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Il Traditore, la longa manus della mafia in un film che brilla per lucidità narrativa e cast

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Sicilia, primi anni ’80. Mentre a Palermo sono tutti impegnati a festeggiare Santa Rosalia e in cielo impazzano i fuochi d’artificio, tra le mura di una fastosa villa vecchi e nuovi clan mafiosi brindano a una pace solo apparente, e che mai realmente ci sarà, tra famiglie rivali. Qualche tempo dopo, mentre Tommaso Buscetta finirà a nascondersi da latitante nella caliente vita brasiliana con la terza moglie Cristina e i figli più giovani, a Palermo la lotta per la supremazia criminale continuerà a impazzare a suon di morti e relativi funerali da celebrare. E quando poi a fare le spese di vendette e resoconti trasversali di “Cosa Nostra” saranno i due figli maggiori e il fratello dello stesso Buscetta, l’uomo tornerà a essere di nuovo al centro della scena.

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Arrestato ed estradato in Italia, a quel punto Buscetta sarà sottoposto a una serie di “pressioni” che lo porteranno a fare una scelta, e a infilare la via del collaboratore di giustizia, a diventare dunque “Il traditore”. Una scelta che poi aprirà a cascata il varco a tanti altri che come lui sceglieranno di collaborare. In particolare, però, il contributo di Buscetta con l’allora giudice Giovanni Falcone (poi brutalmente giustiziato nella famosa strage di Capaci) porterà all’arresto di ben 366 mafiosi, dando il via a una vera e propria e capillare attività di ricostruzione dell’organizzazione e struttura mafiosa. Per Buscetta sarà però anche l’inizio di una nuova vita, di un nuovo ruolo, dove la fedeltà allo Stato significherà il voltare le spalle alla vecchia famiglia mafiosa, mettendosi contro tutti i vecchi “amici” di un tempo. Storie di mafia, e di uomini italiani. Marco Bellocchio porta in Concorso a Cannes 2019 (e contemporaneamente sul grande schermo) Il traditore, storia del primo grande pentito di mafia Tommaso Buscetta (uno straordinario Pierfrancesco Favino), cogliendo nella biografia dell’uomo stralci di vita mafiosa ma anche e soprattutto mettendo a fuoco la verità dell’uomo, con tutte le implicazioni del caso.

Bellocchio cuce addosso a un Favino in odor di premi un personaggio altamente interessante e sfaccettato, attraversato da tante anime ma, poi, fondamentalmente e umanamente solo come tutti. Rimasto più volte solo e lontano dalla famiglia, solo a testimoniare contro i suoi ex amici, e infine solo anche su una terrazza californiana con un fucile a fianco a scrutare l’infinito, Il traditore sviscera la storia di uomo dalla doppia anima: l’uomo goliardico che canta al karaoke Historia de un amor, ma anche quello trucido capace di giustiziare a sangue freddo un amico inerme. Con un film dallo stile energico e moderno, Marco Bellocchio affronta dunque un altro pezzo/cruccio di storia italiana ma soprattutto sviscera il simbolismo intrinseco del valore della scelta, nella doppia valenza del bivio e della presa di coscienza. Come ad esempio la scelta comunque forte, al netto del tornaconto personale, di collaborare affrancandosi da un sistema corrotto per consegnarsi a una nuova vita di continua fuga, sempre e comunque in incognito.

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Con una narrazione che alterna il volto più intimo della storia a quello pubblico e processuale (con ricostruzioni incisive soprattutto nella puntualità dei dialoghi), e che mostra da un lato il mafioso senza scrupoli e dall’altro l’uomo a tratti fragile, lacerato e auto-colpevolizzato dalla perdita dei figli, Il traditore parte dalla fotografia di gruppo di una grande famiglia per poi andare a stringere sulla singolarità delle tante esistenze che la compongono, mettendo poi a fuoco il multiforme personaggio di Buscetta all’interno della sua rete di relazioni più strette e intime, e portando avanti sempre di pari passo dinamiche umane e processuali. Oltre due ore di film che scivolano via veloci sull’onda di uno specifico quadro storico politico e sociale italiano (Cosa Nostra, gli arresti, i processi, Capaci), ma che poi rilancia la riflessione su un quadro più generale e universale che s’interroga sulla valenza dei rapporti e degli affetti, delle interconnessioni politiche e sociali legate al potere, dei compromessi che si è disposti ad accettare pur di avere qualcosa in cambio, nella consapevolezza di trovarsi spesso stretti in una drammatica morsa esistenziale in cui si può aver fatta salva la vita o la dignità, ma non entrambe.

