Adesso non ci sono più tanti capolavori in vendita sul mercato e c’è grande concorrenza per accaparrarsi le opere rimaste”: sarebbe questo, secondo Nicolai Iljine, consulente d’arte del Guggenheim di New York, uno dei motivi che avrebbe portato la famiglia reale del Qatar a sborsare la bellezza di duecentocinquanta milioni di dollari per un’opera d’arte. Il dipinto in questione è I giocatori di carte, realizzato da Paul Cezanne nel 1893. L’opera del pittore post-impressionista si aggiudica così la palma di quadro più pagato al mondo scalzando di diritto il precedente record fissato, nel 2006, a centoquaranta milioni di dollari, per il dipinto No 5 1948 di Jackson Pollock.

L’acquisto era stato effettuato già lo scorso aprile, ma solo qualche giorno fa il sito di Vanity Fair aveva svelato l’incredibile cifra che George Embiricos, armatore greco possessore del dipinto di Cezanne, avrebbe intascato pochi mesi prima di morire. Sono cinque i dipinti che Cezanne dedicò al tema dei giocatori di carte, di cui quattro esposti al Museo d’Orsay di Parigi, al Metropolitan Museum di New York, al Courtauld Institute di Londra e alla Barnes Foundation di Filadelfia, mentre quello venduto da Embiricos era una delle opere più ambite al mondo essendo nelle mani di un privato. Alla fine la famiglia reale araba, battendo la concorrenza di due dei più importanti collezionisti al mondo, Larry Gagosian e William Acquavella, è riuscita nell’ardua impresa di mettere le mani su questo incantevole dipinto di Cezanne, ormai destinato a cambiare la storia e il mercato dell’arte, che probabilmente sarà esposto al Museo Nazionale di Doha, affiancandosi ad altri pezzi incredibili come quelli di Andy Warhol, Damien Hirst e Mark Rothko. Che ci piaccia o no, ormai la storia dell’arte si fa a colpi di milioni di dollari. Dove sono finite le pennellate?