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Hellboy: un reboot action, dark e caotico

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Quindici anni dopo il primo film diretto da Guillermo Del Toro, arriva al cinema il reboot di Hellboy con una nuova avventura del supereroe demoniaco nato sulle pagine dei fumetti di Mike Mignola. David Harbour, star della serie tv Stranger Things è stato scelto per vestire i panni dell’imponente protagonista, detective del BPRD (Bureau for Paranormal Research and Defense) che cerca di proteggere la Terra dalle creature soprannaturali che la minacciano. Dal Messico viene chiamato in Inghilterra dove deve vedersela con tre giganti infuriati, prima di affrontare la terribile Nimue, la Regina di Sangue interpretata da Milla Jovovich, un’antica strega che torna da un lontano passato assetata di vendetta. Così assistiamo a uno scontro epico tra realtà e magia, per la regia di Neil Marshall.

hellboy 2019

Hellboy di Neil Marshall

Hellboy, scritto dallo stesso Mignola con la collaborazione di Andrew Cosby, fin dalle prime scene si conferma un film decisamente dark e ricco di azione. Il regista che ha diretto alcuni episodi di Game of Thrones, Westworld e il film The Descent – Discesa nelle tenebre, punta molto sulla componente splatter di questo horror action fantasy che cerca di portare sul grande schermo la natura originale del fumetto che ha da poco festeggiato i suoi 25 anni. Teste mozzate, corpi disintegrati e fiumi di sangue invadono spesso l’inquadratura, insieme a una varietà di mostri inquietanti e terrificanti che ricordano le creature minacciose e deformate di Silent Hill. Chiaro fin da subito che questo nuovo Hellboy è pensato per un pubblico adulto con uno stile di narrazione audace, esplicito e viscerale. Segue la linea suggerita dai fumetti, quindi i fan più affezionati di questo personaggio potrebbero apprezzare. In particolare i produttori hanno scelto, insieme a Mignola, di adattare il Volume 9 Hellboy: La Caccia Selvaggia del 2010 che include i numeri 37 e 44 della serie a fumetti.

hellboy milla jovovich

Milla Jovovich in una scena di Hellboy

David Harbour, alto due metri e con uno sguardo che cattura, è perfetto nei panni del “muchaco dell’Infierno” che mostra un look solo in parte simile al film del 1994. Infatti se a un primo sguardo Hellboy può sembrare lo stesso, in questo film presenta alcune diverse caratteristiche fisiche rispetto alla versione precedente, come i capelli lunghi e sciolti, peli sulle braccia, sul petto e sulla schiena, e gli infernali zoccoli. Un personaggio più disturbante e trasandato rispetto a quello interpretato da Ron Perlman e quindi meno simpatico. Le sue gesta sono accompagnate da una colonna sonora puramente rock, ma le acrobatiche scene di combattimento trovano spazio anche per una discreta dose di humour nero, come i numerosi tentativi di Hellboy di usare il touch screen dello smartphone distruggendo ogni volta il display visto le sue dita non proprio canoniche.

Al fianco di Harbour sono presenti alcune personalità carismatiche nel cast come Milla Jovovich nei panni della villan principale che si trova perfettamente a suo agio tra i morti viventi e i mostri, visto i suoi trascorsi nella saga Resident Evil; poi la giovane Sasha Lange che interpreta Alice Monaghan e Daniel Dee Kim, volto noto ai fan della serie tv Lost, che veste i panni di Daimio, capitano del BPRD ed ex soldato con un grande segreto. Infine l’energico e divertente Ian McShane come il padre di Hellboy che in più di un’occasione permette di evidenziare l’umanità di questo eroe controverso e in costante conflitto con il suo aspetto.

 

Il film è un blockbuster coatto di puro intrattenimento che trascina in un vortice di adrenalina e violenza, però confonde lo spettatore per i numerosi intrecci della trama. I produttori hanno infatti dichiarato di “volere riunire i pezzi di tante storie, adattandole nel migliore dei modi” ma, vedendo il risultato finale, è proprio questo il punto debole del film. Si passa dalla leggenda di Re Artù a una guerra tra luce e tenebre che ricorda Buffy – L’Ammazzavampiri, riducendo il tutto a un cinecomic dall’anima horror con i colori pop del fumetto e una messa in scena da videogioco. Il regista ostenta un forte senso del passato con ambientazioni e immagini contemporanee, ma i personaggi realizzati con la CGI sembrano appartenere a un cinema stantio, penalizzando l’autenticità e il realismo di una storia che, seppur fantastica, vuole trarre beneficio dal suo confronto con la realtà. Dopo la visione potreste avere bisogno di una camomilla o di un’aspirina, ma se affrontate questo film come un giro sulle montagne russe potreste divertirvi all’insegna di quell’irresistibile aspetto epico del trash.

