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Festival

Cinè 2018: Luca Argentero, Pierfrancesco Favino e Riccardo Milani in campo per Vision Distribution

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La seconda giornata di Cinè 2018 a Riccione ha ospitato grandi protagonisti del cinema italiano in occasione della convention Vision DistributionPierfrancesco Favino, Luca Argentero e Riccardo Milani hanno presentato i loro prossimi progetti nel corso della presentazione del ricco listino 2018 di Vision Distribution condotta da Nicola Maccanico che ha sottolineato: “La nostra è un’azienda nata per la sala, quindi ha un destino comune con i cinema. Le nostre scelte sono sempre per salvaguardare la sala“.

Pierfrancesco Favino è D’Artagnan per Vision Distribution

Pierfrancesco Favino è infatti tra i protagonisti di Moschettieri del Re, la nuova commedia diretta da Giovanni Veronesi in sala dal 27 dicembre che vede nel cast anche Valerio Mastandrea, Rocco Papaleo, Sergio Rubini, Margherita Buy, Alessandro Haber, Matilde Gioli, Giulia Bevilacqua, Lele Vannoli e Valeria Solarino. Il regista toscano ha saluto gli esercenti presenti a Riccione con un video contributo simpatico dal Palazzo Reale di Genova, location del film insieme alla Basilicata e alcuni posti intorno a Roma. Con un accento vagamente francese per restare fedele al personaggio di D’Artagnan che interpreta nel film Favino ha divertito il Cinè, tornando poi se stesso per introdurre alcune clip del film che hanno confermato le sue parole: “Si tratta di un film impegnativo fisicamente e ricco di talenti, costumi e scenografie. Sono molto felice di farne parte. E’ un film per famiglie, divertente, che unisce avventura, favola e qualcosa di estremamente realistico”. 

Pierfrancesco Favino al Cinè 2018 di Riccione

Vision Distribution: Luca Argentero in un’opera prima alla Perfetti Sconosciuti

Luca Argentero sarà invece tra i protagonisti di Cosa fai a Capodanno?, opera prima diretta da Filippo Bologna, sceneggiatore di Perfetti Sconosciuti. Ambientato in uno chalet di montagna il film racconta la notte di Capodanno di quattro coppie che non si conoscono, ma vogliono provare l’idea di un’orgia per festeggiare l’ultimo giorno dell’anno. “Si ha spesso l’impressione che a Capodanno qualcuno si diverta più di noi da un’altra parte. Queste quattro coppie vogliono fare un’ammucchiata, ma non consumano la serata nel modo che avevano previsto” ha spiegato Argentero, aggiungendo alcuni dettagli sulla trama del film: “il primo modo per divertire il pubblico è divertirsi in prima persona. La coppia mia e di Ilenia (Pastorelli) si trova in quello chalet per svaligiarlo in realtà. La donna imbavagliata che si vede nel trailer e il suo compagno sono i veri proprietari dello chalet“.

Nelle opere prime c’è sempre un coefficiente di rischio e imprevedibilità e sono rimasto stupefatto perché Filippo ha avuto un grande coraggio nello scrivere e realizzare questo film, lontano da qualsiasi altra cos che io abbia mai visto. Lo schema funzionale è quello di “Perfetti Sconosciuti” con un gruppo di attori in una stessa location, ma si parla di immigrazione, sesso, dinamica di coppia, e Filippo anticipa la realtà come fanno i più grandi sceneggiatori” ha aggiunto per concludere.

Riccardo Milani al Cinè 2018 di Riccione

Riccardo Milani e Claudio Giovannesi per Vision Distribution

Dopo il successo di Come un Gatto in Tangenziale, il regista Riccardo Milani ha parlato a Riccione del suo prossimo film ancora in fase di scrittura e ancora senza titolo, ma prodotto da Wildside. Paola Cortellesi sarà la protagonista e “il tema è che si fa l’abitudine a tutto ormai, anche alle cose peggiori. Il personaggio di Paola si sveglia da questo torpore e comincia a guardarsi intorno e rimettere le cose apposto“. “Da un po’ di tempo facciamo film che raccontano un po’ il Paese con divertimento e riflessione. Tante cose non vanno, mentre altre sì” ha aggiunto il regista, che ancora non può svelare molto del progetto previsto in sala il 18 Aprile.

