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Cinè 2018: i prossimi film Universal Pictures tra umorismo, azione e brivido

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Universal Pictures ha inaugurato il Cinè 2018 con un listino ricco di azione, umorismo e animazione, oltre alla confermata collaborazione con Lucky Red che continua a regalare titoli interessanti. “Il mercato ha bisogno di un cambiamento radicale” ha detto l’amministratore delegato Peter Borg prima di lasciare spazio alla presentazione ufficiale del listino 2018 della celebre casa di distribuzione. 

L’unico film italiano targato Universal è quello che ha suscitato più curiosità tra il pubblico di esercenti presenti a Riccione, con una Paola Cortellesi nei panni dell’amata Befana nostrana. Il film si intitola La Befana vien di Notte e sarà al cinema dal 1° Gennaio 2019 per la regia di Michele Soavi e la sceneggiatura di Nicola Guaglianone. Le prime immagini proiettate al Cinè 2018 fanno intuire l’idea di raccontare una figura mitica come la Befana. Una maestra di giorno e Befana di notte distribuisce i doni il 6 Gennaio come da tradizione, ma in passato ha dimenticato un bambino tra le consegne e quest’ultimo, ormai cresciuto, vuole vendicarsi. Così la rapisce e si sostituisce a lei per la distribuzione dei regali, ma dovrà vedersela con un gruppo di bambini agguerriti. “Ci sono molti effetti speciali che occupano circa mille inquadrature” ha sottolineato  il Direttore marketing Massimo Proietti.      

Paola Cortellesi in La Befana vien di Notte

Universal Pictures action

Per un pubblico alla continua ricerca della sua dose di adrenalina Universal propone tre titoli che promettono molte scene di azione e una tensione pungente. Del resto quando è coinvolto Dwayne The Rock Johnson, il divertimento e l’azione sono assicurate e il trailer del nuovo Skyscraper non smentisce questa realtà. L’attore è un ex agente dell’FBI che ha perso una gamba in seguito ad un incidente. Si occupa della sicurezza di un grattacelo a Hong Kong, all’interno del quale scoppia un incendio che minaccia l’incolumità della sua famiglia. Atteso in sala il 19 Luglio, Skyscraper ricorda cult come Die Hard – Trappola di Cristallo e Inferno di Cristallo. A scatenare il caos ci pensa anche Mark Wahlberg al fianco di John Malkovich in Miles 22, il film diretto da Peter Berg che racconta l’avventura di un agente sul campo della CIA e un agente di polizia indonesiano obbligati a lavorare insieme per un caso di violenza legato alla corruzione politica.

Ma l’azione si tinge anche di rosa con Peppermint – L’Angelo della Vendetta di Pierre Morel al cinema a Novembre 2018. Jennifer Gardner è una madre affettuosa che perde la figlia piccola in seguito ad un atto criminale  apparentemente inspiegabile. Quando si risveglia in ospedale realizza la tragica verità, ma non trova alleati tra polizia e rappresentati della legge. Così si allena duramente per cinque anni e comincia a farsi giustizia da sola, seminando il panico nel mondo del cartello della droga.

I film horror Universal Pictures 

Al cinema dal 5 Luglio 2018 è La prima notte del giudizio, l’atteso prequel dell’inquietante saga prodotta da Jason Blum che immagina un “giorno dello sfogo” in cui ogni crimine è giustificato per 12 ore. Diretto da Gerard McMurray questo nuovo film fa luce sulla genesi dell’idea dietro la violenta e macabra tradizione, iniziata come un esperimento.

Halloween

Ma la tensione cresce per il ritorno di Michael Myers nel nuovo Halloween diretto da David Gordon Green che sarà nelle sale il prossimo Ottobre 2018. Come suggerisce il trailer ufficiale il celebre sadico serial killer è rinchiuso nel penitenziario di massimo sicurezza ma, durante il trasferimento di alcuni detenuti, riesce ad evadere. La sorella interpretata ancora una volta da Jamie Lee Curtis è decisa ad approfittare di questa occasione per uccidere Michael una volta per tutte. Ci riuscirà?