Hellboy: un reboot action, dark e caotico
2.8 Punteggio
Pro
Azione, Humour, Colonna Sonora
Contro
Effetti speciali, Mostri, Confusione
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

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Il cinema e la scrittura sono le compagne di viaggio di cui non posso fare a meno. Quando sono in sala, si spengono le luci e il proiettore inizia a girare, sono nella mia dimensione :)! Discepola dell' indimenticabile Nora Ephron, tra i miei registi preferiti posso menzionare Steven Spielberg, Tim Burton, Ferzan Ozpetek, Quentin Tarantino, Hitchcock e Robert Zemeckis. Oltre il cinema, l'altra mia droga? Le serie tv, lo ammetto!

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Spider-Man: Far From Home è il film Marvel più vicino alla concezione del cinema Pixar

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Spider-Man: Far From Home, seguito dell’apprezzato primo film stand-alone dell’uomo ragno di Tom Holland, è forse il film del Marvel Cinematic Universe che più assomiglia, nei toni e nelle tematiche trattate, ad un film Pixar. Molto si deve alla scelta del villain, il Mysterio interpretato da Jake Gyllenhaal: un nemico che non sfigurerebbe in un film de Gli Incredibili, che utilizza l’inganno, l’illusione e la messa in scena (in poche parole: il cinema) per ottenere il potere sul suo pubblico di sudditi-spettatori. È grazie alla sua presenza se il secondo film diretto da Jon Watts, proprio come un’opera Pixar, ha la capacità di riflettere sull’industria del cinema di oggi, di avere una componente di “auto-analisi” (da sempre presente nei film Pixar, che hanno spesso al centro delle proprie storie l’audiovisivo, attraverso il quale i personaggi scoprono le cose o risolvono dei misteri) molto più marcata rispetto a qualsiasi altro film dell’universo cinematografico di casa Marvel.

Come già per Homecoming, anche questo secondo episodio segue i classici paradigmi da “teen movie” americano (i primi amori, le amicizie, i professori, i compagni di classe odiosi). Sorprendentemente, è proprio quando maneggia la materia “teen” che Spider-Man: Far From Home si rivela vincente, grazie anche alla sceneggiatura di Chris McKenna ed Eric Sommers. Non c’è una battuta fuori posto o una tempistica sbagliata nelle interazioni fra i giovani protagonisti di un film che si rivela in grado di arrivare alla risata in maniere sempre diverse (la brutta presentazione animata iniziale è un piccolo gioiello di comicità). È invece proprio sulla metà “supereroistica”, quella che richiederebbe un certo pathos ed una certa abilità nel comunicare il peso delle scelte che si compiono, che il cine-comic di Jon Watts comincia a scricchiolare.

Nonostante i grandi passi in avanti fatti sul piano dell’azione rispetto ad Homecoming, il suo seguito manca di quella inventiva che è invece lo standard delle produzioni Marvel che, soprattutto in Infinity War e in Endgame, hanno codificato l’importanza di far muovere i propri personaggi sullo schermo in un certo modo (nelle grandi battaglie, sono i loro gesti a determinare il loro peso nel gruppo). I drammi e i grandi dubbi che dovrebbero assillare Peter Parker sono brevemente espressi attraverso fugaci passaggi di sceneggiatura e mai davvero resi su schermo (il suo legame con Tony Stark è velocemente sintetizzato in alcune scene, che sembrano comunque non essere sufficienti a trasmettere la portata di quella perdita). Se quindi il pretesto della vacanza europea è perfetto per mettere in scena le dinamiche adolescenziali del film, non lo è altrettanto per rendere credibile lo scontro che anima il film. E se il villain Mysterio permette a Jon Watts di lavorare su concetti semplici (l’illusione, la “società dello spettacolo”) in maniera sempre sofisticata, declinandoli in modi sempre più complessi, mai diretti, ma lavorando sulle immagini (come, di nuovo, avviene in un film Pixar), le sue motivazioni non sono abbastanza solide per giustificarne le azioni. 

Il grande pregio e il grande difetto di Spider-Man: Far From Home coincidono. L’uomo ragno di Jon Watts salva il mondo, ma mentre lo fa sta in realtà pensando a come tornare nel più breve tempo possibile dalla sua MJ, a come giustificare un’ennesima, lunga, assenza ai suoi professori. E con lui, anche lo spettatore. È questa la testimonianza migliore di quanto il film lavori bene sulla componente “teen”, scherzando e creando un vero clima da gita scolastica, tralasciando forse eccessivamente quella supereroistica, affidata quasi completamente al carisma del suo villain.  

