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Cinema

Cannes 2019 – Matthias & Maxime, l’emozionalità dirompente di Xavier Dolan

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Matthias (Gabriel D’Almeida Feitas) e Maxime (Xavier Dolan) si conoscono da sempre. Sono stati amici d’infanzia e ancora condividono gran parte della loro vita, degli amici, dei loro gesti quotidiani. Una banale scommessa e un’amica comune con un film da realizzare saranno poi il motivo che porterà a un fatidico bacio tra loro. All’apparenza una messa in scena, un momento di finzione, che sarà però fattore scatenante di molte altre cose. E proprio in nome e nel tempo di quel film dal profetico titolo “Limbo”, per i due amici si aprirà una nuova fase di vita, una voragine di dubbio e incertezza, paure e tensioni. Perché da quel momento la natura del loro rapporto sarà destinata a cambiare, dovrà confrontarsi con l’orco del non detto, di ciò che si prova ma non si può e non si vuole confessare nemmeno a sé stessi. Infilato dunque di forza il limbo del cambiamento, Matthias e Maxime dovranno poi andare anche verso la strada della consapevolezza. La fetta di strada più ardua e difficile. Ma il tempo stringe e le paure aumentano. Perché Maxime sta per partire e il tempo per chiarirsi e comprendersi potrebbe non tornare mai più. 

xavier dolan

Xavier Dolan in Matthias & Maxime

Xavier Dolan, genio ribelle ed enfant terrible (varcata da pochissimo la soglia dei trenta), torna al suo cinema di pura emozione catalizzata in energia che si libera attraverso le immagini, la musica, e le parole. Fluido e veloce, Matthias & Maxime è una pedalata liberatoria, una discesa libera all’interno di un sentimento e di una passione da tempo implosi e che scalpitano per rompere i loro argini ed esondare, travolgere tutto. Quell’enorme conflitto interiore che sembra placarsi solo nelle bracciate frenetiche in acque placide, che trova conforto in quella catarsi fisica e che cerca, specularmente, anche una liberazione mentale ed emotiva che però è sempre molto più lenta, complessa. In due ore di film Dolan catalizza l’emozione e la passionalità come solo lui sa fare, fotografando gli attimi di vita che scivolano via tra sequenze urlate e pause silenti, tra risate e lacrime, nel disagio di quei tanti vuoti e di quegli isterismi che, insieme e all’unisono, parlano il linguaggio dell’emozione esasperata e incontrollata.

Attraverso un uso iperbolico dell’immagine e del sonoro, raccogliendo briciole di vita e ritagli estemporanei del quotidiano, partendo da uno sguardo dolente che segue un cartellone pubblicitario di “famiglia felice” e subito dopo un mozzicone di sigaretta lasciato rotolare sull’asfalto, Dolan (s)muove tutta la tensione di un’amicizia irrimediabilmente mutata in passione, ma che fatica a rivelarsi, accettare e ratificare la sua nuova identità. Controparte contemporanea e al maschile del film della Sciamma, quest’ultima opera del giovane e talentuosissimo regista canadese fa scoppiare il temporale del sentimento e della passione muovendo insieme ordinario ed extraordinario, passando nella distanza di qualche finestra da un gruppo di amici che corre a tirar via dalla pioggia i panni stesi e altri due amici immobilizzati e rapiti dentro il loro personale diluvio emotivo. Accostamenti, ellissi ed elusioni che aprono e chiudono, veloci, i sipari della vita.

Matthias & Maxime

Di nuovo capace di toccare vette altissime dell’emozione, e di realizzare un film che scava dritto nel profondo dei nostri dolori più forti e del nostro non detto più lancinante, ma che ha di contro ha anche un grande ritmo e una straordinaria tenuta narrativa sempre in bilico tra tensione ed evasione, lacrime e risate, Dolan qui compie un nuovo slalom gigante tra le pieghe più insidiose dell’emozione, affrontando il tema di una sessualità implosa e negata, e che poi – una volta risvegliata – fagocita tutto, sbaragliando ogni idea e illusione precedentemente e penosamente costruiti. Un film che brilla per la capacità di trasportare ogni evento esterno in una percezione intima e personale, di filtrare ogni cosa attraverso gli occhi e i cuori dei due bravissimi protagonisti: lo stesso Dolan che scrive, dirige e veste con pienezza emotiva i panni di Maxime e Gabriel D’Almeida Feitas nel ruolo di Matthias. Un saliscendi emozionale che in alternanza rallenta o impenna il livello emotivo dell’opera, anche grazie all’uso come sempre eccentrico del sonoro e della musica, che a volte sovrasta e mette fuori campo le voci mentre altre volte va in dissolvenza per restituire, invece, l’enorme valore dei silenzi. 