Ridere con Universal, tra grandi ritorni e novità

Dalle prime immagini di Johnny English Colpisce Ancora sembra da non perdere il ritorno dell’agente speciale più imprevedibile e comico di sempre, interpretato dal mitico Rowan Atkinson (indimenticabile Mr. Bean). In questa nuova avventura tutta da ridere gli strumenti digitali non funzionano più come dovrebbero ed è necessario richiamare in azione un ex agente in pensione che ha ricevuto un addestramento analogico. I pochi minuti in anteprima in cui egli sperimenta la realtà virtuale in un suo personalissimo modo, regala un divertimento genuino ed efficace.

Amy Schumer invece è protagonista di Come ti divento Bella, una commedia al femminile sulla bellezza intesa come una qualità importante per la società in cui viviamo. Ma è più importante essere belle o sentirsi belle? Il film gioca su questo concetto seguendo una giovane donna che, in seguito d un incidente, si sente bene con se stessa e si vede perfetta allo specchio, quando in realtà è un po’ sovrappeso e non rispecchia i canoni classici della bellezza moderna. Da Cannes Universal porta al cinema BlackKklansan, il nuovo film di Spike Lee che racconta la storia del primo agente infiltrato nel KKK, un’organizzazione razzista, nonostante fosse afro americano. Mentre Melissa McCarthy deve vedersela con dei pupazzi irriverenti, ironici e provocatori in Pupazzi senza Gloria, film che ha dovuto cedere in parte alla censura. Nella versione italiana presente la voce di Maccio Capatonda.

Ma l’attesa è grande soprattutto per Mamma Mia! Ci Risiamo, il film che segue il precedente Mamma Mia! dopo dieci anni. In sala dal 6 Settembre 2018 questo ci svela la storia originale che il personaggio di Meryl Streep accenna nel primo film, raccontando quell’estate del 1979 in Grecia.

Infine per le risate animate Universal ha confermato Il Grinch con la voce di Alessandro Gassman, al cinema dal 19 Novembre 2018 e Dragon Trainer 3 – Il Mondo Nascosto per Dreamworks Animation.

In campo grandi nomi per i film drammatici di Universal Pictures

Peter Jackson produce Macchine Mortali, un film di fantascienza diretto da Christian Rivers ispirato al romanzo fantasy di Philip Reeve. Molti anni dopo la “Guerra dei Sessanta Minuti” la Terra appare come una sterminata landa desertica, percorsa da gigantesche metropoli su ruote che attaccano e depredano le piccole città rimaste, eliminando le risorse. Tom, un giovane orfano, viene lanciato nel mondo esterno, abbandonando la sua macchina mortale, e la realtà che incontra è ostile e spaventosa.

Joel Edgerton scrive, dirige e interpreta Boy Erased, un film drammatico ed emozionante sull’identità di genere di un giovane ragazzo interpretato da Lucas Hedges. Nei panni dei suoi genitori Nicole Kidman e Russell Crowe. Dopo il successo di La La Land c’è grande attesa per Il Primo Uomo del regista Damien Chazelle con Ryan Gosling nei panni di Neil Armstrong, il primo uomo sulla Luna. Il film arriva al cinema il 31 Ottobre celebrando i 50 anni dell’allunaggio dell’Apollo 11. Infine il curioso Benvenuti a Marwen di Robert Zemeckis con protagonista Steve Carrell nei panni di Mark, vittima di una violenza che lo segna per sempre.

Non ricorda più niente di se stesso e della sua vita prima di quell’evento e comincia a costruire modellini in miniatura di un villaggio belga di nome Marwencol all’epoca della Seconda Guerra Mondiale. Le prime immagini del trailer suggeriscono una commistione di generi tra realtà e fantasia per un film sicuramente originale.

E come sorpresa finale la conferma che il prossimo Bond 25 con il ritorno di Daniel Craig nei panni dell’agente 007 sarà distribuito da Universal Pictures, anche se ancora non si hanno ulteriori dettagli sulla trama, cast o altro.

Il cinema e la scrittura sono le compagne di viaggio di cui non posso fare a meno. Quando sono in sala, si spengono le luci e il proiettore inizia a girare, sono nella mia dimensione :)! Discepola dell' indimenticabile Nora Ephron, tra i miei registi preferiti posso menzionare Steven Spielberg, Tim Burton, Ferzan Ozpetek, Quentin Tarantino, Hitchcock e Robert Zemeckis. Oltre il cinema, l'altra mia droga? Le serie tv, lo ammetto!

