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Rogue One: 5 cose che abbiamo scoperto grazie al nuovo trailer

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Qualche giorno fa, come prevedibile, il web è esploso per la pubblicazione del nuovo trailer del prossimo attesissimo capitolo di Star Wars: Rogue One, diretto dal giovane Gareth Edwards, ovvero la mente dietro al recente Godzilla e al film indipendente Monsters. Il trailer sembra aver fatto un’ottima impressione praticamente a tutti gli appassionati, riuscendo in parte a placare anche i dubbi dei più scettici. Vediamo quindi quali sono i momenti più importanti del trailer recentemente diffuso, e quali informazioni abbiamo appreso che prima non conoscevamo.

Darth Vader in Rogue One

Darth Vader è qui (più o meno)

Tantissimi fan non vedono l’ora di scoprire quanto Darth Vader sia effettivamente centrale nella storia del prossimo Rogue One. La risposta, dal trailer diffuso in rete, sembrerebbe essere “non molto”. Il signore dei Sith appare brevemente, ma non ci è dato ascoltare la sua voce. Alla fine dei conti, infatti, non viene mostrato nulla più che qualche secondo in compagnia di Orson Krennic (Ben Mendelsohn). Certo, la speranza è comunque l’ultima a morire.

Rogue One Space Battles

Battaglie spaziali

La data di uscita prevista per dicembre si avvicina sempre più, e lo studio di produzione per gli effetti speciali della ILM è nella fase conclusiva del suo lavoro, così da poter già mostrare in anteprima alcune delle sequenze realizzate. Il marketing di questo Rogue One è stato così tanto incentrato sulla sua parte “con i piedi per terra”, che vedere qualche frenetico combattimento spaziale ci ha reso sicuramente più felici.

Fallen Jedi

La caduta dei Jedi

Alcuni brevi momenti del trailer ci ricordano il contesto in cui si pone questo nuovo capitolo di Star Wars. I jedi, forza dominante nel passato, sono stati decimati. Darth Vader è infatti riuscito a sterminare un numero enorme di avversari, e quei pochi sopravvissuti hanno ben deciso di nascondersi per sfuggire a una morte certa. Recentemente il regista Gareth Edwards ha però nominato durante una conferenza il nuovo pianeta di Jeddah, dove la Forza e i suoi discepoli sono ancora venerati come un tempo. Che la statua mostrata nel trailer provenga proprio da lì ?

Young Jyn Erso

La giovane Jyn Erso e il padre Galen

I fan del bravissimo e misterioso Mads Mikkelsen possono dormire sonni tranquilli. Il suo personaggio sembra infatti avere un ruolo molto più importante di quanto si poteva inizialmente immaginare. La trama del film girerà quasi completamente attorno alla figura della giovane Jyn Erso, e il padre Galen sarà sicuramente un elemento fondamentale del suo passato. Non vediamo l’ora di vederlo all’azione.

Rogue One

K-2SO ruba la scena

Da sempre la saga di Star Wars è riuscita a trovare un ottimo equilibrio fra i momenti più seriosi e quelli più scanzonati, grazie soprattutto alla presenza di simpatici e amichevoli androidi. Probabilmente, quindi, anche questo apparentemente cupo e maturo Rogue One sarà in parte stemperato dalla presenza di un robot un po’ bizzarro: l’ingombrante K-2SO. Chissà quali sorprese ci riserverà al cinema il prossimo 14 dicembre.

Studente presso la facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Autore di diversi articoli pubblicati su mensili locali quali Bisceglie in Diretta e Il Biscegliese e siti d’informazione online locali e non. Ha collaborato con siti di informazione videoludica, come GameBack, GamesArmy e gamempire.it. Attualmente è redattore di Bisceglie24 e gestisce il blog cinematografico Strangerthancinema.it.

