Connect with us

Non categorizzato

Matteo Garrone al Biografilm 2015: “Mi aspettavo un incasso alla Sorrentino, ma ancora è presto per dirlo!”

Published

on

Tra gli ospiti della ricca 11° edizione del Biografilm Festival di Bologna è stato presente anche Matteo Garrone, regista di Gomorra e Reality, che in questi giorni è nella sale italiane con Il Racconto dei Racconti, una nuova formula di film fantastico e fiabesco made in Italy, con un cast internazionale. “Ho cercato invece di portare la favola ad un livello più realistico e di credibilità. Ho sempre amato raccontare storie di personaggi che in qualche modo potessero parlare di sentimenti riconducibili ed universali. Questo film, seppur ambientato nel 1600 parla di oggi, di sentimenti portati all’estremo” ci ha spiegato Garrone, sottolineando la sua capacità di raccontare storie reali con un approccio poetico e favolistico, mentre questa volta si è trovato a fare il contrario raggiungendo lo stesso successo. 

tale3Ispirato dal libro Lo Cunti de li Cunti di Giambattista Basile, Garrone ha realizzato questo film ad alto budget che intreccia una serie di storie diverse, che pur non incontrandosi mai fino alla fine, sembrano essere parte di uno stesso disegno narrativo. C’era una volta un regno, anzi tre regni vicini e senza tempo, dove vivevano, nei loro castelli, re e regine, principi e principesse. Un re libertino e dissoluto. Una principessa data in sposa ad un orribile orco. Una regina ossessionata dal desiderio di un figlio. Accanto a loro maghi, streghe e terribili mostri, saltimbanchi, cortigiani e vecchie lavandaie, sono i protagonisti di questo film spettacolare a livello visivo e intrigante per la natura delle storie raccontate.La prima volta ho letto Basile da un consiglio di Gianluigi Toccafondo che mi aveva parlato del suo libro. Poi l’ho letto ed è stato subito un colpo di fulmine. Molte cose le ho sentite subito familiari. Mi ha affascinato il rapporto con il grottesco, il comico e il tragico insieme. Tutto trattato con grande ironia e umanità. E’ un autore che ho sempre sentito vicino e ho pensato potesse essere importante per me quanto per Basile stesso, che il film venga visto perchè crea curiosità anche per il testo che conosciamo poco in Italia, ma è un capolavoro” ha aggiunto il regista.

tale5

Il Racconto dei Racconti è stato sicuramente uno sforzo produttivo insolito per il cinema italiano, e l’estetica del film è stata caratterizzata in gran parte dai costumi e dai paesaggi suggestivi ed affascinanti, risultato di un lungo lavoro di ricerca e sopralluoghi, come racconta Garrone: L’ambiente è un personaggio che aiuta a capire i protagonisti della storia che racconto. Il location manager per otto mesi si è girato tutta Italia che è ricca di posti meravigliosi, ma soprattutto al Sud dei castelli bellissimi sono tenuti male e gli interni sono distrutti. C’era l’idea, tuttavia, di trovare luoghi reali, ma che sembrassero allo stesso tempo costruiti in studio. Un lavoro molto lungo e complesso, in cui la Regione Puglia ci ha aiutato molto come Film Commission“. Tuttavia il processo produttivo non ha avuto vita facile, non tanto per la ricerca dei finanziamenti ma per il reperimento dei contanti per realizzare il film. “Gran parte dei soldi li ho trovati in Italia e ho firmato una serie di contratti. Per esempio, però, quando Rai Cinema accetta di fare il tuo film tu firmi un contratto, ma non ti danno subito quella cifra, te la danno a tre anni, e questo vale anche per il Ministero dei Beni Culturali, EuroImage e altri. Quindi quando raggiungi dieci milioni compresi finanziatori esterni, devi andare da una banca che ti dà contanti per fare il film e come garanzia hai questi contratti firmati. Nessuna banca in Italia mi ha scontato quei contratti perché dicevano che la mia casa di produzione era troppo piccola rispetto alle dimensioni del film e non sapevano come sarei stato io nel restituire i soldi, non avevano precedenti ma io pensavo fosse un vantaggio e invece no…avevo un racing molto alto perché non avevo mai chiesto prestiti. Poi in Francia una società finanziaria dopo diverse riunioni ha accettato di darmi i soldi con la loro percentuale. Io volevo darli in Italia ma è andata così. Avevo fatto un miracolo per montare un film così complesso e avevo rischiato di dare tutto ad un produttore con una struttura più solida. Rai Cinema è stata la prima ad entrare in maniera importante e mi ha consentito di trovare finanziamenti anche all’estero“.