Continuando con il cinema italiano Vision Distribution sta curando il nuovo film di Claudio Giovannesi che ha conquistato pubblico e critica con Fiore qualche anno fa. Parliamo di La Paranza dei Bambini, tratto dal best seller di Roberto Saviano che ha introdotto alcune clip del film in un video contributo presentato al Cinè 2018. “I ragazzi prendono il potere, organizzano uno spaccio da milioni di euro l’anno, poiché sono disposti a vivere poco per ottenere molto. Gli attori sono bambini di quartieri napoletani popolari perché non volevamo raccontare in maniera edulcorata una realtà difficile. Giovannesi non ha paura di prendere l’inafferrabile. E in questo film si racconta come e dove sta andando il nostro tempo.” ha detto lo scrittore. Il film è previsto al cinema per il primo semestre del 2019, ma la data di uscita è ancora da definire.

I film 2018 Vision Distribution per tutti i gusti

Altri titoli italiani annunciati per Vision Distribution sono: Dolcissima, film scritto dalla star di Gomorra – La Serie Marco D’Amore che parla di tre adolescenti che lottano contro i pregiudizi di una società spietata con Vinicio Marchioni protagonista; In Viaggio con Adele di Alessandro Capitali; l’horror Il Nido; e il nuovo film di Alessandro Siani di cui non si sa molto, ma che sarà un film per la famiglia.

Tra i titoli internazionali invece spiccano la commedia francese Tutti in Piedi al cinema il prossimo Ottobre e il dramma in costume Colette con Keira Knightley nei panni della scrittrice parigina Claudine, che ha scritto numerosi romanzi di successo apprezzati da giovani donne dell’epoca anche se il mondo pensava che l’autore fosse suo marito, interpretato da Dominic West.

(Foto @Fabio Demitri)

Il cinema e la scrittura sono le compagne di viaggio di cui non posso fare a meno. Quando sono in sala, si spengono le luci e il proiettore inizia a girare, sono nella mia dimensione :)! Discepola dell' indimenticabile Nora Ephron, tra i miei registi preferiti posso menzionare Steven Spielberg, Tim Burton, Ferzan Ozpetek, Quentin Tarantino, Hitchcock e Robert Zemeckis. Oltre il cinema, l'altra mia droga? Le serie tv, lo ammetto!

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Cinema

The Old Man & the Gun, la recensione del film

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“Il fascino non ha età”. Questa affermazione vuole essere un modo per elogiare la bellezza e bravura di uno degli ultimi divi del cinema hollywoodiano: Robert Redford. Durante la 13^ edizione della Festa del cinema di Roma è stato proiettato The Old Man & the Gun , l’ultimo film che vedrà protagonista l’attore americano, in occasione del suo addio dalle scene.

La rocambolesca vita di Forrest Tucker narrata dal film The Old Man & the Gun e diretta da David Lowery, è una commedia, sotto certi punti di vista, malinconica. Abbigliamento impeccabile, completi eleganti corredati da un borsalino sotto il quale nasconde gli iconici capelli biondi (e bianchi), qualche ruga che segna il viso, gli stessi occhi gentili e il sorrisetto di chi sa il fatto suo, sono i tratti caratteristici del personaggio interpretato dal signor Redford. La sceneggiatura è tratta fatti realmente accaduti nel 1981 raccontati da David Grann, un giornalista del New Yorker, il quale intitolò il suo articolo proprio come il film The Old Man & the Gun.

Tucker è un ladro di 78 anni che ha passato la sua vita a rapinare banche, andando da uno Stato ad un altro, senza essere mai servirsi della pistola custodita nel cruscotto della sua auto. Lui è un ladro atipico, quello che molti definiscono come “ladro gentiluomo”. Contrario ad ogni suo di violenza e mai avido anche nel rubare, si accontenta di poche migliaia di dollari ad ogni colpo, mostra anche una certa sensibilità nel mettere a proprio agio “le vittime”. In base a chi si trova davanti, dopo aver mostrato la pistola nel cappotto solo per informarli delle sue intenzioni, inizia a parlare amabilmente del più e del meno o sciorinare complimenti alle cassiere di turno terrorizzate.

