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Horror Mania

Tafanos, la recensione della horror comedy prodotta da Sky Cinema

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L’idea alla base di Tafanos è senza dubbio lodevole: ripescare il cinema di serie Z, quello più folle e fuori dai gangheri, da fare con pochi soldi e con ancora meno mezzi, rimarcando i tratti caratteristici del nostro cinema anni ’70 ma guardando allo stesso tempo a produzioni straniere, da cui riprendere strutture e convenzioni. Così questa improbabile horror comedy, che narra di una invasione di altrettanto improbabili “tafani killer”, non segue le logiche dei “monster movie” della Asylum (che per ovvie ragioni sono fra i riferimenti più ovvi e immediati), ma quelle degli slasher americani, in cui degli amici si recano in vacanza in qualche luogo isolato (in questo caso una villetta) dove saranno poi messi in pericolo da qualche incombente minaccia mortale (non un serial killer, ma degli insetti).

I personaggi (come già avveniva in Quella casa nel bosco di Goddard) sono inverosimilmente macchiettistici e stereotipati, non individui con una propria personalità ma maschere aderenti ai cliché più comuni del genere: la bella ragazza disinibita (con ragazzo al seguito), quella invece più schiva e riservata, il secchione, quello che vuole sempre fare il simpatico ed una coppia di gay (un elemento inusuale, ma che sottolinea l’ironia dell’operazione: l’inclusione di genere passa anche dal farsi massacrare in un film horror come tutti gli altri !).

Tafanos: Fare bene con lo scopo di fare male

Sarebbe però un errore giudicare Tafanos come un omaggio al cinema di serie b (che spesso ha un rigore che manca persino ai film più “seri”, che segue un linguaggio ben codificato e dalle regole precise) e non per un divertente prodotto d’intrattenimento che guarda invece più al trash che a quei cult movie che cita con battute e riferimenti. E non siamo neanche dalle parti di Federico Sfascia, artigiano del cinema indipendente italiano, che invece non aderisce mai alle convenzioni (anche se esagerate in chiave parodistica come in Tafanos) ma si avvicina al genere horror con un approccio unico ed immediatamente riconoscibile. 

Perciò al regista Riccardo Paoletti non interessava dirigere un film che richiamasse quei modelli di riferimento da cinema di serie Z per riproporli in una veste più ordinata e curata, ma invece replicare i sentimenti contrastanti di divertimento e disagio che quei film riuscivano a trasmettere al pubblico. Così Tafanos è una commedia che trova la sua forza proprio nel rimanere in costante equilibro fra l’essere un “film fatto male” e l’operazione commerciale meditata e studiata (per quanto mossa dalla genuina volontà di omaggiare determinati lavori del passato).

La vera personalità del film emerge paradossalmente nelle soluzioni che i personaggi sono costretti ad adottare per sopravvivere. Soluzioni che, in linea con la perfetta verve dissacrante della sceneggiatura, prevedono proprio quelle azioni e quei comportamenti che invece solitamente condannano i protagonisti di questo tipo di film ad una morte rapida e dolorosa. Il film è disponibile su Sky Cinema e Sky On Demand.

Tafanos Trailer

Giornalista cinematografico. Fondatore del blog Stranger Than Cinema e conduttore di “HOBO - A wandering podcast about cinema”.

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Cinema

Scream | il quinto capitolo della saga trova l’idea giusta per rivitalizzare il franchise

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Scream | il quinto capitolo della saga trova l’idea giusta per rivitalizzare il franchise
3.5 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

Da sempre, uno degli elementi fondamentali della saga di Scream (e del suo successo), alla pari della maschera di Ghostface e della ricorrente ambientazione cittadina, è il dialogo che i film hanno con la storia del loro genere di riferimento e con i capitoli precedenti del franchise. È infatti già dal primo sequel del 1997 che fu introdotta Stab (all’epoca Squartati): una serie di film nel film ispirati dagli eventi narrati nello Scream originale. Uno stratagemma narrativo (in parte ripreso nel nuovo Matrix: Resurrections, in cui Keanu Reeves è uno sviluppatore di videogiochi tratti da ciò che è stato raccontato nei tre film precedenti) che nel corso degli anni è servito per commentare la saga stessa dall’interno e riflettere con ironia sulle più recenti tendenze dell’industria cinematografica americana.

Quello che accadeva alla saga Stab (che esiste solo nella finzione cinematografica) era quello che accadeva alla saga di Scream. È su questo concetto che si basa anche questo quinto capitolo, che arriva a dieci anni di distanza dall’ultimo e che più di tutti gli altri vuole parlare di fandom, di come le saghe cinematografiche siano oggi ostaggio dei propri fan, che pretendono di imporre le proprie scelte a produzioni sempre più dipendenti dal feedback immediato degli appassionati.