Cinema

Clint Eastwood | I 90 anni di una leggenda

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clint eastwood

Compirà lo storico traguardo soltanto domenica 31, ma non è mai troppo presto per celebrare il novantesimo compleanno di una personalità che ha segnato indelebilmente la Settima Arte, sia dietro che davanti la macchina da presa. Nella speranza che possa seguire le orme del compianto collega portoghese Manoel de Oliveira, il cui ultimo progetto prima della morte venne diretto alla veneranda età di 106 anni, ripercorriamo insieme le tappe più significative di un volto simbolo del cinema, capace di reinventarsi continuamente in una carriera iniziata, citando Sergio Leone, con solo due espressioni – una con il cappello e una senza cappello.

Clint Eastwood | Gli inizi

per un pugno di dollari

Per un pugno di dollari

Ed è proprio al grande maestro italiano che Clint deve la sua fama iniziale, quando venne scelto per il ruolo di protagonista nel film simbolo del filone spaghetti western, ossia l’immortale Per un pugno di dollari (1964). Prima del “remake” non autorizzato del grande classico di Akira Kurosawa La sfida del samurai (1961), il Nostro era conosciuto esclusivamente dal pubblico d’Oltreoceano: dopo alcuni parti da comprimario, il suo primo ruolo importante è quello di main character nella serie western Gli uomini della prateria – andata in onda per otto stagioni – e proprio il suo portamento per la figura del cowboy risulterà un elemento chiave della sua intera carriera. La trilogia del dollaro consacra Eastwood a star di risonanza mondiale e da lì sarà tutto in discesa.

Clint Eastwood | La fama

ispettore callaghan il caso scorpio è tuo

Ispettore Callaghan il caso Scorpio è tuo

Ancora star di frontiera nel solido Impiccalo più in alto (1968) e nello stesso anno è protagonista di L’uomo dalla cravatta di cuoio – inizio di un altro fortunato sodalizio con un regista di culto come Don Siegel – e co-star al fianco di Richard Burton del memorabile war/spy movie Dove osano le aquile. I cachet aumentano notevolmente e l’attore realizza un suo grande sogno, quello di avviare una compagnia di produzione ossia la Malpaso Production, attiva con successo tutt’oggi. Dopo il western leggero, in cui divise il set con la grande Shirley MacLaine, Gli avvoltoi hanno fame – diretto nuovamente da Siegel – gli anni ’70 segnano l’inizio della fortunata saga dell’ispettore Callaghan: cinque titoli che confermano la sua immagine di vendicatore duro e puro, senza compromessi, pur al netto di qualche critica dalle frange più pacifiste dell’opinione pubblica che criticavano l’esaltazione di un personaggio reazionario.

Quel decennio segna anche il debutto dietro la macchina da presa, prima con il misconosciuto Brivido nella notte (1971) e poi con il solido western Lo straniero senza nome (1973), dove palesa influenze proprio dal cinema di Leone e Siegel. Altre prove registiche degne di nota del periodo sono Assassinio sull’Eiger (1975) e Il texano dagli occhi di ghiaccio (1976) è ormai Clint è apprezzato e affermato da entrambi i lati della camera, mentre nel 1979 prende parte ad un sempiterno cult quale Fuga da Alcatraz (1979).

Leggi anche: Al Pacino | La leggenda del cinema compie 80 anni

Clint Eastwood | Gli anni ’80

i ponti di madison county

I ponti di Madison County

Gli eighties gli regalano inizialmente meno soddisfazioni, ma grazie a Callaghan torna sulla breccia e con due film solitamente poco considerati come Corda tesa (1984) e Per piacere… non salvarmi più la vita (1984) torna nei favori del pubblico, che lo premia anche per la sua nuova regia ossia Il cavaliere dal viso pallido (1985), ennesimo e vincente ritorno al western, e per il dissacrante Gunny (1986), anche questo da lui diretto. La parallela carriera d’autore gli porta fortuna alla fine del decennio, quando vince il Golden Globe come miglior regista per il biografico Bird (1988). Un preludio a quanto avverrà pochi anni dopo, quando con il magnifico e dolente western Gli spietati (1992) agguanta ben quattro premi Oscar – tra cui miglior film e regia – su nove nomination. Nell’immediato futuro alterna i due “mestieri”, prendendo parte o realizzando progetti di successo critico e commerciale come Nel centro del mirino (1993) e lo struggente Un mondo perfetto (1993), per dirigere e interpretare poi un grande classico come I ponti di Madison County (1995) al fianco di Meryl Streep.

