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Cultura

Somara!, nasce la casa editrice per dare voce alle donne

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Esistono grandi personalità femminili che hanno lasciato segni e impronte profondi nei loro mondi di appartenenza, e che a livello internazionale sono oggetto di studi approfonditi per l’originalità del loro pensiero, e dunque hanno ricevuto il meritato riconoscimento.

Questo però accade soprattutto all’estero: in Italia, purtroppo, tante donne, dal punto di vista intellettuale, sono ancora invisibili. Da questa considerazione nasce “SOMARA! EDIZIONI – I percorsi liberi delle donne“, la campagna di crowdfunding promossa dall’Associazione sulla piattaforma “Produzioni dal Basso”, che ha come obiettivo rivelare, valorizzare, approfondire la vita di donne, scrittrici, intellettuali, artiste che sono poco conosciute, o ancora del tutto sconosciute, soprattutto in Italia.

Per molte donne, conquistare un proprio spazio di vita indipendente, un’identità riconosciuta e visibile all’esterno, è come percorrere un sentiero arduo e difficile. L’associazione Sentieri Sterrati si propone di aiutarle lungo questo tragitto attraverso tante attività, come l’organizzazione di conferenze, viaggi, presentazioni libri e incontri con autrici.

Attraverso la campagna di crowdfunding su Produzioni dal Basso sarà possibile contribuire alla realizzazione di un sogno: la nascita di SOMARA! EDIZIONI, la casa editrice indipendente per dare spazio alla voce delle donne. L’editoriale sarà diviso in tre collane, una per la pubblicazione di testi mai tradotti in italiano, un’altra per la pubblicazione di testi fuori catalogo ma comunque fondamentali per il nostro patrimonio culturale e, infine, l’ultima dedicata a testi nuovi e inediti.

La prima pubblicazione sarà, il prossimo ottobre, “Donne della Rive Gauche”, testo della studiosa americana Shari Benstock del 1986, acclamato dalla critica americana e già tradotto e conosciuto sia in Francia che in Spagna. Il testo racconta, nei dettagli, le vite di quelle donne – americane, inglesi e francesi – il cui talento diede vita e plasmò la Parigi della prima metà del ‘900. E’ un testo fondamentale che riscrive completamente la storia del movimento moderno, considerando anche l’apporto, fondamentale e non marginale, dato dalle artiste ed intellettuali che lo vissero, tra le quali: Gertrude Stein, Sylvia Beach, Janet Flanner, Djuna Barnes, Edith Wharton, Natalie Clifford Barney, e molte altre. Ad arricchire la versione Italiana ci sarà l’introduzione di Nadia Fusini (scrittrice, critica letteraria, anglista); la traduzione è di Manuela Faimali.

Per maggiori informazioni sulla campagna di crowdfunding e sulle ricompense previste: https://www.produzionidalbasso.com/project/i-percorsi-liberi-delle-donne/

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Cultura

Al Bano e Paola Perego presentano Così lontani così vicini

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lontani

Sabato 13 dicembre torna in prima serata su Rai1 Così lontani così vicini. Alla guida della seconda edizione ancora Al Bano Carrisi, che in questa nuova avventura sarà accompagnato dalla brillante conduttrice Paola Perego. I due conduttori racconteranno al pubblico le storie di persone che gli eventi della vita hanno separato e ai quali Così lontani così vicini offrirà la possibilità di rivedersi. Il programma si svolgerà on the road e racconterà quattro storie nel corso di ogni puntata, il cui momento più emozionante sarà il ricongiungimento finale delle due persone. Così lontani così vicini è realizzato in collaborazione con Magnolia per la regia di Franco Bianca. Potete trovare qui sotto le dichiarazioni del direttore di Rai 1 Giancarlo Leone, del capo struttura della Rai Antonio Azzalini, del direttore di Magnolia Leopoldo Gasparotto e dei due conduttori Al Bano e Paola Perego:

Che tipo di programma è Così lontani così vicini?

Giancarlo Leone: Sono molto felice di questa nuova edizione del programma. É sicuramente una delle nostre scommesse più innovative nonostante il modello di raccontare le storie sia quello già visto in programmi come Carramba. Abbiamo cercato nuovi linguaggi e nuove modalità rivolgendoci ad uno dei personaggi più pop della musica ed alla eccellenza della conduzione italiana. É stato un anno molto bello per Rai1, abbiamo avuto grandi successi, qualche momento difficile come Sanremo, ma molti altri indimenticabili. Da settembre ad oggi gli ascolti di Rai1 sono cresciuti del 1,5 per cento ed è un incredibile risultato. Vuol dire che c’è un trend in deciso aumento.