La domanda sorge spontanea: un ladro che dimostra di avere questi principi, queste attenzioni ed essere contrario alla violenza, rende l’atto di rapinare meno illegale?

Forrest Tucker (Robert Redford) e Jewel (Sissy Spacek) in una scena del film.

Sebbene questa attività occupa gran parte della sua giornata, riesce a trovare spazio anche per l’amore. Dopo aver fatto un altro colpo, casualmente conosce Jewel (Sissy Spacek), quella che sarà il suo “gioiello” più prezioso, rubandole il cuore e la mente. Parallelamente, il detective John Hunt (Casey Affleck) inizia ad indagare su questa “banda di vecchietti”, cercando di capire come sia possibile che un gruppo di arzilli vecchietti, guidati da Forrest Tucker insieme a Teddy Green (Danny Glover) e Tom Waits (Waller) riescano a farla franca ogni volta, ma soprattutto, uscire dalle banche come dei comuni clienti e senza essere coinvolti in conflitti a fuoco.

Questo film vuole essere un ultimo atto d’amore nei confronti di Robert Redford, amato dal pubblico di tutto il mondo, per aver portato sul grande schermo personaggi interessanti, che lo hanno consacrato come uno degli attori più apprezzati della storia del cinema. La cosa che colpisce maggiormente, oltre ad essere il fatto di usare la pistola solo per “intimorire” senza mai far del male, è la presenza dell’ inconfondibile sorrisetto che da giovane era riuscito a far perdere la testa a milioni e milioni di donne.

La frase iniziale, “il fascino non ha età”, dimostra che Redford giunto quasi all’età di 80 anni è rimasto un divo senza tempo. Nonostante sia visibile il trascorrere del tempo sul suo volto è riuscito a mantenere quel savoir faire di un tempo. Un altro aspetto che viene mostrato è l’ amore vissuto in terza età. Vedere questi due attori comportarsi come due adolescenti, con giochi di sguardi davanti ad una tazza di caffè, è stata una carezza sul cuore che da anni non si vedeva. Forrest e Jewel hanno la stessa freschezza, dolcezza e timidezza tipica di due adolescenti che iniziano a provare il primo batticuore. Si confidano, parlano della propria vita guardandosi occhi negli occhi e si sfiorano le mani come due giovani innamorati. Il loro sentimento potrebbe essere definito come un “amore puro”.

La regia di Lowery  ha saputo mostrare una forte passione tra questi due anziani, attraverso un unico bacio che Redford riesce a dare alla sua Jewel. In  quel gesto c’è gratitudine, comprensione, amore e un chiaro sottotesto: “grazie per avermi accettato, così come sono”. In tutto questo clima che profuma di zucchero filato, c’è spazio anche per diverse scene divertenti come le 16 evasioni dalla prigione e il fatidico incontro in bagno tra Hunt e Tucker.

Tra i pregi di The Old Man & The Gun ambientato negli anni ‘80 quello di scegliere di girarlo in pellicola 16 mm è stata una scelta vincente. Non solo perché in questo modo sembra esser stato girato prima dell’inizio dell’era del digitale, ma perché ha mostrato per l’ultima volta sul grande schermo, il grande Redford con quella grana non troppo definita che lo rese celebre negli anni ’60, mostrando quel caratteristico effetto un po’ sgranato che solo la pellicola è in grado di offrire.
Così come un cerchio che si chiude, è la classica dimostrazione che il fascino è un connotato che non è soggetto al passare del tempo.

