Connect with us

Interviste

Intervista a Tyrese Gibson, il Roman Pierce di Fast and Furious

Published

on

TyreseGibson1

L’uscita di Fast & Furious 6 la prossima settimana prevede la terza apparizione sul grande schermo di Tyrese Gibson nei panni di Roman Pearce. L’attore ha fatto il suo debutto nel franchise nel 2003 con 2 Fast 2 Furious e poi gli è stato restituito il ruolo per il 2011 con Fast Five. Tra questi due progetti, ha lavorato al dramma dell’Accademia Navale Annapolis, e ha conosciuto il regista Justin Lin contribuendo, come spiega nell’intervista a ComingSoon.net che vi proponiamo di seguito, a farlo diventare quattro volte regista di Fast and Furious. Oltre al suo lavoro nel franchising ad alta velocità, Gibson è ben noto per essere apparso nei primi tre film della serie Transformers di Michael Bay e spera di tornare al più presto in Transformers 4. Quando non lavora per il cinema, Gibson è un musicista nominato ai Grammy con un nuovo doppio album in arrivo. Ha inoltre pubblicato di recente un documentario di 45 minuti intitolato Una Rosa Nera cresciuta attraverso il cemento“,  ed è possibile visualizzarlo nella sua interezza in fondo a questa pagina.

1) Dimmi con parole tue dove si trova Roman all’inizio di questo film. Che cosa è successo dopo la fine di Fast Five?

Gibson: Una volta che realizziamo queste missioni – che sembrano impossibili da fare, a volte – ci dividiamo e ognuno va dalla sua parte. Siamo tutti ancora amici, ma andiamo fuori e iniziamo a fare altre cose. Ad un certo punto del film, le telefonate iniziano ad arrivare perché c’è qualcosa da fare per cui tutti abbiamo bisogno di stare insieme. Devi solo trovare tutti nelle diverse parti del mondo, che fanno cose diverse e riunirli. Io sono su un aereo privato con un gruppo di ragazze, facendo festa e bevendo champagne, e cerco solo di vivere la vita. Finisco con queste ragazze e, neanche 20 minuti dopo, ricevo la telefonata. Io dico loro: “Guardate, potete ancora andare in albergo. Vi dò un buono.”

2) Roman è uno dei membri del cast più divertenti del gruppo. Le tue battute provengono interamente dal copione o c’è spazio per l’improvvisazione?

Gibson: Io non sono famoso per essere un uomo divertente. Un sacco di persone hanno questa percezione di me, che sono un ragazzo molto serio che prende la vita troppo sul serio. Questa non è la realtà. Non faccio altro che ridere, fare scherzi e sono iper attivo. Lo faccio tutto il giorno, ogni giorno sul set di “Fast” sono così. Se la gente torna indietro ai miei primi due film e vede come mi muovevo sul set di “2 Fast 2 Furious” dietro le quinte nel “making of”, vedrebbero il modo in cui sto sul set. La mia personalità è piena di energia, sono entusiasta della vita e delle varie opportunità che mi offre. Per me, il mio umorismo nel film non è una finzione cinematografica. E’ solo asciutto umorismo, un dato di fatto che le cose che si sperano divertenti finiscano per essere divertenti.

3) Ci puoi parlare un po’ del tuo rapporto con Justin Lin? Tu eri in 2 Fast 2 Furious prima che lui fosse coinvolto nel franchising, ma hai anche lavorato con lui per Annapolis, che è uscito prima di Tokyo Drift.

Gibson: La storia vi dirà che eravamo sul set con James Franco e Justin ha ricevuto una telefonata per fare Fast and Furious. Era come, “Nah. Maledizione nah”. Ero come, “Cosa? Stai scherzando?” Quello era, al momento, credo, il mio quarto o quinto film. Avevo appena finito di girare 2 Fast 2 Furious, solo un paio di anni prima. E’ stato davvero appropriato per noi avere quella conversazione sul set. Era come, “L’inferno no. Ho un percorso professionale diverso che voglio prendere. Non so se voglio essere coinvolto con questi film da popcorn. Voglio che i miei film abbiano un po’ più generi“. Credo che abbia avuto una visione del tipo di film che voleva fare nella sua carriera. Così ho iniziato a parlare un po’ e sono andato a prendere un pennarello e ho tracciato tre linee su un pezzo di carta. Era banale come l’inferno. Ho scritto, “The Fast & the Furious – Regia – Justin Lin” su un pezzo di carta. E l’ho dato a lui proprio mentre stava dirigendo James Franco sul set di Annapolis. Ha solo meditato, guardandolo.  E poi disse: “Dannazione.” E un mese dopo ha deciso di farlo.

fast

4) A questo punto, cosa ti piacerebbe vedere accadere a Roman come personaggio?

