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Naya Rivera al Giffoni Film Festival

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Dopo l’enorme successo dello scorso anno il Giffoni Film Festival continua il rapporto con una delle serie tv più amate di tutti i tempi: Glee. A presenziare questa volta un’altra cheerleader dello show, Santana Lopez, ovvero Naya Rivera, attrice, ballerina e cantante protagonista del telefilm dagli inizi ad oggi. Ad accogliere l’attrice migliaia di fan provenienti da tutta Italia disposti a trascorrere ore e ore sotto il cocente sole di fine luglio per strappare un autografo al loro idolo. Il Giffoni Film Festival come lo scorso anno ha organizzato le cose in grande: un meet and greet affollatissimo, l’ovvia conferenza stampa e un enorme evento dedicato a Cory Monteith e a Naya Rivera. Potete trovare qui sotto le domande poste dalla stampa italiana a Naya Rivera:

I ragazzi sono eccitati di averti qui ma allo stesso tempo dispiaciuti per Cory. Come trovi l’equilibrio e come dovrebbero trovare loro l’equilibrio riguardo a questo argomento?

Naya Rivera: E’un tema molto personale e delicato e non mi sento di entrare in domande specifiche. Essendo qui onoro non solo Glee ma anche Cory.

Dopo aver cantato Back to Black in Glee si candiderebbe come interprete in un biopic dedicato ad Amy Winehouse? E cosa pensa del cinema italiano?

Naya Rivera: Non credo di essere adatta a realizzare quel biopic. Per quanto riguarda il cinema italiano non lo conosco benissimo, quindi non posso dire un nome in particolare, ma sicuramente mi piacerebbe lavorare qui.

Glee è un grande fenomeno culturale perché affronta temi importanti come l’omosessualità. Si sente responsabile nei confronti di tutti gli adolescenti che seguono lo show?

Naya Rivera: Mi sento molto coinvolta nel ruolo di Santana, se ho aiutato anche una sola persona grazie allo show sento già di aver svolto bene il mio compito.

Come evolverà il personaggio di Santana Lopez nello show?

Naya Rivera: Non sono sicura di potervi dare dei dettagli, ancora molto è da decidere. Quello che sono certa è che tutti gli ingredienti che già conoscete saranno presenti. Vi piacerà sicuramente.

In Glee hanno partecipato grandissime star internazionali. Ha imparato qualcosa dalla loro presenza sul set?
Naya Rivera: Assolutamente, come non potrei, ho grande rispetto per star come Ricky Martin, Gwyneth Paltrow, Sarah Jessica Parker, ogni volta che vengono sul set ho l’occasione di vederli lavorare e di apprendere da loro, sono delle vere e proprie star e aspiro ad essere come loro un giorno.

Come riesce a separare Naya Rivera da Santana Lopez?

Naya Rivera: Credo non sia chiaro alle persone che far parte dello show di Glee è come far parte di qualsiasi altro show. Faccio molte cose oltre lo show e fortunatamente vengo vista spesso come Naya e non solo come Santana.

Qualche anticipazione sull’imminente album solista?

Naya Rivera: Ho lavorato molto alla mia musica scrivendo brani sound pop e rnb, musica godibile e danzabile. Per quanto riguarda le collaborazioni ovviamente mi piacerebbe lavorare con Thicke e Beyonce ma ho una lista infinita di star con cui adorerei collaborare.

NayaChe consiglio può dare ai ragazzi di oggi per raggiungere i propri sogni?

Naya Rivera: Io sono una ragazza esattamente come loro e sostengo sempre di lottare per raggiungere un sogno. Ho ricevuto molti no nella mia carriera ma non ho mai smesso di lottare per affermarmi.

Cory Monteith aveva tutto. Cosa bisogna fare per non cadere nei rischi del successo?

Naya Rivera: Non ho la posizione per rispondere a questa domanda. Ma quello che posso dire è che lavoro in questa industria sin da quando sono piccola, questo è il mio lavoro, la mia vita quotidiana. Quello che consiglio è di circondarsi sempre di buoni amici e dalla famiglia per rimanere con i piedi per terra.

Ha esordito in Willy – il principe di Bel – Air, ha ancora contatti con Will Smith?