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Future Film Festival 2022 | la recensione del film d’animazione I am what I am

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Tra i film in concorso della 22^ edizione del Future Film Festival è stato scelto il lungometraggio d’animazione cinese I am what I am diretto da Sun Haipeng. Una storia incentrata sull’antica arte della Danza del Leone, il profondo valore dell’amicizia e la determinazione a non arrendersi mai anche quando sembra non esserci altra soluzione.

Cliccate nel player in basso per vedere il trailer e leggere la recensione del film.

La sinossi del film I am what I am

In un piccolo villaggio nel sud della Cina vive un ragazzo di umili origini e dal fisico molto snello. Si tratta del giovane Juan che da tempo vive insieme al nonno e senza i suoi genitori, costretti ad andare a lavorare in città. La vita di Juan, nonostante le raccomandazioni dei genitori di andare a scuola, si svolge in strada e trovandosi diverse volte a essere bullizzato da alcuni ragazzi più grandi.

Un giorno passeggiando per il villaggio viene attratto dalla famosa Danza del Leone e dal suono dei tamburi. Ad attirare la sua attenzione è la testa di un leone rosso indossato da una ragazza. Sarà proprio lei a instradarlo verso questa arte tipica della Cina, caratterizzata da movimenti leggiadri, fluidi, salti e allo stesso tempo di equilibrio e forza per sorreggere il copricapo più grande del normale. Il percorso composto da pali di varia altezza culminano con il famoso “pilastro del cielo”. Si tratta di una colonna molto più alta delle altre, che serve per ricordare ai danzatori di restare umili.

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Da quell’incontro l’unico desiderio di Juan è partecipare al campionato della Danza del Leone con la testa donata dalla giovane danzatrice. Ora per l’adolescente non resta che formare la sua squadra e trovare qualcuno che possa allenarli seriamente. Ad unirsi insieme a lui in questa impresa che sembra impossibile ci saranno gli amici Gou e Mao e un ex danzatore Yuquiang, che li porterà a sostenere degli allenamenti molto intensi.

A infrangere i sogni del giovane Juan sarà un improvviso evento che lo porterà a compiere una scelta difficile, sofferta ma allo stesso tempo doverosa: lasciare la squadra per andare a lavorare in città. Ma sarà davvero un addio definitivo il suo al mondo della Danza del Leone?

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La recensione del lungometraggio

Al Future Film Festival 2022 è stato scelto un film d’animazione coinvolgente da un punto di vista visivo ed emotivo. I am what I am è un lungometraggio in grado di conquistare il pubblico adulto e quello più giovane, regalando anche ai più piccoli diverse lezioni di vita: non arrendersi mai e lottare sempre per realizzare i propri sogni.

Mettendo da parte la critica da parte del suo Paese per i lineamenti occidentalizzati per i protagonisti del film, bisogna ammettere che I am what I am è davvero un gioiellino. Pensiero condiviso non solo dai fan (che si sono battuti, difendendo il lungometraggio da accuse di razzismo interno) ma anche dalla critica. In questo lungomentraggio non manca nulla: dalle risate, alle emozioni fino agli insegnamenti, forniti anche attraverso citazioni poetiche come nel caso del poeta Li Bai. Artista che riesce a incoraggiare Juan nei momenti più difficili.

“Tutto ciò che esiste è utile a qualcosa. Rido mentre parto per il mio viaggio. Come posso essere mediocre con un simile talento? Quando è tempo di issare le vele, cavalca il vento e fendi le onde”. (Li Bai)”

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Vincente e interessante è stata la scelta di aprire il film con la storia della Danza del Leone. Attraverso disegni realizzati da pennellate di pittura nera su fondo bianco e qualche raro colore (il verde per l’insalata) il pubblico è riuscito a comprendere l’antica storia di questa danza. Le origini, lo svolgimento, le differenze tra quella del Nord e del Sud e quello che il protagonista andrà ad affrontare nel corso del film. La storia potrebbe far pensare allo storico film Karate Kid dove un maestro allena giovani allievi, ma con I am what I am, niente è scontato e banale. La scelta di combinare la realtà con alcuni tratti fantastici ha reso la storia fluida e godibile, senza annoiare lo spettatore.

Il fisico di Juan rappresenta il crescendo del film. Da mingherlino a leggermente muscoloso a causa degli stravolgimenti accaduti nella sua vita, simboleggiano la continua crescita della storia dotata di un finale imprevedibile e meraviglioso.

