Connettiti a NewsCinema!
unicorn store unicorn store

Cinema

Unicorn Store, la recensione del film diretto da Brie Larson

Pubblicato

:

Per la sua prima prova dietro la macchina da presa, Brie Larson sceglie di imbarcarsi (ammirevolmente) in un’operazione complicatissima. Realizzare un film come Unicorn Store, su di una giovane artista squattrinata a cui viene data finalmente la possibilità di realizzare i propri sogni, vuol dire saper padroneggiare del materiale che facilmente rischia di scadere nell’infantile o addirittura nell’imbarazzante. Se registi come Michel Gondry riescono a gestire la tenerezza, la dolcezza più ingenua e bambinesca, calando ogni loro opera in un contesto “immaginifico” che non può prescindere però dall’umanità che lo popola, Brie Larson non è (ancora) in grado di raggiungere questo grado così elevato di sofisticazione. Così Unicorn Store non sempre riesce ad essere all’altezza delle idee che lo animano.

Il film di Brie Larson vorrebbe essere fieramente naif, vorrebbe fare del suo idealismo un vanto, ma non riesce ad elevarsi al livello della poesia che invece permea i lavori di altri cineasti che da anni manipolano questo tono così difficile da mantenere. 

Unicorn Store: il lavoro sugli attori

Come spesso avviene negli esordi registici di chi ha sempre lavorato come attore, anche in Unicorn Store si avverte una certa tendenza a trattenere la mano, una insicurezza dettata dal fatto di non voler “strafare”, scegliendo invece un approccio più sobrio e misurato (con la conseguenza, però, di rendere il tutto un po’ insapore). Se altri suoi colleghi che recentemente si sono cimentati dietro la macchina da presa hanno faticato a trovare un proprio stile personale, “schiacciati” dal peso dei registi che fino a quel momento li avevano diretti (Bradley Cooper e David O. Russell, Ryan Gosling e Refn), Brie Larson non sembra avere questo problema. Piuttosto la sua regia apolide (dovuta anche al fatto di non aver mai avuto un regista di riferimento, a differenza degli altri due attori citati) non riesce ad esaltare quei momenti di intimità che vorrebbero risultare sinceri ma che, invece, al netto di una buona recitazione, sembrano sempre fasulli.

Come era lecito aspettarsi, il lavoro sugli attori è invece ottimo. Non solo Brie Larson è convincente e in alcuni casi riesce a sopperire alle mancanze di sceneggiatura (che non sembra voler approfondire troppo le motivazioni del personaggio di Kit), ma anche il misterioso venditore interpretato da Samuel L. Jackson emerge come un personaggio più interessante di quanto effettivamente non lo sia, grazie alla caratterizzazione dell’attore che lo interpreta. Eppure il film non riesce ad esaltare questi suoi punti di forza, finendo spesso per smorzare le intuizioni dei suoi stessi protagonisti. Per queste ragioni, Unicorn Store sembra essere vittima di se stesso. Privo di un vero e proprio target di riferimento (troppo ingenuo per piacere ai giovani adulti, troppo anacronistico per interessare il pubblico più giovane), del film di Brie Larson non rimane che una banale parabola auto-assolutoria, decisamente troppo indulgente nei confronti dei suoi personaggi. 

Unicorn Store, la recensione del film diretto da Brie Larson
3.0 Punteggio
Pro
Idea originale, buone interpretazioni
Contro
Ingenuo e auto-indulgente
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

Studente presso la facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Autore di diversi articoli pubblicati su mensili locali quali Bisceglie in Diretta e Il Biscegliese e siti d’informazione online locali e non. Ha collaborato con siti di informazione videoludica, come GameBack, GamesArmy e gamempire.it. Attualmente è redattore di Bisceglie24 e gestisce il blog cinematografico Strangerthancinema.it.

Clicca per commentare

Lascia qui il tuo commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cinema

Morbius, il primo trailer ufficiale del nuovo film Marvel con Jared Leto

Pubblicato

:

morbius

Nel primo trailer del film della Marvel, Morbius l’attore e cantante dei 30 Seconds to Mars, Jared Leto dopo aver detto addio al personaggio di Joker  si è trasformato in un vampiro cattivissimo.

Morbius è basato sui fumetti creati da Roy Thomas e Gil Kane del 1971. La storia narra le origini del pericoloso Michael Morbius (Leto), un biochimico in cerca di una cura per la sua malattia rara del sangue. Durante uno dei suoi esperimenti, si inietta accidentalmente un liquido contenente il vampirismo, dandogli superpoteri simili ai pipistrelli come l’eco-localizzazione e un’insaziabile sete di sangue.

