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Cinema

Johnny Depp ha vinto contro Amber Heard | tutti i dettagli sulla sentenza

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Finalmente la causa tra Johnny Depp e Amber Heard è definitivamente conclusa. Sono servite più di 13 ore di camera di consiglio prima di ottenere il verdetto emesso dalla giuria del tribunale di Faifax in Virginia. Il caso giudiziario dell’anno, quello che sembra essere una serie prodotta da qualche piattaforma streaming, ha visto un forte interessamento – a volte anche morboso – da parte di milioni di persone sparse in tutto il mondo.

Il clamore dato dai protagonisti in questione ha visto un lavoro serrato da parte degli avvocati (soprattutto di Johnny Depp) composto da prove video, audio, intercettazioni e testimonianze. La giuria composta da 5 uomini e 2 donne, verso le 21.30 in Italia, ha espresso il suo giudizio, portando l’attore Johnny Depp alla vittoria contro la ex moglie Amber Heard. Ma andiamo a leggere nel dettaglio cosa è stato scritto nella sentenza.

Johnny Depp vs Amber Heard | La sentenza

Johnny Depp assente in aula per un impegno di lavoro in Inghilterra, ha seguito la conclusione del processo collegato da remoto, mentre la sua ex moglie insieme ai suoi avvocati erano presenti al momento del verdetto. La giuria si è espressa rigettando tutte le accuse mosse dalla Heard nei confronti dell’ex marito, compresi i vari abusi che a detta dell’attrice avrebbe subito da Depp.

A tal proposito, la Heard (al momento protagonista di una petizione per non farle interpretare Aquaman 2) è stata condannata a pagare un risarcimento di 10 milioni di dollari più altri 5 milioni di dollari come sensazioni punitive. A fronte dei 50 milioni richiesti dall’attore, è andata fin troppo bene all’interprete della Principessa Mera nel film Aquaman. Al contempo, la giuria ha riconosciuto alla Heard un risarcimento di 2 milioni di dollari, per esser stata vittima di diffamazione da parte dell’attore, che l’aveva accusata di aver messo su una versione distorta dei fatti, sotto consiglio dei suoi avvocati e addetti stampa. Anche in questo caso, stiamo parlando di una cifra di poco conto, se consideriamo la sua richiesta di risarcimento che si aggirava intorno ai 100 milioni di dollari.

Il motivo di questa decisione, come è stato ampiamente spiegato durante l’ultima udienza è scaturita da una serie di accuse infondate e costruite (non troppo bene a quanto pare) solo con l’unico intento di rovinare la carriera e la reputazione dell’attore Johnny Depp. Interprete di molti film di successo e molto amato dai fan, che non lo hanno mai lasciato solo, anche durante questo periodo particolare della sua vita.

Tra le prove depositate dai legali della Heard reputate false e montate, spicca l’articolo del 2018 al Washington Post, nel quale l’attrice accusava il marito di essere un uomo violento e di aver subito abusi di varia natura. Mentre tra le testimonianze più incisive, quella dell’ex fidanzata dell’attore, Kate Moss, la quale senza battere ciglio si è schierata a favore di Depp. Tra l’altro, il coinvolgimento della modella è stato uno dei tanti passi falsi, mossi dalla Heard durante le deposizioni rilasciate in queste settimane di fronte ai legali di Depp.

Leggi anche: Johnny Depp, nuova accusa ad Amber Heard: “Ecco cosa ha fatto nel nostro letto”

Amber Heard e Johnny Depp durante il processo

Leggi anche: Amber Heard risponde a chi la vorrebbe fuori da Aquaman 2

I commenti degli attori sui social

Pochi minuti dopo il verdetto della giuria, tra i commenti dei fan dell’attore e i sostenitori dell’attrice, non si sono fatti attendere i post “sfogo” dei diretti interessati. Se da un lato c’è un profondo senso di gratitudine per aver fatto vincere la verità, dall’altro la delusione e il rammarico per la sentenza, hanno preso il sopravvento nell’animo dell’attrice.