La scelta dei brani musicali in lingua cinese ma dal ritmo internazionale, così come la scelta di inserire Nessun Dorma tratta dalla Turandot di Giacomo Puccini hanno contribuito ad aumentare il pathos nella storia.

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Future Film Festival 2022 | tutti i vincitori della 22^ edizione

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La 22^ edizione del Future Film Festival ha visto trionfare corti e lungometraggi all’insegna delle emozioni e dei valori che ogni essere umano dovrebbe imparare e insegnare ai più piccoli. La giuria che ha proclamato le opere vincitrici ha potuto contare sulla presenza della giornalista de El Pais/HFPA Rocio Ayuso, del giornalista e segretario generale ASIFA ITALIA Emiliano Fasano e del Direttore del MamBO Lorenzo Balbi. In palio anche il Premio Bper Green Future assegnato da Davide Daniza Celli per Bper Banca.

I vincitori dei lungometraggi

Per la sezione lungometraggi, il vincitore è INU-OH di Masaaki Yuasa (Giappone, Cina, 2021, 98’), perché “riprende alcuni concetti molto attuali – come bullismo ed aspetto fisico – in una chiave diversa, rendendo molto facile identificarsi col protagonista”.

Menzione speciale per LES SECRETS DE MON PÈRE di Vèra Belmont (Francia, Belgio, 2021, 73’) per “la semplicità della costruzione dello storytelling, che permette di vedere con gli occhi di un bambino innocente la nostra storia”.

Per la sezione lungometraggi, il vincitore è THE ISLAND di Anca Damian (Romania, Francia, Belgio, 2021, 85’) per “aver saputo abilmente coniugare all’interno di un discorso coerente il tema dei cambiamenti climatici e delle migrazioni che sono il frutto tanto delle catastrofi ambientali che derivano tanto dai cambiamenti climatici, quanto dei conflitti che si accendono in più parti del mondo”.

Menzione speciale per MY GRANDFATHER’S DEMONS di Nuno Beato (Portogallo, 2022, 90’) perché “mostra cosa succede quando una comunità agricola si ritrova improvvisamente senza più acqua e cioè non dispone di un bene la cui esistenza è data per scontata da chi ne dispone tutti i giorni”.

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I vincitori dei cortometraggi

Per la sezione cortometraggi assegnato il primo premio a STEAKHOUSE di Špela Čadež (Slovenia, 2021) “dovuto all’eccelsa tecnica utilizzata e allo storytelling commovente e coinvolgente”.

Secondo premio per LETTER TO A PIG di Tal Kantor (Israele, 2022) per “l’artistica riflessione sul tema dell’olocausto, in particolare per il modo di porre la storia da un punto di vista collettivo”.

Assegnato anche il Premio Bper Green Future. Anche in questo caso più menzioni, selezionate da Davide Daniza Celli.

Per la sezione cortometraggi, LETTER TO A PIG di Tal Kantor (Israele, 2022) perché “il messaggio del cortometraggio è in perfetta linea coi tempi e per questo è destinato a diventare uno dei simboli del movimento antispecista”.

Continua la mostra Anime Robot & Cyborg

Ricordiamo inoltre che la mostra ROBOT+CYBORG, presso il Museo internazionale e biblioteca della Musica; rimarrà aperta fino al 2 Ottobre.

Mostra di cel originali della collezione di Alessandro Cavazza: da Goldrake a Conan, da Gundam a Cyborg 009, un excursus unico attraverso i disegni e i cel originali dei più importanti studi.
Ingresso libero
Orari:

Lunedì chiuso

Ma/ Gio 11:00–13:30, 14:30–18:30

Ve 11:00–13:30, 14:30–19:00

Sa/Do 10:00 – 19:00

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Future Film Festival al via la 22^ edizione | il programma completo

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Al via domani il Future Film Festival 2022. Non solo cinema, rassegne, retrospettive e talk sul retrofuturo: si gioca con consolle retrò, si scoprono cel anime dal Giappone e proposte creative da tutto il mondo e si osserva cosa accade dietro le quinte e dentro le nostre “scatole” preferite: computer, cellulari, schermi, cassoni vintage, tv.

L’occasione per conoscere meglio l’eredità geniale di Mario Lodi, chiacchierare con i pionieri italiani del videogaming e ammirare i capolavori dell’animazione ucraina, grazie alla collaborazione con il Linoleum Festival di Kiev.

Future Film Festival | quando e dove si svolgerà?