Il vampiro vendicativo appariva periodicamente durante la serie Marvel. Ha fatto la sua prima apparizione in un numero del 1971 di The Amazing Spider-Man, e alla fine fu riportato nella serie del 1992, Morbius, il vampiro vivente. Vennero prodotti 32 numeri prima di terminare nel 1995.

Adria Arjona recita accanto a Leto nei panni della fidanzata del cattivo Martine Bancroft. Mentre Jared Harris, Matt Smith e Tyrese Gibson completano il cast. Smith interpreterà Loxias Crown, un uomo con la stessa malattia del sangue di Morbius. Harris, sebbene il suo personaggio rimanga senza nome, è previsto per il ruolo del mentore di Morbius. I co-creatori di Lost in Space, Matt Sazama e Burk Sharpless hanno scritto la sceneggiatura.

Non è ancora certa la data nella quale Morbius uscirà nelle sale cinematografiche italiane.

Continua a leggere

Cinema

Beastie Boys Story, al via il documentario dedicato alla band anni ’80

Pubblicato

:

beastie boys pronto il libro sulla loro storia compressed

Grande annuncio per tutti fan della band Beastie Boys, la band ha annunciato tramite il profilo Twitter il progetto di un documentario dedicato alla loro carriera. Nonostante il trio abbia dovuto dire addio ad uno dei componenti della band, Adam “MCA” Yauch, nel 2012 a causa di un cancro al quale non è riuscito a sopravvivere, gli altri due cantanti faranno in modo di “riportare in vita” la sua memoria.

Chi erano i Beastie Boys?

I Beastie Boys sono stati un gruppo musicale rap americano nato nel 1981 nella Grande Mela, New York. La band era costituita da  Adam “Ad-Rock” Horovitz, Michael “Mike D” Diamond e Adam “MCA” Yauch. Il nome era nato dall’idea del componente John Berry, il quale aveva creato l’acronimo Beastie per lanciare un messaggio specifico. “Boys Entering Anarchistic States Towards Inner Excellence”, tradotto in italiano: “Ragazzi che entrano in Stati anarchici per ottenere la perfezione interiore”.

La sinossi del documentario

Il documentario dedicato alla band intitolato Beastie Boys Story al momento ha ufficializzato il progetto con questa sinossi:
“Ecco cos’è il film: Mike Diamond e Adam Horovitz dei Beastie Boys raccontano una storia intima e personale della loro band e dei loro 40 anni di amicizia insieme. Dagli anni ’80 della scena punk di New York City, a “Fight For Your Right (to Party)” e diventando i primi artisti hip-hop a fare un disco n. 1 ( concesso in licenza a Ill ), attraverso la loro evoluzione, che li ha portati al Sabotage , Intergalattico e oltre. Creato con il loro vecchio amico, il loro ex nonno e collaboratore, il regista Spike Jonze, il film mescola perfettamente uno spettacolo teatrale dal vivo e un documentario per creare un nuovo formato, un documentario dal vivo ”.

Chi si occuperà della produzione di Beastie Boys Story?

La storia della boy band degli anni ’80 verrà prodotta e diretta dal regista Spike Jonze e presenterà attraverso le dichiarazioni degli unici due superstiti ai Bestie Boys, Adam “Ad-Rock” Horovitz e  Mike “Mike D” Diamond, la loro carriera ai più giovani e a chi è cresciuto con le loro canzoni. 

Beastie Boys Story arriverà in alcuni cinema IMAX il 3 aprile prima di arrivare su Apple TV + il 24 aprile.

 

Continua a leggere

Cinema

Oscar 2020: l’elenco completo delle nomination

Pubblicato

:

oscars 2020 nomination newscinema

A Los Angeles si è conclusa in questo momento la conferenza per l’annuncio ufficiale delle nomination degli Oscar 2020. Secondo quanto dichiarato da Karey Burke, presidente Entertainment del canale broadcast ABC, come lo scorso anno, anche la 92^ edizione, non godrà della presenza di un presentatore. La cerimonia degli Academy Awards si terrà domenica 9 febbraio. Adesso vediamo chi sono i candidati all’ambita statuetta d’oro.