Lo sfogo di Johnny Depp ha messo in rilievo quanto questa vicenda giudiziaria abbia inevitabilmente compromesso la sua carriera da molto tempo. Oltre al suo lavoro di attore, Depp ha voluto ringraziare tutte le persone che lo hanno sostenuto in questa battaglia, lasciando un pensiero speciale per i figli, testimoni di questo processo, che ha visto il padre lottare in nome della verità. Ecco il post apparso sul suo profilo Instagram, già con oltre 8 milioni di like in poche ore.

Lo sfogo di Johnny Depp

“Sei anni fa, la mia vita, la vita dei miei figli, la vita di coloro che mi sono più vicini e anche la vita delle persone che per molti, molti anni hanno sostenuto e creduto in me sono cambiate per sempre. Tutto in un batter d’occhio. Accuse false e molto gravi hanno fatto il giro del mondo e hanno avuto un grave impatto sulla mia vita e sulla mia carriera. Sei anni dopo, la giuria mi ha restituito la mia vita” ha dichiarato Depp sul suo profilo Instagram.

Il post di Johnny Depp sul suo profilo Instagram

“La mia decisione di portare avanti questo caso, conoscendo molto bene la difficoltà degli ostacoli legali che avrei dovuto affrontare e l’inevitabile spettacolo mondiale nella mia vita, è stata presa solo dopo aver riflettuto a lungo. Fin dall’inizio, l’obiettivo era di portare alla luce la verità indipendentemente dall’esito. Dire la verità era qualcosa che dovevo ai miei figli e a tutti coloro che mi hanno sostenuto. Mi sento in pace sapendo di aver finalmente raggiunto lo scopo.” Anche in questa occasione, l’attore ha voluto sottolineare quanto la volontà di dimostrare la verità, fosse la sua unica preoccupazione.

Prima di concludere il post ha scritto: “Spero che la mia ricerca della verità abbia aiutato gli altri, uomini o donne, che si sono trovati nella mia stessa situazione, e che coloro che li sostengono non si arrendano mai. Desidero ringraziare il nobile lavoro del giudice, dei giurati, del personale del tribunale e degli sceriffi che hanno sacrificato il proprio tempo per arrivare a questo verdetto, e al mio diligente team legale che ha svolto un lavoro straordinario aiutandomi a mostrare la verità. Il meglio deve ancora venire e un nuovo capitolo è finalmente iniziato. La verità non muore mai. – Johnny Depp”

Amber Heard sul suo profilo Instagram

Lo sfogo di Amber Heard

A differenza dell’ex marito, le parole di Amber Heard sono state di tutt’altra natura. Dichiarandosi profondamente delusa dalla sentenza, nelle frasi postate su Instagram, ha mosso delle precise accuse ai membri della giuria e agli avvocati di Depp. Queste sono state le sue parole scritte in un post sul suo profilo Instagram.

“La delusione che provo oggi è al di là delle parole. Ho il cuore spezzato dal fatto che la montagna di prove non sia stata sufficiente per resistere al potere, alla forza e all’influenza sproporzionati del mio ex marito. Sono ancora più delusa da cosa significhi questo verdetto per le altre donne. È una battuta d’arresto. Riporta indietro l’orologio a un tempo in cui una donna che ha parlato e ha parlato apertamente potrebbe essere pubblicamente svergognata e umiliata.

Respinge l’idea che la violenza contro le donne debba essere presa sul serio. Credo che gli avvocati di Johnny siano riusciti a convincere la giuria a trascurare la questione chiave della libertà di parola e a ignorare le prove che erano talmente forti che abbiamo vinto nel Regno Unito. Mi dispiace di aver perso questo caso. Ma sono ancora più triste di aver perso un diritto che avevo come americana: di parlare liberamente e apertamente.”

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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Biografilm Festival

Biografilm 2022 | tutti i vincitori della XVIII edizione

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Annunciati i premi della diciottesima edizione di Biografilm, che dopo 11 giorni di programmazione si chiude lunedì 20 giugno. Un festival partecipato, ricco di contenuti, presenze artistiche e pubblico. 