Il Future Film Festival, per restare in tema fantascientifico, è come un portale dimensionale. Si entra al cinema, in un museo o in uno degli altri luoghi culturali che ospitano la rassegna e ci si trova ad esplorare mondi retrofuturistici, a giocare con le consolle anni ’80, a cercare indizi visivi e ad ampliare i propri orizzonti di conoscenza.

È l’effetto dei tanti eventi speciali che accompagnano il concorso principale, le retrospettive e le talk: proposte fuori dagli schemi (e dagli schermi) che rappresentano una delle anime della manifestazione in programma a Bologna dal 21 al 25 settembre, a Modena dal 30 settembre al
2 ottobre.

Anche la locandina creata per questa 22esima edizione è un invito a “perdersi” in altri mondi: è di The.Ogarno, autore francese che crea “disegni infiniti”, che si sviluppano in loop da una sola immagine statica, e si rivelano man mano grazie allo zoom. Un’opera che ha trovato posto anche in una sede prestigiosa come la Fondazione Donà dalle Rose di Venezia.

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Future Film Festival | il programma completo

Il 21 settembre si inizia con la visione del Making of di un piccolo gioiello come Manodopera – Vietato ai cani e agli italiani, film di Alain Ughetto. Realizzato in claymation, plastilina animata, racconta l’esperienza migratoria della sua famiglia, dall’Italia alla Francia, nella prima metà del Novecento: è un viaggio a ritroso nel tempo che fa riflettere sui temi dell’accoglienza e dello sradicamento. (Bologna, Cinema Arlecchino, ore 17)

L’arte non conosce confini: il Future Film Festival si lega al Linoleum Contemporary Anmation and Media Art Festival di Kiev, la più grande manifestazione indipendente ucraina dedicata all’animazione, nata nel 2014. Il gemellaggio nasce per espandere l’arte fuori da ogni frontiera, mettere in circolo la creatività e sostenere un progetto importante che attualmente attraversa grandi difficoltà a causa della guerra – e del conseguente azzeramento dei finanziamenti alla cultura.

Oltre al sostegno economico, il “featuring” prevede la proiezione, il 23 settembre, di alcune delle opere protagoniste del Linoleum Festival: Deep Love di Mykyta Lyskov (2019), Deep Water di Anna Dudko (2020), Paper or Plastic di Nata Metlukh, (2020), The Responsible Hero
di Roman Lysenko (2021), The Surrogate di Stas Santimov (2020), Unnecessary Things di Dmytro Lisenbart (2020), Until it Turns Black di Anastasiia Falileieva (2019). Fino all’ultimo momento si attende la conferma della presenza della direttrice Anastasiya Verlinska.

(Bologna, 23 settembre 2022, Ore 12 Cinema Arlecchino)

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La giornata dedicata a Chuck Steel

Il 24 settembre spazio alla Special Horror Stop-Motion Night, che presenta un’opera dissacrante ed irriverente come Chuck Steel: Night of the Trampires, realizzata da Mike Mort nel 2018. Il film segue le avventure di Chuck Steel, un poliziotto con un mento grande come una carriola, ribelle, zuccone, anticonformista e nonsense che si batte contro un’orda di simil-vampiri che banchetta con il sangue degli ubriaconi. Chuck Steel è una parodia dei film d’azione degli anni Ottanta, violento, volgare e politicamente scorretto fino all’inverosimile. Il lungometraggio è interessante anche sul piano tecnico: ogni scena del film è piena zeppa di dettagli, e tutte le animazioni sono state realizzate con il doppio di frames al secondo, risultando così particolarmente fluide. Ha partecipato alla sua creazione Tim Allen, in qualità di lead animator, che ha lavorato, tra gli altri, per Tim Burton e il recente Pinocchio di Guillermo del Toro.

(Bologna, sabato 24 settembre 2022, ore 23 Cinema Lumière – Sala
Mastroianni)

Nell’ambito dei festeggiamenti ufficiali “Mario Lodi 100”, il Future Film Festival dedica una speciale Carta Bianca a Mario Lodi, curata dal giornalista e scrittore Carlo Ridolfi. Lodi è stato un amico e collaboratore del Future Film Festival: il maestro, straordinario pedagogo e inventore della Casa delle Arti e del Gioco, ha creato – in collaborazione con la manifestazione e in particolare la direttrice Giulietta Fara – un innovativo laboratorio, Fare Tv, che trasforma i
bambini in attori, autori, tecnici, insegnando come funzionano i meccanismi del piccolo schermo e liberando l’immaginazione.