Cannes 2019 – Matthias & Maxime, l’emozionalità dirompente di Xavier Dolan
4 Punteggio
Riepilogo Recensione
Cresciuto a “pane e Croisette” (a soli 19 anni era già nella sezione Quinzaine des Réalisateurs con la sua opera prima J'ai tué ma mère), e largamente osannato in terra francese, con Matthias & Maxime Xavier Dolan realizza un’altra perla cinematografica dall’emozionalità pura e sincera, che entra di diritto (come gran parte degli altri suoi film) nel panorama del cinema contemporaneo e giovane più efficace e toccante, un cinema che mette la qualità di uno stile eccentrico e funzionale al servizio di una sensibilità spiccata, di un’emotività enorme e senza dubbio molto fuori dal comune.  
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

In me la passione per il cinema non è stata fulminea, ma è cresciuta nel tempo, diventando però da un certo punto in poi una compagna di viaggio a dir poco irrinunciabile. Harry ti presento Sally e Quattro matrimoni e un funerale sono da sempre i miei due capisaldi in fatto di cinema (lato commedia), anche se poi – crescendo e “maturando” – mi sono avvicinata sempre di più e con più convinzione al cinema d’autore cosiddetto di “nicchia”, tanto che oggi scalpito letteralmente nell’attesa di vedere ai Festival (toglietemi tutto ma non il mio Cannes) un nuovo film francese, russo, rumeno, iraniano, turco… Lo so, non sono proprio gusti adatti ad ogni palato, ma con il tempo (diciamo pure vecchiaia) si impara anche ad amare il fatto di poter essere una voce fuori dal coro...

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Cinema

Obsessio, il thriller psicologico del regista catanese Giovanni Marzagalli

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Obsessio recensione

Giovanni Marzagalli, giovanissimo regista che nel corso degli ultimi anni si è fatto conoscere nel settore con lo pseudonimo di John Real, si è formato all’Accademia Nazionale del Cinema di Bologna e alla prestigiosa Ucla di Los Angeles. Proprio dalla sua esperienza americana, Marzagalli sembra aver fatto propria una estetica hollywoodiana che applica a ogni suo film, rinunciando al naturalismo della fotografia tipico di certo cinema italiano e prediligendo un look invece più sofisticato tipico delle grandi produzioni statunitensi. Dopo aver raggiunto nel 2011 il traguardo del Globo D’Oro, ricevuto all’età di 21 anni, diventando così il più giovane regista in Europa a ottenere il riconoscimento che ogni anno viene conferito dai giornalisti della stampa estera accreditata in Italia, Giovanni Marzagalli torna ora con un nuovo lungometraggio dalle grandi ambizioni, Obsessio.

Obsessio film

La trama di questo thriller psicologico è delle più classiche: Trevor McNills (il protagonista) soffre di un disturbo ossessivo compulsivo di personalità. Un disturbo che rende difficoltoso il rapporto con i dipendenti della sua azienda, che vorrebbe controllare anche nella loro sfera privata. Basterà poco, infatti, per rendere Trevor un pericoloso stalker. Attratto dalla sua giovane impiegata Natalie, il misterioso uomo d’affari inizierà a rendere la vita della ragazza un inferno, incapace di mettere un freno a quella che diverrà nel corso del film una vera e propria ossessione.