“È una gioia profonda, verticale, per l’intero staff del festival, aver visto il lungo lavoro di cura e costruzione del complesso sistema che è Biografilm Festival, convergere in un abbraccio emozionale ed emozionante di pubblico e di ospiti, in un viaggio trasformativo e condiviso fatto di sale colme di curiosità, attenzione e sensibilità verso le storie di vita proiettate sul grande schermo, accesi dibattiti dentro e fuori dal cinema insieme agli autori e ai protagonisti dei film selezionati” ha dichiarato Chiara Liberti, coordinatrice della programmazione del festival.


Con la proiezione in programma lunedì sera di Les jeunes amants – I giovani amanti, alla presenza della protagonista Fanny Ardant, il Festival conta di superare la soglia dei 15 mila spettatori dal vivo in tutta la durata del festival. Sono state 6 le proiezioni Sold Out e 609 gli abbonamenti venduti. Quasi 400 gli operatori e le operatrici del settore che hanno partecipato alle giornate del mercato Bio to B – Industry Days.
Fino a oggi sono state oltre 1500 le ore di visione online per 1540 spettatori sulle piattaforme digitali11 le regioni da cui sono stati effettuati gli accessi, il 60% dei quali provenienti da fuori l’Emilia-Romagna. Oltre 86 mila le pagine visitate sulla piattaforma on line di Biografilm. Numeri destinati a crescere perché il festival on line durerà fino al 25 giugno.


“Siamo estremamente soddisfatti dei risultati di questa edizione 2022 del Biografilm Festival. Considerate le incertezze date dai due difficili anni alle nostre spalle, siamo andati oltre ogni più rosea aspettativa. Ci eravamo posti la sfida di lanciare un segnale di ripresa della presenza dal vivo nelle sale e possiamo finalmente dire di aver fatto la nostra parte con successo – afferma il Direttore Generale Massimo Mezzetti – Non solo i numeri ci danno ragione ma anche il clima di entusiasmo e di euforia che abbiamo registrato da parte del pubblico è un elemento che ci riempie di gioia e che ci gratifica molto. L’impegno profuso da tutta la squadra del Festival che da mesi ha lavorato per il raggiungimento di questi obiettivi è stato encomiabile. A tutti e tutte loro e a tutti i volontari che ci hanno accompagnato in questa avventura va la mia più sincera gratitudine. Arrivederci al prossimo anno!”.


La giuria del Concorso Internazionale, composta dai rinomati professionisti del cinema Chad Gracia, Inka Achté e Arianna Castoldi, ha attribuito 3 premi. Il Best Film Award | Concorso Internazionale, premio al miglior film del Concorso Internazionale, è andato a After a Revolution di Giovanni Buccomino. Questa la motivazione: “Potente ritratto di famiglia, politica e guerra, questo film racconta una storia importante senza eroi o cattivi, vincitori o vinti, buoni o malvagi. Momenti di bellezza, coraggio e resilienza, squisitamente catturati, lo rendono un capolavoro sull’orrore insensato della guerra e sulla capacità dei comuni esseri umani di sopravvivere e trascendere questo orrore”.


Il Premio Hera “Nuovi Talenti” alla migliore opera prima del Concorso Internazionale è stato consegnato a Divas di Máté Kőrösi. “Un film autentico e senza tempo sul diventare grandi, che abbiamo trovato fresco e originale. La giuria è stata commossa dal coraggio e dall’apertura mentale di queste giovani e ispirata dalla loro amicizia. Il regista è riuscito ad aprire le porte a queste eccezionali vite in lotta, rivelando gradualmente le loro storie fragili, complesse e in definitiva cariche di significato”.


Una Menzione Speciale è andata invece a Ultraviolette et le gang des cracheuses de sang di Robin Hunzinger, con questa motivazione: “Il film ci ha ricordato, in modo rassicurante ed edificante, ciò che è al centro dell’esistenza umana, nonostante i decenni, o addirittura i secoli che separano le diverse generazioni. La giuria è stata profondamente commossa da questa storia d’amore e di amicizia che trascende il tempo, le aspettative sociali e persino la morte.”