Al Bano: É stata una esperienza a dir poco fantastica. Abbiamo affrontato casi umani sconvolgenti. La cosa che mi ha colpito di più è come talvolta la legge divida le famiglie impedendo qualsiasi tipo di incontro. Sono casi che colpiscono il cuore; come ha detto giustamente una signora  è “la voce del sangue” ad aver permesso a queste persone di esistere e resistere in attesa che qualcosa succedesse. E portare questo tipo di notizie alla gente mi ha fatto sentire utile. É stato sicuramente un viaggio interessante umanamente. Ma non ce la farei a fare una terza edizione perché il carico emotivo è veramente troppo forte.

Paola Perego: Anche io sto vivendo questa conduzione in modo molto forte come se non si trattasse neanche di televisione. Ho vissuto inoltre in prima persona questo tipo di esperienza perché mio marito ha ritrovato da poco suo fratello dopo ben quaranta anni. Inizialmente non riuscivo a capire il legame di sangue tra due persone che non si sono mai incontrate. Ma dopo questo fatto ho capito che certi legami trascendono tutto.

É difficile realizzare un programma di questo genere?

Antonio Azzalini: É un programma sicuramente molto difficile. Abbiamo vagliato oltre tremila richieste di aiuto. Il lavoro è sicuramente complicato e caratterizzato da grande professionalità. Al Bano e Paola hanno girato mezzo mondo per fare questo programma registrando oltre seicento ore di filmato.

Leopoldo Gasparotto: Dopo il grande successo della scorsa edizione abbiamo ricevuto moltissime richieste. Il meccanismo è semplice perché mette in campo il concetto del ritorno. Ma le storie sono a dir poco eccezionali, vedremo ad esempio due gemelli che senza essersi mai visti hanno sviluppato gli stessi interessi. Ringrazio tutta la squadra, dagli autori ed i conduttori fino al gruppo di montaggio.

Qualcuno si è rifiutato di incontrare la persona che lo ha cercato e quali sono i costi di un programma di questo genere?

Antonio Azzalini: Si, alcuni parenti si sono rifiutati di incontrare la persona che li ha cercati. Altri hanno preferito non essere ripresi. Così lontani così vicini non è un programma costoso. Abbiamo cercato sin dall’inizio un metodo di produzione che fosse compatibile con i budget della rete.

Leopoldo Gasparotto: Il metodo di lavoro è quello che vedete nel programma. Si fanno tante ricerche e si contattano i protagonisti. Abbiamo ricevuto più di 3000 telefonate e oltre 300 email.

Così lontani così vicini può essere considerato tv del dolore?

Al Bano: Questa è tv della gioia. Raccontiamo storie di persone che hanno atteso decenni un miracolo. E questo miracolo è avvenuto grazie alla collaborazione di molte persone al lavoro sul caso. Ho partecipato perché è un programma di una verità estrema.

Paola Perego: In tutti i nostri casi abbiamo visto sempre lacrime di gioia. E molte volte sono stati tagliati momenti non necessari che sarebbero stati semplice spettacolarizzazione sul passato e sul dolore di queste persone.

 

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Arte

Nella mente di Guillermo Del Toro con i suoi schizzi e illustrazioni

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Per tutte le difficoltà che Guillermo del Toro ha sperimentato per ottenere il successo dei suoi progetti, la sua immaginazione è notoriamente irrequieta e inestinguibile. Un artista di talento che è in grado di portare le sue visioni in vita con una matita, è quasi una specie di macchina fotografica. Del Toro è noto per iniziare i suoi film, creando prima i suoi mondi sulle pagine dei suoi taccuini ( una volta ha lasciato il suo taccuino con le note su “Il labirinto del fauno” sul sedile posteriore di un taxi, e la perdita potrebbe aver ucciso il film se non per gli sforzi del tassista gentile che ha restituito il libro). Mentre la maggior parte delle note e delle illustrazioni che riempiono i quaderni di schizzi di Del Toro non possono mai essere a disposizione del pubblico, molte pagine hanno fatto la loro strada nel web, e molte altre possono essere trovate in vari libri e su Criterion Collection DVD di Cronos e La spina del diavolo. Qui, abbiamo raccolto le immagini che abbiamo trovato, una collezione modesta che tuttavia fornisce uno scorcio emozionante nella mente di un narratore straordinario, tra Pacific Rim, Hellboy, Il Labirinto del Fauno e altri film di successo.

