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Perchè Hollywood non fa lavorare Jessica Biel?

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Scherzi a parte, quando è stata l’ultima volta che avete visto Jessica Biel in un film? O piuttosto, quando è stata l’ultima volta che avete visto un film nel quale Jessica Biel è stata la protagonista? Le cose sono state relativamente tranquille per la signora Timberlake nel corso degli ultimi anni. L’attrice ha praticamente volato sotto i radar ormai da anni. Che cosa è successo?

Facile da trascurare

Una fonte attendibile ha detto al New York Daily News che “non c’è niente di straordinario in lei, che la possa far competere con Carey Mulligan o Amy Adams, e per questo non è sul radar degli studios da molto tempo, a meno che non siano ruoli di interesse amoroso“. La rivista Salon ha aggiunto che “lei è stata la protagonista femminile in quasi tutti i film che di recente hanno avuto una protagonista femminile. La sua carriera è un po’ strana – lavora tutto il tempo – ma non viene chiamata – e questa è la conseguenza della macchina di Hollywood che ha bisogno di attrici presenti costantemente sullo schermo in modo tale da poter vendere sempre più biglietti, e non hanno niente da far fare ad attrici come lei.“. Speriamo che possa fare un passo in avanti con i suoi ultimi ruoli in qualche film indie.

Ingaggiata per l’aspetto, non il talento

Secondo il New York Daily News, un agente ha avvertito che la Biel dicendole che “dovrebbe avere un insegnante di recitazione e fare un film indipendente o due che dimostrerebbero il suo talento e non la sua bellezza.” Sembra dura, ma l’agente ha aggiunto: “Può essere una splendida ragazza, ma non è sempre adeguata ad ogni situazione. Non ha dimostrato ancora di essere una vera attrice.” Anche la rivista Looper pensa che lei abbia solo bisogno di ruoli diversi.

Conta troppo sulla presenza di Justin Timberlake

Una fonte ha detto al New York Daily News che “essere sposata con Justin Timberlake è il suo biglietto da visita in questo momento.” La stessa opinione è anche di un altro agente, che ha detto: “La sua pretesa di fama sta per sposare Justin Timberlake.” Forse se avesse sposato un uomo non famoso, un signor nessuno, o anche solo un vip di serie B, avrebbe sicuramente brillato di più al suo fianco. Speriamo solo che possa fuggire presto dall’ombra del marito.

Jessica Biel v/s Anne Hathaway

Il New York Daily News riporta che la Biel era in corsa per il ruolo di Catwoman in The Dark Knight Rises, ma il ruolo poi andò ad Anne Hathaway. “Jessica stava fumando dalla rabbia quando ha sentito che lei non avrebbe ottenuto il ruolo di Catwoman“. “Ha davvero pensato che fosse arrivata la svolta, ma quando Christopher Nolan consegnò il ruolo alla Hathaway, fu devastata“. Non è l’unico ruolo che ha perso contro la Hathaway. Infatti la Biel fece anche un provino per il ruolo di Fantine in Les Miserables, per il quale ha vinto come miglior attrice non protagonista agli Oscar la Hathaway.

I numeri al botteghino

Tra tutti i film nei quali ha partecipato la Biel, nessuno di loro ha superato i 100.000.000 dollari: The A-Team, Total Recall, e Stealth non vanno oltre gli $ 80 milioni; e il suo ruolo da protagonista in Non Aprite quella Porta ha fruttato 80 milioni di $. I progetti che hanno avuto la Biel nel cast e che hanno superato $ 100 milioni, sono Io vi dichiaro marito e marito e Appuntamento con l’Amore, ma questo fu possibile per le altre star degne di nota presenti nel cast, come Kevin James, Adam Sandler e Julia Roberts. Nessuno dei suoi altri film ha superato i $ 60 milioni, figuriamoci con la Biel in un film da sola.

Il suo ruolo di rottura non ha mai visto la luce del giorno

David O. Russell ha diretto un film intitolato Nailed nel 2008. La Biel aveva interpretato il ruolo di una donna diventata una ninfomane dopo che un operaio goffo le aveva conficcato un chiodo nella testa e non poteva permettersi l’assicurazione. Era un film che parlava di una questione importante in un modo interessante. Tuttavia, a causa di problemi di finanziamento dello studio, il progetto è stato accantonato fino a tempo indeterminato. E’ finalmente uscito nel 2015 come Accidental Love in una versione limitata.I critici sono stati d’accordo sul fatto che il film avrebbe potuto avere maggiori possibilità se non fosse stato appiattito da problemi finanziari.