Il Traditore, la longa manus della mafia in un film che brilla per lucidità narrativa e cast
4 Punteggio
Riepilogo Recensione
In concorso a Cannes 2019, Marco Bellocchio presenta Il traditore, che ripercorre e analizza la vita del super pentito di mafia Tommaso Buscetta. Un ottimo film, dallo stile moderno e accattivante, che brilla per il taglio analitico scelto e anche per l’intensa interpretazione del sempre ottimo Pierfrancesco Favino.
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

In me la passione per il cinema non è stata fulminea, ma è cresciuta nel tempo, diventando però da un certo punto in poi una compagna di viaggio a dir poco irrinunciabile. Harry ti presento Sally e Quattro matrimoni e un funerale sono da sempre i miei due capisaldi in fatto di cinema (lato commedia), anche se poi – crescendo e “maturando” – mi sono avvicinata sempre di più e con più convinzione al cinema d’autore cosiddetto di “nicchia”, tanto che oggi scalpito letteralmente nell’attesa di vedere ai Festival (toglietemi tutto ma non il mio Cannes) un nuovo film francese, russo, rumeno, iraniano, turco… Lo so, non sono proprio gusti adatti ad ogni palato, ma con il tempo (diciamo pure vecchiaia) si impara anche ad amare il fatto di poter essere una voce fuori dal coro...

2 Commenti

2 Comments

  1. Alberto

    25 maggio 2019 at 22:43

    Analisi dettagliata e precisa che sicuramente incuriosisce chi ,come me ,è attratto da questi temi.complimenti

  2. Alberto

    25 maggio 2019 at 22:48

    Analisi dettagliata e precisa che incuriosisce chi, come me,è attratto da questi temi. Complimenti

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Cinema

La Storia Infinita compie 35 anni, che fine hanno fatto i piccoli protagonisti?

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Era il 1984 quando Wolfgang Petersen decise di adattare per il grande schermo il famoso romanzo di Michael Ende, La Storia Infinita, creando di fatto un vero e proprio mito cinematografico in grado di resistere al tempo. Ancora oggi, infatti, a distanza di 35 anni dalla sua uscita, La Storia Infinita è uno dei film per ragazzi più apprezzati di sempre, immancabile nei palinsesti televisivi durante le festività. I giovani protagonisti scelti dal regista erano Barret Oliver (Bastian), Noah Hathaway (Atreyu) e Tami Stronach (L’Imperatrice Bambina). Con un budget di 25 milioni di dollari, Peterson realizzò quello che allora era più costoso film di produzione tedesca mai fatto, ma il successo immenso e forse imprevedibile riuscì a non far rimpiangere la spesa (grazie anche alla vendutissima colonna sonora contenente il brano principale cantato da Limahl).

Piccolo riassunto per quei pochissimi che ancora non conoscono la trama del film: il piccolo Bastian, un bimbo che ha da poco perso la mamma, si rifugia nella soffitta della sua scuola per leggere un vecchio libro che poi si rivelerà magico. Bastian si ritroverà quindi all’interno del libro per combattere contro il Nulla e difendere il mondo di Fantàsia, per salvare così salvare l’Imperatrice Bambina con l’aiuto del drago volante Falkor e del fanciullo guerriero Atreyu. Il film ha anche avuto due seguiti, La storia infinita 2 (1990) e La storia infinita 3 (1994), caduti però nel dimenticatoio. Oggi il film compie 35 anni e per questo ci chiediamo: “Ma che fine hanno fatto i tre protagonisti dall’uscita del primo film?”

Barret Oliver (Bastian) è diventato un fotografo

Dopo aver proseguito con la carriera di giovane attore fino al 1989 (tra i ruoli principali, oltre a quello di Bastian, si ricordano quello di David nel film Cocoon, l’energia dell’universo e nel suo seguito), Oliver è adesso un fotografo affermato, insegnante di fotografia a Los Angeles e autore di libri sull’argomento (tra cui si cita “A History of the Woodburytype”, sul processo fotografico nel 19esimo secolo).

All’epoca de La Storia Infinita, Barret Oliver aveva solo 11 anni e Wolfgang Petersen lo scelse tra oltre 200 ragazzi per il ruolo di Bastian, dopo due audizioni. Curiosità per gli amanti di Tim Burton: è lui Victor Frankenstein nel bellissimo cortometraggio Frankenweenie del 1984 (quello che ha poi ispirato il lungometraggio in stop-motion del 2012).

Noah Hathaway (Atreyu) insegna arti marziali

Noah Hathaway, che nel film di Petersen interpretava il coraggioso fanciullo guerriero appartenente al popolo dei Pelleverde, non ha mai abbandonato del tutto il mondo del cinema (e nemmeno quello della lotta). Infatti ancora oggi è possibile scovarlo come attore in alcuni film indipendenti. Tra i più recenti, l’horror The Chair del 2016 e Tom Holland’s Twisted Tales (non quel Tom Holland) del 2014. D’altronde la sua carriera di attore, a differenza di quella di Barret Oliver, era già cominciata prima de La Storia Infinita (aveva 13 anni quando interpretò Atreyu). Infatti già a sei anni era stato scelto per il ruolo di Boxey nella serie tv Battlestar Galactica.

