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Cinema

Oscar | Ecco come funzionano le votazioni

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Mancano ormai poche ore alla proclamazione devi vari vincitori alla 92ª edizione degli Oscar, tra tweet ambigui che hanno alimentato ulteriormente la curiosità e dichiarazioni di alcuni anonimi votanti che hanno acceso ancora di più la corsa alla statuetta. Chi invoca Parasite, chi spera in 1917, chi fa il tifo per Quentin Tarantino e Martin Scorsese: mai come quest’anno, soprattutto per ciò che concerne il premio per miglior film, la gara è stata così incerta. In pochi sanno però le regole dietro il sistema di votazione che l’Academy ha cercato di rendere negli ultimi anni ancora più inclusivo, e cercheremo con questo articolo di fare un po’ di chiarezza a riguardo.

Uno sguardo generale

Chi vota agli Oscar?

L’Academy of motion picture arts and sciences dispone attualmente di 8.469 votanti, un bel salto in avanti rispetto a quattro anni fa (quando erano poco più di seimila). Ogni individuo appartiene ad uno dei diversi settori candidati, e può votare sia per la rispettiva categoria d’appartenenza che per il miglior film; l’unica ‘eccezione è rappresentata dai direttori del casting, i produttori esecutivi e coloro che curano le pubbliche relazioni che, anche in assenza di categorie di riferimento, partecipano all’elezione del premio principale. Chiunque abbia a che fare con il mondo del cinema e abbia avuto esperienze nelle realizzazione di un film può essere selezionato, ma solo dopo un’attenta selezione.

Quante sono le nomination per il miglior film?

L’anno scorso i candidati alla statuetta più ambita erano otto, quest’anno nove. Prima del 2009 le nomination erano soltanto cinque, ma poi si è deciso di allargare la lista fino ad un massimo di dieci, cifra variabile in base a quante pellicole siano state giudicate qualitativamente in grado di concorrere per il riconoscimento. Nel 2018 l’Academy ha tentato di introdurre l’Oscar per i “film popolari”, ma a furor di popolo l’idea è stata subito ritirata. Visti gli esclusi di lusso che ogni anno suscitavano polemiche tra il pubblico, si è si è optato per aumentare il numero ma di mantenerlo appunto senza una cifra fissa per selezionare esclusivamente titoli meritevoli.

La votazione per il miglior film è diversa dalle altre

In tutte le altre categorie, i membri votano per una sola scelta. Ma con così tanti titoli candidati al miglior film, l’Academy vuole evitare il rischio che possa vincere un candidato con il 10% delle preferenze. Si è scelto così una sorta di lista con i vari titoli in ordine di preferenza tramite la quale, con calcoli matematici, si possa ottenere un vincitore figlio dell’equilibrio tra i vari gusti dei votanti. In parole povere, un film potrebbe vincere non per una questione numerica, ma in termini di consenso, anche essendo magari la seconda scelta di gran parte della “giuria”.

Leggi anche: Oscar 2020: l’elenco completo delle nomination

Le leggi dello show business

I cambiamenti nello show

Nel 2019 l’Academy ha optato per una riduzione dei premi trasmessi in diretta televisiva, al fine di rendere la durata più breve e lasciare maggior spazio agli show musicali e comici all’interno dello spettacolo. Una scelta che ha scatenato aspre polemiche tra gli stessi membri dell’associazione, tali da spingere ad un ritorno al passato per l’edizione di quest’anno. Spesso si cercano cambiamenti al format in concomitanza di un calo di pubblico, ma è sempre difficile trovare soluzioni che mettano d’accordo tutti.

La campagna per l’Oscar e la vittoria del premio

La campagna promozionale (che può costare da pochi migliaia di dollari fino a 50 milioni o più) è fondamentale affinché un film sia visto dai votanti e ogni anno le major spendono milioni di dollari sui loro film di punta. La vittoria del premio garantisce poi maggior visibilità, un potenziale ritorno in sala (con notevole aumento di incassi) e un maggior potere contrattuale nel cedere i diritti a piattaforme televisive e di streaming. La formula può apparentemente apparire ingiusta nei confronti dei piccoli produttori, con le grandi compagnie favorite per ottenere almeno una candidatura, ma negli Stati Uniti l’Academy non può impedire ad altri di gestire il business a proprio vantaggio.

