANG Jing, drama, China 2012, European Premiere
Finding Mr. Right, XUE Xiaolu, romance, HK/China 2013, International Festival Premiere
The Last Supper, LU Chuan, historical drama, China 2012, Italian Premiere
Lethal Hostage, CHENG Er, noirish drama, China 2012, Italian Premiere (in collaboration with Asian Film Festival, Reggio Emilia)
Lost in Thailand, XU Zheng, comedy, China 2012, European Premiere (in collaboration with CinemAsia Film Festival, Amsterdam)
Million Dollar Crocodile, LIN Lisheng, creature movie, China 2012, European Premiere
Painted Skin: The Resurrection, Wuershan, fantasy, China 2012, Italian Premiere (in collaboration with Future Film Festival, Bologna).

HONG KONG (6)

The Bullet Vanishes, LO Chi-leung, detective thriller, HK 2012, European Premiere
Cold War, Longman LEUNG, Sunny LUK, police action, HK 2012, European Premiere
The Guillotines, Andrew LAU, period-action, HK 2012, European Premiere
Ip Man – The Final Fight, Herman YAU, kung fu biopic, HK 2013, European Premiere
My Sassy Hubby, James YUEN, comedy-romance, HK 2012, International Festival Premiere Saving General Yang, Ronny YU, period-action-thriller, HK 2013, European Premiere
The Way We Dance, Adam Wong, hip-hop dance romance, HK 2013, International Festival Premiere INDONESIA (1)
Shackled, Upi, psycho-horror, Indonesia 2012, Italian Premiere

JAPAN (12)

Angel Home, TSUTSUMI Yukihiko, drama, Japan 2013, International Festival Premiere
The Complex, NAKATA Hideo, horror, Japan 2013, Italian Premiere
The Floating Castle, INUDO Isshin, HIGUCHI Shinji, epic-action, Japan 2013, European Premiere
G’mor Evian!, YAMAMOTO Toru, punk family drama, Japan 2012, European Premiere
Girls for Keeps, FUKAGAWA Yoshihiro, comedy-drama, Japan 2012, European Premiere
I Have to Buy New Shoes, KITAGAWA Eriko, romance, Japan 2012, European Premiere
It’s Me, It’s Me, MIKI Satoshi, surrealistic-comedy, Japan 2013, World Premiere
Key of Life, UCHIDA Kenji, black comedy, Japan 2012, Italian Premiere
Maruyama, The Middle Schooler, KUDO Kankuro, self fellatio-comedy, Japan 2013, World Premiere
Rurouni Kenshin, OTOMO Keishi, period action-fantasy, Japan 2012, Italian Premiere
See You Tomorrow, Everyone, NAKAMURA Yoshihiro, coming-of-age drama, Japan 2013, International Festival Premiere
A Story of Yonosuke, OKITA Shuichi, nostalgic-drama, Japan 2013, International Festival Premiere

MALAYSIA (1)

Istanbul Here I Come, Bernard CHAULY, romance, Malaysia 2012, European Premiere

NORTH KOREA (1)

Comrade Kim Goes Flying, KIM Gwang-hun, Nicholas BONNER, Anja DAELEMANS, comedy-drama, NK 2012, Italian Premiere

THE PHILIPPINES (4)

I Do Bidoo Bidoo, Chris MARTINEZ, musical, The Philippines 2012, European Premiere
Mariposa in the Cage of the Night, Richard V. SOMES, thriller, The Philippines 2012, International Festival Premiere The Strangers, Lawrence A. FAJARDO, horror, The Philippines 2012, International Festival Premiere
Tiktik: The Aswang Chronicles, Erik MATTI, action-horror, The Philippines 2012, International Festival Premiere

SOUTH KOREA (12)

