Disponibile dal 13 maggio su Disney+, The Punisher: One Last Kill riporta in scena uno dei personaggi Marvel più complessi e amati di sempre.
Frank Castle, in arte The Punisher, porta ancora il volto dello straordinario Jon Bernthal, attualmente sul palco di Broadway, insieme a un’altra star del piccolo schermo quale Ebon-Moss Bachrach (The Bear), con Dog Day Afternoon.
Scritto e diretto da Reinaldo Marcus Green (Bob Marley: One Love), lo show fa parte della Fase Sei del Marvel Cinematic Universe – di cui si attendono, a breve, Spiderman: Brand New Day (29 luglio) e Avengers: Doomsday (16 dicembre).
The Punisher: One Last Kill ha la struttura di un episodio speciale, della durata di circa 48 minuti (con tantodi scena post credit), che si piazza, cronologicamente, tra la prima e la seconda stagione di Daredevil – Rinascita e funge da sequel del primo capitolo televisivo di The Punisher.
Di cosa parla The Punisher: One Last Kill
Solo, in una stanza asettica e soffocante, Frank Castle affronta i propri demoni personali, tra allucinazioni e ricordi. Nel frattempo, a Little Sicily, l’ondata di crimini impuniti non fa che aumentare.
Le stesse forze dell’ordine non sanno come porvi rimedio e la comunità non può far altro che nascondersi e tentare di evitare gli scontri.
Peccato che le bande di teppisti violenti, aggressivi, imprevedibili, si aggirino indisturbate, sfruttando la forza del branco e la paura che incutono. Una vera e propria guerriglia urbana prende luogo, andando a stravolgere le esistenze di tutti, senza esclusione.

In questo scenario, la famiglia malavitosa Gnucci – responsabile della morte della famiglia di Castle e di tanti altri innocenti – sopravvive solo attraverso la figura di Ma Gnucci (Judith Light).
La donna, ridotta quasi a una mendicante ma non per questo meno pericolosa, intercetta Frank e gli rivela di avergli messo dei sicari alle calcagna per vendicarsi dell’uccisione dei suoi.
Sebbene sia deciso a farla finita e a smettere di soffrire per quanto accaduto in passato, l’uomo ha una rivelazione, complice l’apparizione di una persona a lui molto cara: non può abbandonare chi ha bisogno, perché la sua missione è un’altra.
Come Jon Bernthal vive il personaggio
The Punisher è Jon Bernthal, su questo non ci sono dubbi. L’attore statunitense, classe 1976, originario di Washington, si concede in tutto e per tutto a questo personaggio dalle milleuna sfaccettature.
Ed è così che gli presta non solo il fisico – prestante, nerboruto, robusto – quanto piuttosto l’anima. La sofferenza che avvolge (e rischia di distruggere) Frank Castle, ne diviene anche la linfa vitale.
Tra sangue, sudore, deliri, il supereroe targato Marvel, nato negli anni Settanta dalle menti e dalle mani di Gerry Conway, Ross Andru e John Romita Sr., ostenta un’umanità fuori dal comune.
Se a muoverlo è la sete di vendetta, quest’ultima è anche ciò che lo consuma. Castle vive – o meglio sopravvive – di contraddizioni, di opposti che vanno a confondergli le idee e a spingerlo sempre al limite.
Il baratro dinanzi a lui rischia di risucchiarlo in più di un’occasione: che si lasci andare alla violenza più inaudita o che si punti una pistola alla tempia, Frank non sembra conoscere mezze misure, forte anche di un addestramento che non ha mai ammesso nè tollerato debolezze.
L’arresa è difficile, se non impossibile, da concepire ed è il motivo per cui in The Punisher: One Last Kill tornerà in azione.

The Punisher sta tornando
Prendendo ispirazione dalle vicende raccontate nei fumetti, lo speciale televisivo mette ben in luce quanto sopradetto. Il protagonista ha una rabbia furiosa, inarrestabile, che ha bisogno di incanalare in qualche modo.
Le apparizioni continue e logoranti riguardano eventi e figure del suo passato, tra cui spuntano commilitoni dei Marine, ma anche la moglie e la figlia Lisa (interpretata dalla reale figlia di Bernthal, Addie), perse in maniera tragica e dolorosa.
Dopo aver ottenuto la vendetta, dalla quale non ha rimediato altro se non sensi di colpa e un peso ancora più angosciante da portare sulle spalle, l’idea del fallimento si fa totalizzante. Ma uno come lui non può accettarlo, il senso dell’onore e la propensione a sfidare i propri limiti gli impongono qualcosa di diverso, un gesto che abbia reale valore e che possa cambiare le cose.
Quando sulla sua strada compare una ragazzina di nome Charli (la bravissima Mila Jaymes), e il ricordo della sua bambina torna prepotente, Frank prende una decisione. Una decisione che cambierà le esistenze di chiunque gli graviti intorno.
Ed è così che The Punisher: One Last Kill va a giocare con tutto ciò che è concesso dal personaggio: botte da orbi, schizzi di sangue, carneficine. Il tutto condito da una eccezionale partitura musicale a scontrarsi ironicamente con le scene che accompagna.
Per chi ama il personaggio, questo episodio è una vera e propria ciliegina sulla torta di un progetto che lo vede protagonista indiscusso. Con tanto di teschio bianco e Glock 34.