tale4

Fresco di croisette, Garrone ha coltivato per qualche giorno la speranza di portare a casa la Palma D’Oro di Cannes insieme ai colleghi italiani Paolo Sorrentino e Nanni Moretti, ma riflettendo sull’esperienza ha dichiarato di non essere rimasto deluso perchè conosce bene la realtà di un festival, avendo fatto parte un anno della Giuria della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia: “Certo, un premio avrebbe dato più visibilità al film ma alla fine quando accetti di partecipare ad un festival accetti anche che le cose possano andare male. Devi avere la fortuna che i giurati siano in sintonia con il tuo lavoro, io sono stato in giuria a Venezia e so cosa vuol dire. Dipende dal momento in cui vedi il film, dallo stato d’animo, tante cose che influiscono. I film hanno poi un percorso lungo, che hanno lasciato un segno anche senza ricevere premi e viceversa. L’ho vissuta in maniera molto serena“. E dando uno sguardo agli incassi de Il Racconto dei Racconti, tuttavia, il regista può ritenersi soddisfatto, ma ci ha confessato: “Mi sarei aspettato di più. Cifre alla Sorrentino non mi sarebbero dispiaciute ma la partita è appena iniziata…bisogna vedere poi nel giro di un anno e mezzo per capire meglio. Lo abbiamo venduto in tutto il mondo e l’America lo ha comprato per una cifra molto alta, quindi sicuramente cercheranno di valorizzarlo. Poi tirerò un po’ le somme, anche il periodo in cui è uscito e ho incassato quanto Mad Max: Fury Road…un periodo caldo!“. Infine, facendo un bilancio della sua carriera fino ad oggi, Matteo Garrone ha dichiarato: “Credo ci sia un po’ un filo conduttore che lega tutti i miei film, anche se i primi erano film di formazione con una componente più documentaristica, però penso che sia un percorso che fino all’ultimo film hanno un filo conduttore che li lega tutto. Io vengo dalla pittura, quindi per me ogni film è come se facessi un quadro, quindi mi auguro che alla fine della mia carriera metterò tutti questi quadri uno accanto all’altro e sarà più facile capire qual è stata l’importanza e il valore dell’opera che lascio. Adesso è troppo presto per capirlo e sono troppo coinvolto. cerco solo di mantenere alto il livello dei lavori che faccio e cerco di fare dei film che ogni volta mi fanno esplorare nuovi territori cercando di mantenere uno mio sguardo e una mia identità”.

Il cinema e la scrittura sono le compagne di viaggio di cui non posso fare a meno. Quando sono in sala, si spengono le luci e il proiettore inizia a girare, sono nella mia dimensione :)! Discepola dell' indimenticabile Nora Ephron, tra i miei registi preferiti posso menzionare Steven Spielberg, Tim Burton, Ferzan Ozpetek, Quentin Tarantino, Hitchcock e Robert Zemeckis. Oltre il cinema, l'altra mia droga? Le serie tv, lo ammetto!

Advertisement
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

News

Eduardo Scarpetta | vita e carriera del ‘Golden Boy’ del cinema italiano

Published

on

È proprio il caso di dire: E adesso ride lui. Tra gli attori più amati da pubblico e critica, il partenopeo Eduardo Scarpetta, sta raccogliendo un successo dietro l’altro. Diviso tra il mondo del cinema e delle serie tv, questo giovane attore – come l’ho soprannominato io – ‘Golden Boy’, dal nome e cognome assai noto nella storia del teatro italiano è stato tra i protagonisti dell’ultima edizione dei David di Donatello 2022.

Vincitore dell’ambita statuetta come miglior attore non protagonista nel film Qui rido io di Mario Martone, Eduardo è riuscito a conquistare l’Accademia per il ruolo di Vincenzo Scarpetta. Ma dietro questo volto da scugnizzo napoletano, dagli occhi grandi, brillanti e dal sorriso smagliante cosa si nasconde? Continuate a leggere per scoprire alcune curiosità che lo riguardano tra passato, presente e futuro.

Eduardo Scarpetta | Una bigliettino da visita importante

Affermare il proprio nome nel mondo dello spettacolo, teatro o cinema che sia, non è mai un’impresa facile. Discorso valido soprattutto quando si possiede un nome e un cognome che porta alla mente, uno degli uomini più talentuosi del mondo dello spettacolo italiano. Come un’arma a doppio taglio per tutti gli artisti d’arte come in questo caso, affermarsi in campi nei quali padri e nonni hanno lasciato il segno, può rivelarsi più arduo del previsto.