All About My Wife, MIN Kyu-dong, comedy-romance, SK 2012, Italian Premiere
The Berlin File, RYOO Seung-wan, spy-action, SK 2013, European Premiere
EunGyo, JUNG Ji-woo, drama, SK 2012, European Premiere
Ghost Sweepers, SHIN Jung-won, ghost-comedy-horror, SK 2012, International Festival Premiere
How To Use Guys With Secret Tips, LEE Won-suk, gangnam style-comedy-romance, SK 2013, International Festival Premiere
Jury, KIM Dong-ho, funny apologue, SK 2013
Juvenile Offender, KANG Yi-kwan, youth-drama, SK 2012, Italian Premiere
National Security, CHUNG Ji-young, human rights drama, SK 2012, Italian Premiere
New World, PARK Hoon-jung, gangster epic, SK 2013, Italian Premiere
The Thieves, CHOI Dong-hoon, heist-action, SK 2012, Italian Premiere
A Werewolf Boy, JO Sung-hee, fantasy-romance, SK 2012, European Premiere
The Winter of the Year Was Warm, David CHO, drama, SK 2012, International Festival Premiere

TAIWAN (5)

Apolitical Romance, HSIEH Chun-yi, contemporary romantic comedy, Taiwan 2013, International Festival Premiere GF*BF, YANG Ya-che, drama-romance, Taiwan 2012, Italian Premiere (in collaboration with Asian Film Festival, Reggio Emilia)
Forever Love, SHIAO Li-shiou, KITAMURA Toyoharu, comedy-romance, Taiwan 2013, European Premiere
Touch of the Light, CHANG Jung-chi, drama, Taiwan 2012, Italian Premiere
Will You Still Love Me Tomorrow?, Arvin CHEN, romance, Taiwan 2013, Italian Premiere (in collaboration with
Torino GLBT Film Festival)

THAILANDIA (5)

9-9-81, AAVV, horror, Thailandia 2012, International Festival Premiere
Countdown, Nattawut “Baz” POONPIRIYA, psycho-horror-thriller, Thailandia 2012 International Festival Premiere The Gangster, Kongkiat KHOMSIRI, action-drama, Thailandia 2012, European Premiere
Home, Chookiat “Matthew” SAKVEERAKUL, romance-drama, Thailandia 2012, European Premiere
Long Weekend, Taweewat WANTHA, horror, Thailandia 2013, 2012 International Festival Premiere

Special Sections

KING HU IN HIS OWN WORDS – SPECIAL SECTION

My Lucky Star, HO Meng-hua, comedy, HK 1963
Raining in the Mountain, King HU, period-action, Taiwan/HK 1979 A Touch Of Zen, King HU, period-action, Taiwan 1971

THE QUIET MAN PASSES – REMEMBERING MARIO O’HARA

Demons, Mario O’Hara, The Philippines 2000

FRESH WAVE SHORTS (HONG KONG)

Before Friday, Enoch CHENG
Dong, Li Yushan
Flowers With Aphasia, Happyheart LI God Bless All Parents, LAU Wing-tai Heartbeat 48, Leo LAM
Such A Girl Like Me, MAN Uen-ching

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Cinema

FEFF 24 | Baz Poonpiriya ci racconta “One for the Road” e il suo lavoro con Wong Kar-wai

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Dopo aver vinto il Premio del Pubblico del Far East Film Festival con Countdown (2012), il regista Baz Poonpiriya torna a Udine con la sua opera più personale: One for the Road, per la quale si è avvalso della collaborazione del leggendario Wong Kar-wai. Presentato in anteprima al Sundance International Film Festival, One for the Road è stato il primo film thailandese a vincere il World Cinema Dramatic Special Jury Award. Con solo tre lungometraggi all’attivo Nattawut è quindi oggi uno dei registi thailandesi più in voga e più richiesti sulla scena internazionale, grazie anche all’incredibile successo dell’heist movie Bad Genius, campione di incassi in Thailandia e in Cina.

One for the Road è un road movie che ha protagonista una coppia di amici. Boss (Tor Thanapob), emigrato a New York, riceve inaspettatamente una telefonata dal vecchio amico Aood (Ice Natara), che gli chiede di tornare a Bangkok per aiutarlo a realizzare il suo ultimo desiderio, prima che la malattia li costringa ad un doloroso addio. Ma qual è l’ultimo desiderio di Aood? Quello di avere Boss al suo fianco in un lungo viaggio per restituire a tutte le sue ex ragazze dei vecchi regali ricevuti o della roba dimenticata a casa sua prima della separazione. Una richiesta alquanto stravagante, che però nasconde delle motivazioni ben precise.