Petersen lo scelse per il ruolo di Atreyu perché, nonostante l’età, il ragazzino già era fisicamente molto forte e preparato a cavalcare, scalare e a combattere. Non deve stupire quindi se Hathaway, già cintura marrone ai tempi del film, ha continuato ad addestrarsi nelle arti marziali per diversi anni, ottenendo la cintura nera nel Tang Soo Do e nello Shotokan, e gareggiando come thaiboxer. Hathaway ha imparato nel frattempo anche l’American Kenpo, di cui ha tenuto dei corsi di combattimento ravvicinato per assistenti di volo e piloti.

Tami Stronach (Imperatrice Bambina) è oggi una coreografa

Tami Stronach, 11enne quando prese parte a La storia Infinita, è nata a Tehran, in Iran, da padre scozzese e madre israeliana. Il padre, David Stronach, è un noto archeologo, docente di archeologia all’Università di Berkeley. La sua famiglia fuggì dal proprio Paese d’origine durante la Rivoluzione iraniana. La Storia Infinita segnò il suo debutto al cinema e anche il suo ultimo ruolo da attrice.

Solo qualche anno fa, nel 2005, la donna ha spiegato in una intervista che i suoi genitori preferirono frenare la sua carriera da attrice per evitare che la ragazzina, come altri attori molto piccoli, potesse incorrere in delusioni cocenti e situazioni spiacevoli. Nonostante ciò, Tami Stronach è diventata membro di un importante corpo di ballo nel 1996: la Neta Dance Company. È inoltre coreografa e molti dei suoi lavori vengono oggi messi in scena a New York. O in Australia, dove di tanto in tanto, organizza dei tour.

Solo qualche giorno fa, proprio in occasione del 35esimo anniversario della pellicola, Tami Stronach e Noah Hathaway hanno regalato una mini reunion ai fan, firmando autografi per ore. I due si sono infatti ritrovati a New York durante il Wintercon, convention dedicata al fantasy e alla fantascienza.

 

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Cinema

6 Underground, Ryan Reynolds parla del nuovo film Netflix di Michael Bay

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Netflix ha rilasciato un nuovo promo promozionale per il suo film d’azione 6 Underground . Il video presenta la protagonista Ryan Reynolds che spiega la scienza dietro i film di Michael Bay e perché  6 Underground è il film maggiormente in stile Michael Bay di tutti i tempi. Potrete vedere il video in questione qui in alto!

Il cast di  6 Underground  comprende  Ryan Reynolds  ( Deadpool ), Dave FrancoNow You See Me ,  The Disaster Artist ), Manuel Garcia-RulfoThe Magnificent Seven, Sicario: Day Of The Soldado ), Adria ArjonaPacific Rim: Uprising, Triple Frontier ), Corey HawkinsKong: Skull Island, BlacKkKlansman ), Ben HardyX-Men: Apocalypse ), Lior RazFauda ), Mélanie Laurent ( Operation  Finale ) e Payman Maadi ( 13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi )  I dettagli della trama sono attualmente tenuti nascosti.

Leggi anche: Le novità Netflix di Dicembre 2019

Prodotto da Netflix e Skydance Media, in associazione con Bay Films,  6 Underground  si basa su un’idea originale di scrittori e produttori esecutivi Rhett ReeseGI Joe: Retaliation ) e Paul Wernick Zombieland ), noti per il loro irriverente lavoro su  Deadpool  e  Deadpool 2 . Bay è noto soprattutto per i suoi film d’azione di alto livello come  Bad Boys, Armageddon  e il  franchise di Transformers .

Questo segna la prima collaborazione tra Skydance Media e Netflix per un film a livello di evento dopo aver collaborato con serie come Grace And Frankie e Altered Carbon . Questo è anche il primo progetto Netflix per Bay e Reynolds.

David Ellison, Dana Goldberg e Don Granger di Skydance hanno prodotto 6 Underground insieme a Bay. Skydance ha una relazione di lunga data con Netflix in televisione, dove producono le serie acclamate dalla critica e nominate agli Emmy  Grace e Frankie  e all’inizio di quest’anno ha lanciato  sulla piattaforma la serie di fantascienza di alto concetto basata su IP  Altered Carbon .

Netflix ha in programma una data di uscita il 13 dicembre sul servizio di streaming per 6 Underground.