Eduardo Scarpetta per quanto abbia una nome così pesante, ha dimostrato di avere il talento nelle vene, oltre al sangue di uno dei commediografi più popolari, amati e discussi del teatro della metà dell ‘800. A tal proposito vorrei recuperare una dichiarazione rilasciata dall’attore in una recente intervista: «Provenire da una famiglia come gli Scarpetta mi ha dato consapevolezza e senso di responsabilità

Mario Scarpetta e il figlio Eduardo

Chi è Eduardo Scarpetta?

Il giovane Eduardo Scarpetta è nato a Napoli il 14 aprile 1993, figlio dell’attore Mario Scarpetta (figlio di Vincenzo Scarpetta) e dell’attrice Maria Basile. Come accadde per il padre, anche Eduardo debuttò a teatro all’età di 9 anni insieme ai genitori con lo spettacolo Felicello e Felicella. L’occasione furono i 150 anni del trisavolo Eduardo, prendendo parte a 8 repliche, rendendolo il bambino più felice del mondo non solo per aver guadagnato i primi 100€ della sua vita, ma per aver recitato per la prima volta.

Dopo aver frequentato il liceo classico, riuscì ad entrare al Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma, alternando le lezioni, al lavoro di barista e ai provini come attore. Nonostante il suo nome, Scarpetta non si risparmiò in nulla, facendo la famosa gavetta, come comparsa per il cinema e la televisione.

Nel 2016 prende parte al film Pericle – il nero diretto da Stefano Mordini, con il ruolo di Ciro, autista di Pericle mandato da Don Luigino e presentato al Festival di Cannes 2016 nella sezione Un Certain Regard.

Eduardo Scarpetta | diviso tra il cinema e il calcio

L’amato papà Mario, scomparso prematuramente nel 2004, oltre a sostenere il figlio come attore, amava assecondarlo nella sua seconda passione: il calcio. Tra gli 8 e i 10 anni, il piccolo Eduardo li ha trascorsi sul campo, allenandosi assiduamente a parare i rigori calciati dal padre. La scomparsa di Mario, lo ha portato a riflettere e a portarlo a un passo dal diventare calciatore professionista. Sfortunatamente per lui, all’età di 15 anni a causa di un brutto infortunio, si è reso conto di avere la scogliosi, procurandogli forti dolori alla schiena.

Tuttavia questa rivelazione, lo porterà a praticare nuoto e trekking, dedicando anima e corpo all’arte della recitazione.

Eduardo Scarpetta nei panni di Renato Carosone

Eduardo Scarpetta | i primi ruoli tra cinema e serie tv

Il 2018 è l’anno della sua svolta come attore cinematografico e seriale. Ben presto arriva la prima grande occasione della sua carriera grazie al regista Mario Marton, amico di famiglia, che lo sceglie per il ruolo del capraio nel film Capri – Revolution. Un ruolo che lo portò a dedicare molte ore di studio, non solo del copione ma anche delle abitudini delle capre.

E poi, con il primo ruolo da protagonista nella serie Carosello Carosone, diretta da Lucio Pellegrini trasmessa su Rai Uno. Incentrata sulla vita del celebre cantante napoletano, Renato Carosone, noto al pubblico per successi discografici come Tu vuò fa l’americano, in occasione del centenario dalla sua nascita.

Continua senza sosta il suo percorso nel mondo delle serie tv, con il successo mondiale L’amica geniale, sempre nel 2018 fino all’ultima stagione, andata in onda qualche mese fa. Tratta dal bestseller scritto da Elena Ferrante e diretto da Saverio Costanzo, Scarpetta interpreta il ruolo di Pasquale Peluso, primogenito di Alfredo e Giuseppina, molto amico di Lila e Lenù nelle prime due stagioni. Nella terza serie, il suo personaggio subirà un cambiamento importante, risultando pericoloso a causa dei suoi ideali politici, andando contro i fascisti e la sua amica di infanzia Lenù.

E nel 2020 interpreta il ruolo di un ragazzo punk nel film La tristezza ha il sonno leggero diretto da Marco Mario De Notaris.

Eduardo Scarpetta | il primo grande riconoscimento

Nel 2021, Scarpetta viene scelto nuovamente da Mario Martone per portare sul grande schermo il film diretto Qui rido io. Un lungometraggio molto caro all’attore, visto l’argomento trattato: la storia della sua famiglia. Il capocomico Eduardo Scarpetta (Toni Servillo) è il capofamiglia e padre dell’adolescente Vincenzo Scarpetta (Eduardo Scarpetta) e dei figli illegittimi Eduardo De Filippo, Titina De Filippo e Peppino De Filippo.