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Alice nella Città

Skam Italia 2: intervista esclusiva ai protagonisti e qualche anticipazione

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Casa Alice ha ospitato il cast di Skam Italia, la serie creata da Julie Andem, portata al successo in Italia dal regista Ludovico Bessegato per TimVision. Skam Italia è il remake dell’omonima serie norvegese iniziata nel 2015 e terminata nel 2017, che ha ottenuto ottimi risultati a livello mondiale. La versione italiana fa parte di un progetto internazionale a cui molti Paesi hanno deciso di contribuire con le proprie caratteristiche territoriali e sociali, pur rimanendo fedeli all’idea originale. Per la versione nostrana è stata scelta Roma. La città eterna è l’ambiente all’interno della quale i giovani studenti di un liceo romano narrano le proprie vicende, mostrando carattere, debolezze, primi amori e dubbi sulla propria identità sessuale.

La particolarità di Skam Italia è il rapporto che si viene a creare tra il personaggio e lo spettatore, riuscendo a condividere messaggi di WhatsApp e aggiornamenti sui social network dei protagonisti, proprio come avviene quotidianamente nella realtà. In questo modo si ha la possibilità di conoscere segreti e indagare su alcune situazioni poco chiare che portano avanti la storia. Nel corso della prima stagione, sul sito web di Skam Italia, ogni giorno vengono rilasciate delle clip che compongono un episodio. L’incredibile successo derivato da questa serie, seguita e amata da milioni di adolescenti in tutta Italia, ha creato un grandissimo richiamo di interesse e approvazione. L’entusiasmo dimostrato dal pubblico e della critica è stata la scintilla che ha convinto i produttori e il regista a confermare l’inizio delle riprese di una terza stagione di Skam Italia.

La domanda che tutti si sono posti dopo l’ultimo episodio della prima stagione è stata: “Cosa ci riserveranno i prossimi episodi?” NewsCinema.it prova a svelarvi qualche curiosità su quello che vedrete nella seconda stagione, offrendovi l’intervista esclusiva con i protagonisti della serie, durante la presentazione delle prime due clip del terzo episodio all’interno della 16° edizione di Alice nella città. Presente all’evento il regista e sceneggiatore Ludovico Bessegato e tutto il cast composto della prima stagione più una new entry: Ludovica Martino (Eva Brighi), Ludovico Tersigni (Giovanni Garau), Benedetta Gargari (Eleonora Sava), Federico Cesari (Martino Rametta), Beatrice Bruschi (Sana Allagui), Greta Ragusa (Silvia Mirabella), Martina Lelio (Federica Cacciotti), Giancarlo Commare (Edoardo Incanti), Luca Grispini (Federico Canegallo), Rocco Fasano (Niccolò Fare), Francesco Centorame (Elia Santini) e Pietro Turano (Filippo Sava).

Beatrice Bruschi! Federico Cesari e Pietro Turano.

SKAM Italia e il tema dell’integrazione

Il personaggio di Sana affronta una delle tematiche più scottanti presente nel nostro Paese: l’integrazione. L’attrice che interpreta Sana, parlando del suo personaggio ha detto: “Sicuramente è molto importante il discorso dell’integrazione in Italia. In qualche modo mi sento ambasciatrice di questa situazione. Riscontro una grande responsabilità su questo tema, tanto che ho ricevuto anche molte critiche perché non sono veramente musulmana. Premetto che sto studiando molto questa religione, che mi affascina moltissimo e oggi posso dire di conoscerla bene e chiaramente sto cercando di far fare al mio personaggio un percorso di crescita attraverso l’andamento delle stagioni. Credo che sia importante mandare un messaggio. Per quanto Skam sia una serie semplice, senza pretese, che racconta la quotidianità di giovani ragazzi, un messaggio c’è sempre. Inoltre spero che l’ integrazione, come fa Sana – perché alla fine è cmq integrata, riesce a crearsi a costruirsi un gruppo di amiche ed amici – riesca a realizzarsi e a concretizzarsi anche nella vita reale. Spero che tutte le persone che si sentono emarginate possano trovare la forza di essere se stessi. Come infatti fa Sana. Lei è se stessa. Lei non si preoccupa di dirti che un vestito non ti sta bene. Lei te lo dice, se ne frega di tutto perché lei è fatta così.”

