Ci sono relazioni che continuano a esistere anche quando qualcosa, al loro interno, si è già spezzato. Coppie che restano insieme per abitudine, per paura di cambiare o semplicemente perché affrontare la verità sembra più difficile che convivere con una bugia.
È da queste contraddizioni che nasce Il rumore delle cose nuove, il nuovo film di Paolo Genovese che ha inaugurato la 21ª Festa del Cinema di Roma il 13 ottobre 2026.
Dopo aver esplorato i segreti custoditi negli smartphone in Perfetti sconosciuti e le voci interiori che condizionano le nostre scelte in FolleMente, il regista romano torna a interrogarsi sulla complessità dei rapporti umani.
Questa volta lo fa attraverso le storie di tre coppie apparentemente lontane, ma accomunate da un sentimento difficile da ammettere: la paura di cambiare vita, anche quando quella che si conduce non rende più felici.
Interpretato da un cast corale che comprende Stefano Accorsi, Vittoria Puccini, Claudia Pandolfi, Emanuela Fanelli, Edoardo Pesce e Lino Musella, con la partecipazione di Claudio Santamaria, il film arriverà nei cinema italiani il 12 novembre 2026.
Il rumore delle cose nuove, la trama del film di Paolo Genovese
Ambientato a Milano, Il rumore delle cose nuove intreccia le esistenze di tre coppie che non si conoscono, ma che condividono un’insoddisfazione profonda, nascosta dietro l’apparente normalità della vita quotidiana.
Andrea (Stefano Accorsi) è un fotografo che desidera diventare padre. Sua moglie Andreina (Vittoria Puccini), infermiera, vive invece la prospettiva della maternità con paure e incertezze che finiscono per mettere in discussione il loro rapporto.
Alba (Emanuela Fanelli) è una donna intrappolata in un matrimonio violento con Umberto (Edoardo Pesce), un uomo capace di mostrare agli altri un volto completamente diverso da quello che riserva alla moglie. Umberto, infatti, lavora come clown nei reparti pediatrici, dove cerca di regalare momenti di serenità ai bambini malati.
C’è poi la coppia formata da Ralph (Lino Musella), professionista del suono, e Viola (Claudia Pandolfi), un’attrice che fatica ad accettare le proprie aspirazioni professionali rimaste irrealizzate. I due cercano di tenere insieme una famiglia attraversata da difficoltà economiche e personali, mentre il figlio Mirko deve affrontare il bullismo a scuola.
A collegare queste esistenze sarà un incontro inatteso, capace di provocare una serie di conseguenze che costringeranno tutti a confrontarsi con ciò che hanno cercato di ignorare. Le loro storie diventano così un racconto sulle scelte rimandate, sulle verità nascoste e sulla possibilità di ricominciare quando gli equilibri costruiti nel tempo non sembrano più sufficienti.

Perché Il rumore delle cose nuove parla delle relazioni di oggi
Il tema centrale del film non è semplicemente la crisi di coppia, ma il modo in cui le persone finiscono per costruire intorno a sé una realtà apparentemente rassicurante. In molte relazioni, infatti, la stabilità può trasformarsi in immobilità. Si continua a condividere la stessa casa, gli stessi gesti e le stesse abitudini, anche quando desideri e aspettative hanno preso direzioni differenti.
È proprio questa contraddizione a rendere interessante il nuovo lavoro di Genovese: i protagonisti non sono accomunati dalle stesse esperienze, ma dalla difficoltà di riconoscere ciò che non funziona nelle proprie vite.
Il film affronta situazioni profondamente diverse, che non devono però essere confuse o considerate equivalenti. Il disaccordo sulla genitorialità, la frustrazione personale e la violenza domestica appartengono a realtà differenti e richiedono letture differenti.
In particolare, la storia di Alba e Umberto porta il racconto oltre le consuete incomprensioni sentimentali, mostrando una relazione segnata dall’abuso e dalla difficoltà della vittima di sottrarsi alla violenza.
Il punto di contatto tra le diverse vicende non è quindi la gravità dei problemi, ma il ruolo che la paura e le convinzioni personali possono avere nel mantenere situazioni dalle quali sembra impossibile uscire.
Le bugie che raccontiamo agli altri e quelle che raccontiamo a noi stessi
Uno degli aspetti più interessanti del cinema di Paolo Genovese è la sua attenzione per ciò che rimane nascosto dietro i comportamenti quotidiani. In Perfetti sconosciuti bastava un telefono sul tavolo per mettere in crisi amicizie e matrimoni. In FolleMente, invece, il regista aveva trasformato i pensieri e le emozioni in personaggi, raccontando il conflitto tra ragione, desiderio e insicurezza.
Con Il rumore delle cose nuove, l’indagine si sposta su un territorio ancora più intimo: quello delle verità che scegliamo di non affrontare. Non si tratta soltanto delle bugie pronunciate per nascondere qualcosa al partner. Esistono anche quelle che raccontiamo a noi stessi per giustificare decisioni, rinunce e comportamenti.
Durante la presentazione alla Festa del Cinema di Roma, Genovese ha spiegato di essere particolarmente interessato alle conseguenze della verità e della menzogna, soprattutto quando i segreti finiscono per condizionare le nostre azioni.
In questa prospettiva, il film invita a riflettere su una domanda: quanto della nostra vita dipende davvero dalle scelte che facciamo e quanto, invece, dalla paura di metterle in discussione?