I suoi agenti possono essere la colpa

Nailed era una scelta [intelligente]” ha detto Vulture. “Lei dovrebbe essere presa in considerazione per progetti migliori, ma penso che stia facendo le cose per i soldi e non credo che questo sia il problema. L’agente è un problema. Voglio dire, facendo Total Recall sembrava una buona idea, al momento“.

Colpa della bellezza

Se chiedete Biel perché non può ottenere il lavoro, è perché pensa di essere troppo sexy. “Sono in lotta con tutti gli altri per le parti buone. Sì, The Illusionist ha fatto la differenza, una enorme differenza. Così posso scegliere quello che voglio? No. Vorrei solo un’opportunità. Se non ti piace il provino, non mi assumere! Ma se non vogliono nemmeno vedermi, fa male” ha confessato ad Allure. Quando la rivista ha chiesto se la sua bellezza abbia a che fare con tutto questo, l’attrice ha risposto: “E’ davvero un problema. Devo essere schietta.” Strano, però che non sembra essere un problema per Megan Fox, Jessica Alba o Scarlett Johansson.

Fonte: Looper

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

Cinema

#AnneFrank. Vite parallele, la voce di Helen Mirren racconta

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helen mirren in anne frank. vite parallele 2 @martinolombezzi4261

Sarà Helen Mirren, Premio Oscar® come migliore attrice per The Queen, la guida d’eccezione del documentario #AnneFrank. Vite parallele, scritto e diretto da Sabina Fedeli e Anna Migotto, con la colonna sonora di Lele Marchitelli, prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital in collaborazione con l’Anne Frank Fonds di Basilea, Sky Arte il Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa, in uscita nei cinema italiani solo l’11, 12 e 13 novembre (elenco sale a breve su nexodigital.it).

Questa è una storia che non dobbiamo mai dimenticare. Stiamo iniziando a perdere la generazione dei testimoni di quanto è successo in Europa in quei terribili giorni. Per questo è più importante che mai mantenere viva la memoria guardando al futuro. Con le guerre in Siria, Libia, Iraq, con l’immigrazione che sta interessando tutta l’Europa, è così facile puntare il dito su popoli, culture, persone diverse e dire “Sono la causa dei nostri problemi” – racconta Mirren – Per questo ritengo che il diario di Anne Frank rappresenti un incredibile insegnamento, uno strumento capace di offrire una reale comprensione delle esperienze umane del passato sino al nostro presente e quindi nel nostro futuro. Lo trovo fondamentale ed è per questo che ho voluto prendere parte al progetto”.

Anne Frank, nata a Francoforte il 12 giugno 1929, quest’anno avrebbe compiuto 90 anni. Il docu-film a lei dedicato la racconta attraverso le pagine del suo diario: un testo straordinario che ha fatto conoscere a milioni di lettori in tutto il mondo la tragedia del nazismo, ma anche l’intelligenza brillante e il linguaggio moderno di una ragazzina che voleva diventare scrittrice. La storia di Anne si intreccia con quella di 5 sopravvissute all’Olocausto, bambine e adolescenti come lei, con la stessa voglia di vivere e lo stesso coraggio: Arianna Szörenyi, Sarah Lichtsztejn-Montard, Helga Weiss e le sorelle Andra e Tatiana Bucci.

Come sarebbe stata la vita di Anne Frank se avesse potuto vivere dopo Auschwitz e Bergen Belsen? Cosa ne sarebbe stato dei suoi desideri, delle speranze di cui scriveva nei suoi diari?  Cosa ci avrebbe raccontato della persecuzione, dei campi di concentramento? Come avrebbe interpretato la realtà attuale, il rinascente antisemitismo, i nuovi razzismi? Certo è che, ancora oggi, Anne resta un punto di riferimento, uno specchio attraverso cui i ragazzi imparano a guardare il mondo e a farsi delle domande.  Anne scriveva di sé, di ciò che accadeva nell’Europa in fiamme, del Nazismo. E per confidare le sue paure e le sue riflessioni inventa un’amica immaginaria: Kitty.

