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The Mandalorian | la recensione della première della seconda stagione

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La première della seconda stagione della serie conferma lo stile inconfondibile di The Mandalorian. La serie torna con il più lungo episodio fino a questo momento, intitolato Lo sceriffo (The Marshal). Nessuno sconvolgimento nel ritmo, nell’approccio o nella scrittura della serie, basata ancora su di un efficace struttura a scatole cinesi di quest ambientate in uno scenario fanta-western sempre vivido e credibile. 

Torna The Mandalorian

La serie creata da Jon Favreau e Dave Filoni (i due già dietro all’apprezzatissima serie animata The Clone Wars, recentemente giunta al termine) è una space opera in grado di catturare (più della nuova trilogia cinematografica) il senso di Guerre Stellari e la magia dei film originali di George Lucas. Pur avendo un unico protagonista che occupa la scena, la serie è comunque capace di ricreare un universo vivo e pulsante, abitato da creature e personaggi secondari potenzialmente protagonisti di altre infinite storie che non vengono mostrate. Ed era proprio questa la forza della trilogia originale: lasciare la possibilità allo spettatore di immaginare mille altre trame rispetto a quella raccontata.

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Il minimalismo

Ancora una volta è il minimalismo dei gesti a fare la differenza. Il primo episodio riprende immediatamente la caratterizzazione dei personaggi, ci ricorda in pochissimi secondi il carattere di Din (giusto, ma spietato all’occorrenza) e la sua forza e così al Bambino (ovvero “baby Yoda”) basta una espressione timorosa e tenera per conquistare nuovamente lo spettatore. Così l’episodio può cominciare sul serio: Din arriva a Mos Pelgo, un insediamento in pieno deserto gestito dallo sceriffo Cobb Vanth (Timothy Olyphant). L’uomo indossa l’armatura di Boba Fett, sottratta a sua volta presa dai Jawa. È grazie a questa, se Cobb riesce a garantire la pace e la sicurezza del posto. Il credo di Din tuttavia gli impone di reclamare l’armatura. I due trovano un accordo: se il mandaloriano lo aiuterà a uccidere un drago Krayt che minaccia la città, l’armatura sarà sua. Per fare ciò, dovrà formarsi una singolare alleanza con i Sabbipodi, che culminerà in un grande scontro con la creatura.

Narrazione episodica

La prima puntata della seconda stagione conferma quindi la decisione di emanciparsi dalla necessità di un vero e proprio intreccio, optando invece per una narrazione episodica. Quella stessa piccola storia che occupa la puntata si divide poi a in momenti più piccoli, azioni e reazioni semplici e lineari. Anche in questo caso la missione principale è da subito messa da parte: sappiamo già che uccidere il mostro non avrà effetto sulla ricerca del protagonista e che le conseguenze delle sue azioni (recuperare l’armatura) saranno secondarie. Fino a questo momento The Mandalorian ha saputo sempre dimostrare di aver fatto la scelta giusta.

Studente presso la facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Autore di diversi articoli pubblicati su mensili locali quali Bisceglie in Diretta e Il Biscegliese e siti d’informazione online locali e non. Ha collaborato con siti di informazione videoludica, come GameBack, GamesArmy e gamempire.it. Attualmente è redattore di Bisceglie24 e gestisce il blog cinematografico Strangerthancinema.it.

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Cinema

Luca | il film Pixar ambientato in Italia può essere un nuovo punto di partenza per lo studio

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Ne La Luna, la prima opera Pixar diretta da Enrico Casarosa, i protagonisti erano spazzini sui generis con il compito di spolverare la superficie lunare dalle lucenti stelle che la ricoprivano, rivelando così al mondo ogni sera un differente volto del corpo celeste. I tre salivano sul satellite e ne modificavano l’aspetto solo per poter nuovamente godere della sua visione dalla terra ferma: un viaggio nel cielo finalizzato ad una migliore contemplazione di esso dal basso.