Con un passato nel cinema horror, dagli inizi con Native (che valse a Marzagalli il sopracitato Globo D’Oro come “Regista rivelazione dell’anno”) alle più recenti esperienze televisive (Feel the dead) e cinematografiche (The Beginning), il regista catanese sfrutta i meccanismi tipici del genere orrorifico traslandoli dal corpo (sul quale più banalmente si sfoga la violenza) all’intimità psicologica dei propri personaggi, vittime di una carneficina che si consuma ogni giorno: non esplosione fragorosa di violenza ma lento e incessante stillicidio. La sceneggiatura è in grado di sorprendere e utilizza interessanti premesse per scompigliare le carte in tavola e suggerire una realtà diversa da quella che, fin dall’inizio, viene proposta allo spettatore. Marzagalli rende in modo originale la frammentazione interiore dei personaggi, intervenendo direttamente sul mezzo filmico e sulla regia, rompendo gli equilibri e rendendo le proprie immagini caleidoscopi, attraverso i quali osservare le riflessioni multiple di una stessa inquadratura, che muta in modo imprevedibile.

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Si tratta di un film low budget, ma coraggioso e con una scrittura ricca di inventiva, che cela il vero terrore nella sua “ordinarietà” acquisita. Traccia una linea netta e dichiara la sua posizione su certi comportamenti come quello del mobbing sul posto di lavoro che, dopo il caso Weinstein e la nascita del movimento #MeToo rendono il film attuale e necessario. 

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Cinema

Guillermo Del Toro riceverà la stella sulla Walk of Fame

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Una stella per Guillermo del Toro. Il regista premio Oscar®, dal 24 ottobre nei cinema italiani nelle vesti di produttore e sceneggiatore dell’attesissimo horror “Scary stories to tell in the dark” di André Øvredal, si prepara a ricevere un nuovo, prestigioso riconoscimento: l’autore di capolavori come “Il labirinto del fauno” e “La forma dell’acqua” il 6 agosto riceverà una stella tutta sua (la numero 2669) sulla celebre Walk of Fame di Los Angeles.

“Guillermo del Toro è un regista con una delle immaginazioni più creative e vivide”
– ha dichiarato Ana Martinez, responsabile della Hollywood Walk of Fame – “La Camera di Commercio di Hollywood è orgogliosa di onorarlo per il suo storico lavoro in ambito cinematografico”. L’evento, previsto per il 6 agosto, sarà presenziato dal regista J.J. Abrams e dalla cantante Lana Del Rey. Il regista tornerà presto sul grande schermo nelle vesti di produttore e sceneggiatore del film “Scary stories to tell in the dark” di André Øvredal, nei cinema italiani dal 24 ottobre 2019 distribuito da Notorious Pictures.

Dietro la macchina da presa André Øvredal, regista norvegese di “Troll Hunter” e dell’acclamato horror “Autopsy”. Il film è tratto dall’omonimo e terrificante bestseller di Alvin Schwartz, autore cult della narrativa horror, noto per la sua vasta produzione letteraria dedicata a opere che, tra miti, leggende e racconti di paura, esplorano gli aspetti folkloristici del popolo americano. Nella saga di “Scary stories to tell in the dark”, pubblicata tra il 1981 e il 1991 con le illustrazioni originali di Stephen Grammel, 29 storie di paura si materializzano in un mondo sospeso tra magia e terrore: i racconti più macabri di tutti i tempi prendono vita tra fiabe horror, vendette oscure, entità agghiaccianti e avvenimenti soprannaturali. Il libro sarà pubblicato in Italia dall’editore DeA Planeta Libri nella collana DeA, e uscirà in libreria il 4 settembre 2019 (al prezzo di 16.90 euro).

Affascinato fin da adolescente dai racconti di Alvin Schwartz, Guillermo del Toro, autore della sceneggiatura del film insieme a Patrick Melton e Marcus Dunstan (già sceneggiatori di quattro capitoli della saga di Saw – L’enigmista e attualmente impegnati nella stesura del prossimo reboot di Halloween), porta sul grande schermo i racconti dell’orrore più spaventosi di sempre. Completano il cast del film Zoe Colletti, Austin Abrams, Gabriel Rush, Michael Garza, Austin Zajur, Dean Norris, Gil Bellows, Lorraine Toussaint e Natalie Ganzhorn.

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Il bando della terza edizione del Premio Solinas Experimenta Serie

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Un concorso con percorso di Alta Formazione che intende selezionare e sviluppare progetti innovativi di racconto seriale della durata di 25’ e realizzare il pilota di serie con un Budget massimo di euro 120.000.

