Ieri sera è andata in scena l’ultima replica di Lipstick- Commedia in tre strati più epilogo, pièce surreale e tutta al femminile, incentrata sull’incertezza di una futura sposa, rappresentata metaforicamente dai tre strati che solitamente tingono le labbra delle donne: matita, rossetto e lipstick.

Tutto è pronto per il matrimonio di Bianca (Elisa Alessandro), maniacalmente organizzato dall’invadente madre Silvia (Paola Sambo), ma la truccatrice Elena (Claudia Mei Pastorelli), omosessuale e sicura di sé, mentre le passa il rossetto sulle labbra, avverte che forse è proprio la sposa a non essere sicura di desiderare il grande passo. Bianca dimentica il velo e quando torna indietro per riprenderlo dalle mani di Elena, le due si danno un bacio. In quel momento Bianca  immagina il suo futuro, prima come moglie inadeguata di un avvocato assente, poi come compagna felice di Elena, ma in entrambi i casi è sempre la figura di sua madre ad opprimerla e a rovinare tutto. Alla fine di questo strano flashforward, a metà strada tra l’incubo e la commedia, Bianca capisce che la sua incertezza deriva innanzitutto dalla presenza ingombrante della madre nella sua vita, ma anche dalle pretese della società borghese più in generale, perciò cambia idea sul matrimonio.

Carlotta Corradi, giovane regista teatrale e documentarista, con Lipstick è alla sua prima prova come autrice, riuscendo a creare un’opera intima e di sostanza, con una notevole forza di rottura rispetto al teatro classico. Il tema trattato è certamente spinoso, ma la Corradi riesce ad affrontarlo con un linguaggio semplice, che riesce a creare un legame diretto con il pubblico. Inoltre Il teatro moderno della compagnia Quattroquinte, nata dalla collaborazione fra la regista e autrice con l’attrice Claudia Mei Pastorelli, ha come fine l’eliminazione della distanza tra spazio scenico e pubblico, determinando la rottura della quarta parete con escamotage molto carini, che mescolano il teatro alla tv o al cinema. Costumi dai colori intensi e decisi rappresentano i caratteri delle protagoniste, costituendo un veicolo di informazioni ulteriori per il pubblico. Molto brave la Pastorelli e la Sambo, la prima nel ruolo di una donna omosessuale, elegante e sicura di sé, la seconda nei panni sgargianti di una madre che impone le sue scelte alla figlia. L’impegno e la dedizione della giovane Elisa Alessandro la porterà presto a raggiungere i migliori traguardi.

Commedia davvero riuscita e gradevole, che ci fa attendere la prossima regia di Carlotta Corradi, a teatro  in primavera con il suo adattamento di The Women.