Non deve sorprendere, quindi, se anche in Luca, il primo lungometraggio dell’animatore italiano, l’elemento terrestre del racconto emerga su quello antropomorfo nonostante i due protagonisti siano degli animali acquatici: non solo la trama del film si svolge quasi totalmente in superficie, ma la stessa caratterizzazione del fondale è decisamente meno allettante e suggestiva di quella riservata invece alla piccola città di pescatori, vivida, colorata e affascinante. È sempre quello umano il punto di vista privilegiato: umane sono le aspirazioni dei due comprimari (comprare una Vespa, ad esempio) e umani sono i modi in cui cercheranno di soddisfarle nel corso della trama.

Il tocco umano

Enrico, uno dei protagonisti del film, accumula oggetti del mondo degli umani di cui capisce inizialmente pochissimo, esattamente come avveniva ne La Sirenetta, manifestando fin da subito il desiderio di vivere come gli abitanti della città a cui non ha mai osato avvicinarsi da solo. L’opera di Enrico Casarosa comunica questa inspiegabile gioia di essere ragazzi e ragazze in carne ed ossa attraverso uno stile che tradisce in ogni momento il tocco umano, la sua imperfezione e il suo calore. L’idilliaca cittadina del film, popolata da personaggi estremamente caricaturali che si muovono su fondali espressionisti e mai naturalistici, è qualcosa di completamente diverso dalla New York di Soul, immediatamente riconoscibile nella sua specificità e impossibile da astrarre e universalizzare (come è invece possibile fare con l’ambientazione di Luca, simbolo di un modo di stare al mondo e di intendere le relazioni umane). Allo stesso modo, la resa visiva dell’acqua non è fotorealistica come quella di Alla Ricerca di Dory, ma cerca piuttosto di suggerire uno stato d’animo, di richiamare per sinestesia gli odori della spiaggia e la sensazione del sale che rimane sulla pelle. 

Se nelle sequenze di nuoto subacqueo, quando i personaggi tornano nella loro originaria forma animale, lavora il motore grafico Houdini, precedentemente utilizzato in film carichi di effetti speciali complessi come Toy Story 4, permettendo digestire milioni e milioni di piccolissimi elementi in fase di rendering, appena i due ragazzi emergono in superficie, tutto si fa meno realistico e improvvisamente più allegorico: viene meno la necessità di descrivere minuziosamente ed emerge il desiderio di evocazione. Se la luce che attraversa l’acqua tende ad uniformare il fondale marino, a semplificarne l’aspetto, limitando il campo visivo dei protagonisti, quando questi emergono in superficie possono finalmente conquistare un orizzonte più ampio.

Una nuova direzione per la Pixar?

Dopo aver raggiunto la perfezione tecnica nel campo dell’animazione tridimensionale, la Pixar sceglie con Luca, il primo lungometraggio di Enrico Casarosa (già autore di La Luna) di evitare volutamente il realismo del tratto, di non renderizzare tutte le gocce di uno schizzo d’acqua, ma di avere la linea (che restituisce l’insieme e rinuncia al dettaglio del singolo punto che la costituisce) come elemento fondamentale del disegno. Raggiungere questo livello di stilizzazione richiede però di mettere in discussione tutto quello che lo studio ha fatto negli ultimi decenni, lavorando sempre nella direzione opposta, cioè quella del fotorealismo, sviluppando complicatissimi strumenti digitali basati sulla simulazione degli effetti fisici e sulla raccolta di dati.La produzione di Luca ha quindi permesso al team Pixar di pensare in maniera diversa rispetto al passato, di lasciarsi maggiormente sedurre da influenze straniere (dallo stile di animazione del primo Miyazaki, quello di Conan il ragazzo del futuro, e persino da quell’immagine del mondo fluttuante restituita dalla stampa Ukiyo-e) e di creare una serie di strumenti da poter utilizzare anche in futuro per pianificare un percorso nuovo e differente per lo studio di animazione dopo l’addio di Lasseter.