Al centro della vicenda il processo mosso dalla SIAE per volere del poeta Gabriele D’Annunzio, per aver portato a teatro la parodia de La Figlia di Iorio. Paradossalmente questa grave accusa, vedrà sancito per la prima volta il ‘Diritto d’Autore’ in Italia, con lo scopo di legittimare tutte le parodie, che andarono ad arricchire la storia del teatro italiano.

Interpretare uno dei membri della sua famiglia di origine, oltre a rappresentare un orgoglio personale, gli è valso anche il primo David di Donatello come miglior attore non protagonista. Il discorso di ringraziamento, tra incredulità e commozione è stato dedicato al regista e alla sua famiglia per averlo sempre sostenuto.

Leggi anche: Le Fate Ignoranti | la recensione dei primi due episodi della serie su Disney+

Eduardo Scarpetta ai David di Donatello 2022

Il discorso di Eduardo Scarpetta ai David di Donatello 2022

«Mario mi disse che tutto nacque perché aveva ritrovato il manoscritto originale di “Qui rido io” che scrisse Eduardo Scarpetta e che mio padre Mario ha consegnato a lui, credo venticinque anni fa. Quindi oltre a essere dedicato a Mario (Martone) è dedicato a un altro Mario, che è mio padre che ho perso a 11 anni e mezzo. A Mario a chi mi ha votato, a mia mamma che è a casa e che mi sta guardando, a mia sorella che è seduta lì. Evviva il cinema, tanta merda a tutti gli altri e grazie ancora

In realtà, come lo stesso Eduardo ha ammesso durante una recente intervista, il manoscritto consegnato dal padre al regista non fu Qui rido io, ma quello de La figlia di Iorio. Una piccola défaillance assolutamente giustificabile vista la grande emozione di ricevere per la prima volta un premio così importante, alla sua prima candidatura.

Leggi anche: Le Fate Ignoranti – La serie | la conferenza stampa con il cast e il regista

Eduardo Scarpetta nei panni di Michele ne Le Fate Ignoranti – la serie

I prossimi lavori di Eduardo Scarpetta

Reduce dal grande successo di pubblico (e di streaming) per Le Fate Ignoranti – La serie diretta da Ferzan Ozpetek per Disney+, l’ attore napoletano è riuscito a conquistare il pubblico nel ruolo di Michele. Amante di Massimo (marito dell’ignara Antonia) e cuore del gruppo delle Fate di Via Ostiense, Scarpetta spera con tutto il cuore che si possa realizzare una seconda stagione, presto o tardi.

Il film La donna per me diretto da Marco Martani, vede nel ruolo di protagonista Andrea (Andrea Arcangeli) alla vigilia del suo matrimonio con la bella Laura (Alessandra Mastronardi). Il futuro sposo incredibilmente, resta bloccato in un loop temporale, che lo vede vivere in diverse realtà, lo stesso giorno. Eduardo Scarpetta interpreta il ruolo di Giulio, colui che metterà la pulce nell’orecchio di Andrea su ciò che sta per compiere nella sua vita.

I protagonisti della serie Lidia Poët

In fase di post produzione per Netflix, c’è la serie Lidia Poët, diretta da Matteo Rovere e Letizia Lamartire. Ambientata alla fine dell’Ottocento a Torino, narra la vicenda di Lidia (Matilda De Angelis), una donna che lottò con tutta se stessa per ribaltare un’ ingiusta sentenza della Corte. Una decisione che la riguardava da vicino, visto che le impediva di esercitare la professione di avvocato a causa del suo genere. Grazie al fratello Enrico (Pier Luigi Pasino), impiegato in uno studio legale e Jacopo (Eduardo Scarpetta), giornalista e cognato di Lidia, riusciranno a scoprire alcuni segreti che potrebbero cambiare le carte in tavola.

Al momento è impegnato sul set di un film insieme alla nostra Monica Bellucci e all’attrice australiana Tony Collette, la quale si è congratulata con Eduardo per il David vinto qualche sera fa. Tutti e tre sono i protagonisti di un progetto internazionale, a metà tra una commedia e un action movie.

Continue Reading

Cinema

Il Giorno della Memoria: 10 film da vedere, ma non i soliti

Published

on

Oggi è il Giorno della Memoria e, per l’occasione, vogliamo consigliarvi 10 film da vedere, tralasciando i soliti titoli che vengono fuori in questo giorno. La Vita è Bella o Schlinder’s List sicuramente sono dei capolavori indiscussi, però ci sono altri film degni di nota che vale la pena recuperare.