SKAM Italia e la comunità LGBT

Un’altra tematica molto cara ai più giovani è l’orientamento sessuale. Durante la seconda stagione cambierà il rapporto tra Martino e Filippo dal momento che Martino avrà una storia sentimentale con Niccolò? Parlando del mondo delle comunità gay, è stato chiesto a Federico Cesari quali sono le differenze tra Isak, la sua trasposizione norvegese e quella italiana di Martino e se pensa che in un Paese bigotto – sotto certi aspetti – come l’Italia, questa serie possa aiutare a comprendere che l’amore tra due uomini è una cosa naturale, perché  l’amore è universale e non fa alcun tipo di distinzioni sessuali. “Rispetto al personaggio di Isak le tematiche e gli sviluppi vengono riprese dalla versione norvegese, così come anche le dinamiche rimangono invariate. Per quanto mi riguarda io ho cercato di attenermi alle versione norvegese, ma rendendo mio questo personaggio. Nella versione originale Isak è interpretato da un attore bravissimo e sinceramente copiare il suo modo di recitare sarebbe stato paragonato a quello di una “brutta copia” dell’originale. Per questo motivo ho cercato di italianizzare Martino, visto che le mie radici sono ben radicate nella cultura italiana. Per quanto riguarda la speranza che questa serie possa far comprendere, soprattutto agli adulti, che essere gay non vuol dire avere dei problemi, spero vivamente che questa produzione possa simboleggiare un punto di svolta nel nostro Paese. Come ben sappiamo Skam Italia nasce come serie e pertanto ha il potenziale limitato di una serie. Nonostante questo vedo che comunque molti mi scrivono, confidandomi che dopo averla vista sono riusciti a trovare la forza di fare determinate cose. Questo tipo di messaggi rappresentano la mia idea di complimento. Trovo che leggere messaggi come:’Skam mi da la forza di fare questo’ sia una cosa bellissima. Speriamo vivamente di normalizzare la tematica dell’omosessualità, raccontando una normale storia d’amore tra due ragazzi, che viene vissuta in maniera serena, tenendo conto degli sviluppi introspettivi dei personaggi. Noi abbiamo cercato di normalizzarla il più possibile.”

Il nuovo personaggio di SKAM Italia

Agganciandoci alle dichiarazioni rilasciate dall’attore che interpreta Martino, abbiamo scambiato quattro chiacchiere anche con la new entry del gruppo, Filippo Sava, il fratello di Eleonora. Il suo personaggio nella seconda stagione darà una bella scossa alla trama e alla vita di Martino. “Filippo è un personaggio molto ironico che si permette con una sottile ironia, di dire ed essere ciò che vuole. Riesce a mostrare ciò che è realmente, esprimendosi in maniera libera, proprio grazie a questa sua ironia simpatica, semplice e molto onesta. Trovo che questo personaggio sia onesto, profondamente sensibile  – e che come fanno molte persone – cerca di difendersi con il sarcasmo e con un po’ di cinismo, senza perdere mai la sua sensibilità. Questo aspetto emerge proprio nel rapporto con Martino, con il quale cerca fin dall’inizio un contatto per poterlo aiutare, ponendosi come punto di riferimento nella sua vita. Poi con sua sorella ce ne saranno delle belle, ma questo lo vedremo più tardi.”

C’è la speranza che questa serie possa aiutare gli adulti a comprendere il mondo omosessuale durante il periodo dell’adolescenza? Pietro Turano ha risposto: ” Sono convinto che questa storia tra Filippo e Martino, possa aiutare a comprendere che l’amore non ha sesso. Sono anni che io faccio attivismo LGBT e negli anni mi sono reso conto che spesso i giovani si sentono soli. Quando i punti di riferimento non ci sono sul territorio bisogna fare quel passo in più per andarli a cercare. Sempre più spesso ci sono storie come questa raccontata nella serie. Skam è molto vicina alla realtà dei giovani, essendo un prodotto fatto da giovani e per i giovani, con l’auspicio che magari li possa aiutare a compiere quel famoso passo di coraggio, per andare a cercare qualcuno con cui confrontarsi. È vero che siamo in un Paese un po’ bigotto, un po’ difficile, ma Roma non è una città omofoba. Certo, c’è un po’ di tutto in giro e spesso ci si sente soli, ma non bisogna pensare tutto in negativo. Le persone con cui confrontarsi esistono, non si è mai veramente soli e anche l’Italia è un Paese ricco di opportunità, di conoscenza, di confronto, di dialogo, di condivisione. Sono profondamente sicuro che Skam aiuterà i giovanissimi a trovare il coraggio di essere se stessi”.