La Giuria Biografilm Italia, formata dalla montatrice Francesca Sofia Allegra, dalla curatrice e produttrice Antonella Di Nocera e dalla sceneggiatrice e regista Anita Rivaroli ha assegnato a sua volta 3 premi.


Ha meritato il Best Film BPER Award | Biografilm Italia, premio al miglior film del Concorso Biografilm Italia, Non sono mai tornata indietro di Silvana Costa, con questa motivazione: “Per la capacità di condurre attraverso una storia personale il racconto di una relazione che fa dialogare più generazioni di donne, con naturalezza e precisione nello sguardo. Per la semplicità con cui la regista si mette in gioco in una narrazione insieme acerba e potente, fatta di assenze e lontananze, che ci fa attraversare un territorio e un pezzo di storia del nostro paese. Per la scelta coraggiosa di riflettere sulla condizione umana di chi fugge ma resta prigioniero, lasciando allo spettatore lo spazio di potersi ancora interrogare”.


Il Premio Hera “Nuovi Talenti” | Biografilm Italia, premio alla migliore opera prima del Concorso Biografilm Italia, è andato a The Way Daddy Rides di Tiziano Locci, accompagnato da queste parole della giuria: “Ci piace pensare che il premio ad un’opera prima abbia il compito di riconoscere le potenzialità di un talento e questo nella regia documentaria si esprime nella posizione di chi filma. In questa opera il giovane regista dichiara la scelta dello sguardo e le sue soluzioni, per quanto istintive, ne dimostrano coraggio e competenza. Pur essendo l’autore fisicamente immerso nel ristretto spazio e nelle relazioni di una famiglia, il film procede essenziale, senza indugiare, restituendo ritmo e forma ad un racconto di personaggi che progressivamente rivelano le proprie luci ed ombre”.


Una Menzione Speciale della giuria di Biografilm Italia è stata assegnata a Il canto delle cicale di Marcella Piccinini, “per la libertà con cui ha sperimentato e unito il lirismo delle immagini e delle parole a una grande ricerca sul suono e le musiche; tanto che il film, pur trattando una tematica tanto intima e dolorosa, si rivela un delicato atto poetico che riappacifica.”


Il Premio della Critica Italiana SNCCI | Biografilm Europa Oltre i Confini, assegnato al miglior film della sezione Europa Oltre i Confini da una giuria composta dai 3 critici del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani Emanuele Di Nicola, Frédéric Pascali e Massimo Lechi, è andato a Berdreymi / Beautiful Beings di Guðmundur Arnar Guðmundsson, “per la capacità di esaltare la durezza e la bellezza della condizione giovanile attraverso scelte narrative spiazzanti, solo apparentemente contraddittorie, e per la forza seducente dello sguardo registico”.


Il premio Young Critics Award, assegnato da una giuria giovani composta da studentesse e studenti dei corsi di laurea DAMS e CITEM dell’Università di Bologna al miglior film del Concorso Internazionale, è andato a Divas di Máté Kőrösi, con la seguente motivazione: “Utilizzando un linguaggio innovativo e aprendosi ad una forma ibrida, il film sa avvicinarsi alla vita delle protagoniste in punta di piedi e standoci accanto: infatti, la camera non tradisce ma alimenta ed esplora i loro desideri. Un racconto poetico, terapeutico e personale che mostra la potenza del documentario nel suo essere uno specchio della contemporaneità. Una sintesi perfetta dei nostri sogni, speranze e timori”.


Il Premio Ucca – l’Italia che non si vede al miglior film del Concorso Biografilm Italia, assegnato da una giuria speciale di Arci Ucca, che consiste in un premio di distribuzione nel circuito “L’Italia che non si vede. Rassegna Itinerante di Cinema del Reale” e in 1000 euro, è andato a Rosso di Sera / Red sky at night di Emanuele Mengotti. “Per l’impietosa e chirurgica descrizione di Las Vegas investita dalla pandemia, per la scelta di raccontare tre personaggi emblematici nel rappresentare il manicheismo del sogno americano. Un western contemporaneo, con le armi, i diseredati, la desolazione e – sullo sfondo – l’eterno conflitto contro qualcuno o qualcosa nella quotidianità dell’Impero”.
 