Gibson: Spero solo che io sia in grado di essere me stesso. So che Justin sta per realizzare alcuni altri tipi di film. Spero che mantenga la telecamera e l’energia e il cast corale di alto livello che ha sempre avuto. Ho detto questo: io non vorrei essere un regista che entra in un franchising come questo con tante personalità e tutti che lottano e chiedono a gran voce la possibilità di brillare e di avere alcuni momenti nel film. Si potrebbe tirare la dannata monetina. Ma Justin Lin è un genio. Lui è un maestro Zen. Non mi griderebbe mai qualcosa ma si limiterebbe a dirmi con calma , “Guarda, Tyrese. Ci  penso io. Vai laggiù. Fai questo”. E io mi tranquillizzo e vado. “Va bene, va bene, va bene. Qualunque cosa. Fatto“.

5) C’è qualche possibilità di fare un altro aspetto dell’universo “Transformers”?

Gibson: Spero di ricevere la chiamata. Ho sentito che c’è un qualche tipo di conversazione che Josh [Duhamel] ha avuto con Michael Bay per tornare nel quarto film. Spero di avere quella chiamata. “Transformers” è ancora l’unico tatuaggio che mi sia mai fatto sul corpo. Non abbiamo mai avuto un cartone animato chiamato ‘Fast & Furious’ quando eravamo bambini. Ma “Transformers”, quando ero un ragazzino, è stato uno dei miei cartoni animati preferiti. Sono cresciuto per capire il mondo “Transformers” e  l’universo “Transformers”. Facevo di tutto perché la mia mamma non spegnesse la tv quando ero piccolo.

6) Ora stai facendo venire voglia di vedere un “Fast & Furious” cartone animato sabato mattina.

Gibson: Ah! Volevo anche parlarvi di un paio di altre piccole cose. Voglio che voi ragazzi guardiate questo. Ho appena fatto un documentario dal titolo “Una Rosa Nera che è cresciuta nel cemento.” E’ su YouTube e Vimeo. Ci sono anche Vin Diesel, Will.i.am, e un gruppo di amici nel documentario con me. Jamie Foxx. E’ davvero ricco di stelle e folle. Energia positiva. E’ un documentario sul mio passato e il mio tipo di educazione a South Central LA Watts. Poi ho creato una sorta di universo “Black Rose”. Ho un doppio album in uscita e ho anche un nuovo libro in uscita e un nuovo documentario per la realizzazione del mio doppio album, tutti chiamati “Black Rose”.

7) Quindi, quando trovi il tempo per dormire?

Gibson: Mai. Tipo mai. Tra tutto quello che sta succedendo e “Black Nativity” in arrivo con Jennifer Hudson e Angela Bassett. Sono molto orgoglioso di essere parte di questo. Si dovrebbe arrivare intorno al Ringraziamento. L’ultima cosa è che ora sono in un gruppo di canto chiamato TGT, che sta per Tyrese, Ginuwine e Tank. Tutti e tre siamo stati artisti solisti nelle nostre carriere e ora abbiamo formato un gruppo e abbiamo un impegno con l’ Atlantic Records. Abbiamo un nuovo singolo su iTunes chiamato “Sex Never Felt Better” e l’album è in uscita nel mese di luglio.

Documentario A BLACK ROSE THAT GREW THROUGH CONCRETE 

Fonte: ComingSoon.net

Il cinema e la scrittura sono le compagne di viaggio di cui non posso fare a meno. Quando sono in sala, si spengono le luci e il proiettore inizia a girare, sono nella mia dimensione :)! Discepola dell' indimenticabile Nora Ephron, tra i miei registi preferiti posso menzionare Steven Spielberg, Tim Burton, Ferzan Ozpetek, Quentin Tarantino, Hitchcock e Robert Zemeckis. Oltre il cinema, l'altra mia droga? Le serie tv, lo ammetto!

Cinema

Ancora più Bello: le video interviste esclusive a tutto il cast

Published

on

Ancora più Bello arriva al cinema dal 16 settembre in 350 copie, distribuito da Eagle Pictures. Si tratta del secondo capitolo della trilogia dedicata alle avventure sentimentali di Marta, adolescente affetta da una malattia che affronta con grande dose di ottimismo, e del suo gruppo di amici. (Qui la recensione del film)

Diretto da Claudio Norza, da un’idea di Roberto Proia, che lo ha anche sceneggiato insieme con Michela Straniero – si svolge esattamente un anno dopo i fatti raccontati nel primo capitolo (Sul più bello, diretto da Alice Filippi). Nel cast Ludovica Francesconi, Giancarlo Commare, Gaja Masciale, Jozef Gjura, Jenny De Nucci, Diego Giangrasso che abbiamo incontrato a Roma. Qui sotto le video interviste realizzate da Sabrina Colangeli per MadRog Cinema, il nostro canale youtube ufficiale.