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Fonte: Film.com

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Arte

Blow Up. Il canto del cigno per la Swinging London

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Blow up, il film culto di Michelangelo Antonioni ispirato dal suggestivo racconto di Cortazar, Le bave del diavolo, ha cristallizzato le immagini della Swinging London degli anni Sessanta, celebrandone in realtà l’attimo fuggente della fine. Su questo punto di non ritorno si incastona la mostra fotografica di ONO Arte Contemporanea, che espone a Bologna diverse preziose immagini dal backstage del film, oltre ad una seconda sezione di impagabili scatti dei protagonisti del panorama musicale e sociale di quella Londra che incarnava magicamente i favolosi Sixties, da Twiggy ai Rolling Stones.

My beautiful picture

(Photo Credit: Tazio Secchiaroli)

Blow up, seguendo le mosse del fotografo interpretato da David Hemmings, in cerca della soluzione impossibile ad un mistero nascosto nelle foto scattate a due amanti segreti in un parco, è un tuffo nella follia e nelle suggestioni di quegli anni. Le immagini in bianco e nero di Tazio Secchiaroli ci introducono dietro le quinte del film, dove ritroviamo un impeccabile Antonioni che controlla le riprese, seduto in mezzo alla strada, ma accomodato con gran classe su cuscini in pelle nera, nel suo completo di tweed; oppure concentratissimo, arrampicato sul cofano dell’auto condotta da David Hammings. E poi Jane Birkin e Gillian Hills, irresistibili e bellissime mentre sistemano il trucco e i capelli davanti ad uno specchietto minuscolo. Immagini spontanee, che rimandano ad un mondo dove la maniacale attenzione del regista si intrecciava con energie fresche e modalità meno costruite. Fanno da contraltare i ritratti di scena dall’Archivio Antonioni di Ferrara, dove una Verushka sensuale ed ipnotica si offre in tre scatti successivi, a testimoniare il lato più erotico ed artefatto dell’epoca. E ancora, una Jean Shrimpton incantevole bambola viva in mezzo ad un gruppo di bambole di porcellana, o una Twiggy dagli immensi occhi bistrati e sospesi, che avvolta in una pelliccia esagerata stringe un mazzo di rose in boccio. Scatti che evocano quel mondo fatto di minigonne di Mary Quant, moda di Carnaby Street, tagli di capelli che divennero simbolici e imitatissimi.

a6La scena di Blow up in cui David Hammings, dopo essere riuscito a impadronirsi del manico della chitarra spaccato in scena dal solista degli Yardbirds, lo abbandona in mezzo alla strada, testimonia l’attimo in cui si comincia a dubitare della follia consumistica collettiva che imperava in quegli anni. Sarebbero seguite incertezze nuove e ricerche estreme, dalle filosofie orientali alle perdizioni psichedeliche: il mondo stava per cambiare. Gli scatti di Brian Duffy, Terry O’Neill e Jan Perrson ritraggono i Beatles e I Rolling Stones, i Cream e Jimi Hendrix, personaggi che sarebbero diventati simboli inossidabili di quegli anni rivoluzionari da tanti punti di vista. Piccola chicca per gli appassionati, uno scatto di Brian Duffy che ha finalmente messo in posa un nutrito gruppo di colleghi. La grande collezione di musica e libri tra cui frugare in galleria è accompagnata questa volta dal contributo di Ben Sherman, il camiciaio di Carnaby Street, che celebra i suoi cinquant’anni con un volume in tiratura limitata, così come limitati sono i capi realizzati in questa occasione, disponibili al bookshop di Ono. In arrivo per l’esposizione, anche una serie di riviste di moda dell’epoca, in prestito dall’accademia della moda di Milano. La mostra di ONO avviene in gemellaggio con la grande esposizione che il Palazzo dei Diamanti di Ferrara dedica in questo periodo al maestro e al suo ricchissimo archivio, riaprendo i battenti dopo il terremoto dello scorso anno, e la vicinanza delle due città rende interessante programmare una visita abbinata.

BLOW UP: Antonioni e la fine della Swinging London
presso ONO Arte Contemporanea, a Bologna dal 15 marzo al 2 maggio 2013.
Info:
http://www.onoarte.com/
http://www.palazzodiamanti.it/1076

FOTO GALLERY

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