Naya Rivera: Mi piacerebbe molto ma purtroppo no. E’ stato meraviglioso girare quelle scene, avevo solo 5-6 anni ed ero eccitatissima. Se lo incontrate ditegli che lo sto cercando.

Che ricordo avrà dei ragazzi presenti qui al Giffoni?

Avrò un ricordo meraviglioso di questo enorme affetto. E’ la prima volta che vengo qui e sono assolutamente meravigliata dal grande impatto dello show in Italia.

Segnato da un amore incondizionato per la settima arte, cresciuto a pane e cinema e sopravvissuto ai Festival Internazionali di Venezia, Berlino e Cannes. Sono sufficienti poche parole per classificare il mio lavoro, diviso tra l’attenta redazione di approfondimenti su cinema, tv e musica e interviste a grandi personalità come Robert Downey Jr., Hugh Laurie, Tom Hiddleston e tanti altri.

Festival

Matera Film Festival, si comincia il 2 ottobre: ospite d’onore David Cronenberg

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Mancano ormai pochissimi giorni all’inaugurazione del Matera Film Festival 2021, che avverrà sabato 2 ottobre con uno speciale concerto del Premio Oscar Nicola Piovani, nella suggestiva location della Cava del Sole.

La kermesse cinematografica si terrà dal 2 al 10 ottobre nella “Città dei Sassi”: ospite d’onore il regista canadese Leone d’Oro alla carriera David Cronenberg, che sarà protagonista di una masterclass, una mostra e una retrospettiva. Nove giorni di proiezioni di lungometraggi, corti e documentari, talk, incontri, masterclass sul territorio, libri e il Premio Rai Cinema Channel. In giuria, tra gli altri, anche Anastasia Michelangnoli, Maria Sole Tognazzi, Igort, Roberta Torre, Steve Della Casa, Margareth Madè, Antonio Calbi e Silvia Luzi.

Focus su David Cronenberg 

Il grande maestro del cinema internazionale il 3 ottobre alle 11,00 inaugurerà la mostra “La Nuova Carne. Dodici maestri del Fumetto Italiano omaggiano il Cinema di David Cronenberg”. L’esposizione, co-prodotta dal Matera Film Festival, con il Salone Internazionale della Cultura Pop di Napoli, e realizzata grazie alla collaborazione della Marco Lucchetti Art Gallery di Lugano, si svolgerà dal 3 ottobre al 7 novembre nel Museo Nazionale di Matera – Palazzo Lanfranchi. Un evento straordinario, inedito ed originale con opere realizzate per l’occasione. Lo stesso giorno alle 18,00 Cronenberg parteciperà alla presentazione della retrospettiva a lui dedicata “Beyond Borders/Oltre il confine”, che aprirà le proiezioni del festival con il film The Fly (La mosca, 1986). 

Sempre domenica alle 23,00 sarà la volta di Dead Ringers (Inseparabili, 1988), mentre il 4 ottobre alle 22,30 toccherà a Videodrome (1983). Il 6 ottobre alle 21,00 Spider (2002) e alle 23,00 Scanners (1981), mentre chiudono la retropsettiva A History of Violence (2005) il 7 ottobre alle 22,30 e eXistenZ (1999), l’8 ottobre alla stessa ora. Infine, il 6 ottobre alle 19,00 nell’Auditorium “R. Gervasio”, terrà l’attesissima masterclass introdotta da Donato Santeramo, direttore del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture, della canadese Queen’s University di Kingston e moderata Manuela Gieri, docente di Storia e Teorie del Cinema, dell’Università degli Studi della Basilicata. 

I concorsi del Matera Film Festival

Tre concorsi di film: lungometraggi, documentari e cortometraggi Sono state circa 400 le iscrizioni nelle tre sezioni concorsuali e 26 opere scelte (16 cortometraggi, 4 lungometraggi e 6 documentari) proveniente da ben quattro continenti (Europa, America, Asia e Africa), facendo dell’internazionalità una cifra stilistica della selezione. Un’attenzione particolare è stata riservata alle cinematografie emergenti e alle produzioni indipendenti. Tra i principali temi trattati nelle sezioni concorsuali, emergono quelli relativi al mondo del lavoro, alle dinamiche familiari, al rapporto del sé con il circostante e alla multiforme violenza che pervade la società. Tra i Paesi presenti ci sono: Kosovo, Canada, Cina, Iran, Romania, Giordania, Macedonia, Ghana, Portogallo, Svezia e Pakistan, per citarne solo alcuni. Nella serata di premiazione saranno assegnati, per ciascuna sezione concorsuale, i premi per il Miglior Film e per la Miglior Interpretazione. La direzione artistica attribuirà le menzioni speciali, mentre il Comune di Matera assegnerà il premio “Città di Matera”.