Helen Mirren accompagna gli spettatori nella storia di Anne attraverso le parole del diario. Il set è la camera del rifugio segreto di Amsterdam in cui la ragazzina resta nascosta per oltre due anni. È stata ricostruita nei minimi dettagli dagli scenografi del Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa fondato da Giorgio Strehler. Una straordinaria e dettagliata ricostruzione ambientale che ci riporterà al 1942. Nella stanza ci sono gli oggetti della sua vita, le fotografie con cui aveva tappezzato le pareti, i quaderni su cui scriveva.

Una giovane attrice, interpretata da Martina Gatti, ha invece il ruolo di guidarci nei luoghi di Anne e delle superstiti della Shoah. È lei a viaggiare per l’Europa alla scoperta delle tappe della breve vita di Anne.  È una giovane di oggi che vuole conoscere la storia dell’adolescente ebrea diventata simbolo della più grande tragedia del ‘900 e ci parla soprattutto attraverso i social. Sono le foto e i post il suo linguaggio. Attraverso questi, la Gatti racconta e interpreta quello che scopre, quello che vede, dal campo di concentramento di Bergen-Belsen in Germania (dove Anne e sua sorella Margot muoiono) al Memoriale della Shoah di Parigi, fino alla visita nel rifugio segreto nella capitale olandese. Martina rappresenta una delle migliaia di teenager che si sentono vicine ad Anne, una delle tante amiche immaginarie, delle tante Kitty che ovunque nel mondo sognano di avere un posto speciale nel cuore della Frank.

helen mirren in anne frank. vite parallele@martinolombezzi4262

Martina scrive una sorta di diario digitale capace di parlare ai suoi coetanei: un modo immediato per mettere in relazione le tragedie passate con il presente, di capire quale sia oggi l’antidoto contro ogni forma di razzismo, discriminazione e antisemitismo. È la sua curiosità, la sua voglia di non restare indifferente, a farci riscoprire l’assoluta contemporaneità delle parole di Anne Frank, ma anche la potenza delle voci di chi ancora può ricordare. Quelle di Arianna, Sarah, Helga, Andra e Tatiana, le storie parallele. Come Anne Frank hanno subito, da giovanissime, la persecuzione e la deportazione. A loro è stata negata l’infanzia, hanno perduto nei lager madri, padri fratelli, amici, amori. I racconti delle sopravvissute alla Shoah danno voce al silenzio del diario di Anne, che si interrompe improvvisamente con l’arresto di tutti gli ospiti del rifugio segreto di Amsterdam il 4 agosto 1944. Donne che si raccontano, a volte interrotte dall’emozione. Come quando Arianna, deportata a 11 anni, rievoca i suoi incontri con la madre attraverso il filo spinato di Auschwitz. Ma nel loro narrare c’è anche forza, sfida, ironia. Un esempio è la descrizione del gioco “surreale” che Sarah organizzava in campo con le altre ragazzine: una gara fra pulci. Non si vinceva niente ma aiutava a vivere.

Nel documentario, tra le altre, le voci del rabbino Michael Berenbaum, storico e docente di studi giudaici in diverse università americane, dello storico della Shoah Marcello Pezzetti, direttore del nascente Museo della Shoah di Roma, dell’etnopsicologa francese Nathalie Zajde, delle testimoni Doris Grozdanovicova e Fanny Auchbaum, della violinista di fama internazionale Francesca Dego, di Yves Kugelmann giornalista e membro dell’Anne Frank Fonds, Basel, di Ronald Leopold – direttore dell’Anne Frank House, del direttore del magazine online Jewpopo Alain Granat, del fotografo Simon Daval.

La colonna sonora del docu-film è di Lele Marchitelli, che ha firmato le musiche dei film di importanti registi come Giuseppe Piccioni, Renato De Maria, Cinzia TH Torrini, Riccardo Milani, Carlo Verdone, Paolo Sorrentino. Tra i suoi lavori, anche la colonna sonora de La Grande Bellezza. In occasione dell’uscita del docu-film, nasce anche il profilo Instagram @CaraAnneFrank: come Kitty contemporanee, tutti noi possiamo parlare ad Anne e alle altre testimoni raccontando loro i nostri pensieri e le nostre emozioni sul tema della memoria. È questo l’invito rivolto a studenti e lettori in occasione dell’uscita in sala di #AnneFrank. Vite parallele, che si prefigge di mettere nuovamente in luce l’assoluta contemporaneità del messaggio e delle testimonianze di Anne, Arianna, Sarah, Helga, Andra e Tatiana come strumento per decifrare il mondo attuale e come antidoto contro ogni forma di razzismo.