L’influenza degli altri premi

Alcuni ritengono erroneamente che la vittoria di altri importanti premi cinematografici, come i Golden Globes, offra una via preferenziale ai vincitori per bissare il successo anche alla notte degli Oscar. In realtà tutto è determinato dai giudizi personali dei votanti. A maggior ragione non sapremo mai la percentuale con il quale i vari vincitori sono riusciti nell’impresa, poiché l’Academy non rilascia mai una lista con relativa graduatoria.

Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto coi classici hollywoodiani e indagato, con il trascorrere degli anni, nella realtà cinematografiche più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte senza limiti di luogo o di tempo, sono attivo nel settore della critica di settore da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito di quella musicale.

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Redemption Day | il trailer del film di guerra con Gary Dourdan

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Un nuovo film d’azione è pronto per il pubblico di tutto il mondo. Come riportato da vari siti, la Saban Film ha rilasciato il primo trailer del lungometraggio di guerra Redemption Day. Il trailer del film co-prodotto da Stati Uniti e Marocco potrete vederlo nella parte alta dell’articolo.

Inizialmente noto con un altro titolo (Operation Redemption) è diretto dal produttore marocchino Hicham Hajji per la prima volta seduto al posto di regista. La sceneggiatura scritta dallo stesso Hajji insieme a Sam Chouia ha visto il produttore Lemore Syvan, per la prima volta in veste di sceneggiatore. Il film sarà nelle sale americane l’8 gennaio 2021 e in VOD dal 12 gennaio.

La sinossi di Redemption Day

Il protagonista è Brad Paxton, un capitano dei marine americano partito per il Nord Africa, con la speranza di poter trovare e liberare la moglie, catturata da alcuni terroristi. La moglie Kate, è diventata prigioniera di questo gruppo di terroristi mentre prestava servizio in Marocco. L’uomo ovviamente non esita a tornare in azione per poter salvare la vita della sua donna.

Leggi anche: Angelina Jolie dirigerà il film sul famoso fotografo di guerra Don McCullin

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Leggi anche: I 10 film di guerra da rivedere dopo La Battaglia di Hacksaw Ridge

Il cast del film

Nel cast di Redemption Day compaiono volti noti del mondo del cinema e delle serie tv, quali Gary Dourdan nei panni del capitano Brad Paxton, che molti di voi ricorderanno come l’agente Warrick Brown nella serie tv CSI – Scena del crimine. Poi ci sarà Serinda Swan a vestire i panni di sua moglie, nota per aver interpretato Afrodite nel film Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo – Il ladro di fulmini e nella serie tv Inhumans con il ruolo di Medusa. A completare la rosa degli attori, troviamo anche il veterano Andy Garcia, Ernie Hudson, Brice Bexter, Martin Donovan, Robert Knepper, Samy Naceri e Jay Footlik.

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The Toxic Avenger | Peter Dinklage protagonista del film diretto da Macon Blair

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Dopo aver annunciato lo sviluppo di un reboot del franchise della dark comedy incentrata su supereroi classici, la produzione sta continuando a ritmo serrato. Nel marzo 2019 venne annunciata ufficialmente la direzione Macon Blair e la sceneggiatura firmata dallo stesso, per la Legendary del film The Toxic Avenger. Il nuovo tassello aggiunto a questo progetto, riguarda la scelta del protagonista, ricaduta su Peter Dinklage, ex star della serie tv Game of Thrones.

I successi di Macon Blair e Peter Dinklage

Secondo quanto riportato da Deadline, il debutto alla regia di Blair, avvenuto con il film I Don’t Feel At Home in This World Anymore, presentato per la prima volta nel 2017, ha ottenuto il Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival. Sullo schermo, Blair ha recitato in Blue Ruin , Green Room , Murder Party , Gold , Logan Lucky , American Woman e nel dramma horror di Netflix Hold the Dark .

Kaufman e Herz saranno i produttori del reboot per Troma Entertainment, con Alex Garcia e Jay Ashenfelter che supervisioneranno Legendary. Lo studio ha acquisito i diritti del film nel dicembre 2018.