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Cinema

RFF 13: Isabelle Huppert, conferenza stampa

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Isabelle Huppert, l’immensa attrice francese in occasione del ritiro del premio alla carriera durante la terza giornata della Festa del cinema di Roma, durante la conferenza stampa ha parlato a cuore aperto della sua carriera e del suo modo di approcciarsi alla recitazione. Imperativo da seguire: mai avere paura!

Lei è una fonte di ispirazione per molti attori e attrici, interpretato ruoli importanti e coraggiosi. Dove ha trovato il coraggio per poterlo fare?

Non solo giovani attori mi fanno i complimenti. I ruoli che ho interpretato non mi hanno mai fatto paura, ma sono comunque complessi e coraggiosi. Può far paura avere difficoltà, conflitti nella vita, ma l’unica cosa importante è vivere e lavorare in armonia.

Ultimamente ha lavorato nella serie The Romanoffs, cosa può dirci a riguardo?

The Romanoff è stato un lavoro molto intenso ed ho imparato anche un po’ di russo. Avevo visto Mad Man di Matthew Weiner e ho voluto lavorare fortemente con lui. Spesso si dice che dietro i Romanoff ci sia un mistero. I componenti sono morti, ma Mattew ha pensato bene di speculare su questa storia, creando 8 episodi diversi tra loro. Il mio personaggio è quello di una regista molto nervosa e trovo che nel mio episodio c’e qualcosa di barocco.

Oggi riceverà il premio alla carriera, cosa ha pensato quando le è stato comunicato? Qual è stata la prova più difficile che ha dovuto affrontare nella sua carriera?

Il teatro è una situazione più stressante rispetto al cinema, ma sono contenta di essermi cimentata anche in questo campo. Le difficoltà che si incontrano nel cinema vengono risolte dalla regia. Come attrice pongo molta fiducia nel cinema. Ricevere questo premio per me è una grande soddisfazione. Ricordatevi di non avere mai paura dell’ignoto. Il fatto che in teatro non si riproduce mai la stessa cosa, non mi spaventa, anzi lo trovo una cosa molto stimolante. Negli ultimi tempi il cinema è diventato una finestra sul mondo, per gli spettatori e per me.

Qual è il personaggio alla quale è più legata?

Mi sento vicina e non vicina ai personaggi che interpreto. “Non” mi sento vicina perché quello che accade in scena non mi succede nella vita reale. Invece “mi” sento vicina, perché comunque in tutto quello che rappresento metto una parte di me. Divido le attrici – e non solo – in due categorie: quelle vicino alla realtà e quelle più vicine alla fantasia. Resta il fatto che si tratta comunque di fiction.

Nel corso della sua carriera ha interpretato più di cento film. Come è riuscita a mantenere la sua identità?

È il cinema che permette di farlo. Così come avviene nel teatro è un confronto con se stessi. Non ci sono diverse recitazioni e soprattutto non si deve mai avere paura di quello che si andrà a recitare. Come disse Truffaut in riferimento a quando si gira un film: “ Il treno è partito e il paesaggio scorre”. Dobbiamo sempre essere noi stessi, perché è il cinema che deve raccontare.

Come ben sa, il grande Vittorio Taviani è venuto a mancare qualche mese fa. In merito, cosa ci può raccontare del rapporto con i Fratelli Taviani?

Ho un bellissimo ricordo di loro due, quando abbiamo girato in Toscana. Siamo stati in luoghi bellissimi e ricordo una dolcezza e bravura unica di Paolo e Vittorio.Erano due persone con una sola testa.

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