Abbiamo avuto modo di conversare con Baz Poonpiriya per farci raccontare la genesi del suo nuovo film e il lavoro fianco a fianco con Wong Kar-wai.

Qual è stato l’apporto di Wong Kar-wai a questo film e quanto è cambiata la sceneggiatura dalla prima versione che ti fece leggere all’inizio della vostra collaborazione?

L’obiettivo era quello di realizzare il mio film fino a questo momento più personale. E per raggiungerlo è stata fondamentale la presenza di Wong Kar-wai, che mi ha spinto a sperimentare qualcosa che da regista di film più commerciali non avevo mai potuto concedermi. Fare affidamento sulle mie emozioni, cercare una storia che avesse un significato per me. Lui è stato il principale motore di questo film e la sceneggiatura è cambiata parecchio dalla prima che mi fece leggere, che aveva in comune con quella finale solo il fatto di avere un protagonista malato con una lista di cose da fare prima di morire. Inizialmente abbiamo lavorato su storie diverse, ma ci rendevamo conto che mancava sempre qualcosa, che bisognava cercare qualcosa di diverso. Ci sono voluti mesi di lavoro, con incontri ad Hong Kong ogni quattro settimane, per venirne a capo.

La colonna sonora del film è un elemento fondamentale della narrazione. Come sono state scelte le canzoni e cosa hai cercato di veicolare attraverso esse?

Penso che anche questo aspetto sia stato influenzato notevolmente dal lavoro con Wong Kar-wai, nei cui film la musica è sempre molto presente e spesso detta il tono delle scene. Ma le canzoni le ho selezionate io anche in base ai miei ricordi di quando era ragazzino, quando mi capitava di ascoltare in radio con mio padre molte canzoni internazionali, magari durante un viaggio in auto. Spesso non capivo le parole di quelle canzoni, sicuramente non conoscevo tutti i cantanti che le cantavano. Ma molte di esse le associo a dei ricordi precisi, riuscivano comunque a comunicarmi uno stato d’animo preciso. Ed è quello che ho cercato di fare nel film, utilizzandole per suggerire ogni volta un’emozione differente.

Il film, anche grazie alla formula del “road movie”, mostra tantissime città diverse della Thailandia. Come hai scelto le location e ci sono città che ti sono care per esperienza personale?

Sì, nel film ci sono molte città che mi sono care… ma non sempre per motivi che non posso svelare (ride, ndr). Ma hai ragione, questo film è una lettera d’amore a tutte le persone che ho conosciuto e quindi ovviamente al mio Paese d’origine. 

One for the road è dedicato alla memoria di un tuo amico recentemente scomparso. Che ruolo ha avuto nella realizzazione del film?

È stata una cosa che è avvenuta per caso e che vorrei non fosse mai accaduta. Avevo terminato di scrivere la sceneggiatura da qualche settimana quando ho saputo che il mio amico Lloyd aveva il cancro. Lo stesso tipo di cancro del protagonista del film che avevo appena finito di scrivere. È un caso in cui la realtà si trasforma in ciò che stai inventando. Sono andato a trovarlo in ospedale, una volta risvegliatosi dal coma, e gli ho detto che sarebbe stata la mia musa per il film, la principale fonte di ispirazione per il personaggio di Ice. Quando abbiamo cominciato a girare, è stato lui a decidere di venire con noi. Ha scelto di aiutare gli attori, di dare loro consigli su come vestirsi, su come camminare. Speravamo di poter finire il film in tempo perché lo vedesse, ma sfortunatamente se n’è andato via prima. Ecco perché gli abbiamo dedicato questo film.

Come hai lavorato con gli attori? C’era spazio per l’improvvisazione sul set o tutto era già previsto in sceneggiatura?