Clint Eastwood | Dal 2000 in poi

gran torino

Gran Torino

Il nuovo millennio gli consegna il Leone d’oro alla carriera e altre soddisfazioni come le sei nomination agli Oscar per Mystic River (ma in questo caso Clint rimarrà a bocca asciutta). Poco male, perché nel 2005 si rifarà con le quattro statuette per Million Dollar Baby – film e regia incluse. L’Eastwood regista è ormai un fiume in piena e da lì a breve firma un dittico bellico dallo sguardo inedito, raccontando la battaglia di Iwo Jima da due diversi punti di vista in titoli distinti, tra i quali spicca quello in ottica giapponese: Lettere da Iwo Jima (2006) è un’opera coraggiosa e intensa, recitata in lingua nipponica nella sua versione originale. Due anni dopo il Nostro annuncia il primo ritiro dalle scene nelle vesti di attore, coincidente con l’interpretazione in Gran Torino (2008) – magistrale, provvisoria, chiusura di una carriera con un’uscita di scena delle grandi occasioni.

Come tutti sappiamo Clint ha poi cambiato idea, prima prestandosi al mediocre dramma familiare Di nuovo in gioco (2012) e poi nel più recente Il corriere – The mule (2018), ad oggi sua ultima performance davanti allo schermo. Da regista invece continua a sfornare film su film, passando da titoli eccellenti come Changeling (2008), Invictus (2009) e l’ultimo Richard Jewell (2019) ad altri minori quali Hereafter (2010) e Ore 15:17 – Attacco al treno (2018), tenendo comunque sempre alta la sua idea di cinema e di vita. Perché pur da repubblicano incallito, Eastwood non ha mai smesso di mettere in risalto luci e ombre di un Paese con uno stile e relativo approccio risultante un unicum nel panorama mondiale, sospeso tra il classico e la modernità di un uomo – perfetta, instancabile, crasi tra due epoche.

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Cinema

Tenet | Il nuovissimo trailer del film di Christopher Nolan

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Man mano che ci avviciniamo alla data prevista per l’uscita del film a luglio 2020, i fan stanno ancora cercando nuovi dettagli sul misterioso thriller d’azione di Christopher Nolan, Tenet, e ora Warner Bros. ha reso noto un nuovo trailer ce potete vedere nel player qui sopra.

Tenet | Il nuovo attesissimo trailer è arrivato

Tenet è un thriller internazionale di spionaggio girato in sette paesi. John David Washington (BlacKkKlansman) recita, con un cast di supporto che include Robert Pattinson (Good Time), Elizabeth Debicki (Widows), Dimple Kapadia (Fugly), Aaron Taylor-Johnson (Avengers: Age of Ultron), Michael Caine (The Dark Knight Rises) e Kenneth Branagh (Dunkerque).

Il film è scritto da Nolan e utilizzerà una miscela di film IMAX e 70mm, che è qualcosa per cui è diventato famoso.

Tenet | Il nuovo film di Christopher Nolan

Il regista ha avuto un impatto nel 2001 con il suo film indipendente Memento. Il suo prossimo film, Insomnia, fu anche un successo modesto, ma non è stato fino a quando Batman Begins è uscito nei cinema nel 2005 che Nolan è diventato una forza al botteghino a pieno titolo. The Prestige è stato l’ultimo film di Nolan a incassare meno di $ 200 milioni in tutto il mondo. Altri suoi film includono The Dark Knight, The Dark Knight Rises, Inception, Interstellar e Dunkirk.

Nolan sta producendo Tenet insieme alla sua compagna Emma Thomas ed è attualmente in programma per un rilascio del 17 luglio.

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Cinema

Il Diavolo veste Prada | 5 curiosità sul film romantic glamour

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il diavolo veste prada

Un moderno classico di inizio millennio, capace col suo animo glamour di attirarsi le attenzioni del grande pubblico, che lo ha premiato in massa garantendo un incasso worldwide superiore ai 300 milioni di dollari. Il diavolo veste Prada, adattamento dell’omonimo best-seller di Lauren Weisberger, ha accompagnato lo spettatore nel mondo della moda e nelle dinamiche in esso precostituite, con un taglio da commedia frizzante e un copioso numero di guest-star tra cui il celebre stilista Valentino.

