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Notte degli Oscar 2019: tutti i favoriti del red carpet

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oscar 2019

La notte degli Oscar 2019 si sta avvicinando: il premio cinematografico più antico e prestigioso al mondo verrà assegnato durante la 91esima edizione degli Academy Awards a Los Angeles il 24 febbraio, dopo un lungo periodo dedicato alle Nomination e alle votazioni delle migliori pellicole dell’ultimo anno. Quale occasione migliore per organizzare un viaggio negli Stati Uniti e approfittare di quest’occasione unica nel panorama mondiale dello spettacolo per assistere alla splendida cerimonia di assegnazione del Premio? Le cose oggi giorno sono semplificate anche dal fatto che i biglietti aerei hanno importi decisamente accessibili ed è sufficiente essere in possesso dell’autorizzazione elettronica al viaggio ESTA per essere sicuri di entrare sul suolo americano senza essere fermati alla dogana. E a Los Angeles in quei giorni, l’emozione è tangibile ovunque.

Attori e registi ma anche tecnici, cantanti e chiunque abbia partecipato alla realizzazione dei film in gara sono in fibrillazione per l’assegnazione delle celebri statuette per coronare il sogno di una vita. Prima di giungere alla premiazione finale saranno votate e annunciate le Nomination nel mese di gennaio 2019 per poi arrivare alle votazioni finali e alla vera e propria cerimonia di premiazione degli Oscar il 24 febbraio 2019. Solitamente per le Nomination a Miglior Attore, Miglior Attrice, Miglior Regista, Miglior Attore e Attrice non Protagonista si ottengono 5 candidature finali, mentre per la categoria Miglior Film, quella più importante di tutta la serata, si ottengono ben 10 Nomination. Numerose sono le congetture, le ipotesi e anche le scommesse proprio sulle Nomination e sulle assegnazioni finali, come sempre succede, sia nel settore sia fra il pubblico che segue sempre questa cerimonia con attenzione ed entusiasmo! Anche se è ancora troppo presto per azzardare vere e proprie previsioni, possiamo indicare qualche dato che non è sfuggito all’attenzione del pubblico e della critica. Nella categoria Miglior Film troviamo una pellicola imperdibile: Il Primo Uomo di Damien Chazelle, storia della missione Apollo 11 che raggiunse la Luna, ma anche il quarto remake di A Star Is Born di Bradley Cooper, regista e attore (con anche Lady Gaga) della storia di un musicista di successo che si innamora di un’artista squattrinata, fra i primi posti in classifica al Box Office.

Per la categoria Miglior Attore, Bradley Cooper sembra essere colui che potrebbe effettivamente ritirare l’ambita statuetta, anche se potrebbe essere raggiunto da Ryan Gosling per Il Primo Uomo e Robert Redford per The Old Man & The Gun. Lady Gaga è invece candidata per la categoria Miglior Attrice insieme a Olivia Colman, star del film The Favourite. Il probabile Miglior Regista di questo Premio Oscar 2019 si incrocia ancora una volta con i candidati alla categoria Miglior Film: sarà Damien Chazelle, Bradley Cooper o Spike Lee (con BlacKkKlansman)? Nel ruolo da Miglior Attore Non Protagonista, Timothee Chalamet di Beautiful Boy sembra essere il favorito insieme a Steve Carrell, con il quale condivide il ruolo da co-protagonista, mentre Emma Stone e Rachel Weisz di The Favourite concorreranno probabilmente per la Miglior Attrice Non Protagonista insieme a Regina King (Se La Strada Potesse Parlare).

Per quanto riguarda il nostro paese, per la categoria Miglior Film Straniero (in lingua non inglese), troviamo una pellicola presentata al Festival di Cannes che dopo quattro anni di assenza potrebbe entrare a far parte della meravigliosa cinquina finale: si tratta di Dogman di Matteo Garrone, anche se Roma di Alfonso Cuaron, regista messicano vincitore del Leone d’Oro a Veneziab darà filo da torcere nella stessa categoria.

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Cinema

Io non ho mai, la recensione del cortometraggio di Michele Saia

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L’opera prima di Michele Saia, cortometraggio dal titolo Io non ho mai, è innanzitutto un racconto di fisici giovanili e corpi che si muovono nello spazio. Rispettando la tradizione dei film per ragazzi avviata di Rob Reiner, anche il protagonista del corto di Saia dovrà fuggire da altri ragazzi che lo vogliono acchiappare, dovrà saltare, cadere e correre per mettersi al riparo. Sarà lui ad insegnare suo fratello più grande, un ragazzone imponente e grosso ma affetto da ritardo mentale, ad andare in bici nonostante la contrarietà della loro madre. Anche in questo caso, quindi, l’emancipazione passerà attraverso l’utilizzo del proprio corpo, la capacità di coordinazione e l’attività fisica.

È come se il corpo fosse lo strumento attraverso il quale i ragazzini esprimono le loro aspirazioni e i loro sentimenti. Non a caso, quindi, anche la ragazza di cui il protagonista è innamorato sarà caratterizzata innanzitutto da un segno sul viso e questo “difetto” estetico ne determinerà la personalità. Ancora una volta è il corpo che viene prima di tutto il resto. La conosceremo prima attraverso la sua faccia e solo successivamente attraverso le sue parole e le sue intenzioni. 

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Saia, laureato con lode in grafica d’arte e progettazione, sembra ragionare come un regista di cartoni animati. Grazie alla precisa e dettagliata progettazione delle inquadrature, basata sull’utilizzo dello storyboard, ogni scena di Io non ho mai sembra avere alla base un’idea visiva prima ancora che di scrittura. Il modo in cui la macchina da presa si avvicina ai personaggi, invadendo la loro intimità, per poi allontanarsi, come a volerli osservare da lontano senza intromettersi nelle vicende, suggeriscono una consapevolezza ben precisa di voler narrare innanzitutto attraverso le immagini e solo successivamente attraverso i dialoghi e le azioni. Saia utilizza quindi tutti gli elementi propri del mezzo cinematografico per compiere una intelligente sintesi di ciò che vuole veicolare attraverso il racconto.