Tutti gli attori principali di questo film sono degli assoluti fuoriclasse, sono tra gli attori più ricercati e in voga oggi in Thailandia. Quindi sono stato molto felice di averli con me per questo progetto. Ed è stato un grande lavoro di squadra, basato sulla fiducia. E la fiducia permette anche un po’ di improvvisazione. È sempre bello quando capita qualcosa di inaspettato, che funziona e magari è persino meglio di ciò che avevi inizialmente in mente. 

Per questo film, sono tornate a lavorare con te molte delle persone coinvolte nel precedente Bad Genius, tra cui il direttore della fotografia, lo scenografo, il montatore e il compositore. Hai creato una squadra con cui pensi di continuare a lavorare anche in futuro e che tipo di relazione c’è tra di voi sul set?

In passato ho lavorato per molte pubblicità e per molti videoclip musicali. Alcune delle persone che hai menzionato le ho conosciute in quel periodo e da allora abbiamo sempre lavorato insieme. È la mia famiglia, adesso. E sono sempre pronti per nuovi progetti. Sicuramente è più facile lavorare con persone di cui ti fidi e con cui hai una connessione immediata.

Qual è il consiglio più prezioso che Wong Kar-wai ti ha dato come regista? 

È difficile dirlo. Perché Wong Kar-wai non è mai esplicito. Non dice mai le cose ad alta voce. Non ti dà consigli, non ti fa vedere come vanno fatto le cose. Bisogna imparare a cogliere i suoi suggerimenti, a farli propri, leggendo tra le righe. Ma sicuramente mi ha fatto capire che non ci sono limiti quando si fanno film. Ed è questo il motivo per cui tutti lo amiamo.  

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Cinema

FEFF 24 | Tomb of the River, la recensione del tesissimo e grigio poliziesco sudcoreano

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FEFF 24 | Tomb of the River, la recensione del tesissimo e grigio poliziesco sudcoreano
3.5 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

C’è una somiglianza molto marcata tra Tomb of the River di Yoon Young-bin, grigissimo poliziesco sudcoreano presentato in concorso al 24esimo Far East Film Festival, e gli ultimi lavori televisivi di Taylor Sheridan (Yellowstone, ma soprattutto Mayor of Kingstown), in cui le caratteristiche urbanistiche del luogo in cui si muovono i personaggi influenzano sempre le loro azioni, dove persino la toponomastica può determinare cambiamenti irreversibili sul piano personale dei protagonisti. Una vicinanza con le opere di Sheridan, d’altronde, c’è persino nel titolo originale del film, che, come quelle, contiene in sé il nome del luogo in cui si svolge la storia: in questo caso Gangneung, città nella provincia di Gangwon, sulla costa orientale della Corea del Sud.

Una città che, dopo la liberazione della Corea, non aveva mai ricevuto aiuti economici per il proprio sviluppo, almeno fino alle Olimpiadi Invernali di Pyeongchang nel 2018, in occasione delle quali arrivarono ingenti finanziamenti per la costruzione di nuove strutture ricettive e per una moderna linea ferroviaria nota come KTX (Korean Train Express). È in questo contesto di velocissima crescita (quindi favorevole per il proliferare di azioni criminose) che si svolge il film di Yoon Young-bin, in cui una banda di malavitosi si trova a dover gestire proprio la pianificazione di uno dei più grandi complessi da edificare in vista dei Giochi Invernali, che subito diventano motivo per rese di conti e lotte di potere interne alle diverse gang. 

Tomb of the River | coltelli a Gangneung

In Tomb of the River ogni disaccordo sembra doversi necessariamente concludere con una prova di forza e ad ogni punizione sembra dover seguire sempre una condanna di gran lunga più feroce dell’offesa: Gangneung è un luogo dove ogni sbaglio o calcolo sbagliato pesa molto di più di quello che si può inizialmente pensare. Come in un polar francese, un uomo immerso fino al collo in affari loschi e un poliziotto che non vuole lasciarsi corrompere finiscono comunque per essere amici, tenuti insieme da un legame così saldo (e “romantico”, come viene definito nel film) da superare le distinzioni di legge e fuorilegge.