Ancora più Bello: la sinossi del film

Dopo dodici mesi, la storia tra Marta (Ludovica Francesconi) e Arturo è finita. “In amore gli opposti si attraggono ma alla fine si lasciano”, si ripete Marta, che giura a se stessa di voler rimanere da sola per un po’ e continua a convivere con ottimismo con la malattia che da sempre l’accompagna. Ma quando arriva Gabriele (Giancarlo Commare), un giovane disegnatore tanto dolce e premuroso quanto buffo e insicuro, Marta riconosce che potrebbe essere lui l’anima gemella che non riusciva a trovare in Arturo. Ma prima di farsi coinvolgere del tutto in una nuova storia, è sempre meglio aver chiuso definitivamente con quella precedente.

Approfittando di un temporaneo trasferimento di Gabriele a Parigi, Marta cerca di schiarirsi le idee anche grazie all’aiuto dei suoi amici di sempre Federica (Gaja Masciale) e Jacopo (Jozef Gjura). Mentre ormai è sempre più convinta a lasciarsi andare alla storia con Gabriele, il ragazzo in preda alla gelosia commette un errore imperdonabile, che li farà separare. Quando tutto sembra andare storto arriva però una telefonata dall’ospedale che cambia le priorità di tutti: c’è un donatore compatibile per Marta. 

Il resto sarà svelato nel terzo capitolo della trilogia, Sempre più bello, in uscita nelle sale cinematografiche nel 2022.

Continue Reading

Cinema

Venezia 78 | Old Henry, video intervista a Tim Blake Nelson, Scott Haze e il regista Ponciroli

Published

on

Con il nuovo Old Henry, presentato fuori concorso a Venezia 78, Potsy Ponciroli confeziona un rigoroso western minimalista, o un microwestern, come amano chiamarlo i suoi interpreti, segnato dall’eccezionale contributo attoriale di Tim Blake Nelson – capace di dire tutto sul suo personaggio anche solo attraverso il modo in cui impugna la pistola – e dal tentativo di aggiornare il rapporto fra realtà e leggenda, ampliando una mitologia western cinematograficamente antichissima (un’operazione cercata di recente solo da Andrew Dominik con L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford).

Abbiamo avuto l’occasione di parlare del film con gli interpreti Tim Blake Nelson e Scott Haze e con il regista Potsy Ponciroli.

Ponciroli riesce a trarre vantaggio dalle ristrettezze di budget per realizzare un western in cui si sparano le ultime pallottole di un genere ormai al tramonto: in cui si possono contare i colpi esplosi dalle pistole e si riesce a tenere traccia di quanti ancora ne rimangono nel tamburo.

Non c’è nessuna voglia di spettacolarizzazione, nessun desiderio di mettere in scena l’ennesimo action caotico e frastornante: Old Henry aggiorna una trama classica – l’irruzione di uno straniero in casa che rompe gli equilibri di una famiglia e riporta a galla eventi rimossi del passato – e allo stesso tempo riesce a dire qualcosa di estremamente interessante sul genere di riferimento.

Continue Reading

Cinema

Venezia 78 | Il Silenzio Grande, video intervista ad Alessandro Gassmann

Published

on

Dopo aver diretto con successo il testo di Maurizio De Giovanni a teatro, Alessandro Gassmann ne propone adesso una rinnovata versione per il grande schermo, conservandone l’impianto ma sfruttando tutti gli strumenti a disposizione del regista cinematografico per ampliarne il senso e arricchire la sceneggiatura di nuove sfumature.

Abbiamo avuto modo di parlare con Alessandro Gassmann del suo terzo film da regista, delle sfide affrontate nel processo di trasposizione del testo dal teatro al cinema e di come immagina il suo prossimo futuro nel cinema.

Il Silenzio Grande: intervista ad Alessandro Gassman

Il Silenzio Grande, presentato come evento speciale delle Giornate degli Autori nel corso della 78esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, permette a Gassmann di utilizzare una dimora reale come scenografia della sua Villa Primic – non solo ambiente, ma personaggio fondamentale del racconto – e di lavorare sulla fotografia per suggerire visivamente allo spettatore cose che il testo solo parzialmente suggerisce. 

Continue Reading
Advertisement

Facebook

Advertisement

Popolari