Il team Pixar ha creato nuove applicazioni digitali per consentire l’implementazione di caratteristiche tipiche dell’animazione 2D. Dopo che persino Spider-Man: Un nuovo universo di Phil Lord e Chris Miller aveva fatto ricorso a tecniche di animazione tradizionali per rimarcare la sua origine fumettistica (tecniche perfezionate nel successivo The Mitchells vs. the Machines, tra acquerelli e scarabocchi a matita) e dopo l’incredibile riconoscimento ottenuto da un film come Wolfwalkers (il cui stile grafico era ispirato alla stampa con blocchi di legno di epoca cromwelliana), i tempi sono maturi anche per la Pixar per muoversi con fiducia nella direzione di una sempre maggiore stilizzazione. Nelle prime fasi dell’animazione al computer si cercava il realismo perché era qualcosa che l’animazione 2D non avrebbe mai potuto raggiungere. Adesso che quel realismo è stato ampiamente ottenuto, toccando risultati forse insperati, film come Luca indicano la giusta direzione per il futuro.

Luca | il film Pixar ambientato in Italia può essere un nuovo punto di partenza per lo studio
4 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora
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Luca | il trailer e il poster del film d’animazione Pixar dal cuore italiano

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I film di prossima uscita previsti per l’estate 2021 si prospettano essere davvero interessanti e in alcuni casi, addirittura irresistibili. Oltre ai cinema, anche le piattaforme streaming sono pronte a rilasciare titoli che entusiasmeranno il pubblico di tutte le età. Ad aprire le danze sarà Luca, il nuovo film d’animazione Pixar dal 18 giugno su Disney+. Per vedere il nuovo trailer in italiano cliccate in alto.

Il 24esimo film d’animazione targato Pixar Animation Studios è diretto dal candidato all’Academy Award® Enrico Casarosa (La Luna) e prodotto da Andrea Warren (Lava, Cars 3). Il premiato compositore Dan Romer (Re della terra selvaggia, Maniac) ha creato la colonna sonora.

Le dichiarazioni del regista del film Luca

Diretto dal candidato al Premio Oscar® Enrico Casarosa, questo nuovo film d’animazione realizzato dalla geniale Disney Pixar, racconta di un’incredibile estate nella città di mare italiana Portorosso. Sarà una vera avventura quella che Luca, un simpatico mostro marino vivrà in compagnia del suo amico Alberto, anche lui dalle fattezze mostruose. In occasione del rilascio del nuovo trailer e dei poster che potrete vedere a metà pagina, il regista italiano ha dichiarato tutto il suo amore per l’Italia, inserendo la canzone di un noto cantautore napoletano per due motivi.

Ho sempre amato ‘Il Gatto e la Volpe’ di Edoardo Bennato, è una canzone con cui sono cresciuto.
È un brano degli anni Settanta, quindi di un periodo successivo rispetto alla fine degli anni Cinquanta, inizio anni Sessanta in cui è ambientato il film. Sono però felice di aver fatto questa eccezione perché è una canzone che mi ha sempre trasmesso il senso dello stare insieme, dell’amicizia, e in quest’ottica mi sembra che Luca e Alberto abbiano delle similitudini con il gatto e la volpe, due amici che si cacciano sempre insieme nei guai.

Il regista ha aggiunto: “Ovviamente il brano parla anche di altro, ma è questo il motivo per cui l’ho scelto, per quel qualcosa di giocoso e divertente. Sono felice che il brano sia presente anche nel
trailer, oltre che nel film. Inoltre sono contento di aver potuto inserire nel film un piccolo omaggio a Pinocchio attraverso questa canzone”.

Leggi anche: Luca | il nuovo film originale Pixar per un’estate sulla riviera italiana

I poster ufficiali del film Luca

Leggi anche: Soul | Il nuovo film Pixar è una scintilla di luce che scalda il cuore

La trama

L’originale film d’animazione Disney e Pixar dal titolo Luca, narra la storia di un giovane ragazzo che vive un’esperienza di crescita personale durante un’indimenticabile estate tra a gelati, pasta e infinite corse in scooter. Luca condivide queste avventure con il suo nuovo migliore amico, ma tutto il divertimento è minacciato da un segreto profondo: sono mostri marini di un altro mondo situato appena sotto la superficie dell’acqua.