Persino gli scagnozzi, generalmente relegati a ruoli marginali, carne da macello per le scene di azione, hanno delle sequenze a loro dedicate, dei dialoghi in cui emergono come figure autonome, con una loro personalità e un loro modo di guardare le cose. Uniti dal fatto di essere subalterni, gregari, quindi colleghi anche se al servizio di due opposte fazioni (a differenza dei capi delle gang, che possono essere solo fintamente amici e mostrarsi un rispetto che è solo di facciata). Ed è così che proprio nel tratteggiare le diverse relazioni tra i personaggi, nel modo in cui le abbozza per poi definirle in un secondo momento, che il film di Yoon Young-bin trova lo slancio necessario a vincere la classicità della sua trama noir, a dire qualcosa sul tipo di cinema a cui fa riferimento.

Tomb of the River appare quindi come una “parodia serissima” del gangster-movie coreano (come Outrage era una parodia serissima del classico yakuza-movie giapponese) che trova la sua ironia non tanto nella esagerazione degli avvenimenti archetipici del genere, ma nella loro costante reiterazione.

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Far East Film Festival

FEFF 2018, il trailer Spaghetti Incident del festival

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S’intitola Spaghetti Incident, quasi come l’album dei Guns N’ Roses, e l’intenzione rock ce l’ha davvero tutta, perché prende a sonori schiaffoni l’eterno luogo comune della pasta. Un luogo comune che perseguita, da sempre, gli italiani e i cinesi: sono nati prima gli spaghetti, appunto, o sono nati prima i noodles? La risposta, ovviamente, conta poco, ma due giovani registi, l’udinese Michele Fiascaris e il veneziano Filippo Polesel, si sono divertiti a giocare con la domanda, trasformandola in un vero e proprio mini-film: una spassosa crime story in perfetto Hong Kong style, lunga un minuto e quindici, scelta dal Far East Film Festival come trailer ufficiale della ventesima edizione!

«Spaghetti Incident – spiegano Fiascaris e Polesel – è un piccolo sketch in chiave gangster che ironizza su un interrogativo irrisolvibile: chi ha inventato gli spaghetti? Siamo stati noi italiani o sono stati i cinesi? Una discussione certamente innocua e frivola, non ci sono dubbi, a meno che a farla non siano due violenti boss della malavita cinese e italiana…».

Ed eccoli, dunque, i due cattivoni, attentamente sorvegliati dai propri bodyguard e seduti a tavola con degli appetitosi Dan Dan Noodles nel piatto: il primo è interpretato da Wai Wong, attore hongkonghese che vive nel Regno Unito da quand’era bambino (lo abbiamo intravisto nel Cavaliere oscuro di Christopher Nolan e in Spectre di Sam Mandes), il secondo, invece, è interpretato da Luca Zizzari, milanese di nascita e londinese d’adozione, noto al pubblico per il ruolo di Matteo nella serie cult Peaky Blinders.

Girato a Londra (nel quartiere di Chinatown), dove Fiascaris e Polesel stanno facendo faville sia come registi sia come produttori, Spaghetti Incident è targato Far East Film Festival e terrà ottima compagnia al pubblico del ventennale, attesissimo a Udine, dal 20 al 28 aprile. Anche il FEFF 20, come tutti i precedenti capitoli, attingerà alle migliori produzioni asiatiche dell’ultima stagione e il calendario, ancora una volta, sarà impreziosito da un fittissima rete di eventi collaterali.

Toccherà alla super diva Brigitte Lin Ching Hsia, grande musa di Wong Kar-wai, il compito di tagliare ufficialmente il nastro, venerdì 20 aprile al Teatro Nuovo (sabato 21, ricordiamo, riceverà anche il Gelso d’Oro alla Carriera), e il Friuli, per 9 lunghi giorni, si trasformerà ancora una volta nell’epicentro europeo del cinema orientale.

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