Così ad esempio il sound design, utilizzato brillantemente per interferire con il realismo delle scene, per suggerire la presenza di qualcosa che non possiamo vedere o per amplificare ed estremizzare i rumori dell’ambiente in cui si svolge l’azione, sembra quasi mettere in discussione la veridicità di ciò che stiamo osservando. Si tratta di un’avventura reale o del ricordo nostalgico, per definizione “manomesso”, di un evento verificatosi nel passato? Questa aleatorietà del racconto, questa vaghezza ricercata, sottolineata dal fatto di non aver dato un nome al ragazzo di cui si narra, contribuisce all’astrazione della vicenda specifica che viene messa in scena e aiuta a rendere universale la condizione di un giovane protagonista alla ricerca di un proprio posto nel mondo e di un modo “giusto” di relazionarsi con gli altri (ma anche con se stesso).

Saia riesce a fare tutto questo senza rinunciare alla ricercatezza formale e al gusto estetico (il “rifugio” dei due ragazzi è un piccolo gioiello andersoniano) e allo stesso tempo riuscendo a trasmettere un genuino senso di avventura, conferendo dinamismo alle scene attraverso i momenti degli attori e quelli della macchina da presa. I protagonisti di Io non ho mai veicolano attraverso la loro presenza scenica le loro ansie e i loro desideri più sopiti. Ogni loro gesto, anche quello apparentemente meno spiegabile, ci rivela qualcosa di loro che prima non sapevamo. E il “vagabondaggio” del giovane protagonista avviene in uno spazio molto più ampio e indefinito di quanto possa essere quello di un piccolo paese di provincia. Un territorio inesplorato ancora da conquistare, un passo alla volta. Da soli o, preferibilmente, assieme alle persone giuste. 

IO NON HO MAI – trailer – from Michele Saia on Vimeo.

Photo Credit: Barbara Tucci e Gianluca Scerni

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Wild Mountain Thyme, arriva il film tratto dal romanzo di John Patrick Shanley con Emily Blunt e Jamie Dornan

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Emily Blunt e Jamie Dornan sono i protagonisti del film Wild Mountain Thyme di John Patrick Shanley. Dall’Academy Award®, il Tony Award e il vincitore del Premio Pulitzer John Patrick Shanley  arriva il romanzo lirico Wild Mountain Thyme, un adattamento del suo successo di Broadway Outside Mullingar. Il film è interpretato da Emily Blunt, Jamie Dornan, Jon Hamm, Dearbhla Molloy e Christopher Walken.

Anthony (Dornan) sembra sempre essere al lavoro nei campi, sfinito a causa del padre che non  perde occasione per sminuirlo (Walken). Ma ciò che veramente lo preoccupa è la minaccia di suo padre di lasciare in eredità la fattoria di famiglia a suo cugino americano Adam (Hamm). All’inizio Rosemary (Blunt) sembra provare rancore per essere stato svergognato da Anthony durante l’infanzia, ma le scintille tra di loro manterrebbero un falò ardente per tutta la notte. Sua madre Aoife (Molloy) si sforza di unire le famiglie prima che sia troppo tardi.

Il film è stato girato tra l’Irlanda e New York.

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Emily Blunt, Jamie Dornan e Jon Hamm

Wild Mountain Thyme è stato sviluppato da Mar-Key Pictures ed è prodotto da Leslie Urdang di Mar-Key, Anthony Bregman di Likely Story, Michael Helfant e Bradley Gallo di Amasia Entertainment, Alex Witchel e Martina Niland di PoElmilyrt Pictures. Andrew Kramer, Jonathan Loughran e Stephen Mallaghan saranno i produttori esecutivi. Il film è finanziato da Amasia Entertainment, Aperture Media Partners e Loughran / Mallaghan.

Bleecker Street ha acquisito i diritti di distribuzione negli Stati Uniti e Lionsgate UK ha acquisito i diritti del Regno Unito. HanWay Films gestisce le vendite e la distribuzione internazionale e CAA Media Finance ha gestito i diritti degli Stati Uniti e ha negoziato l’accordo con Bleecker Street insieme a Andrew Kramer di Loeb & Loeb.

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Bad Boys For Life, il grande ritorno della coppia Smith/Lawrence nel primo trailer

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Bad Boys for Life, Will Smith e Martin Lawrence nel nuovo trailer italiano del terzo capitolo della saga, diretto da Adil El Arbi & Bilall Fallah. Il film al cinema dal 23 gennaio 2020 prodotto da Sony Pictures e distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia.

A più di vent’anni dall’uscita dell’iconico Bad Boys, Will Smith e Martin Lawrence di nuovo insieme nel nuovo trailer dell’atteso terzo capitolo della saga, Bad Boys for Life. I due attori tornano a interpretare i ruoli di Mike Lowrey e Marcus Burnett nel film diretto da Adil El Arbi & Bilall Fallah. Prodotto da Sony Pictures e distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia, il film sarà nelle sale italiane dal 23 gennaio 2020. Nel cast anche Vanessa Hudgens, Alexander Ludwig, Charles Melton, Paola Nunez, Kate Del Castillo, Nicky Jam, Joe Pantoliano.

I Bad Boys Mike Lowrey (Will Smith) e Marcus Burnett (Martin Lawrence) di nuovo insieme per un’ultima corsa nell’atteso Bad Boy for Life.

 

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