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WandaVision | 10 teorie dei fan di Ultron sul futuro dell’MCU

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Il terzo episodio di WandaVision (clicca qui per vedere il trailer della serie disponibile su Disney+) è pieno zeppo di easter eggs e riferimenti sia ai fumetti che al Marvel Cinematic Universe. E se proprio dobbiamo dirla tutta, uno dei suoi migliori riferimenti non è stato neanche nascosto chissà quanto. Alla fine di “Now In Color”, Geraldine pronuncia il nome di Ultron, uno dei maggiori cattivi Avengers della Fase Uno dell’MCU .

Il cattivo centrale di Avengers: Age Of Ultron ha avuto un ruolo chiave nella tragica vita di Wanda Maximoff, e potrebbe ancora dar credito ad alcune divertenti teorie ipotizzate dai fan. È possibile che Ultron possa tornare dai morti, come ha fatto Vision nello show.

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10.Papà Sitcom

WandaVision nei suoi primi tre episodi è stata un’affascinante esplorazione dei tropi e dei format delle sitcom. Ultron potrebbe tornare come manifestazione della presunzione della sitcom, secondo l’utente marveltx. È possibile che Ultron appaia come una manifestazione dei suoi poteri, in una forma diversa. Ciò aprirebbe la porta a James Spader, che ha doppiato Ultron. Questa volta però potrebbe semplicemente interpretare se stesso, o come suggerisce un utente nel thread di Reddit, il suocero di Wanda in TV.

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9. Abitava Nella Pietra Della Mente

Il ritorno di Ultron nell’MCU è stato la fonte di molte teorie speculative, anche prima dell’inizio di WandaVision . Uno riguarda il modo in cui sembrava morire. Alla fine di Avengers: Age Of Ultron, Vision affronta quello che sembra essere l’ultimo drone sopravvissuto, contenente la coscienza di Ultron. Vision per tanto, sembra distruggere il drone e apparentemente Ultron, per sempre.

Ma è possibile che Ultron abbia trasmesso la sua coscienza a Vision e alla Pietra Mentale prima o durante questo processo, permettendogli di sopravvivere. La morte di Vision in Avengers: Infinity War potrebbe averlo liberato.

Leggi anche: WandaVision | Alla scoperta dell’incredibile coppia Marvel su Disney+

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8. L’avvoltoio Lo Ha Risuscitato

Spider-Man: Homecoming è stata la più grande fonte di teorie su Ultron prima di WandaVision. Due aspetti principali del film si collegano direttamente a Ultron.

Uno è Adrian Toomes, l’Avvoltoio e potenziale membro dell’MCU Sinister Six . Toomes raccoglie gli avanzi di tecnologia avanzata lasciati dopo la battaglia di New York. Ha anche un paio di armi derivate direttamente da Ultron. Senza dimenticare che un membro dell’equipaggio di Toomes, Brice, ha sparato in pubblico con un blaster Ultron. È possibile che qualche aspetto della coscienza di Ultron sia sopravvissuta nelle parti recuperate.

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7.Non Tutti I Droni Sono Stati Distrutti

Questo porta direttamente alla teoria più importante e possibile sul ritorno di Ultron. Non tutti i droni sono stati distrutti su Sokovia. Una delle tante teorie sul possibile ritorno di Ultron riguarda un drone sopravvissuto alla battaglia di Sokovia nonostante gli innumerevoli sforzi dei Vendicatori.

Durante uno scontro su un ponte a Sokovia, Capitan America ne colpisce un drone, apparentemente fatale. Data la forza dei droni, è possibile che Ultron sia sopravvissuto alla caduta e sia rimasto in vita da qualche parte nel mondo.

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6. Controllo dei Danni

Non solo Adrian Toomes ha messo le mani sulla tecnologia Ultron in Spider-Man: Homecoming , ma anche Damage Control. Uno dei migliori easter egg nel primo film di MCU Spider-Man è il capo di Ultron.