Eventi speciali e collaterali

  • Il 4 ottobre alle 9,30 in Auditorium ci sarà SCIASCIA 100′ con, in primis, la presentazione del progetto scuole ‘Cinema e Letteratura’ in collaborazione con il Salone Internazionale del libro di Torino. Alle 18,00 nella Casa Cava ci sarà il talk ‘Rotolando verso Sud. Per uno storytelling meridionale‘ con Angelo Mellone, vice direttore di Rai1. 
  • Lunedì 4 ottobre alle 19,30 sempre in Auditorium, il Matera Film Festival ospita fuori concorso, grazie alla collaborazione con la Fondazione Matera Basilicata 2019, la prima proiezione a Matera e in Basilicata de Il Nuovo Vangelo del regista svizzero Milo Rau, che incontrerà il pubblico in compagnia dell’attivista Yvan Sagnet in un talk moderato dalla giornalista Angela Mauro. Il docufilm  sarà replicato il 10 ottobre alle 20,30.
  • Martedì 5 ottobre alle 19,00 nella Casa Cava, Igort, il direttore della rivista Linus, si racconterà nel talk ‘One Man Band. Igort tra fumetti, cinema, editoria e musica‘, moderato da Giuseppe Palumbo, fumettista e membro comitato scientifico Matera Film Festival, mentre chiuderà la serata Sabina Guzzanti che si racconterà dopo la proiezione fuori concorso del suo nuovo lavoro ‘Spin Time, che fatica la democrazia!
  • Giovedì 7 ottobre alle 11,00 nell’Auditorium ci sarà il talk su ‘Pasquale Festa Campanile, lo scrittore di film’, con gli interventi del figlio Raffaele Festa Campanile, autore e regista, Dario Toma e Manuela Gieri. Alle 15,00, invece, ci sarà l’incontro Non siete sole. La condizione della donna nei Paesi Mediorientali‘ realizzato in collaborazione con la Commissione Pari Opportunità della Regione Basilicata. 
  • Venerdì 8 ottobre alle 19,00 a Casa Cava ci sarà un interessante dibattito sull’attualità più cogente “il futuro del cinema nell’era post Covid” con Francesca Cualbu, COO di Groenlandia Films e Roberto Stabile, Presidente Lucana Film Commission.
  • Sabato 9 torna al centro il cinema girato nel talk tra Roberto De Feo e Silvio Giordano che discuteranno di “A Classic Horror Story”, un horror che è un omaggio alla tradizione di genere italiana, uscito su Netflix nel luglio scorso, che pesca da riferimenti classici riletti in chiave moderna, mantenendo sempre alto il livello di tensione. La giornata si chiude alle 20,30 con la serata di premiazioni, diretta da Salvo Bitonti e condotta dall’attrice Liliana Fiorelli.

La kermesse prevede un ricco programma di eventi, ospiti e proiezioni, prenotabili sul sito ufficiale www.materafilmfestival.it a partire dal 25 settembre.

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Cinema

Video intervista a Michel Franco: “Le polemiche sul mio film non mi spaventano”

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Michel Franco, regista e produttore messicano, è stato premiato con l’Honorary Heart alla carriera in occasione della 27esima edizione del Sarajevo Film Festival, che quest’anno si è svolto in una modalità ibrida (digitale e in presenza). Il riconoscimento era stato tributato a Franco già lo scorso anno, ma il giovane cineasta sudamericano è riuscito a ritirarlo di persona solo dodici mesi dopo, a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia.

La storia di Michel Franco con il Sarajevo Film Festival è lunga e risale ai suoi esordi cinematografici, avendo scelto la kermesse serba per presentare quasi tutti i suoi lavori ed essendo stato nominato dal festival come Presidente di Giuria nel 2017.