Oscar 2020 nomination: la lista completa

Best Picture:

“Ford vs Ferrari”
“The Irishman”
“Jojo Rabbit”
“Joker”
“Little Women”
“Marriage Story”
“1917”
“Once Upon a Time in… Hollywood”
“Parasite”

Lead Actor:

Antonio Banderas, “Pain and Glory”
Leonardo DiCaprio, “Once Upon a Time in… Hollywood”
Adam Driver, “Marriage Story”
Joaquin Phoenix, “Joker”
Jonathan Pryce, “The Two Pope”

Lead Actress:

Cynthia Erivo, “Harriet”
Scarlett Johansson, “Marriage Story”
Saoirse Ronan, “Little Women”
Charlize Theron, “Bombshell”
Renée Zellweger, “Judy”

Supporting Actor:

Tom Hanks, “A beautiful day”
Anthony Hopkins, “The Two Popes”
Al Pacino, “The Irishman”
Joe Pesci, “The Irishman”
Brad Pitt, “Once Upon a Time in… Hollywood”

Supporting Actress:
Kathy Bates, “Richard Jewell”
Laura Dern, “Marriage Story”
Scarlett Johansson, “Jojo Rabbit”
Florencde Pugh , “Little Women”
Margot Robbie, “Bombshell”

Director:

Martin Scorse, “The Irishman”
Todd Phillips, “Joker”
Sam Mendes, “1917”
Quentin Tarantino, “Once Upon a Time in… Hollywood”
Bong Joon-ho, “Parasite”

Animated Feature:

“How to train your dragon: The Hidden World,”
“I lost my body,”
“Klaus,”
“Missing link,”
“Toy Story 4,”

Animated Short:

“Dcera,”
“Hajr Lov,”
“Kitbull,”
“Memorable,”
“Sister,”

Live Action Short:

“Brotherhoos,”
“Nefta Football Club,”
“The Neighbors’ window,”
“Saria,”
“A sister,”

Adapted Screenplay:

“The Irishman,”
“Jojo Rabbit,”
“Joker,”
“Little Women,”
“The Two Popes,”

Original Screenplay:

“Knives out,”
“Marriage story,”
“1917,”
“Once Upon a Time in… Hollywood”,
“Parasite,”

judy 04649

Cinematography:

“The Irishman”
“Joker,”
“The Lighthouse,”
“1917”
“Once Upon a Time… in Hollywood,”

Best International Feature Film:

“Corpus Christi,” Poland
“Honeyland”, North Macedonia
“Les Miserables,” France
“Pain and Glory”, Spain
“Parasite”, South Korea

Best Documentary Feature:

“American Factory,”
“The Cave ,”
“The Edge of democracy,”
“For Sama,”
“Honeyland,”

Best Documentary Short Subject:

“In the absence ,”
“Learning to skateboard in a warzone (if you’re a girl),”
“Life overtakes me,”
“St. Louis Superman,”
“Walk, run, cha cha”

Best Live Action Short Film:
“Detainment,” Vincent Lambe
“Fauve,” Jeremy Comte
“Marguerite,” Marianne Farley
“Mother,” Rodrigo Sorogoyen
“Skin,” Guy Nattiv

Best Foreign Language Film:

“Capernaum” (Lebanon)
“Cold War” (Poland)
“Never Look Away” (Germany)
“Roma” (Mexico)
“Shoplifters” (Japan)

Film Editing:

“Ford vs. Ferrari,”
“The Irishman,”
“Jojo Rabbit,”
“Joker,”
“Parasite,”

Sound Editing:

“Ford vs Ferrari,”
“Joker,”
“1917,”
“Once Upon a Time… in Hollywood,”
“Star Wars: The Rise of Skywalker,”

Sound Mixing:

“Ad Astra”
“Ford vs. Ferrari”
“Joker”
“1917”
“Once Upon a Time… in Hollywood”

Production Design:

“The Irishman,”
“Jojo Rabbit,”
“1917,”
“Once Upon a Time… in Hollywood,”
“Parasite,”

Original Score:

“Joker,”
“Little Women,”
“Marriage Story,”
“1917,”
“Star Wars: The Rise of Skywalker,”

Original Song:

“I can’t left you throw yourself away” from “Toy Story 4” by
“(I’m gonna) Love me Again” from “Rocket Man” by
“I’m standing with you” from “” by
“Into the Unknow” from “Frozen 2” by
“Stand Up” from “” by

Makeup and Hair:

“Bombshell”
“Joker”
“Judy”
“Maleficent: Mistress of Evil,”
“1917,”

Costume Design:

“The Irishman”
“Jojo Rabbit,”
“Joker,”
“Little Women,”
“Once Upon a Time… in Hollywood,”

Visual Effects:

“Avengers: Endgame”
“The Irishman”
“The Lion King”
“1917”
“Star Wars: The Rise of Skywalker,”

Continua a leggere

Iscriviti al nostro canale!

Film in uscita

Gennaio, 2020

Nessun Film

Film in uscita Mese Prossimo

Febbraio

Nessun Film

Pubblicità

Facebook

Recensioni

Nuvola dei Tag

Pubblicità

Popolari

X