Il significato del titolo Il rumore delle cose nuove
Il titolo del film suggerisce uno dei temi più importanti della storia: il cambiamento non arriva necessariamente in modo silenzioso o rassicurante. A volte è qualcosa che interrompe la quotidianità, rompe un equilibrio e obbliga a prestare attenzione a ciò che fino a quel momento si era preferito ignorare.
Il rumore diventa così una metafora delle verità che emergono, dei desideri che tornano a farsi sentire e delle possibilità che si aprono quando una situazione apparentemente immutabile comincia a trasformarsi.
C’è anche un collegamento interessante con il personaggio di Ralph, che lavora proprio nel mondo del suono. Un dettaglio narrativo che rende ancora più significativo il rapporto tra ciò che ascoltiamo e ciò che scegliamo di non sentire.
È una lettura simbolica che attraversa l’intero racconto: il cambiamento può essere destabilizzante, ma può anche rappresentare il primo passo verso una maggiore consapevolezza.
Dal romanzo al cinema: Paolo Genovese adatta il suo libro
Il rumore delle cose nuove è tratto dall’omonimo romanzo scritto da Paolo Genovese e pubblicato da Einaudi nel 2023. Il regista ha quindi scelto di portare sul grande schermo una storia nata prima come opera letteraria, adattandola insieme allo sceneggiatore Igor Artibani.
Il passaggio dalla pagina al cinema permette di dare un volto ai protagonisti e di sviluppare visivamente le contraddizioni che attraversano le loro vite.
La struttura corale, con personaggi apparentemente distanti destinati a incontrarsi, richiama un elemento ricorrente del cinema di Genovese: l’interesse per le conseguenze imprevedibili delle azioni individuali. Il nuovo film si inserisce così in un percorso artistico riconoscibile, pur affrontando situazioni e conflitti differenti rispetto ai suoi lavori precedenti.
Il cast: da Stefano Accorsi a Emanuela Fanelli
Il film riunisce alcuni dei volti più conosciuti del cinema italiano contemporaneo:
- Stefano Accorsi interpreta Andrea, fotografo che desidera diventare padre.
- Vittoria Puccini è Andreina, sua moglie, alle prese con le paure legate alla maternità.
- Emanuela Fanelli interpreta Alba, una donna che vive una relazione segnata dalla violenza.
- Edoardo Pesce è Umberto, il marito di Alba, un uomo profondamente contraddittorio.
- Claudia Pandolfi veste i panni di Viola, attrice insoddisfatta della propria carriera.
- Lino Musella interpreta Ralph, professionista del suono e compagno di Viola.
- Claudio Santamaria partecipa al film nel ruolo di Elio.
La presenza di Emanuela Fanelli in un ruolo fortemente drammatico rappresenta uno degli elementi più interessanti del progetto, soprattutto per il pubblico abituato ad apprezzarne anche la sensibilità comica.

Il rumore delle cose nuove apre la Festa del Cinema di Roma 2026
Il nuovo film di Paolo Genovese è stato scelto per inaugurare la 21ª Festa del Cinema di Roma, in programma dal 13 al 25 ottobre 2026. Presentato nella sezione Grand Public, ha aperto ufficialmente la manifestazione all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.
La scelta conferma l’attenzione della Festa per il cinema italiano capace di coniugare una forte componente autoriale con storie accessibili a un pubblico ampio. Dopo il successo di FolleMente, Genovese torna quindi al centro dell’attenzione con un racconto che affronta le fragilità personali e le difficoltà dei rapporti affettivi, senza rinunciare a una struttura narrativa ricca di personaggi e intrecci.
Quando esce Il rumore delle cose nuove al cinema?
Il rumore delle cose nuove uscirà nelle sale italiane giovedì 12 novembre 2026, distribuito da 01 Distribution. Il film è prodotto da Lotus Production, società del Leone Film Group, con Rai Cinema, in collaborazione con Disney+ e in associazione con Vice Pictures.
Per il pubblico sarà l’occasione di scoprire una nuova storia firmata da uno dei registi italiani più conosciuti, che ancora una volta sceglie di raccontare le contraddizioni delle relazioni umane.
Perché, forse, la domanda più interessante che il film pone non riguarda soltanto il coraggio di cambiare, ma la capacità di riconoscere quando qualcosa nella propria vita ha già cominciato a farlo.