Abbiamo discusso con Franco del suo film Nuevo Orden, vincitore del Leone d’Argento alla Mostra del Cinema di Venezia dello scorso anno. Un film che ha catalizzato forti polemiche per il modo in cui sceglie di mettere in scena la violenza e la brutalità dello scontro di classe in Messico, slegando la descrizione delle rivolte da uno specifico contesto ideologico e preferendo invece una rappresentazione più astratta e astorica.

Leggi qui -> Sarajevo Film Festival | What Do We See When We Look at the Sky? è uno dei migliori film del 2021

Polemiche che sembrano non preoccupare il regista, concentrato sul suo futuro professionale e su ciò che verrà dopo. Michel Franco sarà nuovamente in concorso a Venezia, tra qualche settimana, con il suo nuovo film Sundown, che vedrà protagonisti Tim Roth e Charlotte Gainsbourg. Di questo e molto altro abbiamo parlato nella nostra video-intervista.

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Cinema

Sarajevo Film Festival | Landscapes of Resistance mette in relazione memoria e storia

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Dopo essere stato presentato in competizione all’International Film Festival di Rotterdam, il documentario Landscapes of Resistance, adesso in programmazione al Sarajevo Film Festival nella sezione dedicata alle opere non-fiction, è stato acquistato dalla Grasshopper Film (da sempre attenta alle nuove produzioni indipendenti) per la distribuzione statunitense. Il film di Marta Popivoda racconta la storia di Sonja, fra le prime partigiane della Yugoslavia ed ex membro di un piccolo ma tenace gruppo di resistenza nel campo di concentramento di Auschwitz. Per oltre dieci anni, Popivoda e la nipote di Sonja, la co-sceneggiatrice del film Ana Vujanović, hanno registrato lunghe conversazioni con l’anziana donna, utilizzate poi in un documentario che combina in modo stupefacente immagini e parole per restituire suggestioni ed emozioni contrastanti. 

In Landscapes of Resistance, la macchina da presa indaga gli scenari di un passato di lotta e rivoluzione, mentre i racconti di Sonja si mescolano con quelli della stessa regista, che riflette apertamente sull’attuale ascesa dell’estrema destra e dei movimenti neofascisti in Europa, ma anche sul modo in cui i Balcani sono stati spinti ancora di più ai margini culturali ed economici dell’Europa. Popivoda collega quindi il tempo e la lotta della sua protagonista con il proprio presente, attraverso lettere e annotazioni di diario scarabocchiate sulle immagini che sfumano l’una nell’altra e si compenetrano.

Landscapes of Resistance | paesaggi di lotta

“Sono una femminista, regista queer e antifascista”, sottolinea con orgoglio Popivoda, i cui lavori da sempre si soffermano sulla relazione che passa tra memoria e storia. Come Ana chiarisce in un momento del suo nuovo film, tanti eroi iugoslavi della Seconda Guerra Mondiale sono oggi celebrati con monumenti e parate, ma tra questi ci sono pochissime donne e soprattutto nessun sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti. Così il film di Popivoda cerca di sostituirsi alla “toponomastica ufficiale”, di dedicare un proprio tributo ad una figura chiave della resistenza iugoslava sconosciuta ai più (anche all’interno del suo stesso Paese). Sonja, in questo senso, non è un eroe monolitico e impenetrabile come quelli che vengono restituiti alla popolazione dalle celebrazioni ufficiali, ma uno a cui viene restituita la complessità del proprio genere e della propria singolare personalità.

Il direttore della fotografia Ivan Marković dimostra ancora una volta il suo talento nel conferire fascino e mistero ad oggetti e luoghi apparentemente ordinari (come già fatto in I Was at Home, but… e nel suo debutto alla regia From Tomorrow on, I Will), aiutato dal montaggio in dissolvenza incrociata a cura di una delle più talentuose montatrici serbe: Jelena Maksimović. Landscapes of Resistance è prodotto da Jasmina Sijerčić per Bocalupo Films, con Dragana Jovović e Popivoda per Theory at Work, una società di produzione con sede in Serbia e Germania.

Sarajevo Film Festival | Landscapes of Resistance mette in relazione memoria e storia
3.5 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora
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