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Cinema

Come spiegare ai parenti a Natale chi è Baby Yoda

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La nuova serie Star Wars The Mandalorian in onda su Disney + ha presentato al mondo il tenero e irresistibile Baby Yoda. Il web è impazzito e ormai non si parla d’altro. Ma sapete tutto su questa piccola creatura dell’universo di Star Wars? Vi aiutiamo a essere preparati qualora, durante il cenone di Natale, qualche parente inesperto vi chiedesse delucidazioni a riguardo.

Chi è Baby Yoda?

La creatura a cui tutti si riferiscono in maniera così affettuosa, nota come come Baby Yoda fa il suo debutto nella prima serie di The Mandalorian. Lo show segue la storia di un cacciatore di taglie corazzato che gli spettatori conoscono solo come “Il Mandaloriano”, mentre intraprende un lavoro molto speciale. Il Mandaloriano, così chiamato perché è un membro del popolo amante delle armature del pianeta Mandalore, è interpretato dall’attore di Game of Thrones Pedro Pascal , anche se finora non si è mai tolto l’elmetto, quindi in realtà potrebbe essere chiunque. Il mandaloriano non è Boba Fett, il cacciatore di taglie vestito in modo simile ne L’Impero colpisce ancora e Il Ritorno dello Jedi.

Ad ogni modo, al Mandaloriano viene assegnato il compito di rintracciare un bersaglio, perché il suo cliente è associato all’ormai impero decaduto (interpretato da Werner Herzog ) che ha bisogno dell’obiettivo per ragioni ancora sconosciute. Quando il cacciatore di taglie arriva sul pianeta, scopre che il suo obiettivo è solo un piccolo esserino verde con grandi orecchie appuntite e occhi adorabili.

Cosa è Baby Yoda?

Questa è una domanda interessante. Tutti hanno iniziato a chiamarlo Baby Yoda perché non si sa quale sia la specie del famoso maestro Jedi. Mentre praticamente tutto ciò che riguarda ogni altro alieno di Star Wars può essere trovato su Wookiepedia (Twi’leks, Rodians, Ithorians, Bothans, ecc.) La specie di Yoda è un mistero. Yoda e Yaddle, un membro femminile della razza che era anche membro del consiglio Jedi ne La Minaccia Fantasma, erano gli unici due del loro genere che i fan conoscevano prima di Baby Yoda. E mentre ce n’erano un altro paio nei libri e nei fumetti ora non sappiamo nient’altro su questa specie.

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Mandalorian e Baby Yoda

Da dove viene Baby Yoda?

A partire dai primi tre episodi della serie, per un totale di otto episodi, non sappiamo molto del retroscena di Baby Yoda. Quasi certamente non è il figlio di Yoda o Yoda bambino a causa del viaggio nel tempo. Baby Yoda per volere della serie tv ha 50 anni, il che renderebbe difficili i tempi per uno scenario dedicato a Yoda Jr., poiché Yoda Sr. era ancora nel consiglio Jedi. Ci sono un paio di altre possibilità.

Baby Yoda potrebbe avere qualche legame con Yaddle – certamente un personaggio molto minore della serie, ma da tenere in considerazione come l’unico altro membro della specie nei film, scomparso dopo l’Episodio I , ed è certamente una teoria che merita di essere tenuta in considerazione. Forse Baby Yoda è solo un altro membro non correlato della specie. O forse Baby Yoda è una sorta di clone, forse anche dello Yoda originale. Il dottor Pershing, uno dei soci dei personaggi di Herzog, è stato visto in un’immagine promozionale con una toppa sul braccio che ricordava un simbolo di Kamino, il pianeta acquoso di Attack of the Clones dove è stato creato l’esercito dei cloni.

Perché Baby Yoda?

Ogni volta che il franchise di Star Wars introduce qualcosa che è così carino come un’arma, è allettante dire che è uno stratagemma per vendere giocattoli. Non è necessariamente una cosa negativa, ma Baby Yoda sembra più importante di come possa sembrare. Disney e Lucasfilm hanno tenuto Baby Yoda un segreto in vista della premiere di The Mandalorian, e Hasbro ha confermato a Vanity Fair che non avrà pronti i giocattoli di Baby Yoda in tempo per Natale. Baby Yoda non faceva parte del lead-up della premiere dello show.

Dato che Baby Yoda è la star di successo di Disney + , sembra che Baby Yoda non fosse al centro della promozione. Inoltre l’esistenza di Baby Yoda riprende la risposta a una delle ultime vere domande nel mito di Star Wars: qual è la specie di Yoda?

Quando vedremo di nuovo Baby Yoda?

I nuovi episodi di The Mandalorian arriveranno su Disney + ogni venerdì e ogni episodio durerà  circa mezz’ora. Ciò significa che, mentre vi sentirete come Jabba the Hutt, pieni di panettone e ogni tipo di dolci, magari con un po’ di spumante, avrete la possibilità di vedere quasi due ore di Baby Yoda per poter digerire.

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