Abbiamo selezionato film di vario genere, dalla commedia al dramma, dall’animazione al film musicale. Nel video qui sotto potete scoprire i film che abbiamo scelto che raccontano il periodo della Seconda Guerra Mondiale, dell’olocausto, degli ebrei, della shoah e di una pagina di storia terribile che è bene ricordare ogni anno.

Se vi è piaciuto il video non dimenticate di iscrivervi al nostro canale YouTube Madrog Cinema cliccando qui.

Continue Reading

Non categorizzato

Crypto Bros: storia del big fail per l’acquisto dei diritti di Dune di Jodorowski

Published

on

Sta facendo notizia il colossale fail di un gruppo di crypto bros, il quale avrebbe sborsato la bellezza di 2,66 milioni di dollari per il Dune di Jodorowski. Proprio così, ed è abbastanza inutile cercare in rete o sulle piattaforme di streaming perché la trasposizione filmica di Dune, romanzo cult di Frank Herbert non è stata realizzata dal poliedrico artista cileno. Alejandro Jodorowski fu infatti il primo regista e sceneggiatore che ebbe l’intuizione geniale di portare sul grande schermo l’opera mondo di Frank Herbert.

Nonostante la prima edizione del romanzo di fantascienza sia arrivata in Italia solo nel 1973, dopo la sua pubblicazione nel 1965 fece parlare di sé e non poco, visti i premi e il numero di seguaci che attirò dopo la sua pubblicazione. Non a caso questo romanzo ha venduto nel tempo oltre 12 milioni di copie, cifra che lo rende il libro di SCI-FI in assoluto più acquistato di sempre. È inutile dire come questo romanzo abbia ispirato opere di assoluto valore commerciale e artistica, prima tra tutte la saga di Star Wars ideata dal produttore e regista di Hollywood George Lucas. 

Tuttavia bisogna riconoscere che l’intuizione e il fiuto per l’idea di Jodorowski fu in netto anticipo rispetto ai tempi. Ci fu proprio durante la metà degli anni settanta del secolo scorso il tentativo di realizzare questa prima versione cinematografica, con il regista sudamericano che chiamò a raccolta un gruppo di professionisti di grande livello, tra cui figuravano i Pink Floyd per la colonna sonora, Orson Welles, Salvator Dalì e Mick Jagger. Nonostante l’opera non verrà poi portata a compimento, esiste un famigerato libro di Dune di Jodorowski, sulla possibile realizzazione del kolossal fantascientifico. Oggi naturalmente si torna a parlare di Dune, dato che è da poco uscita la seconda versione cinematografica realizzata dal regista canadese Denis Villeneuve, il quale pur non convincendo del tutto la critica, ha avuto dalla sua il pubblico che ne ha determinato il successo ai botteghini. Prima però c’era stato il tentativo riuscito da parte di David Lynch, il quale però non ebbe la stessa fortuna del giovane collega canadese. 

Il Dune prodotto da Le Laurentiis è infatti uno dei clamorosi flop di metà anni ottanta, compresso probabilmente da opere meno ambiziose, ma più riuscite come lo stesso Il ritorno dello Jedi, terzo capitolo di Star Wars di Lucas. Tornando però al big fail di crypto boys, l’acquisto del libro Dune di Jodorowski, per la cifra record di 2,66 milioni di dollari. Partendo dal presupposto che il volume con appunti, scene e storyboard realizzato da Alejandro Jodorowski è abbastanza introvabile, dato che ne esistono circa 10-15 copie, il valore di mercato si aggira sui 30-35 mila euro. Motivo per cui c’è stato un grande fraintendimento, visto che i promotori di Spice DAO (questo il nome dei crypto boys) lo ha pagato cento volte il suo reale valore, con la convinzione di detenere i diritti di Dune, in termini filmici. 

Dopo l’acquisto infatti Spice DAO ha pubblicato un post su Twitter dove con entusiasmo viene descritto un piano che riguarda la pubblicazione del testo, la produzione di una serie animata ispirata al libro e il sostegno a eventuali progetti collaterali. Come ben sappiamo tutto questo è stato commentato come una grande figuraccia da parte della società, visto che proprio in questo momento è facile trovare in libreria e sui portali di streaming la versione originale di Dune, realizzata da Denis Villeneuve. Non solo, da Dune sono stati tratti anche diversi giochi, uno da tavolo e molti di genere action e avventura. Il settore del gioco online in questi ultimi anni gode di un successo clamoroso, come si può vedere attraverso la realtà casino.netbet.it per il contesto del gambling online. 

Continue Reading
Advertisement

Iscriviti al canale Youtube MADROG CINEMA

Facebook

Recensioni

Popolari