The Toxic Avenger diventa l’ultimo progetto in arrivo per Dinklage dopo aver recentemente firmato per recitare nel thriller psicologico di Searchlight Pictures Keith , così come nell’altra commedia in fase di sviluppo dei Blair Brothers , in cui reciterà al fianco di Josh Brolin ( Avengers: Endgame ) , e l’avventura d’azione Good Bad & Undead in cui è in trattative per recitare al fianco del collega ex allievo di GoT Jason Momoa, anche gli ultimi due sono legati alla Legendary Entertainment.

Leggi anche: The Toxic Avenger: sceneggiatura e regia affidata a Macon Blair

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Le origini di The Toxic Avenger

La commedia originale del 1984, prodotta da Lloyd Kaufman e Michael Herz, è ambientata nella città immaginaria di Tromaville, NJ. La vicenda ruota intorno alla vita mite di un bidello, assunto in un centro benessere. Dopo aver avuto una colluttazione con dei bulli, l’uomo finisce all’interno di un barile colmo di rifiuti tossici. Queste sostanze chimiche lo inducono a trasformarsi nel Vendicatore tossico (Toxic Avenger), aumentando le sue dimensioni e la sua forza sovrumana, riuscendo a contrastare i bulli e la corruzione.

Il film originale ha dato il via a un franchise, inclusi sequel di film, The Toxic Avenger Part II , The Toxic Avenger Part III: The Last Temptation of Toxie e Citizen Toxie: The Toxic Avenger IV , oltre a una strana produzione musicale, un film per bambini serie TV di cartoni animati e un fumetto Marvel.

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Killer Klowns From Outer Space | Netflix realizzerà il sequel del film horror?

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Qualcuno vuole vedere un altro film legato al lungometraggio dell’orrore Killer Klowns From Outer Space ? Se qualcuno di voi ha risposto positivamente, continuate a leggere. Secondo i Chiodo Brothers, che hanno diretto il film horror cult del 1988 e attualmente sono impegnati a promuovere il loro ultimo film, Alien Xmas, attualmente in streaming su Netflix, ci sono buone possibilità che avremo un sequel.

Il sequel del film Killer Klowns From Outer Space

Uno dei registi, Stephen Chiodo a ComicBook.com ha dichiarato: “Guarda, MGM controlla ‘Killer Klowns. Se i fan scrivessero MGM e dicessero, ‘Dov’è il nostro sequel? Ci sarebbero così tanti modi in cui poter sfruttare questa cosa. Abbiamo davvero bisogno dei fan … Abbiamo un sacco di idee per portarlo a termine … Quindi, speriamo, che qualcosa in futuro accadrà”.
A quanto pare, il duo sta attualmente parlando con Netflix di un sequel, ma sfortunatamente, queste cose richiedono tempo.

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Leggi anche: La vita davanti a sé | la recensione del film Netflix con Sophia Loren

Netflix e i fratelli Chiodo in trattative per il sequel?

Ecco cosa hanno dichiarato i Chiodo Brothers in merito al loro rapporto con la piattaforma streaming Netflix e il sequel di Killer Klowns From Outer Space:“Stiamo parlando con loro. Parliamo tutto il tempo. Prendi questo: abbiamo cercato di fare un sequel da quando abbiamo realizzato il film e puntualmente i fan finiscono per arrabbiarsi con noi. Per questo motivo non ne parliamo troppo, perché poi si infuriano con noi. Dicono: “Oh, qual è il problema con voi ragazzi?” Credeteci, ci stiamo provando. Il business è solo un orso, si muove a un ritmo glaciale. C’è interesse, diminuisce e poi scorre. Ci sono alcuni dirigenti che vogliono davvero farlo, poi, all’improvviso, qualcosa cambia. Sono fuori, è entrato un nuovo regime e non lo capiscono. Vedremo come se la cava Alien Xmas con le persone di Netflix. Vedremo se riescono ad abbracciare la nostra sensibilità.

Killer Klowns From Outer Space è una storia satirica dell’orrore sugli alieni che invadono la Terra travestiti da pagliacci. Il film è interpretato da Grant Cramer, Suzanne Snyder, John Allen Nelson e John Vernon. Il film è considerato un classico di culto grazie alla sua fantastica miscela di uccisioni e umorismo furbo. Attualmente detiene un punteggio fresco del 75% su Rotten Tomatoes.

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