EXPERIMENTA SERIE
 è il concorso che invita Autori UNDER 45 a sfruttare le opportunità creative e produttive della tecnologia digitale per sperimentare nuove forme di racconto seriale e sviluppare progetti low budget di serie TV da 25 minuti a puntata destinati a un prioritario sfruttamento su Rai Play. Storie efficaci con universi espandibili anche su più piattaforme.

EXPERIMENTA SERIE   non si esaurisce con il concorso. I progetti vincitori parteciperanno ad un Lab di Alta Formazione e saranno sviluppati con il supporto dei Tutor del Premio Solinas.

EXPERIMENTA SERIE   intende creare azioni concrete, mirate e lungimiranti per sostenere nuovi autori e creativi e difatti offrirà ai vincitori l’occasione di compiere una ricerca e uno sviluppo del racconto – grazie all’intervento di una Bottega Creativa di autori e professionisti del cinema, della TV e dei new media e con il contributo di costume designer, scenografi, musicisti, sound designer, esperti di visual fx, transmedia producer, casting directors, narratori, teso ad amplificare e a rendere più efficaci le idee, le suggestioni e le visioni degli autori. Parte della sperimentazione nell’ambito della Bottega creativa sarà incentrata sulla ricerca e sperimentazione del low budget.

IL CONCORSO

  • è rivolto ad autori maggiorenni – under 45 – che desiderino sviluppare una serie da 25 minuti a puntata destinata a un prioritario sfruttamento su Rai Play per un pubblico giovane e digitale da realizzare con un budget massimo di euro 120 000.
  • ogni concorrente può partecipare con un massimo di due Progetti per Autore o gruppo di Autori, scritti da un Autore singolo o da un gruppo di Autori o gruppo di co-Autori intesi in senso unitario. L’Autore o il co-Autore di un Soggetto può essere Autore o co-Autore di un solo altro Progetto partecipante allo stesso Concorso.  Saranno esclusi dal Concorso tutti i Progetti degli Autori o co-Autori che partecipano con più di due Progetti.
  • al Concorso si partecipa in forma anonima a tutela della parità di condizione di tutti i partecipanti.
  • Si può partecipare con opere di genere diverso: commedia, thriller, noir, horror, fantasy, social, musical, nonché l’ibridazione di alcuni dei suddetti generi elencati.

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I PREMI

  • i 3 progetti migliori vinceranno una Borsa di Sviluppo di 2.000 euro cadauno – finanziate da RAI FICTION – e la partecipazione al Laboratorio di Alta Formazione e Sviluppo del PREMIO SOLINAS;
  • Tale Percorso di Sviluppo (obbligatorio) – sotto la guida di Tutor esperti – sarà personalizzato e mirato alla messa a punto complessiva del Progetto (sceneggiatura, regia e strategia produttiva) in vista della possibile realizzazione del pilota della serie. Durante questa fase il Premio Solinas, in accordo con gli Autori e i Tutor, selezionerà il regista.
  • Al termine del Percorso di Sviluppo (obbligatorio), uno dei tre progetti vincitori delle Borse di Sviluppo sarà dichiarato vincitore di ’Premio Solinas Experimenta Serie’ e verrà opzionato dal Premio Solinas per poter essere realizzato con un budget massimo di euro 120.000. A Rai Fiction, sponsor del Premio, sarà riservato un diritto di prima negoziazione e ultimo rifiuto sul progetto vincitore per l’acquisizione dei diritti del pilota e/o della serie, ai fini dell’eventuale realizzazione degli stessi.

I PROGETTI dovranno consistere in:

  • un “pitch” o presentazione – lunghezza massima 10 righe
  • un soggetto di serie – lunghezza minima 2 pagine, max 4 pagine
  • sceneggiatura puntata pilota  lunghezza minima 23 pagine, max 25 pagine
  • i soggetti della seconda, terza, quarta e quinta puntata della serie – lunghezza max 1 pagina per ogni soggetto
  • presentazione dei personaggi – lunghezza max 2 pagine

INVIO PROGETTI VIA WEB: entro il 10 ottobre 2019
INVIO PROGETTI VIA POSTA: entro l’11 ottobre 2019
Il bando di concorso è disponibile su www.premiosolinas.it

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