Magari in una di quel centinaio di fotografie scattate dal 1861 agli anni Sessanta potrebbe esserci un vostro lontano parente, o perché no, potreste esserci voi stessi. Il Complesso del Vittoriano diventa un grande archivio della memoria nazionale, ospitando vecchi album fotografici che ognuno di noi conserva gelosamente nei cassetti delle proprie case, salvando dall’oblio momenti riservati e personali che ci legano alla nostra famiglia. Dai matrimoni ai battesimi, ai compleanni, alle gite, la macchina fotografica imprime indelebilmente i fatti della nostra vita e della nostra storia privata. Con la mostra Foto Famiglia quei ritratti di famiglia, così teneramente custoditi come oggetti intimi, divengono patrimonio dell’intera comunità: un modo per ripercorrere gli attimi segreti di ciascuno di noi che è parte di quell’intera comunità.

Curata da Francesco Mattioli, nata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e promossa dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’esposizione venne realizzata in occasione della Conferenza nazionale della famiglia, tenutasi a Milano tra l’8 e il 10 novembre del 2010. Le fotografie vennero poi proiettate all’interno della mostra Regioni e testimonianze d’Italia al Complesso del Vittoriano dal 2 aprile al 3 luglio 2011. Finalmente, dal 23 settembre al 23 ottobre, Foto Famiglia al Vittoriano rappresenterà la terza tappa di questo iter ideale attraverso i volti che hanno fatto l’Italia.  Un centinaio di fotografie per cento anni di storia d’Italia. E, non a caso, gli anni più importanti per quella nascente Nazione, che giunse, negli anni Sessanta del

Novecento, a vivere un momento di grande trasformazione e di floridezza economica. Ed in quegli anni anche la fotografia cambiava. Se nell’Ottocento non esistevano che fotografi professionisti, con la grande invenzione di George Eastman della macchina fotografica portatile la fotografia si rivoluziona. Si riducono i tempi di esposizione, si abbassano i costi e la fotografia diventa sempre più semplice e popolare. La macchina fotografica passa dalle mani dei fotografi professionisti ai dilettanti che scattano per celebrare la memoria del proprio focolare. Fino ad allora le classi popolari non avevano mai avuto modo di avere un ritratto di famiglia, appannaggio delle grandi famiglie aristocratiche, ma con la diffusione della fotocamera, anche i meno agiati potevano permettersi di tenere nel cassetto un momento felice da ricordare. Questa mostra si intreccia su tre livelli: la storia di ciascuna famiglia, la storia di un popolo e la storia della fotografia. Tre storie che pongono le radici per la nostra memoria. Certo dai primi esperimenti fotografici di Joseph Nicephore Niepce e di Louis Daguerre ne sono passate di pellicole nelle macchine fotografiche, fino ad arrivare alle nostre fotocamere digitali. Ma quanti scatti abbiamo immortalato rendendo unici i sorrisi dei nostri parenti, gli abiti delle cerimonie o le acconciature delle nostre nonne. Ognuno rendendosi inconsapevole reporter della storia del proprio Paese.