È stato inoltre ideato un progetto specifico che prevede la programmazione di speciali matinée al cinema dedicate alle scuole (per prenotazioni: Maria Chiara Buongiorno, progetto.scuole@nexodigital.it, tel 02 805 1633).

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Brave Ragazze è il nuovo film scritto e diretto da Michela Andreozzi

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In arrivo il prossimo autunno Brave Ragazze, la nuova commedia di Michela Andreozzi, scritta dalla stessa Andreozzi insieme ad Alberto Manni e definita dalla regista un film “bigodini e pistole”. Una Action Comedy ambientata negli anni ‘80 e ispirata a una storia vera, che schiera, nelle vesti di quattro rapinatrici improvvisate, Ambra Angiolini, Ilenia Pastorelli, Serena Rossi e Silvia D’Amico. Insieme a loro Luca Argentero, Stefania Sandrelli e Max Tortora. Nel cast anche la stessa Michela Andreozzi in un piccolo ruolo e Max Vado. Così come Nove lune e mezza, primo film di Michela, Brave Ragazze è prodotto da Paco Cinematografica di Isabella Cocuzza e Arturo Paglia e sarà distribuito da Vision Distribution a partire dal 10 ottobre 2019.

La sinossi ufficiale: Gaeta, primi anni ’80. Quattro donne in crisi provano a cambiare il corso delle loro vite armate di bigodini e pistole. Anna (Ambra Angiolini) è una ragazza madre, due figli da mantenere e nessun lavoro stabile. Maria (Serena Rossi) è una timida devota alla Vergine, vittima di un marito violento. Chicca (Ilenia Pastorelli) e Caterina (Silvia D’Amico), sorelle di indole opposta, sognano un futuro migliore, lontano. Col coraggio di chi ha poco da perdere,  decidono di travestirsi da uomini e svaligiare insieme la banca del paese. Ma è solo l’inizio di una serie di azioni spericolate, su cui è chiamato ad indagare il commissario Morandi (Luca Argentero), un vortice destinato a stravolgere per sempre il destino di quattro “brave ragazze”.

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Salina Mare Festival 2019: Premio Troisi al regista Piergiorgio Seidita e all’attore Jacopo Carta

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Targa d’argento molto ambita per gli Artisti Emergenti, quella che quest’anno verrà data al regista Piergiorgio Seidita per il suo cortometraggio L’Inizio e all’Attore Jacopo Carta al Salina Mare Festival 2019. Premi fortemente voluti dal Direttore Artistico Massimiliano Cavaleri, all’Ottavo Anno di vita del Festival più importante della Sicilia, e tra i più importanti d’Italia, che avrà come Madrina anche quest’anno, Maria Grazia Cucinotta.

Piergiorgio Seidita, con la passione per il cinema da sempre, grazie al Nonno fotografo e proiezionista cinematografico, ha già alle spalle partecipazioni ai festival più ambiti d’Italia,  come il Roma Fiction Fest e il Roma Web Fest, già vincitore come Regista Emergente l’anno scorso, sempre al Premio Troisi. Dalle Serie Web più seguite nell’inverno 2011, ai videoclip per cantautori importanti della discografia italiana come Niccolò Agliardi, per finire ai Cortometraggi premiati in molti festival nazionali e internazionali, il secondo Premio Troisi è un ottimo traguardo per il regista, che sembra non voglia smettere di realizzare i propri sogni cinematografici.

Jacopo Carta, figlio del musicista Paolo Carta, è al suo primo premio importante, ma non esente da esperienze cinematografiche e teatrali importanti. Motivo principale per il quale quest’anno riceverà il Premio Troisi come giovane promessa del mondo del Cinema. Alle spalle, collaborazioni con i registi Riccardo Milani, Gabriele Muccino, e lo stesso Piergiorgio Seidita con cui ha lavorato sia davanti la macchina da presa, che sul palco. Guardando i progetti che li hanno visti collaborare insieme, non ci stupisce che dietro a tanta passione e duro lavoro, ci sia una forte amicizia ed empatia tra loro. Un’ottima formula per chi, come loro, vuole arrivare lontano.

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