E’ una di quelle persone che è cresciuta a pane e musica fin dall’infanzia: a 5 anni cantava nel coro della chiesa, a 8 ha iniziato a suonare il pianoforte, a 11 ha fatto il primo concerto. Conseguentemente ha trovato una propria identità nella black music anni ’50 (quella vintage della Motown, della Stax e dell’Atlantic, per intenderci) e dopo essersi irrobustita sufficientemente le spalle, ha raggiunto il successo con il singolo giusto al momento giusto (50mila, L’uomo che amava le donne). Stiamo parlando di Nina Zilli. La trentaduenne cantautrice piacentina, nonostante la giovane età, vanta già una florida carriera e le si prospetta dinanzi un 2012 elettrizzante (per dirlo con parole sue).

Dopo aver rifiutato di fare il giudice a X-Factor – “Ma come gli è venuto in mente di proporlo proprio a me, che sono l’antitesi del talent?” – e aver concepito un nuovo album dal titolo L’amore è femmina di prossima pubblicazione, nel quale tra l’altro è presente un brano (Un’altra estate) scritto a quattro mani con la sua cantantessa preferita Carmen Consoli, la nostra Nina dal gusto retrò parteciperà anche al Festival di Sanremo. Durante la sessantaduesima edizione della kermesse ligure infatti gareggerà con Per sempre e duetterà con Skye dei Morcheeba eseguendo l’evergreen di Mina Grande grande grande.

Come se non bastasse Giorgio Panariello l’ha reclutata per il suo nuovo programma in onda a marzo su Canale 5. Serve un nuovo aggettivo per descriverla? Forse onnipresente fa al caso giusto.