La giuria di Bio to B – Industry Days 2022, composta da Anna Berthollet (CEO, Sales and acquisitions, LIGHTDOX) e Giacomo La Gioia (Programming Manager Documentary and Factual Channels, Sky Italia) e Marion Schmidt (co-director of DAE, Documentary Association of Europe) ha assegnato due premi. Il Best Project Bio to B Award, che consiste in un supporto di 1000 euro alla produzione del film, è stato attribuito a Fragments of a Life Loved di Chloé Barreau (produzione: Groenlandia). Il Best Project from Emilia-Romagna Bio to B Award, che consiste in un accredito per IDFA e un accredito per FIPADOC, è andato a Fade Out di Mattia Epifani (produzione: Rodaggio Film).
Di seguito anche i premi collaterali di Bio to B – Industry Days 2022: il Mia Market Award è stato assegnato a Imola I994 di Francesco Merini (produzione: Mammut Film)mentre il Visioni Incontra Award è andato al già premiato dalla giuria Fragments of a Life Loved.

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Biografilm Festival

Biografilm 2022 | Grossman, lo scrittore israeliano si racconta in un intimo documentario

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Biografilm 2022 | Grossman, lo scrittore israeliano si racconta in un intimo documentario
3.5 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

“Ho imparato qualcosa sulla mia scrittura da quando mio figlio, Uri, è stato ucciso. Ho imparato che c’è solo un modo per afferrare ciò che esiste oltre il muro impenetrabile della morte, la sensazione di non esistenza, e, allo stesso tempo, sentire la vastità di ciò che significa essere vivi accanto ad essa. Quel modo è scrivere. E questo è ciò che cerco di fare con la mia scrittura: esistere in entrambi i luoghi, anche solo per un breve momento”. David Grossman, pluripremiato scrittore israeliano, condivide queste sue riflessioni spiazzanti, private e intime davanti alla telecamera di Adi Arbel per il film-documentario che, ovviamente, presenta il suo cognome nel titolo.

L’autore indaga così la delicata e complessa connessione tra i suoi romanzi e la sua vita personale e ricorda, in una lunga confessione, le proprie origini e la propria infanzia. Nato a Gerusalemme nel 1954, con la madre casalinga che da sola cresceva lui e il fratello mentre il padre, autista di autobus, era fuori casa che faceva gli straordinari. Gli esordi da giovanissimo, dopo una delusione d’amore con una ragazza, a cui scrisse una lunghissima lettera, accorgendosi che tra quelle righe c’era già il nucleo della sua prima storia. Quella ragazza è poi tornata con lui ed è ancora lì accanto.

Il film, presentato nel corso della diciottesima edizione del Biografilm, sarà distribuito in Italia da I Wonder Pictures e arriverà sulla piattaforma IWonderFull il prossimo 21 giugno.

Biografilm 2022 | un documentario su David Grossman

Il racconto di Grossman davanti alla macchina da presa diventa testimonianza di quanto sia “difficile ed estenuante combattere senza tregua contro la forza gravitazionale della perdita”, per utilizzare le sue stesse parole. Di come sia forse impossibile separare il ricordo dal dolore, ma che anche nel dolore possa continuare ad esistere “il respiro, la creatività, la capacità di fare il bene”.

Dopo quel lutto personale, Grossman si è interrogato costantemente sull’esperienza “dei vivi che toccano la morte”, che sono toccati dalla morte: un’esperienza che un tempo gli sembrava sostanzialmente gelida, paralizzante e inanimata, e che nel corso della scrittura (e forse a causa di essa) si è rivelata a lui come complessa e articolata, dinamica e in costante evoluzione, venata di intimità, di nostalgia, di tristezza, in grado di contenere tutta la pienezza della vita e tutto il suo sconcertante vuoto.

Nell’immobilità e nel gelo totale che la morte impone non solo a chi muore ma anche, in un certo senso, a chi soffre per quella morte, lo scrittore israeliano ha cercato sempre le parole corrette per raccontarla e il modo con cui quelle parole potessero farsi movimento. Ha cercato un ritmo che gli desse la sensazione di riuscire ancora muoversi, di essere libero dinanzi a ciò che minacciava di paralizzarlo e pietrificarlo.