In una trasposizione dominata dall’istrionismo di Meryl Streep e dalla genuina spontaneità della frizzante Anne Hathaway, sono diverse le curiosità che ne hanno caratterizzato la genesi e la relativa produzione: scopriamone alcune insieme.

Il Diavolo veste Prada | Dalla realtà alla finzione

meryl streep

Meryl Streep

L’odioso, ma non poi così tanto, personaggio di Miranda Priestly interpretato dalla Streep – che risulta una sorta di villain/spauracchio del racconto – si basa su una figura reale, ossia la direttrice della popolare rivista Vogue Anna Wintour. La scrittrice del romanzo, Lauren Weisberger, ha infatti lavorato a inizio carriera come sua assistente e ha preso spunto dall’esperienza personale nella stesura del libro. La Wintour non l’avrebbe presa proprio benissimo e secondo alcune voci ha minacciato diversi fashion designer affinché non apparissero in forma di cameo nel film, pena il ban dal magazine di sua proprietà. La diretta interessata ha negato le accuse ma sia Vogue che altri giornali “vicini” non hanno parlato né del romanzo sulle loro pagine.

Leggi anche: 10 donne toste e determinate al cinema

Il Diavolo veste Prada | Questione di tempistiche

La sceneggiatura originale era stata messa in cantiere prima che il romanzo fosse pubblicato, con ben quattro autori a cimentarsi gomito a gomito nell’ideazione dello script: inizialmente la storia aveva un carattere dal taglio più demenziale e pop, sulla scia di quanto aveva fatto Ben Stiller solo qualche anno prima con il cult Zoolander (2001). Difficile immaginare a cosa saremmo andati incontro – probabilmente non saremmo oggi qui a parlarne – fatto sta che in seguito al grande successo dell’opera cartacea i produttori hanno optato per un netto cambio di rotta e trasformato la storia in un’epopea personale alla ricerca dell’eccellenza professionale e sull’antitetico rapporto tra carriera e vita privata.

Leggi anche: I 70 anni di Meryl Streep, l’attrice che è stata tutto ciò che poteva essere

Il Diavolo veste Prada | Amore e odio

anne hathaway

Anne Hathaway

Spesso si sa i rapporti sul set tra gli attori sono dominati anche dalle logiche interpersonali coinvolgenti i loro personaggi: non sono poche le star che durante le riprese sono diventate un tutt’uno con il loro alter-ego: basti pensare alla metamorfosi totale di Jim Carrey per Man on the moon (1999) vista nel documentario Jim & Andy: The Great Beyond (2017). E anche in quest’occasione Meryl Streep deve aver seguito una simile logica. Il primo giorno la celebrata attrice si è complimentata con Anne HathawayCredo tu sia perfetta per il ruolo, sono felicissima di lavorare con te. Ma questa è l’ultima cosa carina che ti dirò“. E così è stato.

Il Diavolo veste Prada | Un vestiario da sogno

Lo stile era fondamentale per un film ambientato nel mondo della moda e serviva perciò un budget copioso per l’acquisto dei vestiti. La costumista Patricia Field aveva però a disposizione “solo” 100mila dollari, troppo poco per le ambizioni della produzione, e ha optato così per il noleggio degli abiti. Grazie a questo escamotage, il valore dei vestiti presenti nel corso dei cento minuti di visione raggiunge la più ragguardevole cifra di un milione. Perché a volte, anche ad Hollywood, bisogna fare di necessità virtù…

Il Diavolo veste Prada | Scelte di casting

Come al solito con un film di grande successo ed entrato nel cuore del grande pubblico è difficile immaginarsi personaggi amati con altre sembianze rispetto agli interpreti effettivamente scelti. Ma anche in quest’occasione sia i panni di Miranda e Andy avrebbero potuto essere indossati da attrici diverse: per la prima si erano vociferati i nomi di Kim Basinger ed Helen Mirren mentre per la seconda era in lizza la bella Rachel McAdams. Sappiamo tutti com’è poi andata a finire…

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