Scream | il quinto capitolo prende in giro il fandom

Scream (che riprende il titolo originale, senza numero) è un film che si rivolge ad una generazione di spettatori ormai già abituata ad un contesto cinematografico in cui gli horror fatti in serie (prima la stragrande maggioranza) sono sempre più minoritari. Sono spettatori che guardano i film della A24, che apprezzano “l’horror sofisticato” di Hereditary o Babadook, e che Scream, esponente del vecchio mondo degli slasher e dei coltelli insanguinati, deve necessariamente cercare di coinvolgere. I personaggi del film sono consapevoli di come i fan oggi, attraverso proteste online e tentativi di boicottaggio, possano obbligare le produzioni a seguire le loro idee, stabilendo quali storie debbano essere raccontate, quali tra i vecchi personaggi debbano tornare nei nuovi episodi, e rivendicando sempre una sostanziale continuità con la saga che hanno amato e che considerano inviolabile.

E ne sono consapevoli anche Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, i due registi di questo quinto capitolo, approdati alla saga dopo aver diretto l’ottimo Ready or Not, e gli sceneggiatori James Vanderbilt e Guy Busick, che in passato hanno lavorato, a vario titolo, a remake di cult intoccabili (Total Recall e RoboCop) e a sequel impossibili (Independence Day – Rigenerazione), cimentandosi con il fandom più accanito, quello dei cinecomics, con i due sfortunati film di The Amazing Spider-Man. Il curriculum perfetto per lavorare a Scream con cognizione di causa.

E infatti la forza di questo nuovo capitolo sta nell’aver capito che la nostalgia che gli appassionati cercano non è tanto nella trama raccontata, ma nei luoghi, negli oggetti, nei volti dei protagonisti. Questo Scream ha insomma capito molto bene che la nostalgia al cinema funziona attraverso deja-vu ed evocazioni.

Un horror di ottima fattura

A differenza del precedentemente citato Matrix: Resurrections, che ha cercato in ogni modo di ribadire la propria inutilità di sequel proponendo coscientemente la stanca reiterazione di idee passate (una delle operazioni più punk e sovversive degli ultimi anni), questo nuovo Scream è un film che vuole divertire lo spettatore e non cerca di allontanarlo.

L’abilità tecnica dei suoi due registi è sfruttata quindi per mettere paura e creare scene di tensione che funzionino. Come sempre, mentre i personaggi discutono e riflettono su come si possa realizzare un film horror, lo spettatore vede la conseguenza pratica di quelle teorie applicate al cinema, ascolta le regole che vengono elencate dai personaggi e poi ne può immediatamente giudicare la bontà nel momento in cui queste vengono seguite alla lettera dal film che sta guardando. È grazie a questa attenzione al “meccanismo” che una sceneggiatura non proprio impeccabile, in cui i personaggi fanno scelte e prendono decisioni non sempre ragionevoli, riesce a coinvolgere il pubblico in un’operazione nostalgia che non risulta mai troppo forzata.

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Cinema

Scream 5: il primo trailer ufficiale! | Ghostface è tornato!

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E’ uscito finalmente il primissimo trailer ufficiale di Scream 5 e qui sotto potete vederlo in versione originale o doppiato in italiano.

Scream 5: la sinossi ufficiale

Venticinque anni dopo la serie di efferati e crudeli omicidi che sconvolse la tranquilla cittadina di Woodsboro, un nuovo assassino con la maschera di Ghostface prende di mira un gruppo di adolescenti, facendo ripiombare la città nel terrore e riaffiorare le paure di un passato che sembrava ormai sepolto.

Neve Campbell (“Sidney Prescott”), Courteney Cox (“Gale Weathers”) e David Arquette (“Dewey Riley”) tornano a interpretare i loro ruoli iconici in Scream insieme a Melissa Barrera, Kyle Gallner, Mason Gooding, Mikey Madison, Dylan Minnette, Jenna Ortega, Jack Quaid, Marley Shelton, Jasmin Savoy Brown e Sonia Ammar.

Diretto da Matt Bettinelli-Olpin & Tyler Gillett, Scream 5 è distribuito in Italia da Eagle Pictures e arriverà al cinema nel 2022.

Qui sotto se siete curiosi anche la trailer reaction di MADROG CINEMA.

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Cinema

Venezia 78: Last Night in Soho, la recensione del film

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A Venezia 78 abbiamo avuto l’occasione di vedere in anteprima Last Night in Soho, il nuovo film di Edgar Wright con Anya Taylor Joy, Matt Smith e Thomasin McKenzie. Qui di seguito la video recensione di Lorenzo e Letizia in diretta dal festival.

Last Night In Soho (L’Ultima Notte a Soho) è un thriller psicologico con scene oniriche accompagnate in maniera travolgente e geniale da una colonna sonora vibrante e coinvolgente scelta con cura. Un’inattesa rivisitazione del lato oscuro della swinging London degli anni 60′.

Last Night in Soho uscirà nelle sale italiane il 4 novembre e segue le vicende di una giovane ragazza, appassionata di moda, che misteriosamente scopre il modo di trovarsi negli anni ’60, dove si imbatte nel proprio idolo, un’affascinante cantante che spera di sfondare. Ma Londra negli anni 60′ non è sempre come appare e le cose sembrano andare a rotoli con delle conseguenze.

Un incubo a occhi aperti che regala inquadrature ipnotiche e glamour. Dopo Baby Driver Wright si conferma un regista interessante e curioso che sa come catturare l’attenzione dello spettatore.

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