Per ricordare la sua figura, scomparsa nel 2009, il Festival ha ideato Carta Bianca a Mario Lodi, una serie di tre appuntamenti. Si parla quindi del rapporto tra l’uomo e la natura, con l’ambientalista Daniza Celli, del senso della storia, ovvero come raccontare l’intreccio tra vite comuni e grandi eventi, e del legame tra la musica e l’arte con Barbara Bertoletti, della Casa delle Arti e del Gioco. Ognuno degli incontri (il 21 e 22 settembre a Bologna, il 2 ottobre a Modena) sarà seguito da una proiezione di cortometraggi sul tema, con opere provenienti da vari orizzonti geografici e da varie epoche.

La giornata dedicata al Retrofuturo

Il Future Film Festival dedica poi un’intera giornata, il 24 settembre a Bologna, a un evento speciale, che segue il filone del Retrofuturo, leit-motiv di questa edizione. Il talk Retrofuture videogames vedrà protagonista Ivan Venturi, cofondatore della prima software house di videogiochi italiana, la Simulmondo, e imprenditore del settore: sarà lui a fare gli onori di casa e ad accogliere tanti ospiti, parte del variegato mondo del gaming italiano, pionieri videoludici ed esperti tanto di hardware che si meccanica ed elettronica. Tra loro, anche tanti personaggi legati a Simulmondo.

Tra le sorprese del festival anche una chicca tecnologica: O’Psy Town in Komplexscope, creato da Komplex, offre un’esperienza interattiva molto particolare in momenti “random” e imprevedibili prima delle proiezioni. Il pubblico viene invitato, mediante un QR Code, a
partecipare a un gioco VR, e scoprire, attraverso lo schermo del suo smartphone, un piccolo mondo alternativo ricco di personaggi. Storie e design sono di Mariano Equizzi, la musica e sound design di Paolo Bigazzi Alderigi, il digital video di Luca Liggio.

(A Bologna e Modena, tutti i giorni a sorpresa).

Allo stesso modo, spazio alla tecnologia applicata al cinema nella sezione a concorso New Frontiers per opere in AR, VR, 360 e mixed media. Sei le opere in esposizione: Montegelato di Davide Rapp (Italia, 2021); Dream Builders: the Cenotaph for Newton di Arnaud Desjardins
(Francia, 2022); Peaceful Places di Margherita Landi e Agnese Lanza (Italia, 2021); Vulcano | La vita che dorme di Omar Rashid (Italia, 2021); Lockdown 2020 | L’Italia Invisibile di Omar Rashid (Italia, 2020); 2020: life and death of a virus _di Edo Tagliavini (Italia, 2022).

(Bologna, dal 21 al 25 settembre, Cortile della Cineteca)

Le mostre in programma a Bologna

RETRO GAME Experience. Con la collaborazione di Bologna Nerd nasce un nuovo spazio-esposizione dedicato alla nascita del videogaming. Il Foyer del Cinema Arlecchino si popola di consolle storiche, indimenticate compagne di tanti pomeriggi in sala giochi, pronte per un tuffo nel passato. Si tratta di giochi realmente giocabili, installati nei classici “cassoni” dell’epoca. Un regalo per gli appassionati di retrogaming e gli irriducibili nostalgici ma anche le nuove generazioni, curiose di scoprire come ci si divertiva qualche decennio fa.

(Bologna, dal 21 al 25 settembre, Cinema Arlecchino – Foyer ore 15.00-23.00)

ANIME ROBOT & CYBORG: i cel originali.
È il Museo internazionale e Biblioteca della Musica ad ospitare un piccolo tesoro per amanti degli anime. Fino al 2 ottobre si potranno ammirare autentici cel originali utilizzati per creare più famosi cartoni animati giapponesi degli anni ’70 e ’80, come Astro Boy, Goldrake, Gundam e Conan. Si tratta dei fogli di acetato su cui sono stati trasposti i tratti dei disegni, colorati poi con tempere viniliche: come frame preziosissimi, sono la gioia dei collezionisti. Appartengono alla collezione privata di Alessandro Cavazza.

(Bologna, Inaugurazione 20 settembre ore 19 – dal 21 settembre al 2
ottobre, Museo Internazionale e Biblioteca della Musica)

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