Peter Parker scopre la testa in possesso della squadra di pulizia governativa Damage Control. La cosa più inquietante di questa scoperta è che gli occhi di Ultron sono rossi in questa scena. L’unica volta che i fan hanno visto Ultron con gli occhi rossi nell’MCU è stato quando era vivo e cosciente.

Leggi anche: WandaVision | tutti i dettagli che vi siete persi nel trailer della serie tv

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5. Copia di Backup

È anche possibile che Ultron abbia conservato una copia di backup di se stesso. Stava tentando di accedere al world wide web in Age Of Ultron e alla fine ha fallito, ma ciò non significa che non abbia creato cloni digitali della sua coscienza e ne abbia eseguito il backup su vari dischi rigidi.

Quel tipo di ridondanza lo renderebbe praticamente impossibile da sconfiggere. Ognuno dei suoi droni era essenzialmente un clone, e ognuno di loro avrebbe potuto avere un backup del disco rigido, rendendo la sua sopravvivenza molto più sicura.

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4. Kang The Conqueror Lo Resuscita

L’utente di Reddit The God-TK ipotizza che Kang The Conqueror abbia la capacità di riportare in vita Ultron. Kang The Conqueror apparirà in Ant-Man And The Wasp: Quantumania (interpretato da Jonathan Majors di Lovecraft Country , un altro spettacolo con la passione per i dettagli nascosti ).

Kang potrebbe essere trascinato nell’MCU dagli eventi di Avengers: Endgame , in cui il tempo è stato disturbato, o forse anche da WandaVision , dove la realtà vacilla. Poteva resuscitare o impedirgli di morire in primo luogo, per aiutarlo a raggiungere il suo obiettivo di rivedere il tempo.

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3. Jocasta

L’utente di Reddit MCKimmyKim scrive che Ultron riesce a sopravvivere grazie alla sua sposa dei fumetti, Jocasta. In effetti, lei deve ancora fare la sua apparizione nell’universo cinematografico Marvel, anche se è apparsa in uno degli easter egg più nascosti presenti in Age Of Ultron . Quando Tony Stark sta cercando tra i programmi per sostituire JARVIS, ne passa uno chiamato Jocasta.

È possibile che il programma Jocasta sia a sua volta cosciente e mantenga in parte o tutto il programma di Ultron? Jocasta è un elemento abbastanza importante dei fumetti, una creazione non dissimile dalla Sposa di Frankenstein, un mostro horror della Universal degno di un reboot.

Leggi anche: Paul Bettany | Chi è l’attore dietro la Visione della Marvel

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2. Adam Warlock

L’utente di Reddit TheLazerShell suggerisce che il personaggio ‘incriminato’ di questo focus, potrebbe tornare tramite l’eroe cosmico Adam Warlock . Proprio lui è stato preso in giro nel film Guardiani della Galassia Vol. 2 , dettaglio che alcuni fan potrebbero aver perso. L’eroe Marvel cosmicamente potente è stato inserito nella scena post-credits per un uso successivo, e questa teoria lo vedrebbe responsabile del suo ritorno.

La teoria suggerisce che Ultron abbia caricato un virus nel Quinjet con il quale intendeva fuggire, che è stato poi perso nello spazio da Hulk. Alla fine, questa nave viene successivamente ritrovata e restaurata, insieme a Ultron e tutto il resto, proprio da Adam Warlock.

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1. Ritorna Attraverso Il Multiverso

Il modo più semplice per il ritorno del protagonista di questo articolo, come è stato suggerito in teorie precedenti, è forse attraverso il Multiverso. L’MCU si sta tuffando a capofitto nel concetto del Multiverso e molti dei principali cattivi delle passate serie di film di Spider-Man stanno tornando per Spider-Man 3 , come Doctor Octopus ed Electro. Se nei film possono apparire numerose versioni di Doctor Ocotpus, possono farlo anche diverse versioni di Ultron. Ha molte, molte iterazioni nel fumetto a cui l’MCU potrebbe continuare a disegnare.

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