Spider-Man: Far From Home è il film Marvel più vicino alla concezione del cinema Pixar
3.8 Punteggio
Pro
Grande alchimia fra gli attori, villain in grado di aprire il film a nuovi meccanismi
Contro
Manca il pathos
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

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Spider-man: disponibile la saga completa nel boxset firmato Universal

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gb fan di spiderman muore a 4 anni disney nega la lapide con il supereroe tgcom

Se essere Far From Home in questi giorni è ancora un miraggio e l’idea di uscire al caldo vi spaventa, quale idea migliore per passare delle fresche serate casalinghe insieme al proprio condizionatore e all’amichevole Spiderman di quartiere?

Si appresta al debutto il nuovissimo Spiderman: Far From Home, gioiellino Marvel e ultimo film a chiudere ufficialmente la fase 3 dell’Universo dei fumetti al cinema. Essere pronti sarà fondamentale per sconfiggere i cattivi, e per prepararsi al meglio sarà necessario recuperare tutti i film dell’Uomo Ragno in formato Dvd e Blu-ray (clicca qui per comprarlo), con tantissimi contenuti speciali! Dall’iconica trilogia di Sam Raimi con l’indimenticabile Tobey Maguire, passando per i due The Amazing Spider-man con Andrew Garfield, fino all’ultimo Spiderman: Homecoming del ragno più famoso di casa Marvel con il giovane e promettente Tom Holland. Se non volete perdervi nemmeno un minuto di questa incredibile storia in tutte le sue interpretazioni, questi pezzi saranno imprescindibili nella vostra collezione!

Ma non finisce qui: per celebrare le nuove uscite estive, Universal Pictures Home Entertainment Italia ha lanciato un’iniziativa davvero speciale in sinergia con il cinema! A fronte dell’acquisto di uno dei cofanetti da collezione delle tre saghe che saranno protagoniste dell’estate: Spiderman, Men in Black e Fast & Furious; all’interno del boxset troverete un biglietto cinema valido tutto l’anno per qualsiasi film in programmazione! Dopo Spider-man, si prosegue il 10 luglio con il boxset in Dvd e Blu-ray dedicato alle avventure degli iconici Men in Black, in arrivo il 25 luglio nelle sale italiane. Anche qui la collection prevede tutti e 3 i film della franchise simbolo degli anni 2000, con una nuova elegante veste grafica e numerosi contenuti speciali da godersi insieme e con gli amici.

Ultimo boxset in uscita è l’imperdibile collection di Fast & Furious contenente tutti e 8 i film della saga dedicata alle auto da corsa e all’azione più spericolata, disponibile sempre dal 10 luglio in Dvd e Blu-ray per rivivere le avventure di Vin Diesel e compagni ed arrivare pronti in sala per Hobbs & Shaw l’8 agosto.

All’interno di ogni franchise collection estiva in regalo un biglietto cinema per vivere i grandi film dell’estate e renderla ancora più indimenticabile: il biglietto sarà valido per tutti i film in programmazione per tutto l’anno. Sulla confezione sarà indicato con uno sticker la presenza del buono cinema, insieme alle istruzioni per ottenerlo: basterà inserire il codice all’interno su www.cinemauniversal.it per ottenere subito il premio!

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Marvel Stories: L’Armatura – Il Martello – Lo Scudo, il saggio di Giuseppe Benincasa

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Finalmente disponibile in versione cartacea il saggio Marvel Stories: L’Armatura – Il Martello – Lo Scudo di Giuseppe Benincasa, già autore della guida non ufficiale completa agli Easter Egg di Ready Player One, dal titolo I Predatori degli easter egg di Ready Player One – il film. Il saggio è già al primo posto dei bestsellers di Amazon! Il saggio Marvel Stories: L’Armatura – Il Martello – Lo Scudo è un viaggio alla scoperta del genere e della definizione di cinecomic, attraverso l’analisi dei tre supereroi cardine dei primi 11 anni del Marvel Cinematic Universe. Le trilogie di Iron Man, Thor e Captain America sono analizzate e approfondite, al fine di evidenziare psicologie ed emotività, collegate alle scelte di sceneggiatura e di regia, che vanno oltre la semplice dicitura di “genere cinecomic”.

L’autore è Giuseppe Benincasa, nato a Palermo nel 1977 ha iniziato a scrivere di cinema durante gli anni del liceo, dove curava anche il giornale della scuola.
Appassionato da sempre di fumetti e cinema, ha successivamente co-fondato il sito di informazione cinematografica e televisiva Widemovie.it, ha lavorato alla promozione social di film per le maggiori case di distribuzione cinematografiche (Disney, Warner Bros., Universal Pictures, etc etc), è entrato a far parte della redazione del sito LaScimmiaPensa.com e di quella del sito Mondo FOX. Giuseppe è da qualche anno membro della giuria dell’International Online Web Fest, dove visiona cortometraggi e web series provenienti da tutto il globo.

Potete trovare la versione KINDLE al seguente link: https://amzn.to/2Wv5fxK
Potete trovare la versione CARTACEA al seguente link: https://amzn.to/2WtU2xn

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