Nel suo disvelarsi davanti alla macchina da presa, si rende chiara ancora una volta una cosa: che in certe situazioni l’unica libertà che ha un uomo è quella di formulare la propria storia con le proprie parole. E che ogni parola giusta è una piccola riparazione. 

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Biografilm Festival

Biografilm 2022 | Young Plato, un fondamentale documento sulla nuova filosofia dell’infanzia

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Biografilm 2022 | Young Plato, un fondamentale documento sulla nuova filosofia dell’infanzia
4 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

Kevin McArevey è un dinamico preside della scuola elementare Holy Cross Boys, nel nord di Belfast, punto di riferimento educativo e sociale in una piccola comunità un tempo segnata dalle insubordinazioni e dalla guerriglia dei Troubles. L’insegnante, che ricorda il pacato maestro Lopez di Être et avoir, film francese molto simile nell’approccio a questo di Declan McGrath e Neasa Ní Chianáin, ha in mente un grande progetto, allo stesso tempo pedagogico e di rigenerazione urbana: la realizzazione di un murales raffigurante i grandi filosofi dell’antica Grecia come Platone, Socrate e Aristotele.

È alla loro filosofia che le sue lezioni si ispirano, utilizzandone gli insegnamenti come strumento per stimolare nei ragazzi la voglia di accogliere nuovi modi di pensare e strategie per disinnescare la violenza e scongiurare lo scontro.

È da diverso tempo che il cinema ha trovato nell’ambiente scolastico il campo ideale per raccontare le divergenze e le disfunzioni della società contemporanea, che inevitabilmente si riflettono sulle nuove generazioni, condizionandone la psicologia e l’atteggiamento rispetto alle cose, anche dolorose, che accadono attorno a loro.

Lo aveva fatto, solo un anno fa, Maria Speth con il film Mr Bachmann and His Class (presentato alla Berlinale), ambientato anch’esso in una città (tedesca) con alle spalle una storia complessa di esclusione e integrazione di stranieri, in cui un geniale insegnante cercava di offrire ai suoi alunni la chiave per sentirsi nuovamente a casa. Anche in Young Plato, i muri di filo spinato che circondano ancora la scuola, dopo diversi decenni dal loro posizionamento, sono la testimonianza della lotta settaria che si è consumata nell’Irlanda del Nord e dei suoi lunghissimi strascichi nel presente.

Biografilm 2022 | la recensione di Young Plato

Il momento decisivo dell’affermarsi della filosofia dell’infanzia è stato ben colto dal filosofo dell’educazione statunitense David Kennedy che, nel solco della tradizione di Lipman e Matthews, ha sottolineato come l’adulto sia divenuto un bambino, nel senso di “un essere incompleto, sempre in cammino, che non ha mai smesso di svilupparsi”.

Le forme di vita del bambino divengono perciò paradigmatiche e quindi eminentemente degne dell’interlocuzione adulta. La scuola, dice oggi Kennedy, deve transitare da spazio della promozione della razionalità a quello di coltivazione della ragione (che, a differenza della prima, si basa sulla reciprocità, l’intersoggettività, il dialogo e la negoziazione).

Il preside McArevey insegna ai suoi studenti strategie di immedesimazione con l’altro, fornisce strumenti per immaginare cosa vuol dire essere il proprio compagno di banco. Cita Seneca, ma il nome dei filosofi è secondario: si tratta di insegnare ai ragazzi come pensare, non cosa pensare.

Qualsiasi iniziale scetticismo si possa avere sull’insegnamento di una disciplina così complessa come la filosofia ai bambini delle scuole elementari, viene rapidamente dissipato una volta che l’educatore comincia a disegnare con il gessetto bianco sulla sua lavagnetta.

I bambini della Holy Cross prima ancora di ripetere le nozioni che hanno appreso, piangono, si abbracciano, chiedono scusa. In questo modo, Young Plato si pone come un limpido e fondamentale studio sulla filosofia (e l’educazione) come mezzo per la risoluzione dei conflitti.

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